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View Full Version : Innocenza eliminata senza diritto di parola


Ewigen
10-01-2006, 12:42
In 20 anni 10 milioni di bimbe abortite

L'India cancellata con raspa razzista

Marina Corradi

Immaginate una grande città - ma solo di bambine. Una città di 500 mila bambine. Una città così viene annientata prima che nasca, ogni anno in India: aborto selettivo, ma solo di femmine. Non valgono quasi nulla, in quella cultura; e da quando, all’incirca vent’anni fa, la tecnologia occidentale ha diffuso anche laggiù le ecografie, rendendo largamente accessibile la determinazione del sesso del nascituro, modernità e antica misoginia si sono unite in un connubio spaventevole: non solo aborto, ma aborto mirato delle femmine. Fotografate, individuate e scovate nel ventre delle madri, che invece che difendere le figlie sono state disposte a sacrificarle: meglio un maschio, piuttosto, più accetto al padre, e alla società. Meglio un maschio: e quell’immagine scattata nel buio del grembo, è una condanna. L’aborto selettivo, pure vietato dalla legge indiana dal 1994, secondo la ricerca pubblicata dall’ultimo numero di Lancet avrebbe cancellato in vent’anni 10 milioni di femmine. Un’infinita serie di città di bambine. E con loro, le figlie che forse avrebbero voluto, e che mai nasceranno.
Accanto a questo paese scomparso, a questo paese di fanciulle annientata, colpisce però un altro dato dei due ricercatori indiani, riportato da Lancet. Che l’aborto delle figlie femmine sarebbe molto più frequente, cioè, fra le donne istruite che fra quelle delle classi basse. È un dato che pare destinato a invalidare tutto quanto potrebbe essere prevedibilmente scritto sul rapporto tra questa tragedia e analfabetismo e ignoranza femminili in India. Proprio le più colte, quelle che sono andate a scuola, davanti all’ipotesi di una figlia femmina più facilmente dicono di no. Non "no" a un figlio, comunque, ma "no" a una figlia, perchè è una bambina. Perchè già in quell’ombra sfuggente che è un’ecografia rivela che sarà una donna; e dunque, simile a sua madre. E la madre, per quella promessa di affinità, si chiude nel più definitivo dei rifiuti: come me, no. Meglio che tu non nasca. Quale totale assenza di prospettive e di speranze, quali umiliazioni possono portare a un così collettivo non volere proseguire se stesse, come se essere donna fosse una sorte triste, da evitare a chi viene come un maligno destino? Bastano, la povertà e la sovrappopolazione indiana, a spiegare tutto questo, quando altri popoli altrettanto poveri non sono arrivati alle stesse conseguenze? O la spinta della cultura occidentale verso il controllo demografico forzoso e la sterilizzazione del Terzo Mondo non trova, in fondo, certo non ammesso, nell’aborto selettivo femminile il vertice della sua logica? Si sterilizza un popolo, non facendone nascere le figlie.
La natura, da parte sua, in quasi ogni angolo del mondo prevede un rapporto singolarmente e fisso tra maschi e femmine. Le femmine sono sempre un po’ più numerose, come per un vantaggio previsto a favore di chi dà la vita. La natura ci tiene, cocciutamente, a che la vita continui. Per questo, mantiene certi suoi precisi parametri. In India, per la prima volta da millenni, questo parametro è stato bruscamente alterato. Venti città scomparse. Annullate. E tutte di bambine. Individuate, e strappate via prima ancora di nascere. Né figlie, né madri mai più di nessuno.(MPV-Avvenire)



L'aborto, per età, negli Stati Uniti

[ICN-News ]
Dal 1990, anche se in calo, l'aborto, negli Stati Uniti, rimane uno degli interventi chirurgici più diffusi fra le donne. Un quarto di tutte le gravidanze finisce in aborto. Secondo il Guttumacher Institute, un istituto di ricerca che appoggia il diritto all'aborto, un terzo delle donne americane avrà avuto un aborto prima di raggiungere i 45 anni di età.

Ecco le statistiche per età su chi ricorre all'aborto:



Sotto i 15 anni : 1%

" 15-19: 19%

" 20-24: 33%

" 25-29: 23%

" 30-34: 13%

" 35-39: 8%

" 40-44: 3%

Fonte: Los Angeles Times

parax
10-01-2006, 12:46
So che in Cina succede esattamente la stessa cosa, addirittura i cinesi che vivono al confine sono costretti a sconfinare per sposarsi con russe e mongole visto che da loro le donne scarseggiano.

sider
10-01-2006, 13:02
Sull'aborto in america.....la maggior parte della popolazione di ceto basso è ignorante e non conosce l'uso dei + elementari metodi anticoncezionali.
Una maggior informazione ed un pò meno di perbenismo ipocrita porterebbe sicuramente alla riduzion edi numero di aborti.

Spectrum7glr
10-01-2006, 13:19
Sull'aborto in america.....la maggior parte della popolazione di ceto basso è ignorante e non conosce l'uso dei + elementari metodi anticoncezionali.
Una maggior informazione ed un pò meno di perbenismo ipocrita porterebbe sicuramente alla riduzion edi numero di aborti.

no il problema è che si è banalizzata la pratica abortiva...ho fatto una cazzata e non voglio pagarne le conseguenze? aborto e mi levo il problema...l'aborto da "extrema ratio", si sta trasformando in anticoncezionale, strumento per assecondare "capricci" della madre.
Ma non accade solo negli States...anche in Italia sarei curioso di vedere come viene effettivamente applicata la legge.

Ileana
10-01-2006, 13:41
non è una questione d'ignoranza dei metodi.
come ha già detto Spectrum7glr è una questione di sottovalutazione dei rischi.

Cosa che sta dratsicamente aumentando in Italia.
E si è avviata un' "inchiesta" su come viene applicata la 194 non per eliminarla (come vorrebero far credere alcuni), ma proprio perchè in Italia sta drasticamente aumentando il numero degli aborti, soprattutto tra le ragazzine.

Bollita
10-01-2006, 14:16
no il problema è che si è banalizzata la pratica abortiva...ho fatto una cazzata e non voglio pagarne le conseguenze? aborto e mi levo il problema...l'aborto da "extrema ratio", si sta trasformando in anticoncezionale, strumento per assecondare "capricci" della madre.
Ma non accade solo negli States...anche in Italia sarei curioso di vedere come viene effettivamente applicata la legge.
sicuramente sarà anche per questo motivo che molte donne ricorrono a questa pratica,ma non sottovaluterei anche l'ipotesi dell'ignoranza e della poca responsabilizzazione (mi riferisco a paese come l'italia) dell'individuo.
su quello che sta capitando in india, non ho molto da aggiungere, sfortunatamente cioò accade perchè (pur avendo tecnologie avanzate come ecografie etc) hanno una mentalità molto antica e un maschilismo molto potente.

Ileana
10-01-2006, 14:31
sicuramente sarà anche per questo motivo che molte donne ricorrono a questa pratica,ma non sottovaluterei anche l'ipotesi dell'ignoranza e della poca responsabilizzazione (mi riferisco a paese come l'italia) dell'individuo.

avevo letto una statistica *nonmiricordodove* che indicava il grado d'informazione, e l'utilizzo, dei metodi contraccettivi.
Ed è risultato che solo in pochissime zone dell'Italia l'informazione tra le ragazze è veramente scarsa.
per la maggior parte, pur essendo a conoscenza dei metodi contraccettivi, per comodità ( :eek: :mbe: :muro: :doh: :help: ) si "affida a Dio" :mbe:

ErbaLibera
10-01-2006, 14:35
Non ho capito dove vogliono arrivare:all'estinzione della razza indiana o a essere un popolo di fru-fru?

Bollita
10-01-2006, 16:01
avevo letto una statistica *nonmiricordodove* che indicava il grado d'informazione, e l'utilizzo, dei metodi contraccettivi.
Ed è risultato che solo in pochissime zone dell'Italia l'informazione tra le ragazze è veramente scarsa.
per la maggior parte, pur essendo a conoscenza dei metodi contraccettivi, per comodità ( :eek: :mbe: :muro: :doh: :help: ) si "affida a Dio" :mbe:
ora non ho letto questa statistica quindi non so bene quello che dice,ma credo che chi "si affida a dio" una volta concepito un figlio (per esser coerente) non abortisca, poi come ho detto prima (parlando dell'italia) il grande numero di aborti che ci sono credo dipendano dal fatto (come già detto) che i ragazzi (ormai sempre piu giovani) non siano responsabilizzati, infatti molte persone non accettano la conseguenza dei propri gesti.

sider
10-01-2006, 16:20
Non ho capito dove vogliono arrivare:all'estinzione della razza indiana o a essere un popolo di fru-fru?

Me lo sono chiesto anche io....

Ileana
10-01-2006, 16:32
ora non ho letto questa statistica quindi non so bene quello che dice,ma credo che chi "si affida a dio" una volta concepito un figlio (per esser coerente) non abortisca, poi come ho detto prima (parlando dell'italia) il grande numero di aborti che ci sono credo dipendano dal fatto (come già detto) che i ragazzi (ormai sempre piu giovani) non siano responsabilizzati, infatti molte persone non accettano la conseguenza dei propri gesti.
il "si affida a Dio" l'ho formulata io per dire che si affidano al caso, alla probabilità (esistente) di non rimanere comunque incinta....
e si, è data da una mancanza di responsabilizzazione.

QUello che stavo cercando di dire è che in Italia, l'informazione c'è. Manca appunto una responsabilità.

Bollita
10-01-2006, 16:33
il "si affida a Dio" l'ho formulata io per dire che si affidano al caso, alla probabilità (esistente) di non rimanere comunque incinta....
e si, è data da una mancanza di responsabilizzazione.

QUello che stavo cercando di dire è che in Italia, l'informazione c'è. Manca appunto una responsabilità.
beh allora e quel che ho detto io ;)

Cfranco
10-01-2006, 16:41
non è una questione d'ignoranza dei metodi.
come ha già detto Spectrum7glr è una questione di sottovalutazione dei rischi.

Cosa che sta dratsicamente aumentando in Italia.
E si è avviata un' "inchiesta" su come viene applicata la 194 non per eliminarla (come vorrebero far credere alcuni), ma proprio perchè in Italia sta drasticamente aumentando il numero degli aborti, soprattutto tra le ragazzine.
Mi dici dove hai trovato questi dati ?
Per quel che ne so io in Italia il ricorso all' aborto é stato in costante diminuzione fino a due anni fa , poi é risalito per l' aumento di straniere che vi ricorrono ( le italiane sono ancora diminuite ) .
Senza contare che l' "inchiesta" é ancora più assurda quando si pensi che nella legge 194 é già previsto il monitoraggio statistico , per cui i dati sono già disponibili senza dover scomodare nessuno .

Ileana
10-01-2006, 16:46
Mi dici dove hai trovato questi dati ?
Per quel che ne so io in Italia il ricorso all' aborto é stato in costante diminuzione fino a due anni fa , poi é risalito per l' aumento di straniere che vi ricorrono ( le italiane sono ancora diminuite ) .
Senza contare che l' "inchiesta" é ancora più assurda quando si pensi che nella legge 194 é già previsto il monitoraggio statistico , per cui i dati sono già disponibili senza dover scomodare nessuno .
ripeto che non mi ricordo l'inchiesta dove sia stata pubblicata, l'ho letta svariati mesi fa. Non mi ricordo se sul Resto del Carlino o su un qualche settimanale come l'Espresso o Panorama.
Se può servire (magari qualcuno l'ha letto) c'era una cartina con i dati su ogni regione :mc:

L'inchiesta non è assurda, perchè la legge 194 non viene praticamente applicata in nessun caso.

Ewigen
10-01-2006, 19:25
Sindrome post-abortiva: aspetti clinici

( MPV) L'Aborto e poi? La Sindrome Post-Abortiva,

Dott. Dario Casadei

II dibattito sull'IVG, sia in Italia che nel mondo, ha sempre riguardato gli aspetti di tipo motivazionale e cioè le condizioni che potessero giustificare l'effettuazione della stessa. Si è quasi sempre rimosso, però, il pensiero di cosa avrebbe potuto comportare l'interruzione della gravidanza sia nel breve tempo che in quello lungo e quanto questo avrebbe condizionato la vita psichica futura della donna. Non ritengo di soffermarmi ulteriormente su quanto appena accennato, se non per sottolineare l'aspetto dinamico di tipo difensivo che ha caratterizzato a lungo questa rimozione collettiva, quasi di "sapore" Junghiano.



Ritengo che i primi a superare questa struttura difensiva siano stati proprio gli "addetti ai lavori" e cioè gli psicoterapeuti, ai quali non poteva sfuggire la presenza dell'IVG nelle storie cliniche di alcune pazienti e la somiglianza dei quadri sinfomatologici. Quindi, almeno per la realtà statunitense, si è iniziato a impostare lavori di ricerca che indagassero il dopo-aborto, giungendo dal 1985 ad oggi a produrre più di quattrocento lavori scientifici.

Pur con i limiti dell'iniziale approssimazione si è giunti ad una prima codificazione sintomatologica nel 1989/90, ed è da tale data che anche in Italia si è iniziato ad affrontare la problematica del dopo-aborto. Questo avviene prevalentemente a livello della comunità scientifica con alcune ricerche mirate ad un approfondimento della casistica, con lo scopo di giungere alla creazione di un registro clinico dei casi. Tutto ciò ha portato a delineare sostanzialmente i sintomi a carattere psichico che sono riconducibili ad un pregresso intervento per IVG.

Attualmente possiamo indicare tre quadri nosologici ormai sufficientemente definiti, e cioè la "psicosi post-aborto", lo "stress post- aborto" e la "sindrome post-abortiva". Senza dilungarmi nella descrizione clinica dei primi due aspetti, si può affermare che la prima insorge immediatamente dopo I'aborto, che perdura oltre i sei mesi, e che è un disturbo di prevalente interesse psichiatrico. Per il secondo si ha un'insorgenza dai tre ai sei mesi dalla data dell'IVG e rappresenta il disturbo più "lieve" finora osservato.

La "sindrome post abortiva" invece si riferisce ad un insieme di disturbi che possono insorgere subito dopo l'interruzione come dopo svariati anni in quanto può rimanere a lungo latente a livello inconscio. Pertanto non è né facilmente prevedibile né facilmente riconoscibile.

Ricorrendo ad una esemplificazione figurata, si può paragonare l'IVG ad una mina che dopo essere stata innescata viene gettata nell'oceano. Questa mina può rimanere inattiva per svariati anni, può esplodere dopo brevissimo tempo, può anche non esplodere. Pero una "piccola" mina può anche affondare una grossa nave! Uscendo dall'esemplificazione la "mina", cioè l'aborto, vaga nel "mare" che è l'inconscio, e l'ostacolo su cui può detonare è la percezione dell'interruzione stessa. Infatti la donna può rimuovere, può anche negare, mediante meccanismi di difesa, quanto è accaduto, però può anche recuperare la percezione cosciente dell'interruzione avvenuta evidenziando il bisogno di elaborazione del lutto.

Banus
10-01-2006, 19:27
Se può servire (magari qualcuno l'ha letto) c'era una cartina con i dati su ogni regione :mc:
http://www.johnstonsarchive.net/policy/abortion/italy/ab-italyr2.html

Comunque mi torna quello che dice Cfranco: c'è un aumento recentemente ma analizzando i dati si scopre che è dovuto essenzialmente al ricorso da parte delle donne extracomunitarie (qui (http://www.dica33.it/argomenti/ginecologia/gravidanza/gravidanza22.asp), di meglio non trovo).

E sono d'accordo sul fatto che manchi responsabilità: ma purtroppo una legge come la 194 interviene solo dopo. Servirebbe più coscienza delle conseguenze delle proprie azioni (da questo punto di vista i ragazzi/ragazze che si pongono il dubbio sull'uso di un contraccettivo, pur non volendo una gravidanza, sono emblematici).

Ewigen
10-01-2006, 19:38
L'inchiesta non è assurda, perchè la legge 194 non viene praticamente applicata in nessun caso.

Per motivi di "lavoro" con queste situazioni ho a che fare direttamente.Naturalmente la sitiuazione cambia da ospedale a ospedale ma in buona (scusa il termine per niente appropriato,al contrario) parte i consultori sono ridotti a dei semplici day-hospital (e non certo per salvare vite (vite riconosciute dalla stessa,non proprio buona,legge 194!)).

Banus
10-01-2006, 19:51
( MPV) L'Aborto e poi? La Sindrome Post-Abortiva,
La sindrome post-abortiva è ancora molto discussa da parte dei medici, perchè non c'è consenso sul considerarla una sindrome a parte al posto della più nota sindrome da stress traumatico.
In ogni caso l'incidenza stimata è una su 30 (se ricordo bene) contro uno su 10 per la sindrome post parto, e gli effetti sono minori:
http://www.religioustolerance.org/abo_post.htm

In uno studio riportato da "Le Scienze" pare che non ci sia nessuna correlazione fra aborto e depressione, mentre ha molta più importanza la situazione della donna.
http://www.lescienze.it/specialarchivio.php3?id=11422

Ewigen
10-01-2006, 20:28
La sindrome post-abortiva è ancora molto discussa da parte dei medici, perchè non c'è consenso sul considerarla una sindrome a parte al posto della più nota sindrome da stress traumatico.
In ogni caso l'incidenza stimata è una su 30 (se ricordo bene) contro uno su 10 per la sindrome post parto, e gli effetti sono minori:
http://www.religioustolerance.org/abo_post.htm

In uno studio riportato da "Le Scienze" pare che non ci sia nessuna correlazione fra aborto e depressione, mentre ha molta più importanza la situazione della donna.
http://www.lescienze.it/specialarchivio.php3?id=11422

Dichiaratamente involontarie e indesiderate...quali?Per motivi di carriera, :oink: voluto (non da di violenza da parte del maniaco di turno, ma voluto)ma non erano pronti alle eventuali consegenze,....

Banus
10-01-2006, 20:59
Dichiaratamente involontarie e indesiderate...quali?Per motivi di carriera, :oink: voluto (non da di violenza da parte del maniaco di turno, ma voluto)ma non erano pronti alle eventuali consegenze,....
Mi pento di usare i link in italiano quando disponibili, visto che poi si va a discutere sui dettagli inventati dall'articolista. Questo è l'annuncio in inglese:
http://www.sciencedaily.com/releases/2005/10/051029100018.htm

e questo è l'articolo:
http://bmj.bmjjournals.com/cgi/content/full/bmj;331/7528/1303

che è la discussione di un precedente studio, e non ne parla. L'intenzione era data da un questionario, con le scelte "voluta", "non voluta", "indifferente", e l'analisi si è limitata al campione che ha indicato "non voluta".

lowenz
11-01-2006, 11:52
visto che poi si va a discutere sui dettagli inventati dall'articolista.
L'hai detta giusta.....e ahimè è vero in molti contesti.

~ZeRO sTrEsS~
11-01-2006, 13:17
So che in Cina succede esattamente la stessa cosa, addirittura i cinesi che vivono al confine sono costretti a sconfinare per sposarsi con russe e mongole visto che da loro le donne scarseggiano.

mensogna,
il governo cinese per legge non ammetteva piu' di due figli per coppia oppure per l'aborto di una figlia pagava un premio, oggi il premio viene dato per ogni figlia che nasce

Northern Antarctica
11-01-2006, 13:43
mensogna,
il governo cinese per legge non ammetteva piu' di due figli per coppia oppure per l'aborto di una figlia pagava un premio, oggi il premio viene dato per ogni figlia che nasce

In Cina c'è ancora la stessa regola, un figlio per ogni coppia, e sanzioni molto gravi nel caso della nascita di un secondo figlio; nel caso di cinesi facoltosi e residenti in grandi città come Shanghai ci possono essere delle "eccezioni".

Il fatto che l'erede maschio sia preferito continua a valere, anche a Taiwan dove invece non vi sono limitazioni di sorta.

Ewigen
11-01-2006, 18:58
«Aborto, a 8 donne su 10 non è offerta alternativa»

Carlo Casini, presidente del Movimento per la Vita, ribadisce: attuare le misure che riguardano la prevenzione. Oggi la commissione termina le audizioni. Entro fine mese la relazione

Da Roma Pier Luigi Fornari

(aVVENIRE-MPV)È un record il numero dei bambini salvati dall'aborto nel 2004 dai Centri di aiuto alla vita (Cav), circa 7.000. Cifra che porta il totale dal 1975 a 70mila. Lo ha affermato il presidente del Movimento per la Vita (Mpv), Carlo Casini, ascoltato nel pomeriggio di ieri dalla commissione Affari sociali della Camera nell'ambito dell'indagine conoscitiva sulla applicazione della legge 194, insieme all'Associazione medici cattolici italiani (Amci), a Don Oreste Benzi, fondatore della Comunità Papa Giovanni XXIII, ai rappresentanti dell'Associazione Progetto famiglia e della Caritas. Da parte di tutti è stata sollecitata l'applicazione della parte della legge che riguarda la prevenzione, ma nel suo vero senso: come prevenzione dall'aborto, e non come prevenzione dal concepimento, cioè contraccezione.
Proprio in merito alla mancata attuazione della parte della legge che mira alla tutela della vita, Casini ha osservato che «nell'80% dei casi non solo alla donna non viene prospettata alcuna alternativa all'aborto», ma non viene neppure chiesto il motivo della sua intenzione. Spesso l'incontro con il personale del consultorio è vissuto come «una sollecitazione all'aborto».
Anche la gravidanza interrotta per timore di malformazioni, ha sottolineato l'ex parlamentare, «spesso non è affatto indesiderata». Perciò un errore diagnostico o un consiglio superficiale non vanno solo contro la vita del bimbo, ma anche contro la libertà della donna. Il medico poco scrupoloso consiglia l'interruzione della gravidanza «come via sicura per evitare noie di ogni genere».
Viceversa è possibile «evitare l'aborto anche quando è in corso una gravidanza difficile o non desiderata». Non è vero che la decisione è immodificabile. Il progetto Gemma ("adozione a distanza ravvicinata") ha fatto nascere 12mila bambini, di cui il 40-45% erano destinati a non venire alla luce, per una decisione formale già presa dalla madre.
Drammatico poi il mancato rispetto dell'articolo 7 della legge, che consente l'aborto anche quando sussiste la possibilità di vita autonoma del feto, ma solo quando c'è «un imminente pericolo per la vita» della donna. Non basta cioè solo il pericolo per la salute. Ai Cav sono giunte notizie di bambini abortiti, ma vivi, e quindi lasciati morire sul tavolo operatorio, quando non si presentava un reale pericolo per la vita della donna.
Difficoltà economiche, e soprattutto solitudine, sono le cause più frequentemente indicate per l'aborto. «Ne deriva l'efficacia del metodo della condivisione - ha affermato il presidente del Mpv -. Non basta un colloquio burocratico, occorre un'amicizia, un reale farsi carico dei problemi». È importante la buona volontà tipica del volontariato, ma non basta «occorre anche una adeguata preparazione psicologica e una significativa esperienza».
Casini ha evidenziato anche il contributo significativo che può fornire la pubblicità. È provato che in non pochi casi il contatto con il Cav è veicolato da un manifesto, uno spot televisivo, la lettura di un giornale.
In mattinata sono stati auditi il magistrato Chiara Giammarco, dell'ufficio del Giudice tutelare presso il Tribunale di Roma; Maria Antonietta Bianco, presidente della Federazione dei Collegi delle ostetriche; rappresentanti delle associazioni Vita di donna, Donne in genere, di associazioni di donne immigrate, e de "il Melograno".
Per il magistrato romano sarebbe auspicabile una maggior presenza dello psicologo nei casi nei quali minorenni intendono interrompere la gravidanza senza il consenso dei genitori. Con la seduta di oggi le audizioni hanno termine. Il presidente della commissione, Giuseppe Palumbo (Fi), intende lavorare alla stesura della relazione conclusiva nella prossima settimana per presentarla in quella successiva, in modo da rispettare il termine della fine del mese fissato dal presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini, per la conclusione dell'indagine.

Bollita
12-01-2006, 11:28
Quando una qualsiasi associazione ""per la vita"" o Casini decideranno di affrontare il problema anche attraverso una pesante campagna informativa (anche televisiva) con spot mirati all'uso di contraccettivi ormonali e soprattutto preservativi per i più giovani, mettendoci sotto la firma (cosa che avviene in diversi, forse decine, paesi più evoluti) comincerò a dar loro credito...fino ad allora per me sono e restano una banda di illiberali bigotti.
non possono farlo tramite i media.
Ci vorebbero dei corsi aggiuntivi nelle scuole dove parlano di tutto e non solo delle malattie,ma anche dove affrontano il discorso aborto dicendo come funziona.

Blue Spirit
12-01-2006, 13:16
no il problema è che si è banalizzata la pratica abortiva...ho fatto una cazzata e non voglio pagarne le conseguenze? aborto e mi levo il problema...l'aborto da "extrema ratio", si sta trasformando in anticoncezionale, strumento per assecondare "capricci" della madre.
Ma non accade solo negli States...anche in Italia sarei curioso di vedere come viene effettivamente applicata la legge.


Quotissimo. Ormai sono rari i casi di persone che ignorino i metodi contraccettivi moderni.

Blue Spirit
12-01-2006, 13:16
Quando una qualsiasi associazione ""per la vita"" o Casini decideranno di affrontare il problema anche attraverso una pesante campagna informativa (anche televisiva) con spot mirati all'uso di contraccettivi ormonali e soprattutto preservativi per i più giovani, mettendoci sotto la firma (cosa che avviene in diversi, forse decine, paesi più evoluti) comincerò a dar loro credito...fino ad allora per me sono e restano una banda di illiberali bigotti.


Amen.

~ZeRO sTrEsS~
12-01-2006, 13:51
In Cina c'è ancora la stessa regola, un figlio per ogni coppia, e sanzioni molto gravi nel caso della nascita di un secondo figlio; nel caso di cinesi facoltosi e residenti in grandi città come Shanghai ci possono essere delle "eccezioni".

Il fatto che l'erede maschio sia preferito continua a valere, anche a Taiwan dove invece non vi sono limitazioni di sorta.

ultimamente ho letto un articolo su focus e diceva che il governo cinese paga un premio per la nascita di ogni bambina, mentre prima pagava lo stesso premio per un aborto, poi se non erro i figli potevano essere due (se non erro per lo scambio generazionale)

Foglia Morta
13-01-2006, 08:57
in Cina...

Tra marzo e luglio, in un cantone della provincia di Shandong, nell'est della Cina, circa 7000 cinesi sono state forzatamente sterilizzate dagli agenti comunisti della pianificazione familiare mentre altre hanno partorito bambini morti dopo essere state sottoposte a iniezioni di veleno. Una delle vittime ha raccontato che il cadavere del suo bambino è stato, dopo il parto, immerso da alcune infermiere in una bacinella d'acqua per assicurarne il decesso.

Perché? Semplicemente perché i responsabili di questa regione di Linyi erano stati rimproverati di non aver saputo impedire un numero troppo elevato di nascite, contravvenendo alla politica del partito comunista detta del figlio unico. Bisognava quindi reagire per ristabilire l'equilibrio.

L'informazione, pubblicata dal settimanale americano "Time" del 19 settembre 2005, e stata ora con-fermata con una sorprendente rapidità dai responsabili della Commissione della popolazione nazionale e della pianificazione familiare (NPFPC). Certamente, la stampa cinese non si è fatta eco dello scandalo, ma l'agenzia di stampa "Nuova Cina" ha pubblicato dei comunicati ufficiali per gli stranieri nel suo servizio in inglese ("Le Monde", 23 settembre 2005).

Secondo il portavoce del NPFPC, Yu Xuejun, l'inchiesta aperta nella provincia di Shandong ha rivela-to che "le affermazioni al riguardo dei casi di aborti e di sterilizzazioni forzati si sono rivelate vere". Il por-tavoce ha aggiunto che "i colpevoli sono stati destituiti dai loro incarichi. Alcuni sono sotto inchiesta, altri in stato di detenzione". Ha anche promesso che saranno organizzate sedute di sensibilizazione "sulle questioni giuridiche" da parte del personale locale della pianificazione familiare al fine di impedire il ripetersi di tali abusi.

Citando degli avvocati cinesi, "Time" riporta che alcuni abitanti del cantone sono stati picchiati a mor-te per aver tentato di proteggere dei membri delle loro famiglie che si nascondevano al fine di sfuggire alle ste-rilizazioni e agli aborti forzati. La violenza con la quale gli ufficiali di Linyi hanno voluto far scendere le curve della natalità ricorda le ore più nere dell'applicazione della politica del figlio unico, venticinque anni fa. Que-sta politica maltusiana destinata a frenare lo spettro della sovrappopolazione - la Cina conta più di 1,3 miliar-di di abitanti - è stata per molto tempo impopolare. Gli esempi di pratiche violente nei confronti di donne che avevano ignorato la regolamentazione abbondano.

Le campagne tuttavia beneficiano di un privilegio rispetto alle città: è autorizzata una seconda nascita nel caso in cui la prima riguardi una bambine mentre le minoranze etniche beneficiano di un regime ancora più "favorevole".
Nel 2002, l'Assemblea nazionale popolare (il Parlamento della Repubblica comunista) ha votato una legge che ha ammorbidito il controllo esercitato dallo Stato sulla famiglia.

Secondo la nuova legge le coppie sono autorizzate ad avere più figli pagando una sorta di imposta pudicamente denominata "tassa sociale di compensazione" che arriva a circa 600 euro, una cifra enorme per l'economia cinese. I contadini sono prati-camente incapaci di sborsare una tale cifra, che costituisce fino a tre volte l'ammontare del loro stipendio men-sile. "La politica del figlio unico ha sollevato molta gente contro lo Stato. E ciò e ben lungi dall'essere un risultato", ha spiegato un funzionario della Commissione di Pianificazione familiare.
da http://viewsfromrome.org/view_art.php?ref=916

m4st3rx
13-01-2006, 09:15
essendo un argomento delicato, ognuno la pensi come vuole;
per fortuna c'e' la liberta' di scelta, e chessenedica uno e' liberissimo di abortire quanto vuole entro una certa data dal concepimento.

io personalmente preferisco far abortire alla mia ragazza piuttosto che diventare "padre" prematuramente, e probabilmente lasciarla anche sola, (le unioni costrette per episodi del genere non credo funzionino granche' a lungo andare...)
e creare disagi nel futuro del mio ipotetico figlio...

se posso non prendermi le mie responsabilita', perche' dovrei prendermele?
Pensateci,vietare l'aborto sarebbe, oltre ad un enorme passo indietro dal punto di vista sociale, causa di molti piu' abbandoni di quanti non se ne verifichino oggi.

~ZeRO sTrEsS~
13-01-2006, 10:04
essendo un argomento delicato, ognuno la pensi come vuole;
per fortuna c'e' la liberta' di scelta, e chessenedica uno e' liberissimo di abortire quanto vuole entro una certa data dal concepimento.

io personalmente preferisco far abortire alla mia ragazza piuttosto che diventare "padre" prematuramente, e probabilmente lasciarla anche sola, (le unioni costrette per episodi del genere non credo funzionino granche' a lungo andare...)
e creare disagi nel futuro del mio ipotetico figlio...

se posso non prendermi le mie responsabilita', perche' dovrei prendermele?
Pensateci,vietare l'aborto sarebbe, oltre ad un enorme passo indietro dal punto di vista sociale, causa di molti piu' abbandoni di quanti non se ne verifichino oggi.

ah e secondo te abortire e' l'unica soluzione? per me significa piu' scappare dalle proprie responsabilita'
ti ricordo che se non vuoi diventare padre usi contracettivi e casomai invece di abortire puoi far adottare il bambino...

Ewigen
13-01-2006, 12:29
essendo un argomento delicato, ognuno la pensi come vuole;
per fortuna c'e' la liberta' di scelta, e chessenedica uno e' liberissimo di abortire quanto vuole entro una certa data dal concepimento.

io personalmente preferisco far abortire alla mia ragazza piuttosto che diventare "padre" prematuramente, e probabilmente lasciarla anche sola, (le unioni costrette per episodi del genere non credo funzionino granche' a lungo andare...)
e creare disagi nel futuro del mio ipotetico figlio...

se posso non prendermi le mie responsabilita', perche' dovrei prendermele?
Pensateci,vietare l'aborto sarebbe, oltre ad un enorme passo indietro dal punto di vista sociale, causa di molti piu' abbandoni di quanti non se ne verifichino oggi.

Veramente,applicando veramente la legge 194 il tuo caso si risolve in:te la sei andata a cercare?Assumiti le tue responsabilità.
E molto probabilmente se veramente applicata di tutti quei oltre quatro milioni e mezzo di morti solo negli ospedali pubblici la stragrandissima maggioranza tutto erano tranne che "legittime" (e di testimonianze di donne (ora pentite e alcune persino mie colleghe di "lavoro") che hanno abortito solo pechè non pronte ne ho sentite di persona centinaia).

Ewigen
24-01-2006, 12:29
Aborto - Il South Dakota si prepara a dichiararlo illegale

[Pro-Life America 24/01/06]

Si chiama Atto per la Salute della Donna e la Protezione della Vita la norma che sta per essere introdotta nel South Dakota in virtù della quale l'aborto diventerebbe illegale. Non si prevodono, però, sanzioni per il medico che pratica l'aborto per salvare la vita della madre.

:)

~ZeRO sTrEsS~
24-01-2006, 12:45
Aborto - Il South Dakota si prepara a dichiararlo illegale

[Pro-Life America 24/01/06]

Si chiama Atto per la Salute della Donna e la Protezione della Vita la norma che sta per essere introdotta nel South Dakota in virtù della quale l'aborto diventerebbe illegale. Non si prevodono, però, sanzioni per il medico che pratica l'aborto per salvare la vita della madre.

:)

che bello :)

Hal2001
24-01-2006, 13:11
mensogna,
il governo cinese per legge non ammetteva piu' di due figli per coppia oppure per l'aborto di una figlia pagava un premio, oggi il premio viene dato per ogni figlia che nasce

Tutto sbagliato. Non pensare perché vi sia un regime che non faccia trapelare queste ed altre mostruosità, che i cinesi siano un popolo civile.
Vengono sterminate migliaia di vite ogni anno, prima ancora che nascano, nella loro pazza idea di controllare tutto.

Zorcan
24-01-2006, 13:40
Aborto - Il South Dakota si prepara a dichiararlo illegale

[Pro-Life America 24/01/06]

Si chiama Atto per la Salute della Donna e la Protezione della Vita la norma che sta per essere introdotta nel South Dakota in virtù della quale l'aborto diventerebbe illegale. Non si prevodono, però, sanzioni per il medico che pratica l'aborto per salvare la vita della madre.

:)

Le donne, ormai ridotte a uteri in comodato d'uso la cui gestione è affidata a terzi, ringraziano.

Ewigen
26-01-2006, 22:05
Ischia, aborti clandestini da medici "obiettori"
Valeria Chianese

Avevano opposto un rifiuto secco e motivato all'aborto proclamandosi pubblicamente obiettori di coscienza, ma smesso il camice bianco della struttura pubblica, indossavano quello privato e allora il no all'aborto, l'obiezione e tutte le belle parole sulla difesa della vita e sul «noi abbiamo le mani pulite» finivano nascoste nella tasca della giacca insieme alle parcelle pagate dalle donne che avevano chiesto e ottenuto di interrompere la gravidanza. È successo all'ospedale Rizzoli di Ischia dove i medici del reparto di ginecologia si dichiarano anzi a questo punto si dichiaravano tutti obiettori di coscienza: qui aborti non se ne fanno. Due di quegli stessi sanitari accettavano invece di ricevere nel proprio studio, extra moenia, le donne che intendevano abortire. E lì praticavano l'intervento, dietro compenso. L'equazione è perciò facilissima: in ospedale non si può, negli studi a pagamento si può. Gli infermieri sapevano, il primario anche. Le pazienti pure. Il paravento diffidente dei «non so» e dei «non si fa» era infatti molto trasparente. Ed è stata proprio la soffiata di una delle pazienti, più o meno davvero incinta, a mettere in moto il meccanismo che ha portato alla scoperta dei medici antiaborto in corsia e proaborto fuori. Ora la vicenda delle finte obiezioni di coscienza e dei veri aborti è passata nelle mani della magistratura che ha aperto un fascicolo e della guardia di finanza che adesso ci tiene a controllare i redditi dei due medici che non emettevano fattura per gli interventi praticati in studio e pagati. Tutto questo però sicuramente e purtroppo rafforzerà anche le trame delle polemiche dimenticando le vite perse dei figli non nati e delle donne non madri. (Avvenire)


Oltre che criminali una sola parola:IPOCRITI!

Giuro che mai voterò uno schieramento che si abbassa a fare alleanze anche con una sola persona che accetta pratiche del genere.

Ewigen
26-02-2006, 23:48
[AVVENIRE]«STRAPPO» IN AMERICA
L’unica eccezione in caso di pericolo di vita per la madre. Gli ospedali cattolici del Connecticut contro il decreto che aprirebbe alla prescrizione obbligatoria della pillola del giorno dopo

Usa, il Sud Dakota è pronto a varare legge anti-aborto

È il primo Stato a «sfidare» la normativa federale In caso quasi certo) di ricorso per incostituzionalità la decisione spetterà alla Corte suprema Svolta 33 anni dopo la sentenza Roe-Wade che legalizzò l’interruzione volontaria della gravidanza
Da New York Elena Molinari

Il nuovo attacco alla legalità dell'aborto negli Stati Uniti parte dal Sud Dakota ma ha nel mirino la Corte suprema, dove i due nuovi giudici nominati da George W. Bush hanno aperto nel fronte antiabortista la speranza di una storica proibizione dell'interruzione volontaria di gravidanza. Il Parlamento dello Stato del Centro-nord degli Usa, solidamente repubblicano, ha approvato una legge che mette al bando ogni forma di aborto, con l'unica eccezione prevista in caso di pericolo di vita per la madre. I medici che violano il divieto rischiano fino a 5 anni di carcere. È la proposta di legge sull'aborto più restrittiva che uno Stato americano abbia approvato negli ultimi 30 anni, ed è per questo un obiettivo sicuro di denunce di incostituzionalità. I primi a sottoporla all'attenzione di un tribunale saranno i membri di Planned Parenthood, la principale associazione abortista statunitense, che faranno scattare la causa se il governatore del Sud Dakota la controfirmerà, facendola entrare in vigore. Il governatore, il repubblicano Mike Rounds, non si è però voluto pronunciare sulla sua intenzione di dare il via libera o meno alla legge. Se lo farà, l'iter giudiziario potrebbe tenere la legge in sospeso per anni. Le probabilità che un giudice statale la dichiari inammissibile infatti sono alte, proprio alla luce dei precedenti federali che governano la materia: il famoso caso Roe contro Wade del 1973, che stabilisce il diritto all'aborto, e il successivo Casey contro Planned Parenthood, del 1992, con cui la Corte suprema respinse un'ondata di leggi statali che avevano tentato di limitare radicalmente la possibilità di abortire. Il principio guida, in questi casi, è la presenza o meno nella legge di un'ampia eccezione per la salvaguardia della salute (e non solo della vita) della donna. I ricorsi e gli appelli certi da parte dello Stato del Sud Dakota o di Planned Parenthood porteranno con ogni probabilità la questione all'attenzione della massima Corte costituzionale americana, che dovrà decidere se affrontarla. Fra gli stessi promotori della legge non manca però chi, come il gruppo "National Right to Life", considera questa strategia troppo lunga, costosa e rischiosa per i movimenti di difesa della vita. Ma la maggior parte dei parlamentari dello Stato è convinta che sia il momento giusto per cominciare la battaglia. La nomina di John Roberts alla presidenza della Corte suprema e, ancora di più, del conservatore Samuel Alito al posto della moderata Sandra Day O'Connor, ha infatti creato una Corte a maggioranza moderata, che non ha finora esitato a prendere in esame casi concernenti l'aborto. A gennaio la Corte Roberts ha ribadito all'unanimità la costituzionalità di una legge che prevede il coinvolgimento dei genitori in caso a richiedere l'aborto sia una minorenne. E nei prossimi mesi discuterà la legge federale che vieta l'aborto tardivo. Intanto in Connecticut si è alzata la protesta degli ospedali cattolici contro una nuova legge dello Stato che impone a tutti i medici di prescrivere la pillola del giorno dopo alle vittime di stupro. Pur comprendendo il trauma delle vittime, ha commentato il presidente dell'ospedale di Hartford, padre John Gatzak, lo Stato non può costringere la Chiesa "a rispondere a un male con un altro male".

Era ora! :)

^TiGeRShArK^
27-02-2006, 01:07
che bello :)
ke culo! :O




devo ricordarmi di non lasciare figli in giro da quelle parti :O

:asd:

funky80
27-02-2006, 09:54
Oh yeah, vietiamo l'aborto così torneremo al simpatico giro di interventi illegali a basso prezzo praticati da presunti medici, o a qualche donna poco istruita che decide simpaticamente di effettuare un'interruzione di gravidanza in casa con una gruccia da armadio, ip ip hurra per il progresso civile della condizione femminile !

p.s. Credo che una donna sia padrona del suo corpo e debba poter liberamente scegliere se interrompere una gravidanza o nò entro un certo tempo dal concepimento. Vietare la pillola del giorno dopo,come l'aborto non significa diminuirne il numero, ma solo favorire altri metodi per effettuarlo, tutti più traumatici e pericolosi per le donne.

-kurgan-
27-02-2006, 17:04
So che in Cina succede esattamente la stessa cosa, addirittura i cinesi che vivono al confine sono costretti a sconfinare per sposarsi con russe e mongole visto che da loro le donne scarseggiano.

beh, viste le russe non so quanto ci perdano eh :D ;)

Ewigen
05-03-2006, 01:19
UN MARE DI VITTIME DI CUI TUTTI SIAMO RESPONSABILI
Antonio Socci

Il calcolo complessivo delle vittime dell'aborto supera il miliardo di vite umane…Non si dovrebbe fermarsi un attimo e riflettere?

Ieri l'Unità riportava in prima pagina questo titolo: "La fame uccide sei milioni di bambini ma a noi non importa nulla". Credo anche io che sia una tragedia immane che si consuma ogni anno e che non dovrebbe farci dormire tranquilli. Giustamente Walter Veltroni scrive che "dovrebbe essere la notizia principale per tutti i giornali del mondo".

Ha ragione. Ma – senza voler opporre tragedia a tragedia, perché fanno parte dello stesso computo – ritengo che ci sia un orrore ancora maggiore su cui chiudiamo gli occhi (e chiedo, pacatamente, anche all'Unità se non merita un titolo di prima pagina): un miliardo di vite umane soppresse con l'aborto. Avete letto bene: un miliardo. Un numero sconvolgente. E non lo troverete registrato da nessuna parte. Ancora più censurato delle vittime per fame. Una gigantesca rimozione vige tuttora nelle nostre coscienze, nel nostro sistema informativo e culturale, in tutta la nostra civiltà. Si trovano una quantità di volumi che contabilizzano i morti per fame, per guerre, per violenze, per stermini e genocidi nel corso del Novecento. Marcello Flores, che arriva alla cifra complessiva di 200 milioni di vittime nel libro "Tutta la violenza di un secolo", conclude che per questo "il XX secolo è stato considerato uno dei più violenti nella storia dell'umanità", indicando la Seconda guerra mondiale, "con i suoi cinquanta milioni di morti" come "l'evento più distruttivo del XX secolo e forse della storia umana".

Eppure da questo spaventoso computo è rimasta fuori la più immensa delle tragedie. E non perché nessuno ne sia a conoscenza: anzi, tutti la conoscono, è una soppressione di vite umane addirittura pubblica, autorizzata e finanziata dagli Stati. Ma questo fenomeno – nonostante le sue dimensioni, il più colossale programma di morte della storia umana – è sistematicamente rimosso: un miliardo di vite umane soppresse. Non voglio puntare il dito su nessuno (ne siamo tutti responsabili). Chiedo solo di soffermarsi su questa cifra.

Come si arriva a un computo così inaudito? Sono certo che il lettore sospetterà trattarsi di un'esagerazione, di una cifra ad effetto. Purtroppo non è così. Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità (dati del 1997) ogni anno sarebbero praticati 53 milioni di aborti. Ovvero abbiamo annualmente un numero di vittime innocenti pari a quelle provocate dall'intera Seconda guerra mondiale (1939-1945) che è considerata "l'evento più distruttivo della storia umana". Da quanti anni si verifica questa ecatombe? Se si considera che da più di trent'anni l'aborto è statalizzato nei paesi democratici, e molto prima è stato legalizzato in Unione Sovietica, nella Germania nazista e poi negli altri Paesi dell'Est – cosa che dimostra come l'aborto sia uno dei frutti avvelenati delle ideologie totalitarie del Novecento – si supera facilmente il miliardo di vittime.

Si dirà che l'aborto era praticato anche nei secoli precedenti. Sì, ma non in dimensioni così gigantesche. Inoltre erano perpetrate anche altre crudeli pratiche, ma a nessuno è venuto in mente di renderle legali, oltretutto così moltiplicando il numero delle vittime e moltiplicando le "armi" tecnologiche di distruzione legale della vita innocente. Peraltro – come si sa – la legge produce il costume, quella sorta di "anestetizzazione" delle coscienze che Bobbio indicava come il grande disastro della legge 194. Non solo l'aborto è, oggi, un "diritto" sancito dalle leggi, ma in certi Paesi è addirittura obbligatorio. Per legge. In Cina dai primi anni Ottanta è entrato in vigore il programma di controllo delle nascite che impone il limite di un solo figlio per famiglia: "chi viola queste regole" scrive Bernardo Cervellera "rischia multe salatissime, aborto forzato, infanticidio, distruzione della casa o requisizione dei beni".

Gli effetti sono stati giganteschi: "lo Stato si vanta dei successi raggiunti: 300 milioni di nascite in meno in 21 anni". Trecento milioni. E quando improvvidamente un bambino "non permesso" riesce a scampare all'aborto e a nascere, le contromisure sono agghiaccianti. Sono soprattutto le donne a far le spese di questa violenta politica. Infatti nel 1997 l'OMS ha scoperto che in Cina dal 1980 "mancavano" all'appello circa 50 milioni di bambine di troppo: si è riscontrata cioè una sproporzione nel Paese fra maschi e femmine che – dicono le statistiche ufficiali – sono oggi in rapporto di circa 120 contro 100 quando dovrebbe essere l'inverso. Alla cifra già vertiginosa di un miliardo di vittime dell'aborto nel corso del Novecento (soprattutto degli ultimi decenni del Novecento) dovrebbero essere aggiunte molte altre vite umane soppresse dalle varie "pillole del giorno dopo" e da sistemi di contraccezione meccanica (in realtà abortivi perché impediscono l'annidamento e non la fecondazione: solo in Francia sono circa 2 milioni e mezzo le donne che li usano).

Una studiosa francese calcola che ai 50 milioni di aborti praticati ogni anno nel mondo si debbano sommare circa 4 milioni di aborti "farmaceutici" (pillole del giorno dopo) e addirittura 460 milioni di aborti dovuti all'uso contraccettivi meccanici abortivi. Mi sembra una stima altissima, ma anche se si dovesse ridurre addirittura di tre quarti, avremmo sempre un numero enorme. E' però stupefacente che sia così difficile trovare delle stime su ciò che tali sistemi provocano in termini di embrioni soppressi. E' un vuoto di informazione che conferma come sia stato semplicemente abolito il problema della vita umana.

Le statistiche dimostrano che la legalizzazione dell'aborto non solo non ha fatto sparire l'aborto clandestino (come dimostrato pure da tristissimi episodi di cronaca), ma di fatto ha trasformato l'aborto in una pratica contraccettiva, cosicché anche il numero degli aborti "legali" non è affatto diminuito, anzi talvolta è aumentato. E nei casi in cui è diminuito in cifre assolute il ricorso all'intervento chirurgico è solo perché, per l'invecchiamento della popolazione, è minore il numero di donne in età fertile, e perché, negli ultimi anni, sono diventati disponibili sul mercato vari prodotti farmaceutici "del giorno dopo". Il cui consumo massiccio dovrebbe essere tenuto presente nelle statistiche sugli aborti. Cécile Prieur su Le Monde (9 dicembre 2004) ha tracciato un bilancio rivelatore per la Francia, pur essendo nient'affatto contraria alla legge abortista: "Trent'anni dopo l'adozione della legge Veil, il numero di donne che abortiscono ogni anno oscilla sempre intorno a 200 mila… Negli anni Settanta i legislatori e le femministe speravano che lo sviluppo della contraccezione e poi l'autorizzazione all'IGV, avrebbero prodotto una progressiva diminuzione del ricorso all'aborto. Trent'anni dopo nulla di tutto ciò".

Va poi aggiunto l'immenso numero di embrioni "prodotti" per la fecondazione artificiale e – in un modo o nell'altro – soppressi. Immenso quanto? Si calcola che solo per far nascere – ad esempio - 20 bambini occorra "produrre" circa 1800 embrioni di cui dunque 1780 sono destinati alla morte. Se è vero che "oggi i nati con PMA nel mondo sono ormai circa un milione", per calcolare la moltitudine di "fratelli" che sono stati "sacrificati" dovremmo orientarci all'incirca sui 90 milioni di "embrioni" fratelli (e tutto questo è accaduto solo negli ultimi venti anni). Come si vede si tratta di numeri sconvolgenti, che portano perfino sopra quella cifra (un miliardo di vite umane soppresse) fornita all'inizio e che pur sembrava assolutamente esagerata e abnorme. E un fenomeno simile non merita una riflessione?




Socialismo (derivati falce e svastika compresi),"liberalismo",relativismo,...:un miliardo di vite e coloro che li ricorderà ne sarà molto grato :rolleyes:
"Buon" voto...:rolleyes:

^TiGeRShArK^
05-03-2006, 02:29
Va poi aggiunto l'immenso numero di embrioni "prodotti" per la fecondazione artificiale e – in un modo o nell'altro – soppressi. Immenso quanto? Si calcola che solo per far nascere – ad esempio - 20 bambini occorra "produrre" circa 1800 embrioni di cui dunque 1780 sono destinati alla morte. Se è vero che "oggi i nati con PMA nel mondo sono ormai circa un milione", per calcolare la moltitudine di "fratelli" che sono stati "sacrificati" dovremmo orientarci all'incirca sui 90 milioni di "embrioni" fratelli (e tutto questo è accaduto solo negli ultimi venti anni). Come si vede si tratta di numeri sconvolgenti, che portano perfino sopra quella cifra (un miliardo di vite umane soppresse) fornita all'inizio e che pur sembrava assolutamente esagerata e abnorme. E un fenomeno simile non merita una riflessione?




Socialismo (derivati falce e svastika compresi),"liberalismo",relativismo,...:un miliardo di vite e coloro che li ricorderà ne sarà molto grato :rolleyes:
"Buon" voto...:rolleyes:
grazie..
io al referndum ho votato xkè questi embrioni soppressi fossero almeno utilizzati per la ricerca con le staminali e per salvare delle VITE umane....
tu cosa hai votato per curiosità????:rolleyes:

Jo3
05-03-2006, 08:36
Sull'aborto in america.....la maggior parte della popolazione di ceto basso è ignorante e non conosce l'uso dei + elementari metodi anticoncezionali.
Una maggior informazione ed un pò meno di perbenismo ipocrita porterebbe sicuramente alla riduzion edi numero di aborti.

No, guarda, forse proprio non hai capito.

non si tratta di casi di coppie che vogliono un rapporto senza conseguenze, si tratta di un nuclei familiari che vogliono un figlio, e volontariamente selezionano il sesso scartando il feto.

Una catena di produzione umana, ove i pezzi da scartare (di sesso femminile) vengono eliminati.

Banus
05-03-2006, 10:18
non si tratta di casi di coppie che vogliono un rapporto senza conseguenze, si tratta di un nuclei familiari che vogliono un figlio, e volontariamente selezionano il sesso scartando il feto.
Ma questo caso non si può prendere come esempio delle conseguenze dell'aborto. La determinazione del sesso è possibile a partire dal quarto mese:
http://digilander.libero.it/ecografia/Infoeco.htm
e questo renderebbe illegale l'eventuale aborto nella maggior parte dei paesi occidentali. Non a caso si parla di "feticidio".
Nel caso dell'India l'iniziativa è stata di limitare pesantemente le ecografie per la determinazione del sesso, e i medici indiani affermano che i dati della ricerca non sono rappresentativi della situazione attuale, perchè comprendono la precedente selezione:
http://www.medicalnewstoday.com/medicalnews.php?newsid=36100

Una ricerca (http://www.hsph.harvard.edu/grhf-asia/suchana/0510/khan_etc.html) mostra comunque come l'incidenza degli aborti illegali (nonostante sia possibile quello legale) è molto alta (dalle 3 alle 5 volte quelli legali) e la mortalità delle femmine è accentuata non solo dagli aborti ma anche dall'infanticidio selettivo e dal peggiore trattamento delle figlie. La minore disponibilità di ecografie ha portato alla diffusione di altre tecniche più invasive (qui (http://www.hsph.harvard.edu/grhf-asia/suchana/0225/george.html) ).
Quindi posso dedurre che il problema in India è dovuto soprattutto alla mentalità e alla cultura, indipendentemente dalla disponibilità dell'aborto.

nestle
05-03-2006, 12:03
siamo alle solite...

quello che è il pensiero di una vostra idea religiosa DEVE essere imposto a tutti.

non vi basta decidere per voi con la vostra coscienza, dovete obbligare gli altri ad avere le vostre stesse vedute.
in secoli di storia non è cambiato niente... relativismo, liberalismo, non c'entrano niente, voi avete paura del libero pensiero delle persone, questo sì sarebbe la fine per una bigotta, oscura, criminale (come ha nei secoli dimostrato) organizzazione religiosa.

l'estremismo religioso è una brutta cosa, spesso si vedono gli estremismi solo in casa d'altri e non ci si accorge dei propri.

l'islam ha scritto le leggi degli uomini fondendole con quelle religiose ed ora milioni di mussulmani si trovano a dover vivere rispettando per forza precetti religiosi; i cattolici vorrebbero fare lo stesso, ma fortunatamente si sono svegliati tardi. imporre una legge, come quella contro l'aborto, andrebbe ad essere una presa di posizione anacronistica (in europa) e poco efficace al fine di quello che un cattolico vorrebbe: gli aborti ci sarebbero ugualmente, sarebbero clandestini, la gente rischierebbe la vita per fare quello che ora si può fare in tranquillità. non ci sarebbe il "salvataggio" di milioni di vite... :rolleyes: in compenso si avrebbero in più migliaia di morti di donne....

chissà perchè mi ricorda un po' la storia dei preservativi in africa: non importa se muorite di aids, però non mettetevi sto cazzo di preservativo altrimenti andate all'inferno... :rolleyes:


Tornando all'aborto, la scelta deve essere solo ed esclusivamente della donna. nessuno deve decidere per lei e per il suo corpo. questo non si chiama relativismo, ma buonsenso e rispetto della persona (persona che esiste...).

sider
05-03-2006, 13:00
No, guarda, forse proprio non hai capito.

non si tratta di casi di coppie che vogliono un rapporto senza conseguenze, si tratta di un nuclei familiari che vogliono un figlio, e volontariamente selezionano il sesso scartando il feto.

Una catena di produzione umana, ove i pezzi da scartare (di sesso femminile) vengono eliminati.

Leggi bene, la selezione del sesso avviene in india.
IO mi riferivo alla fine dell'articolo, sull'america

Jo3
05-03-2006, 13:01
Ma questo caso non si può prendere come esempio delle conseguenze dell'aborto. La determinazione del sesso è possibile a partire dal quarto mese:
http://digilander.libero.it/ecografia/Infoeco.htm
e questo renderebbe illegale l'eventuale aborto nella maggior parte dei paesi occidentali. Non a caso si parla di "feticidio".

[QUOTE]
Nel caso dell'India l'iniziativa è stata di limitare pesantemente le ecografie per la determinazione del sesso, e i medici indiani affermano che i dati della ricerca non sono rappresentativi della situazione attuale, perchè comprendono la precedente selezione:
http://www.medicalnewstoday.com/medicalnews.php?newsid=36100



(cut) hanno lavorato due ricercatori indiani (uno in India e uno in Canada); in base ai loro dati, la pratica delle analisi prenatali e gli aborti selettivi (illegali dal 1994) provocano la perdita di 500.000 bambine ogni anno. La ricerca parte da una analisi nazionale di 1,1 milione di famiglie indiane, pari a circa 6 milioni di persone. In base al rapporto fra maschi e femmine nati in altri paesi, gli analisti ritengono che nel 1997 sarebbero dovute nascere fra 13,6 e 13,8 milioni di bambine; ne sono nate 13,1 milioni. Nella maggior parte dei paesi del mondo la popolazione femminile alla nascita è maggiore di quella maschile; ma nel 2001, per ogni 1.000 maschi nati in India sono state partorite solo 933 bambine.

L'aborto selettivo sarebbe inoltre molto più frequente fra le donne istruite che fra quelle delle classi basse. Prabhat Jha del St Michael's Hospital dell'Università di Toronto in Canada, e Rajesh Kumar dell'Istituto di ricerca medica di Chandigarh, in India, hanno rilevato che le nascite dei maschi aumentano nei nuclei familiari in cui c'è già una bambina (759 bambine per ogni 1.000 maschi partoriti) e aumentano ulteriormente nei nuclei familiari dove sono nate già due femmine (il rapporto diventa di 719 bambine per ogni 1.000 maschi).

Nei nuclei familiari dove il primogenito è un maschio, il rapporto di nuovi nati fra i due sessi è grossomodo al 50%. Secondo Prabhat Jha, una stima al ribasso suggerisce che ogni anno vengano abortite cinquecentomila femmine in più dei maschi (cut)

link : http://www.vita.it/articolo/index.php3?NEWSID=63493


Quindi posso dedurre che il problema in India è dovuto soprattutto alla mentalità e alla cultura, indipendentemente dalla disponibilità dell'aborto.

Il problema in india e' l'aborto indiscriminato utilizzato in congiunzione con l'infanticidio, questo post legge anno 1994 su aborto et simila.

E' un problema grave di cui molta gente si fa portabandiera, ritenendolo il piu alto simbolo di cultura occidentale.

Invece di trovare a monte una soluzione in un paese ove un eccesso di estrema poverta nella popolazione unita ad un arretratezza senza limite sono la principale causa di sfacelo, si preferisce non risolvere il problema ma mettere la classica pezza posticcia .

Simil discorsi sono pari per quanto riguarda contraccettivi nel 3 mondo : laddove ovviamente vi sono nazioni arretrate, si guarda ovviamente ad aggiungere altre pezze posticce : rischio di AIDS? risolviamola brevemente con dei profilattici, invece di favorire l'istruzione , integrazione di un mercato interno, a favore della popolazione stessa.

Coscienza lavata e pulita.

Ewigen
05-03-2006, 13:21
siamo alle solite...

quello che è il pensiero di una vostra idea religiosa DEVE essere imposto a tutti.

non vi basta decidere per voi con la vostra coscienza, dovete obbligare gli altri ad avere le vostre stesse vedute.
in secoli di storia non è cambiato niente... relativismo, liberalismo, non c'entrano niente, voi avete paura del libero pensiero delle persone, questo sì sarebbe la fine per una bigotta, oscura, criminale (come ha nei secoli dimostrato) organizzazione religiosa.

l'estremismo religioso è una brutta cosa, spesso si vedono gli estremismi solo in casa d'altri e non ci si accorge dei propri.

l'islam ha scritto le leggi degli uomini fondendole con quelle religiose ed ora milioni di mussulmani si trovano a dover vivere rispettando per forza precetti religiosi; i cattolici vorrebbero fare lo stesso, ma fortunatamente si sono svegliati tardi. imporre una legge, come quella contro l'aborto, andrebbe ad essere una presa di posizione anacronistica (in europa) e poco efficace al fine di quello che un cattolico vorrebbe: gli aborti ci sarebbero ugualmente, sarebbero clandestini, la gente rischierebbe la vita per fare quello che ora si può fare in tranquillità. non ci sarebbe il "salvataggio" di milioni di vite... :rolleyes: in compenso si avrebbero in più migliaia di morti di donne....

chissà perchè mi ricorda un po' la storia dei preservativi in africa: non importa se muorite di aids, però non mettetevi sto cazzo di preservativo altrimenti andate all'inferno... :rolleyes:


Tornando all'aborto, la scelta deve essere solo ed esclusivamente della donna. nessuno deve decidere per lei e per il suo corpo. questo non si chiama relativismo, ma buonsenso e rispetto della persona (persona che esiste...).

Cattolico: persona oltranzista,estremista,oscura,fondamentalista,puritana,pietista,da camicia di forza,con ideologia criminale,credulone,non pensante,catto-nerd... appartenente alla denominazione cristiana del cattolicesimo

Pro-Lifer: persona oltranzista,oscura,estremista,fondamentalista,da camicia di forza,con ideologia criminale,non pensante,.... che SENZA PER FORZA ESSERE
RELIGIOSO (e quindi avere dogmi religiosi) difende il valore della vita umana dal concepimento fino alla morte naturale.>

corollario:
-cristianesimo (cattolicesimo compreso) ------> battaglia pro-life ovvia
- battaglia pro-life --------> non una battaglia solamente "denominazionale"


Strano che un pensatore illuminato e libero da farnesie dell'esitenza della trascendenza non arrivi a capire certe distinzioni? :rolleyes:



Ps:mi perdonino i cattolici e tutti i pro-life per il mio ironico uso della lingua laicista uaariana

Banus
05-03-2006, 13:44
Nella maggior parte dei paesi del mondo la popolazione femminile alla nascita è maggiore di quella maschile;
E' vero invece il contrario: nascono più maschi che femmine, perchè la mortalità dei maschi è generalmente maggiore. Per il resto l'articolo è corretto, ma non fa che confermare la mia idea: anche se vietata la selezione prosegue (e spesso la legge viene ignorata). Cosidera che in India si incentivano le famiglie piccole (per contenere la popolazione) e questo porta le famiglie ad assicurarsi almeno un figlio maschio.
Per chi interessa l'articolo originale della ricerca è qui:
http://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140673606679300/fulltext
ma serve la registrazione (libera, si può usare bugmenot (http://www.bugmenot.com/) ).

Invece di trovare a monte una soluzione in un paese ove un eccesso di estrema poverta nella popolazione unita ad un arretratezza senza limite sono la principale causa di sfacelo, si preferisce non risolvere il problema ma mettere la classica pezza posticcia .
Qui veramente tocchi un problema estremamente difficile: cosa proponi come alternativa? L'India non ha i soldi per migliorare le condizioni di vita dei suoi abitanti; e nemmeno può controllare cosa fa ogni singolo cittadino, soprattutto quando compie un'azione di nascosto. Anche io penso che l'istruzione e la maggiore consapevolezza porteranno alla stabilizzazione della popolazione, ma questo richiederà decenni. E nel frattempo?
La soluzione dell'India la trovo comunque preferibile a quella cinese, dove non è possibile per legge avere più di un figlio.

rischio di AIDS? risolviamola brevemente con dei profilattici, invece di favorire l'istruzione , integrazione di un mercato interno, a favore della popolazione stessa.
Purtroppo le campagne sul "sesso responsabile" da sole hanno effetto praticamente nullo (e in USA, quindi in paesi fortemente scolarizzati). Sarà una soluzione posticcia come dici tu ma almeno riesci ad avere un 10-15% di incidenza al posto di nulla.

non vi basta decidere per voi con la vostra coscienza, dovete obbligare gli altri ad avere le vostre stesse vedute.
Strano che un pensatore illuminato e libero da farnesie dell'essitenza della trascendenza non arrivi a capire certe distinzioni?
Non vedo come possa aiutare una divisione fra "buoni" e "cattivi", fra "bene" e "male" quando nessuno ha la verità in tasca. Io vedo solo problemi che hanno bisogno di una soluzione.

Banus
05-03-2006, 14:09
Si calcola che solo per far nascere – ad esempio - 20 bambini occorra "produrre" circa 1800 embrioni di cui dunque 1780 sono destinati alla morte.
Questi numeri sono del tutto assurdi, e forse erano realistici 25 anni fa. Nel caso di una donna giovane ne bastano di solito 2 o 3, e difficilmente c'è necessità di un numero maggiore di 10 (forse la UE ha fissato un limite, non ricordo). Simili numeri possono esserci nel caso di diagnosi preimpianto che però sono una percentuale limitata di tutti i casi.

Il numero di aborti (considerata la percentuale "tipica" di 1 ogni 5 gravidanze) è plausibile immaginando 4 miliardi di nati nell'ultimo trentennio. Ma si stima che solo una gravidanza su 3 ha successo, negli altri casi l'embrione non si impianta (sano o non sano) nell'utero. Questo significa dieci miliardi di "bambini" morti con la prima mestruazione.
Di sicuro mi dirai che questo caso è diverso, perchè non c'è intervento dell'uomo. Certo, ma permettimi di considerare crudele un Dio che permette la nascita di così tante persone per poi lasciarle morire miseramente subito dopo.

nestle
05-03-2006, 16:52
Cattolico: persona oltranzista,estremista,oscura,fondamentalista,puritana,pietista,da camicia di forza,con ideologia criminale,credulone,non pensante,catto-nerd... appartenente alla denominazione cristiana del cattolicesimo

Pro-Lifer: persona oltranzista,oscura,estremista,fondamentalista,da camicia di forza,con ideologia criminale,non pensante,.... che SENZA PER FORZA ESSERE
RELIGIOSO (e quindi avere dogmi religiosi) difende il valore della vita umana dal concepimento fino alla morte naturale.>

corollario:
-cristianesimo (cattolicesimo compreso) ------> battaglia pro-life ovvia
- battaglia pro-life --------> non una battaglia solamente "denominazionale"


Strano che un pensatore illuminato e libero da farnesie dell'esitenza della trascendenza non arrivi a capire certe distinzioni? :rolleyes:



Ps:mi perdonino i cattolici e tutti i pro-life per il mio ironico uso della lingua laicista uaariana



come al solito è classico da parte cattolica deridere chi la pensa diversamente :rolleyes: ... è il classico modo di fare di chi si sente superiore e non ha argomentazioni logiche per dimostrarlo.
mi rendo conto che un pensatore illuminato dalla luce divina non riesca a capire che non tutti la pensiamo allo stesso modo e che se per te un embrione è vita per me può non esserlo. Io non obbligo te ad abortire, te non puoi obbligare me a non farlo (rispettando la legge ovviamente).

Jo3
05-03-2006, 19:12
come al solito è classico da parte cattolica deridere chi la pensa diversamente :rolleyes: ... è il classico modo di fare di chi si sente superiore e non ha argomentazioni logiche per dimostrarlo.
mi rendo conto che un pensatore illuminato dalla luce divina non riesca a capire che non tutti la pensiamo allo stesso modo e che se per te un embrione è vita per me può non esserlo. Io non obbligo te ad abortire, te non puoi obbligare me a non farlo (rispettando la legge ovviamente).

no, guarda, penso che in fatto di diritti e doveri, credo ci sia una voce in capitolo.
Essendo l'aborto a carico diretto dello stato, in prima persona come cittadino mi rifiuto di dovermi sobbarcare di tali spese quando vi puo essere una maggiore attenzione in tal frangente.

Nello stesso modo mi sentirei toccato laddove un motociclista cadendo senza casco fosse ricoverato in ospedale.

Onisem
05-03-2006, 19:24
no, guarda, penso che in fatto di diritti e doveri, credo ci sia una voce in capitolo.
Essendo l'aborto a carico diretto dello stato, in prima persona come cittadino mi rifiuto di dovermi sobbarcare di tali spese quando vi puo essere una maggiore attenzione in tal frangente.

Nello stesso modo mi sentirei toccato laddove un motociclista cadendo senza casco fosse ricoverato in ospedale.
Si vabbè, lasciamoli per strada. Ma che discorso è? Proprio cristiano. Per quanto riguarda quel personaggio di Socci: mi piacerebbe sapere com'è arrivato ad una simile cifra, ammesso che il problema sia l'esatto numero di aborti nel mondo. Gliel'ha detto Dio!?

nestle
05-03-2006, 19:45
no, guarda, penso che in fatto di diritti e doveri, credo ci sia una voce in capitolo.
Essendo l'aborto a carico diretto dello stato, in prima persona come cittadino mi rifiuto di dovermi sobbarcare di tali spese quando vi puo essere una maggiore attenzione in tal frangente.

Nello stesso modo mi sentirei toccato laddove un motociclista cadendo senza casco fosse ricoverato in ospedale.

il discorso delle spese è un altro conto e un'altra questione.

ma per i cattolici non credo sia quello il problema...
inoltre scusa ma mi fa più incazzare passare quasi un miliardo di euro all'anno alla chiesa piuttosto che salvare a spese dello stato un motociclista senza casco...

^TiGeRShArK^
05-03-2006, 21:51
inoltre scusa ma mi fa più incazzare passare quasi un miliardo di euro all'anno alla chiesa piuttosto che salvare a spese dello stato un motociclista senza casco...
*

Jo3
05-03-2006, 23:43
Si vabbè, lasciamoli per strada. Ma che discorso è? Proprio cristiano. Per quanto riguarda quel personaggio di Socci: mi piacerebbe sapere com'è arrivato ad una simile cifra, ammesso che il problema sia l'esatto numero di aborti nel mondo. Gliel'ha detto Dio!?

Mi sono espresso male :
in tale frase da me scritta :

vi puo essere una maggiore attenzione in tal frangente.

cosa ti induce a concludere con un : "lasciamoli per strada", quando la stessa frase induce ad una constatazione preventiva e non sottolinea nulla per quanto riguarda un azione di rimedio a cose fatte?

Ewigen
07-03-2006, 19:03
[AVVENIRE]
Usa, il Sud Dakota è pronto a varare legge anti-aborto

È il primo Stato a «sfidare» la normativa federale In caso quasi certo) di ricorso per incostituzionalità la decisione spetterà alla Corte suprema Svolta 33 anni dopo la sentenza Roe-Wade che legalizzò l’interruzione volontaria della gravidanza


[AVVENIRE]
Via libera a legge anti aborto nel Sud Dakota

Washington. Il divieto di quasi tutte le forme di aborto è entrato nei codici del South Dakota. Il governatore Miek Rounds ha infatti firmato una legge statale che i nemici dell'interruzione di gravidanza sperano possa provocare un dibattito nazionale arrivando alla Corte suprema. La legge dovrebbe entrare in vigore il primo luglio: prevede che i medici che effettuano aborti siano puniti fino a cinque anni di reclusione a meno che non dimostrino che la procedura sia necessaria a salvare la vita della donna.


Carcere e lavori forzati a vita (solo perchè la pena di morte è un metodo troppo veloce da non lasciar il rimorso a vita),altro che cinque anni.Per il resto niente di meglio:cincin:

^TiGeRShArK^
07-03-2006, 21:19
[AVVENIRE]
Via libera a legge anti aborto nel Sud Dakota

Washington. Il divieto di quasi tutte le forme di aborto è entrato nei codici del South Dakota. Il governatore Miek Rounds ha infatti firmato una legge statale che i nemici dell'interruzione di gravidanza sperano possa provocare un dibattito nazionale arrivando alla Corte suprema. La legge dovrebbe entrare in vigore il primo luglio: prevede che i medici che effettuano aborti siano puniti fino a cinque anni di reclusione a meno che non dimostrino che la procedura sia necessaria a salvare la vita della donna.


Carcere e lavori forzati a vita (solo perchè la pena di morte è un metodo troppo veloce da non lasciar il rimorso a vita),altro che cinque anni.Per il resto niente di meglio:cincin:

:doh:
si alla pena di morte, no agli aborti....
vivissimi complimenti per la coerenza.....:rolleyes:

P.S. anzi... dimenticavo... da quello che hai scritto si deduce ke nemmeno la pena di morte è sufficiente per placare la tua sete di vendetta..... ma ti avranno mai fatto questi aborti?????:muro:

Ewigen
07-03-2006, 21:32
:doh:
si alla pena di morte

Non meriti risposta.

^TiGeRShArK^
07-03-2006, 21:43
Non meriti risposta.
certo...è comodo ignorare quello ke dico......

Carcere e lavori forzati a vita (solo perchè la pena di morte è un metodo troppo veloce da non lasciar il rimorso a vita)

le cose ke dici tu ovviamente sono la verità assoluta e gli altri non hanno alcun diritto di esprimere il proprio parere...e se lo fanno lo ignori quando va contro le tue convinzioni....

Socialismo (derivati falce e svastika compresi),"liberalismo",relativismo,...:un miliardo di vite e coloro che li ricorderà ne sarà molto grato
"Buon" voto...


grazie..
io al refrendum ho votato xkè questi embrioni soppressi fossero almeno utilizzati per la ricerca con le staminali e per salvare delle VITE umane....
tu cosa hai votato per curiosità????

se preferisci continua pure ad ignorarmi...
io continuerò ad esprimere quello ke penso, xkè, vorrei ricordarti, tu non sei in possesso della verità assoluta......

Ewigen
07-03-2006, 22:24
anzi... dimenticavo... da quello che hai scritto si deduce ke nemmeno la pena di morte è sufficiente per placare la tua sete di vendetta..... ma ti avranno mai fatto questi aborti?????:muro:

Non si chiediamo giustizia per noi,ma per chi è stato eliminato e perchè altre vite colpevoli solo di non avere parola facciano la stessa fine per colpa di un Erode di turno con tanto di altrettanti Pilati che pur sapendo che un innocente viene eliminato si lavano le mani.


certo...è comodo ignorare quello ke dico......

Chi mi ha dato dell'approvatore della pena della morte non sono certo io.


le cose ke dici tu ovviamente sono la verità assoluta e gli altri non hanno alcun diritto di esprimere il proprio parere...e se lo fanno lo ignori quando va contro le tue convinzioni....


Se vuoi votare sì ad un referendum contro la vita,per un partito con ideologie che considero criminali e assassine (,farti le tue manifestazioni non saro certo io ad impedirtelo.Ma la loro esistenza non toglie che certe ideologie anche se legalizzate avranno la mia condanna totale.


io continuerò ad esprimere quello ke penso, xkè, vorrei ricordarti, tu non sei in possesso della verità assoluta......

sarà,ma quello che so è che per piuttosto che riconoscere giuste le battaglie di quella che chiamo cultura erodiana e pilatiana ed esserne complice sarei pronto ad essere fatto a pezzi.

sider
08-03-2006, 11:28
certo...è comodo ignorare quello ke dico......

le cose ke dici tu ovviamente sono la verità assoluta e gli altri non hanno alcun diritto di esprimere il proprio parere...e se lo fanno lo ignori quando va contro le tue convinzioni....


se preferisci continua pure ad ignorarmi...
io continuerò ad esprimere quello ke penso, xkè, vorrei ricordarti, tu non sei in possesso della verità assoluta......

Io ti approvo in toto ma..per favore..basta con quei "KE" non scrivi sul cellulare , alla fine salto i tuoi post perchè sono allucinanti da leggere così.

sider
08-03-2006, 11:29
Non meriti risposta.

Le risposte le meritano sono quelli che ti approvano, lo so.

Ewigen
05-04-2006, 23:01
L'ultima invettiva contro la sacralità della vita
La causa disperata di un Pannella violento
Davide Rondoni

Ieri polemiz-zando e scancherando su Radio Radicale insieme al fotografo Oliviero Toscani a proposito di manifesti elettorali, baci omosex e non so che altro, Marco Pannella ha cambiato discorso e si è messo a inveire contro quello che ha chiamato un nuovo «feticismo». Il feticcio sarebbe, secondo lui, «la sacralità della vita». Questo idolo è stato, a suo parere, ormai imposto nella nostra società da una congrega di feticisti che ne alzano lo spettro. Costoro, i feticisti, si accaniscono ad esempio a pensare al bambino in pancia alla madre come a un vivo, e propalano nella società il malefico sortilegio del loro credere che la vita sia sacra. Contro questo feticismo immondo, Pannella alza la sua polemica. Da dove tragga tutta questa violenza non lo so. Da dove questi toni da vecchio gerarca, questa grossolanità nel trattar della vita (specie della vita non propria…)? Io non so da dove venga questa voglia di distruggere (perché anche una parola distrugge), di deridere il sentimento di rispetto e di devozione che fa cambiare vita a tante madri, che le muove nella fatica di fare figli, di servirli, di crescerli... Da quale serbatoio o cloaca di livore viene questa ansia di offendere un comune sentire e proprio nei giorni in cui la violenza demente su un bambino ha fatto pianger la sua vita - da parte dei genitori come di tanti e anche del presidente Ciampi - appunto come sacra? Da che fosso viene questo odio per un sentimento d'amore? Che strana perversione c'è, che superamento di ogni dura logica di affermazione politica, che voglia di scassinare, di far scempio? Sì, il duro e ripetitivo mestiere del «cardinale laicista» obbliga forse a spararle sempre più grosse. Difficile essere originali quando si ha una posizione solo "contro". E per un voto in più (a proposito di feticci…) si finisce con lo spegnere anche i minimi lumi di rispetto umano. Ma non basta l'imminenza elettorale a spiegare questo odio verso un senso sacro dell'esistenza. Da dove questo odio rozzo ver so una categoria, quella di sacro, che non appartiene necessariamente a chi ha una fede matura ma che da sempre accomuna persone di fedi diverse, spesso di nessuna fede? C'è solo una spiegazione possibile. Solo una tremenda spiegazione. Colui che non ha niente di sacro non sopporta che qualcuno abbia qualcosa di sacro. Colui che non ama non sopporta che un altro ami più di lui. E di più: a volte, per cinica invidia, si obbliga a non amare. Non è soltanto una variante della famosa favoletta della volpe e l'uva: chi non ha qualcosa che desidera finisce per disprezzarla. È di più. È un'ira sorda, covata in oscuri anfratti di delusione e di cinismo. Una violenza che nasce da una continua violenza su se stessi. Così l'uomo che ha strappato da sé ogni reverenza verso qualcosa di più grande di sé, non sopporta che nessuno chiami "sacro" qualcosa, nemmeno la vita. L'uomo che vive solo tra feticci, pensa che tutti siano come lui. Ma Pannella è un uomo di mondo. Colto e astuto. Magari recita soltanto questa obbrobriosa parte. Se l'è messa addosso per recitar la scena che con altri ha deciso di recitare. Per consuete o nuove convenienze. E allora è ancora più triste. Più irresponsabile. Più penoso. Allora è doppiamente rivoltante. Questa offesa lanciata per livore o per gioco, al fianco dello strapagato fotografo, del genietto di quest'epoca violenta e furba, è, allora, ancora più livida e banale. Ad essa si oppone, più ancora delle mie poche indignate parole, l'evidenza di una carezza che una donna darà al suo bambino stamattina, o la commozione che il cuore e la ragione avvertono di fronte al grande e drammatico spettacolo dell'esistenza. Ad essa si oppone l'esperienza dei vivi.[Avvenire]

~ZeRO sTrEsS~
06-04-2006, 08:00
L'ultima invettiva contro la sacralità della vita
La causa disperata di un Pannella violento
Davide Rondoni

Ieri polemiz-zando e scancherando su Radio Radicale insieme al fotografo Oliviero Toscani a proposito di manifesti elettorali, baci omosex e non so che altro, Marco Pannella ha cambiato discorso e si è messo a inveire contro quello che ha chiamato un nuovo «feticismo». Il feticcio sarebbe, secondo lui, «la sacralità della vita». Questo idolo è stato, a suo parere, ormai imposto nella nostra società da una congrega di feticisti che ne alzano lo spettro. Costoro, i feticisti, si accaniscono ad esempio a pensare al bambino in pancia alla madre come a un vivo, e propalano nella società il malefico sortilegio del loro credere che la vita sia sacra. Contro questo feticismo immondo, Pannella alza la sua polemica. Da dove tragga tutta questa violenza non lo so. Da dove questi toni da vecchio gerarca, questa grossolanità nel trattar della vita (specie della vita non propria…)? Io non so da dove venga questa voglia di distruggere (perché anche una parola distrugge), di deridere il sentimento di rispetto e di devozione che fa cambiare vita a tante madri, che le muove nella fatica di fare figli, di servirli, di crescerli... Da quale serbatoio o cloaca di livore viene questa ansia di offendere un comune sentire e proprio nei giorni in cui la violenza demente su un bambino ha fatto pianger la sua vita - da parte dei genitori come di tanti e anche del presidente Ciampi - appunto come sacra? Da che fosso viene questo odio per un sentimento d'amore? Che strana perversione c'è, che superamento di ogni dura logica di affermazione politica, che voglia di scassinare, di far scempio? Sì, il duro e ripetitivo mestiere del «cardinale laicista» obbliga forse a spararle sempre più grosse. Difficile essere originali quando si ha una posizione solo "contro". E per un voto in più (a proposito di feticci…) si finisce con lo spegnere anche i minimi lumi di rispetto umano. Ma non basta l'imminenza elettorale a spiegare questo odio verso un senso sacro dell'esistenza. Da dove questo odio rozzo ver so una categoria, quella di sacro, che non appartiene necessariamente a chi ha una fede matura ma che da sempre accomuna persone di fedi diverse, spesso di nessuna fede? C'è solo una spiegazione possibile. Solo una tremenda spiegazione. Colui che non ha niente di sacro non sopporta che qualcuno abbia qualcosa di sacro. Colui che non ama non sopporta che un altro ami più di lui. E di più: a volte, per cinica invidia, si obbliga a non amare. Non è soltanto una variante della famosa favoletta della volpe e l'uva: chi non ha qualcosa che desidera finisce per disprezzarla. È di più. È un'ira sorda, covata in oscuri anfratti di delusione e di cinismo. Una violenza che nasce da una continua violenza su se stessi. Così l'uomo che ha strappato da sé ogni reverenza verso qualcosa di più grande di sé, non sopporta che nessuno chiami "sacro" qualcosa, nemmeno la vita. L'uomo che vive solo tra feticci, pensa che tutti siano come lui. Ma Pannella è un uomo di mondo. Colto e astuto. Magari recita soltanto questa obbrobriosa parte. Se l'è messa addosso per recitar la scena che con altri ha deciso di recitare. Per consuete o nuove convenienze. E allora è ancora più triste. Più irresponsabile. Più penoso. Allora è doppiamente rivoltante. Questa offesa lanciata per livore o per gioco, al fianco dello strapagato fotografo, del genietto di quest'epoca violenta e furba, è, allora, ancora più livida e banale. Ad essa si oppone, più ancora delle mie poche indignate parole, l'evidenza di una carezza che una donna darà al suo bambino stamattina, o la commozione che il cuore e la ragione avvertono di fronte al grande e drammatico spettacolo dell'esistenza. Ad essa si oppone l'esperienza dei vivi.[Avvenire]

e poi dicono che i drogati fanno guai e questo che ha scritto l'articolo? mi sembra che pannella non abbia detto niente di talmente assurdo la pura verita' si persuppone che un bambino o sta con noi o deve morire, non si prende in conto che qualcuno puo' dare piu' amore di quanto ti immagini...

Ewigen
17-04-2006, 20:39
Sono 53 milioni, ma guai a parlarne

di Andrea A. Galli

C’è poco da fare, Antonio Socci proprio non ce la fa a dire solo quello che si può dire e a tacere quello che si deve tacere. Insomma a comportarsi con educazione. Lo si capisce al volo dall’incipit del suo ultimo libro sull’aborto, Il genocidio censurato (Piemme), una serie di numeri a dir poco indisponenti. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, per esempio, ogni anno sarebbero praticati 53 milioni di aborti, un numero di vittime grosso modo pari a quelle provocate dalla seconda guerra mondiale. La stessa Oms riconosce che le statistiche sono incomplete (per difetto) dal momento che tralasciano spesso gli aborti chimici per Ru 486. Non c’è dubbio quindi che il conto storico – se si considera che da più di trent’anni l’aborto è stato introdotto nei Paesi democratici e molto prima è stato legalizzato in Unione Sovietica e nella Germania nazista – supera il miliardo. Anche senza contare l’uso di milioni di anticoncezionali potenzialmente abortivi, come pillole del giorno dopo, spirali, ecc.

Numeri stratosferici, che dicono da soli la portata del cambiamento avvenuto nella seconda metà del ’900, quando si è avuto il salto qualitativo dall’aborto come pratica tragica ma marginale, all’aborto come diritto rivendicato politicamente, giustificato filosoficamente e codificato nelle leggi. Numeri che danno anche il senso vertiginoso di un vuoto nell’informazione e nella consapevolezza collettiva: «Alle vittime di questa pratica – scrive Socci – viene negata perfino lo statuto di vittima. Semplicemente non esistono. Non debbono esistere. Nemmeno nelle statistiche. Si fanno i conti delle vittime dei totalitarismi, di coloro che sono morti per Aids e perfino per le conseguenze del fumo, ma sui giornali non leggerete le cifre che abbiamo appena visto. Nemmeno sui volumi che si presentano come storia dell’aborto».

Un’afasìa pressoché assoluta e un’ostilità ad affrontare a viso aperto l’argomento, fino a casi paradossali. Ha fatto scandalo una prima pagina del quotidiano Il Tempo, il 9 dicembre scorso: la bella foto di un feto di dieci mesi, che accompagnava un servizio in cui si documentava come a Roma fosse possibile arrivare all’aborto senza incontrare sostegni concreti o inviti alla riflessione. Sempre l’anno scorso il Movimento per la vita è stato costretto a ritirare manifesti con feti di 15 settimane "ecografati" nell’atto di portare il pollice alla bocca, con sotto la scritta «Mamma ti voglio bene. Non uccidermi» e il numero di Sos Vita. Scrive sempre Socci: «È straordinario che un sistema mediatico come quello occidentale che pretende sempre di mostrare tutto, sempre pronto a insorgere e a strapparsi le vesti per qualunque sospetto di censura, continui da anni ad autoimporsi questa ferrea autocensura e a imporla a chiunque voglia avvalersi del diritto di cronaca».

Ma la parte forse più maleducata del libro del giornalista senese è l’analisi di quelle verità negate che hanno agevolato l’affermarsi imperturbabile di una cultura abortista. Una soprattutto: la legalizzazione dell’aborto ha tremendamente aumentato il numero delle "interruzioni di gravidanza", comprese quelle clandestine. «In Inghilterra il numero di aborti clandestini stimato dopo il 1967 – anno di introduzione dell’aborto legale – non è affatto diminuito. Stesso discorso deve farsi per la Svezia e più in generale per i Paesi scandinavi. Documentate statistiche confermano queste conclusioni per la Germania, il Giappone, la Russia, la Romania e per molti altri Paesi». Di più: «Due ricercatori dell’Università di Trento, Erminio Guis e Donatella Cavanna, hanno fatto uno studio sociologico sulla pratica abortiva legale in Italia, Maternità negata, e hanno scoperto che il 32 per cento delle donne che hanno abortito non l’avrebbe fatto se non ci fosse stata la legge 194 a permetterlo. Risultati del tutto analoghi in Francia». Il che significa che la legalizzazione fa aumentare e non diminuire il loro numero di aborti, ovvero che la legge incide in modo significativo sui comportamenti: «solo una costante e totalitaria mistificazione ha potuto rendere così invisibile l’evidenza».

Mistificazione come fu anche il "caso Seveso", quando qualcuno speculò sulla famosa fuga di diossina, con l’allarmismo e la pressione psicologica sulle donne incinte, a rischio di figli malformati. Di aborti ne furono fatti una quarantina. I feti, mandati in Olanda per essere esaminati, risultarono poi tutti sani. I figli delle madri che rifiutarono di abortire si sono ritrovati a Roma vent’anni dopo, il 22 maggio 1998, e hanno reso testimonianza al Papa della grazia di essere vivi.

Altra mistificazione. Scrive Francesco Agnoli, ripreso da Socci, che nel 1978 il Psi presentò al Senato una proposta per l’introduzione dell’aborto legale, sostenendo che si contavano in Italia tra i 2 e 3 milioni di aborti annui (!) e circa 20 mila donne che morivano a causa di questi interventi. Nel successivo progetto di legge del 1971 il numero saliva a 25 mila. Cifra assurda, come si poteva verificare dando un’occhiata all’Annuario statistico. Nel 1972 le donne decedute in età fertile, dai 15 ai 45 anni, furono 15.116. Di cui 409 morte per gravidanza o parto. Quand’anche fossero tutte morte per aborti clandestini – impossibile – il tristissimo numero sarebbe comunque un sessantesimo di quello che fu denunciato dalla propaganda abortista.[Avvenire]

majino
17-04-2006, 22:06
ewigen sei secondo solo a luvi in quanto ad accanimento, te lo devo riconoscere, davvero... fai spavento! :)

Ewigen
02-05-2006, 22:35
La battaglia per la vita continua negli USA: dopo il South Dakota, è la volta della Louisiana.

Il Senato dello Stato della Louisiana ha votato una legge che proibisce ogni tipo di aborto. Secondo quanto informa Life Site News, il Senato ha approvato la legge con 30 voti contro 7. Se il Governatore la ratifica e non pone veti, la legge consentirà eccezione solamente in caso di pericolo di vita della donna.

Sono previste pene di dieci anni di prigione e multe fino a 100mila dollari per i medici che compiono aborti. Una clausola specifica che non venga però punita la donna. Viene altresì proibita la pillola abortiva RU486, pillole ormonali o la pillola del giorno dopo.

Inoltre, perchè non ci siano dubbi la norma definisce la gravidanza come "avere un essere umano non nato nel corpo (della madre) dalla fase embrionale e fetale fino alla gestazione totale e alla nascita" e all'essere umano non nato come "il bambino dal primo istante nel quale lo spermatozoo penetra nell'ovulo".

Per il senatorere Ben Nevers, il legislatore che ha promosso questa legge, "un crimine commesso da un violentatore non deve terminare con la morte di un altro essere umano".[MPV,Life Site News]



Speriamo tra cinque anni pure in Italia!

~ZeRO sTrEsS~
03-05-2006, 00:03
La battaglia per la vita continua negli USA: dopo il South Dakota, è la volta della Louisiana.

Il Senato dello Stato della Louisiana ha votato una legge che proibisce ogni tipo di aborto. Secondo quanto informa Life Site News, il Senato ha approvato la legge con 30 voti contro 7. Se il Governatore la ratifica e non pone veti, la legge consentirà eccezione solamente in caso di pericolo di vita della donna.

Sono previste pene di dieci anni di prigione e multe fino a 100mila dollari per i medici che compiono aborti. Una clausola specifica che non venga però punita la donna. Viene altresì proibita la pillola abortiva RU486, pillole ormonali o la pillola del giorno dopo.

Inoltre, perchè non ci siano dubbi la norma definisce la gravidanza come "avere un essere umano non nato nel corpo (della madre) dalla fase embrionale e fetale fino alla gestazione totale e alla nascita" e all'essere umano non nato come "il bambino dal primo istante nel quale lo spermatozoo penetra nell'ovulo".

Per il senatorere Ben Nevers, il legislatore che ha promosso questa legge, "un crimine commesso da un violentatore non deve terminare con la morte di un altro essere umano".[MPV,Life Site News]



Speriamo tra cinque anni pure in Italia!

una grande bella vittoria per la vita!!! speriamo che si inizi ad apprezzare