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View Full Version : A scuola si studi la bibbia come i classici?


indelebile
28-11-2005, 17:05
riporto un articolo tratto da ADISTA, interresante:

ROMA-ADISTA. L'Italia - lo aveva mostrato nel luglio scorso un'indagine commissionata all'Eurisko dalla Tavola valdese - è uno dei Paesi dove più approssimativa è la conoscenza della Bibbia. Un Paese dove l'83% della popolazione si definisce cattolica, ma dove la Bibbia è presente in poco meno del 70% delle case ed è consultata regolarmente, al di fuori delle funzioni religiose, solo dal 4% della popolazione. Proprio affinché cresca l'attenzione alla conoscenza del fatto religioso, l'associazione "Biblia" ha lanciato un appello, intitolato «Bibbia e scuola», presentato a Milano l'11 novembre scorso (presenti Gianfranco Ravasi, Salvatore Natoli e Gad Lerner) e rivolto a coloro che operano nella scuola, "agli esponenti della cultura italiana e a tutti coloro che hanno a cuore la ricerca culturale". L'appello chiede di favorire "l'attuazione di iniziative concrete" "volte a far sì che la conoscenza della Bibbia e dei suoi influssi venga sempre più considerata componente indispensabile nella formazione culturale di ogni studente e di ogni cittadino". Una richiesta - quella di affiancare allo studio dei grandi classici del pensiero e della letteratura antica, come l'Iliade e l'Odissea, la Divina Commedia, anche lo studio della Bibbia - che per la verità è stata già altre volte proposta in passato. La novità, in questo caso, è però rappresentata dall'ampio numero di adesioni raccolte dai promotori (più di 5.000 firme tra intellettuali, insegnanti, docenti universitari, biblisti, credenti e non credenti, tra i quali anche personalità come Massimo Cacciari, Margherita Hack e Gianni Vattimo), nonché l'approccio assolutamente non confessionale alla Bibbia che i firmatari intendono promuovere. Una "professione di laicità" ribadita all'Agenzia stampa Nev da un altro autorevole sostenitore del documento, il pastore Gianni Genre: "Non vogliamo interferire con l'ora di religione, non chiediamo di creare un'‘ora della Bibbia', ma chiediamo che la Bibbia, grande assente nella formazione culturale, torni ad essere frequentata, studiata, discussa, all'interno dei diversi insegnamenti".

Un incontro problematico?
Nonostante la dichiarata non confessionalità dell'appello, e nonostante il fatto che (contrariamente a quanto affermato da Genre) alcuni dei firmatari (come Gad Lerner) pensino alla proposta di Biblia come ad un'alternativa all'ora di religione cattolica nelle scuole, non tutti, nel mondo laico, hanno accolto favorevolmente l'iniziativa. Scettico, ad esempio, Marcello Vigli, interpellato il 9 novembre scorso dalla trasmissione di "Radio 3" Fahrenheit. Per valutare correttamente l'appello di Biblia, ha detto Vigli (cofondatore di diverse associazioni laiche, anticoncordatarie e per la difesa dell'istruzione pubblica e statale) "è necessario innanzi tutto mettersi dalla parte della scuola e delle sue esigenze". In questo senso, si chiede Vigli, "che significa interrogarsi sul se e come inserire lo studio della Bibbia nella scuola in un momento in cui tutto il sistema dell'istruzione è messo in crisi dalla politica berlusconiana?". Entrando poi nel merito delle richieste di Biblia, "come proporre nelle classi della scuola dell'obbligo, elementari e medie, lo studio di un testo che non è di facile lettura e comprensione?". Perché la Bibbia, spiega Vigli, "è un testo completo e complesso. Per essere compreso ha bisogno di notevoli conoscenze filologiche e storiche se lo si vuole intendere nei suoi significati culturali e non ridurlo a fonte secondaria per la storia del popolo ebraico, magari presentata come ‘storia sacra'". In questo senso, si potrebbe prendere in considerazione lo studio sistematico della Bibbia solo nella scuola superiore. Ma, avverte Vigli, "al di fuori delle sue interpretazioni confessionali (che non è compito della scuola legittimare)", la Bibbia non può in nessun modo considerarsi "un testo unitario e tanto meno omogeneo": un suo corretto studio andrebbe perciò collocato all'interno del corso di Storia e Filosofia. "Altre vie rispondono a esigenze diverse, che non sono coerenti con le finalità della scuola almeno finché la si vuole laica e pluralista come è previsto nella Costituzione".
Più possibilista il teologo e biblista Giuseppe Barbaglio che, sul quotidiano "il manifesto" (15/11) ha difeso l'iniziativa di Biblia affermando che l'obiettivo dell'appello è "quello di leggere la Bibbia come un testo storico, letterario, mitologico e poetico dell'antichità nel quale rinvenire le radici culturali dell'occidente". Una proposta che ha un senso opposto rispetto all'ora di religione perché lo studio della Bibbia, limitato in quell'ambito, "rischia di mantenere un mero approccio confessionale". "Nei testi - dice Barbaglio - c'è il mondo di chi li ha scritti. Questo mondo è ricco se noi siamo ricchi nell'interpellarlo". Per cui, "l'incontro con la Bibbia, come con qualsiasi altro testo, deve innanzitutto mirare a produrre un dialogo fecondo tra noi e gli uomini e le donne che la abitano. Che rappresenti o meno la ‘parola di Dio', è discorso che riguarda la fede e la religione". Per questo, "la Bibbia va studiata come gli altri testi dell'antichità".

lnessuno
28-11-2005, 23:18
solo se anche il corano viene considerato "classico" e vengono letti entrambi... altrimenti per quanto mi riguarda è un libro religioso e basta.

lnessuno
28-11-2005, 23:18
ho detto il corano, ma intendevo almeno un altro libro di quel genere (almeno uno)

GianlucaElferPorsche
29-11-2005, 05:08
Un Paese dove l'83% della popolazione si definisce cattolica

propongo lettura obbligatoria con esame finale a tutti i facenti parte del suddetto 83%

ALBIZZIE
29-11-2005, 09:14
mia figlia (prima media statale) ora sta studiando l'antico testamento.
nello stesso libro ci sono altri poemi come odissea, iliade etc.

all'inizio ho pensato: "ma 'sta prof de religione quanti cavolo de compiti ve da?" :asd: :fagiano:

Bollita
29-11-2005, 12:04
leggere la Bibbia come un testo storico, letterario, mitologico e poetico dell'antichità nel quale rinvenire le radici culturali dell'occidente".... "la Bibbia va studiata come gli altri testi dell'antichità".
è sempre un libro storico secondo me si dovrebbe studiare come tale!

sider
29-11-2005, 13:21
Ci manca solo questo, poi siamo a posto.

Fil9998
29-11-2005, 13:32
ho detto il corano, ma intendevo almeno un altro libro di quel genere (almeno uno) ... col Corano hai gioco facile... è uno dei libri che ha inventato l'arabo scritto il testo attuale è quello originale...
idem per i Veda indù ... più storici e tutt'ora in lingua originale di quelli ...
mentre la Bibbia fra stralci e ritraduzioni multiple.....

Comunque
ah, bhè se si leggono TUTTI i testi ritenuti sacri dalle varie religioni IMHO può uscirne solo qualcosa di Ottimo per i cittadini, che siano credenti o meno.
Dubito sulla volontà di tale cosmopolita volontà didattica .... :mbe: :muro: :mbe: :muro: :confused: :confused: :confused: :confused:

certo che questa divverrebbe una cosetta da impegnare minimo un cinque ore a settimana ... anche logisticamente la vedo dura ... poi... non si tratta mica di imparare a memoria...

ci vorrebbe un misto di insegnante di religione, storia, sociologia ...

Hai voglia !!!

Finirà all'italiana, se mai inizierà.C

ingeniere
29-11-2005, 15:16
È chiaro che se lo fanno con la Bibbia devono comportarsi di conseguenza anche con gli altri "libri sacri" o simili che ci sono nel mondo, dunque diventa un favoritismo di nicchia che non ha nulla a che fare con un Paese democratico.

Ciao

kingv
29-11-2005, 15:31
È chiaro che se lo fanno con la Bibbia devono comportarsi di conseguenza anche con gli altri "libri sacri" o simili che ci sono nel mondo, dunque diventa un favoritismo di nicchia che non ha nulla a che fare con un Paese democratico.



secondo te l'influenza nella storia, nell'arte e nella filosofia europea è la stessa per gli altri libri sacri?
per par condicio dato che si studiano i promessi sposi nei programmi scolastici ci dovrebbero essere anche le pagine gialle, tanto son libri tutti e due? :D

Bollita
29-11-2005, 15:33
secondo te l'influenza nella storia, nell'arte e nella filosofia europea è la stessa per gli altri libri sacri?
per par condicio dato che si studiano i promessi sposi nei programmi scolastici ci dovrebbero essere anche le pagine gialle, tanto son libri tutti e due? :D
eheheheh carino questo paragone^^

zerothehero
29-11-2005, 15:42
solo se anche il corano viene considerato "classico" e vengono letti entrambi... altrimenti per quanto mi riguarda è un libro religioso e basta.


Per carità..ci mancasse che ci si mettesse a leggere il corano a scuola, onestamente c'è di meglio da leggere in giro.
Alcuni stralci della bibbia e del corano potrebbero essere letti nell'ora di religione.Poi qualche pazzo che vuole approfondire (come me :D ) lo farà in qualche corso monografico all'università

zerothehero
29-11-2005, 15:46
È chiaro che se lo fanno con la Bibbia devono comportarsi di conseguenza anche con gli altri "libri sacri" o simili che ci sono nel mondo, dunque diventa un favoritismo di nicchia che non ha nulla a che fare con un Paese democratico.

Ciao


E' una pia illusione..la storia, l'arte, la letteratura che si fa da noi è per forza di cose europocentrica-italocentrica...non abbiamo il tempo di studiare in modo paritetico le forme culturali-letterarie di tutto il mondo..si deve per forza di cose discriminare e scegliere.

nomeutente
29-11-2005, 16:25
Corano o meno...
io non ho fatto religione a scuola (mai), pero qualcosa della Bibbia ho provato a leggerlo per conto mio... ma se non c'è uno che te la spiega, è difficile da inquadrare bene.
Secondo me l'insegnamento non della bibbia ma di cosa dice la bibbia, perché lo dice, in che contesto storico lo dice ecc. potrebbe anche starci. Però in maniera obiettiva e non finalizzata a far proseliti.
Cioé studiare la bibbia come si studia Talete, senza arrivare a inculcare o pretendere di inculcare che l'acqua è l'arché.
Ma in Italia non si farà mai una cosa del genere.

zerothehero
29-11-2005, 16:30
Corano o meno...
io non ho fatto religione a scuola (mai), pero qualcosa della Bibbia ho provato a leggerlo per conto mio... ma se non c'è uno che te la spiega, è difficile da inquadrare bene.



Ecco perchè sei diventato un materialista marxista :sofico:
Cmq penso che la bibbia vada studiata nell'ora di religione e che l'ora di religione non sia un'estensione del catechismo ma un ora (obbligatoria e non più facoltativa) in cui si studia da un punto di vista storico-dottrinale-filosofico LE religioni (almeno quelle del libro, non tutte le 6000 e passa). Io ho avuto questa fortuna di ricevere quest'approccio da un prete professore di religione al liceo :fagiano:
E vero però che i vari libri della bibbia non essendo un testo organico se fatti male possono essere fuorvianti.

kingv
29-11-2005, 16:39
Corano o meno...
Cioé studiare la bibbia come si studia Talete, senza arrivare a inculcare o pretendere di inculcare che l'acqua è l'arché.
Ma in Italia non si farà mai una cosa del genere.


non mi sembra che perchè al liceo si studia Pitagora ci siano molto adepti ai culti orfici :D

insegnare non è fare propaganda, se si hanno buoni professori ;)

ingeniere
29-11-2005, 18:25
secondo te l'influenza nella storia, nell'arte e nella filosofia europea è la stessa per gli altri libri sacri?
per par condicio dato che si studiano i promessi sposi nei programmi scolastici ci dovrebbero essere anche le pagine gialle, tanto son libri tutti e due? :D

Sono fermamente convinto che la religione cattolica abbia influenzato la nostra storia, soprattutto quella di Galileo, Bruno, Campanella, ad esempio. Il fatto è che una società evoluta non può permettersi una religione sola, perché un mondo globalizzato inplica un governo globalizzato, comune, internazionale; rivolto non a mantenere una egemonia religiosa di pochi, bensì a proteggere tutti i credi e a metterli sullo stesso piano.
Se vogliamo mettere in regime di uguaglianza le religioni, non possiamo poi insegnare (o parlare, più in generale) solo la Bibbia, anche perché, permettetemelo, il testo più importante in questo momento è il Corano, visto che gruppi terroristici lo usano come ispirazione, forse sarebbe necessario approfondire, piuttosto che ripetere di continuo il solito, vecchio, figliuol prodigo.
Sarà anche un'utopia, anche se non credo proprio, le cose stanno cambiando, ma bisognerebbe ragionare in questo modo, al giorno d'oggi. Altrimenti si rischia di rimanere indietro, e fin che ci restano persone comuni può andare bene, ma quando i governanti hanno una visione di parte è tutto finito, non si ha futuro.

Ciao

lnessuno
29-11-2005, 18:33
insegnare non è fare propaganda, se si hanno buoni professori ;)



il problema è proprio questo... :D

[A+R]MaVro
29-11-2005, 21:36
Corano o meno...
io non ho fatto religione a scuola (mai), pero qualcosa della Bibbia ho provato a leggerlo per conto mio... ma se non c'è uno che te la spiega, è difficile da inquadrare bene.
Secondo me l'insegnamento non della bibbia ma di cosa dice la bibbia, perché lo dice, in che contesto storico lo dice ecc. potrebbe anche starci. Però in maniera obiettiva e non finalizzata a far proseliti.
Cioé studiare la bibbia come si studia Talete, senza arrivare a inculcare o pretendere di inculcare che l'acqua è l'arché.
Ma in Italia non si farà mai una cosa del genere.
Mi trovo molto d'accordo (incredibile :D ).
Una lettura critica, non in chiave religiosa, della Bibbia credo sia un ottima base per capire parte importante della letteratura e della filosofia Europea, visti gli indubbi influssi. Quindi insegnata nelle ore di Italiano e di letteratura e non in quelle di Religione; buttarla sulla questione di parità con le altre religioni, e sopratutto col corano, mi pare una politicizzazione inutile dell'argomento che come espresso dall'articolo è solo storico-culturale.

lnessuno
29-11-2005, 23:04
MaVro']Mi trovo molto d'accordo (incredibile :D ).
Una lettura critica, non in chiave religiosa, della Bibbia credo sia un ottima base per capire parte importante della letteratura e della filosofia Europea, visti gli indubbi influssi. Quindi insegnata nelle ore di Italiano e di letteratura e non in quelle di Religione; buttarla sulla questione di parità con le altre religioni, e sopratutto col corano, mi pare una politicizzazione inutile dell'argomento che come espresso dall'articolo è solo storico-culturale.


se la si legge nelle ore di italiano e da un laico sono d'accordo, ma se viene fatta nell'ora di religione secondo me è fondamentale accostarla alla lettura di qualche altro libro di quel tipo...

Spectrum7glr
30-11-2005, 10:37
sinceramente non credo che ci sia da scandalizzarsi per l'eventuale preferenza accordata alla Bibbia rispetto ad altri "libri sacri"...nessuno può negare che l'influenza che ha avuto la Bibbia sul mondo occidentale è maggiore di diversi ordini di grandezza rispetto a quella avuta dagli altri libri sacri.
Insomma un conto è garantire la libertà religiosa, un altro è in nome della libertà religiosa evitare di fare delle scelte che sono legittime sulla base di dati culturali...il problema è che la mania della par condicio sembra aver ottenebrato le menti delle persone e adesso sembra che non si possano più fare scelte..."buonismo" e "politically correct" ( che personalmente mi danno la nausea) qui non c'entrano niente e nella scelta di un libro che abbia avuto influenza sul pensiero occidentale non si dovrebbero nemmeno porre questioni di questo tipo.

kingv
30-11-2005, 11:39
se la si legge nelle ore di italiano e da un laico sono d'accordo, ma se viene fatta nell'ora di religione secondo me è fondamentale accostarla alla lettura di qualche altro libro di quel tipo...


io penso che si intendesse questo, non so adesso ma ai miei tempi la lettura e lo studio della bibbia era parte del programma di religione.

Fradetti
30-11-2005, 19:01
Io sono un secchione.... ne conosco già un passo a memoria:
Ezechiele 25:17 Il cammino dell'uomo timorato e' minacciato da ogni parte dalle iniquità degli esseri egoisti e dalla tirannia degli uomini malvagi. Benedetto sia colui che nel nome della carità e della buona volontà conduce i deboli attraverso la valle delle tenebre perché egli e' in verità il pastore di suo fratello e il ricercatore dei figli smarriti. E la mia giustizia calerà sopra di loro con grandissima vendetta e furiosissimo sdegno, su coloro che proveranno ad ammorbare ed infine a distruggere i miei fratelli. E tu saprai che il mio nome e' quello del Signore quando farò calare la mia vendetta sopra di te...

seguono molteplici colpi di pistola per finire l'interrogazione :D :D