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View Full Version : Marano (NA) il comune dedica una strada a Yasser Arafat


Adric
28-10-2005, 12:49
Il comune di Marano dedica una strada a Yasser Arafat

Martedì, 11 ottobre

Appunti
''Sono felice che la citta' di Marano abbia voluto dare questo riconoscimento al nostro leader storico e sono felice che sia stata proprio Marano la prima in Italia ad intraprendere una iniziativa di questo tipo''. Cosi' Omar Suleiman, rappresentante a Napoli dell'Autorita' Nazionale Palestinese e gia' esponente dell'Organizzazione per la Liberazione della Palestina, ha salutato la decisione del consiglio comunale di Marano, di dedicare una strada a Yasser Arafat, il presidente palestinese e premio nobel per la pace recentemente scomparso. La delibera, proposta dal consigliere Alfredo Paragliola, e' stata approvata nel corso del Consiglio comunale di ieri sera con il voto favorevole dell'unanimita' dei consiglieri presenti.

"E' oltraggioso e doloroso - ha commentato l'ambasciatore in una nota diffusa oggi - sentire che i governanti della città dichiarino di guardare 'con rispetto e affetto' a un leader corrotto che per noi israeliani e per molti altri, compresi palestinesi, è stato causa di tanto sangue e dolore, con uccisioni di bambini, donne e anziani. La decisione di intitolare una via ad Arafat - ha concluso Gol - rappresenta una vergogna per il Comune di Marano e per la Provincia di Napoli, e un affronto alla memoria di tutte le vittime del terrorismo".
(www.canisciolti.info)

~ZeRO sTrEsS~
28-10-2005, 12:55
napoli rulez :)

Freeride
28-10-2005, 13:55
napoli rulez :)
Via capa e pezza! :D

FastFreddy
28-10-2005, 13:58
Una giunta di sinistra ha intitolato una via ad un antisemita di destra, è proprio vero che il mondo gira al contrario... :mc:

Harvester
28-10-2005, 14:03
"E' oltraggioso e doloroso - ha commentato l'ambasciatore in una nota diffusa oggi - sentire che i governanti della città dichiarino di guardare 'con rispetto e affetto' a un leader corrotto che per noi israeliani e per molti altri, compresi palestinesi, è stato causa di tanto sangue e dolore, con uccisioni di bambini, donne e anziani. La decisione di intitolare una via ad Arafat - ha concluso Gol - rappresenta una vergogna per il Comune di Marano e per la Provincia di Napoli, e un affronto alla memoria di tutte le vittime del terrorismo".


concordo

~ZeRO sTrEsS~
28-10-2005, 14:03
Una giunta di sinistra ha intitolato una via ad un antisemita di destra, è proprio vero che il mondo gira al contrario... :mc:

mado sempre co sta destra e sinistra.... ma che palle... e' stato un uomo che ha combattuto per vedere i diritti del proprio popolo riconosciuti.
Allora a questo punto leviamo da mezzo anche il premio nobel, perche' fondato da chi ha inventato la polvere da sparo.. :rolleyes:

Lucio Virzì
28-10-2005, 14:09
Non ci vedo nulla di male nel dedicare una via ad un premio Nobel che ha tracciato parte della storia del XX secolo.

LuVi

FastFreddy
28-10-2005, 14:10
mado sempre co sta destra e sinistra.... ma che palle... e' stato un uomo che ha combattuto per vedere i diritti del proprio popolo riconosciuti.
Allora a questo punto leviamo da mezzo anche il premio nobel, perche' fondato da chi ha inventato la polvere da sparo.. :rolleyes:

Ok, ma non puoi negare che abbia usato metodi non proprio ortodossi, il tirare il sasso e nascondere la mano con gli attentati suicidi ad es.....

P.s.
Nobel ha inventato la dinamite, la polvere da sparo l'hanno inventata i cinesi un migliaio di anni fa, la dinamite può essere utile se usata nel modo giusto e dannosa se usata nel modo sbagliato, così come la lotta armata....

FastFreddy
28-10-2005, 14:11
Non ci vedo nulla di male nel dedicare una via ad un premio Nobel che ha tracciato parte della storia del XX secolo.

LuVi


Dai tempi del Nobel il suo metodo di lotta purtroppo mutò...

Cfranco
28-10-2005, 14:33
Non intitolerei una strada a un politico con le mani sporche di sangue , che si chiami Arafat piuttosto che Rabin .

Amu_rg550
28-10-2005, 14:37
non condivido la scelta, affatto.
arafat ha sì avuto il grande pregio di aver portato agli occhi del mondo la condizione di un popolo dimenticato ed umiliato, pur con l'unico mezzo che avrebbe garantito tale visibilità nonchè l'unico da lui conosciuto, ossia la guerriglia, ma è responsabile direttamente o meno di molti civili innocenti morti. certo, c'è stata una guerra lunga 50 anni, un odio che si protrae tutt'ora, con responsabilità da ambo le parti, ma preferirei veder intitolata una strada a persone che hanno preferito perseguire altri mezzi, senza lasciar sul campo innocenti. sarebbe come intitolarla a sharon, scelta completamente sbagliata.
oltretutto, se come guerrigliero ha raggiunto il suo obiettivo, ossia far riconoscere i diritti di un popolo persino ad israele, che storicamente ha sempre negato ogni diritto dal '48 in poi, quando si è trattato di abbassare il braccio con il fucile ed usare quello con il ramo d'ulivo ha fallito.
non ha saputo dare pace al suo popolo, più per negligenza che altro.
il suo rifiuto degli accordi di camp david con barak è costato carissimo al suo popolo.
quando gli fu dato il nobel per la pace, erano ben altre le aspettative su di lui, che disattese purtroppo.

Adric
28-10-2005, 14:49
Una giunta di sinistra ha intitolato una via ad un antisemita di destra, è proprio vero che il mondo gira al contrario... :mc:
antiebraico semmai ma non antisemita; anche i palestinesi sono arabi, e gli arabi sono semiti come gli ebrei.

Per quanto mi riguarda il premio Nobel conta come il premio Oscar per il cinema; cioè a volte è stato assegnato a chi non lo meritava (tipo Kissinger, contro il quale è uscito un film prodotto dalla BBC) o non è stato assegnato a chi assolutamente lo meritava.

Su Arafat, figura assai complessa, non mi esprimo; ho aperto questo thread per informare di quest'iniziativa passata inosservata, e non per fare propaganda filo-palestinese o filo-ebraica.

FastFreddy
28-10-2005, 14:53
Su Arafat, figura assai complessa, non mi esprimo; ho aperto questo thread per informare di quest'iniziativa passata inosservata, e non per fare propaganda filo-palestinese o filo-ebraica.

Lungi da me qualsiasi riferimento a ciò, conosco bene e stimo la tua professionalità! ;)

~ZeRO sTrEsS~
28-10-2005, 14:54
non condivido la scelta, affatto.
arafat ha sì avuto il grande pregio di aver portato agli occhi del mondo la condizione di un popolo dimenticato ed umiliato, pur con l'unico mezzo che avrebbe garantito tale visibilità nonchè l'unico da lui conosciuto, ossia la guerriglia, ma è responsabile direttamente o meno di molti civili innocenti morti. certo, c'è stata una guerra lunga 50 anni, un odio che si protrae tutt'ora, con responsabilità da ambo le parti, ma preferirei veder intitolata una strada a persone che hanno preferito perseguire altri mezzi, senza lasciar sul campo innocenti. sarebbe come intitolarla a sharon, scelta completamente sbagliata.
oltretutto, se come guerrigliero ha raggiunto il suo obiettivo, ossia far riconoscere i diritti di un popolo persino ad israele, che storicamente ha sempre negato ogni diritto dal '48 in poi, quando si è trattato di abbassare il braccio con il fucile ed usare quello con il ramo d'ulivo ha fallito.
non ha saputo dare pace al suo popolo, più per negligenza che altro.
il suo rifiuto degli accordi di camp david con barak è costato carissimo al suo popolo.
quando gli fu dato il nobel per la pace, erano ben altre le aspettative su di lui, che disattese purtroppo.

guarda io non giudico la gente dal proprio passato, sopratutto se dopo danno prova di essere cambiati. io valuto le persone per quello che sono non per quello che sono state. A questo punto come uno sbaglia stronchiamogli la vita tanto anche se in futuro salvera' il mondo rimarra' uno che ha ucciso...
Per quanto riguarda il rifiuto di camp david, non sono informato a riguardo, ma credo che se sia stato rifiutato e' perche' le cose non erano giuste. Per quanto mi riguarda, credo che nessuno possa piazzarsi da una parte e dire questo e' mio! cioe' che e' stato fatto con lo stato di israele. E' come se io senza tetto venissi a casa tua a dirti, mi devi dare questa casa per 1000 euro. Non credo che tu sia d'accordo con questo...

beppegrillo
28-10-2005, 15:04
Che grande uomo Arafat...
Leggi qui (http://www.sapere.it/tca/MainApp?srvc=dcmnt&url=/tc/storia/percorsi/Arafat/Arafat4.jsp) :rolleyes:

zerothehero
28-10-2005, 15:14
il demerito di Arafat non è tanto l'uso del terrorismo (strategia usata anche dagli israeliani con l'irgun) che può essere stato utile per garantire l'effettività e per attirare l'attenzione del mondo sulla questione palestinese..inoltre anche grazie alla sua politica si garantì da parte della lega araba il monopolio della rappresentanza palestinese...
il problema è che ha fallito alla prova del nove a trasformarsi in leader politico che fa uso anche di altri strumenti finendo per inguaiare gli stessi palestinesi.
Dedicargli una piazza mi pare una scelta piuttosto opinabile.

Northern Antarctica
28-10-2005, 15:41
Dedicargli una piazza mi pare una scelta piuttosto opinabile.

Anche perché Marano non è così estesa da aver esaurito, nella toponomastica, tutti i nomi italiani degni di merito della nostra storia remota e recente.

E' un'abitudine di alcune giunte: una volta in Umbria in un paese dalle parti di Perugia mi è capitato di vedere, in un contesto rurale, una "Via Sputnik" :eek:

recoil
28-10-2005, 15:53
Arafat ha per caso un particolare legame con quel comune? in caso contrario non vedo perché dedicargli una via, a maggior ragione sapendo di scatenare delle polemiche e di offendere parte della popolazione.

Adric
28-10-2005, 15:55
ti ho quotato solo per il fatto del semiti, ma per il resto del messaggio non mi riferivo certo a te ma era rivolto a scopi preventivi ad altri forumer che hanno il vizio di etichettare gli utenti.
Quando si apre un thread del genere il rischio che degeneri tra le due fazioni è forte....

Comunque ora ho editato, separando i tre periodi del post.

Ciao :)

Adric

EDIT: era un messaggio privato e per sbaglio l'ho postato pubblicamente :stordita: :doh:

Feric Jaggar
28-10-2005, 16:01
E' un'abitudine di alcune giunte: una volta in Umbria in un paese dalle parti di Perugia mi è capitato di vedere, in un contesto rurale, una "Via Sputnik" :eek:

Frignano (CE), patria dell'on. Italo Bocchino (AN):

"Via delle Bufale"

è recentemente diventata

"Via Giorgio Almirante".

Considerato di che strada si tratta (traversa di campagna, a ridosso di una discarica abusiva di materassi televisori e frigoriferi), a questo punto non so se di questa scelta sia più contenta la buon'anima di Almirante, o non piuttosto le bufale... :D

Purtroppo è solo uno dei tanti casi di uso politico, vecchio e nuovo, della toponomastica; come ad esempio Corso Unione Sovietica, Viale Martiri d'Ungheria, Via Togliatti, Viale Tripoli, etc. (per par condicio ho citato due casi di sinistra, e due di destra! :D )

Oltre alla sensibilità verso il contesto generale, bisognerebbe anche pensare a chi vive in un posto con una denominazione contestata o contestabile!

Ser21
28-10-2005, 16:48
Il comune di Marano dedica una strada a Yasser Arafat

Martedì, 11 ottobre

Appunti
''Sono felice che la citta' di Marano abbia voluto dare questo riconoscimento al nostro leader storico e sono felice che sia stata proprio Marano la prima in Italia ad intraprendere una iniziativa di questo tipo''. Cosi' Omar Suleiman, rappresentante a Napoli dell'Autorita' Nazionale Palestinese e gia' esponente dell'Organizzazione per la Liberazione della Palestina, ha salutato la decisione del consiglio comunale di Marano, di dedicare una strada a Yasser Arafat, il presidente palestinese e premio nobel per la pace recentemente scomparso. La delibera, proposta dal consigliere Alfredo Paragliola, e' stata approvata nel corso del Consiglio comunale di ieri sera con il voto favorevole dell'unanimita' dei consiglieri presenti.

"E' oltraggioso e doloroso - ha commentato l'ambasciatore in una nota diffusa oggi - sentire che i governanti della città dichiarino di guardare 'con rispetto e affetto' a un leader corrotto che per noi israeliani e per molti altri, compresi palestinesi, è stato causa di tanto sangue e dolore, con uccisioni di bambini, donne e anziani. La decisione di intitolare una via ad Arafat - ha concluso Gol - rappresenta una vergogna per il Comune di Marano e per la Provincia di Napoli, e un affronto alla memoria di tutte le vittime del terrorismo".
(www.canisciolti.info)
:Puke::Puke::Puke::Puke::Puke::Puke::Puke::Puke::Puke:
Che roba demenziale,ma come si fa....

Lucio Virzì
28-10-2005, 18:07
Anche perché Marano non è così estesa da aver esaurito, nella toponomastica, tutti i nomi italiani degni di merito della nostra storia remota e recente.

E' un'abitudine di alcune giunte: una volta in Umbria in un paese dalle parti di Perugia mi è capitato di vedere, in un contesto rurale, una "Via Sputnik" :eek:

Figata!!! :D

Lucio Virzì
28-10-2005, 18:08
ti ho quotato solo per il fatto del semiti, ma per il resto del messaggio non mi riferivo certo a te ma era rivolto a scopi preventivi ad altri forumer che hanno il vizio di etichettare gli utenti.
Quando si apre un thread del genere il rischio che degeneri tra le due fazioni è forte....

Comunque ora ho editato, separando i tre periodi del post.

Ciao :)

Adric

EDIT: era un messaggio privato e per sbaglio l'ho postato pubblicamente :stordita: :doh:

BAN!! Hai pubblicato una conversazione privata :sofico:

FastFreddy
28-10-2005, 18:09
BAN!! Hai pubblicato una conversazione privata :sofico:

Avrei voglia di pubblicarne una io, ma il regolamento e il buon senso mi dicono che è meglio evitare... :fagiano:

Northern Antarctica
28-10-2005, 18:39
Figata!!! :D

http://www.sisas.it/contatti.html

l'ho trovata!!! mi ricordavo bene :sofico: :D

Amu_rg550
28-10-2005, 19:18
Avrei voglia di pubblicarne una io, ma il regolamento e il buon senso mi dicono che è meglio evitare... :fagiano:
mi spieghi perchè dopo che avevo postato questo
salve.

evidentemente non ero stato sufficientemente chiaro, mettiamola così: Lucio Virzì, FastFreddy, la vostra polemica sterile, oltre che danneggiare il thread, vale una sospensione senza passare dal via?

fatevi i vostri conti, non ho voglia di stare dietro questi giochi.
o vi ignorate e NON replicate, o non ci metto molto a porre rimedio al problema.
ENTRAMBI avete continuato dopo un mio "consiglio", è l'ultimo avviso.
il prossimo che scrive mezza riga con riferimenti più o meno espliciti o con toni evitabilissimi si assumerà le responsabilità delle proprie azioni.

inoltre, dato che in un modo o nell'altro ultimamente siete un pò troppo ai ferri corti, vi invito a leggere attentamente il thread di cerbert in rilievo.
http://www.hwupgrade.it/forum/showpost.php?p=10000963&postcount=628

hai sentito la necessità di fare la frecciatina pubblica?
ero stato chiaro: ne consegue una sospensione di cinque giorni.
non posso andare avanti a scrivere e vedere disattesi i miei richiami.

tatrat4d
28-10-2005, 20:38
Viale Martiri d'Ungheria

questa non è necessariamente di "destra", c'è anche a Forlì.

Feric Jaggar
28-10-2005, 21:09
questa non è necessariamente di "destra", c'è anche a Forlì.

Interessante; in effetti, i fatti del 1956 provocarono una lacerazione molto forte nella sinistra italiana. Potrebbe essere questo, il senso dell'intitolazione in una città come Forlì!?

Diciamo allora che questa denominazione può passare per "bipartisan"! :D

jumpermax
21-11-2005, 10:44
:muro: :muro: :muro:

http://www.novionline.net/index.php?option=content&task=view&id=2062&Itemid=2
Dopo l'intitolazione di una via ai martiri di Nassirya
IL SINDACO DI MARANO: NON SONO MARTIRI
21 novembre 2005
Polemica a Marano, grosso comune alle porte di Napoli, per la decisione del Sindaco Mauro Bertini, esponente del PdCI, di cancellare "via Martiri di Nassirya", recentemente istituita dal Commissario Prefettizio che prima di lui reggeva la Città. Nella foto, la cerimonia di intitolazione di "viale caduti di Nassirya" A Novi Ligure.

Quel che non è andato giù al Sindaco Campano è quel "martiri" nel nome della via. Se fosse stata intitolata ai "caduti di Nassirya" (come a Novi) non ci sarebbero stati problemi, ha dichiarato.
«I caduti in Iraq sono vittime che meritano rispetto e solidarietà. Sono rimasto sconvolto per la loro morte, ma non credo siano da considerare dei martiri». Ha detto Bertini- «Martire è colui che sceglie un'idea e per quella si fa uccidere, è uno che volontariamente si espone per l'idea a cui ha dedicato la vita. I militari italiani erano andati a Nassiriya a svolgere un lavoro per il quale erano pagati, ed erano consapevoli dell'eventualità di rischiare la vita. Sono certamente delle vittime, ragazzi che avevano bisogno di uno stipendio e che sono stati mandati lì dal governo che vuole difendere una quantità di interessi, fondamentalmente quelli dei petrolieri italiani"
Cancellata via "martiri di Nassirya", il sindaco ha intitolato una via a "yasser Arafat, Nobel per la pace" ma questa volta è stato il prefetto a dissentire: devono passare dieci anni dalla morte, per intitolare una via ad una persona.




http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=44394
Via Nassirya? Cancellata: ora è via Arafat

Sindaco dei comunisti italiani: «Il leader palestinese è un vero martire, i caduti in Irak sono morti a pagamento»

Mauro Bertini, sindaco di Marano in provincia di Napoli, dei comunisti italiani, ha cancellato con un colpo di spugna una delibera del commissario prefettizio con la quale si decideva di intitolare una strada ai martiri di Nassirya.
Al suo posto, una targa a nome del leader palestinese Yasser Arafat. Secondo il sindaco non esistono infatti «martiri a pagamento» mentre Arafat è un vero eroe perché, «senza ricevere denaro», si è «sacrificato per il popolo palestinese».

FastFreddy
21-11-2005, 10:48
E una via dedicata alle vittime degli attentatori suicidi?


Ah beh no, quelli non sono martiri, se lo meritvano.... :rolleyes:

Feric Jaggar
21-11-2005, 10:52
Ah, beh, il sindaco di un Comune che prima di lui era commissariato (condizionamento da camorra, immagino), senz'altro come priorità ha quella di disquisire di toponomastica... :D

indelebile
21-11-2005, 10:52
E una via dedicata alle vittime degli attentatori suicidi?


Ah beh no, quelli non sono martiri, se lo meritvano....


no flame :muro:
che centra questo intervento con la questione?

FastFreddy
21-11-2005, 10:54
no flame :muro:
che centra questo intervento con la questione?


C'entra eccome, non vedo poi dove sia il flame, visto che i finanziamenti internazionali ai palestinesi finivano nella maggior parte dei casi per l'acquisto di armi invece che per lo sviluppo economico palestinese....

mt_iceman
21-11-2005, 10:59
sono abbastanza daccordo sul discorso dei "martiri". sarebbe più giusto chimarla "via dei caduti.....". certo, intitolare una via a quel delinquente di arafat poi scade nel ridicolo, del resto se questi sono i problemi di quel sindaco...

Harvester
21-11-2005, 11:02
e il tesoro accumulato da arafat? :rolleyes:

patetico

Mavel
21-11-2005, 11:03
Una via dedicata ad Arafat.... vorrei ridere se non mi venisse da piangere...

jumpermax
21-11-2005, 11:04
sono abbastanza daccordo sul discorso dei "martiri". sarebbe più giusto chimarla "via dei caduti.....". certo, intitolare una via a quel delinquente di arafat poi scade nel ridicolo, del resto se questi sono i problemi di quel sindaco...
Discriminare sul denaro, quando un servitore dello stato cade nell'adempimento del suo lavoro mi sembra offensivo. Se ci fosse una strada intitolata ai martiri di Capaci, la cancelleremmo con la giustificazione che Falcone e la sua scorta venivano pagati per il loro lavoro? Ma anche se fosse se il problema era la parola martiri, poteva sostituirla con quella caduti...

FastFreddy
21-11-2005, 11:07
Ma anche se fosse se il problema era la parola martiri, poteva sostituirla con quella caduti...


Esatto, dedicare la via ad Arafat sembra una presa per il c##o, nonchè una volontaria e precisa provocazione...

lunaticgate
21-11-2005, 11:10
sono abbastanza daccordo sul discorso dei "martiri". sarebbe più giusto chimarla "via dei caduti.....". certo, intitolare una via a quel delinquente di arafat poi scade nel ridicolo, del resto se questi sono i problemi di quel sindaco...

:mano:

-kurgan-
21-11-2005, 11:20
un sindaco vicino ai problemi della gente, eh :D

invece di giocare con queste provocazioni da forum-sezione-politica-di-hardware-upgrade non potrebbe pensare di occupare le sue giornate facendo qualche cosa di nuovo.. chessò.. lavorare, ad esempio?

Cippermerlo HJS
21-11-2005, 11:23
Discriminare sul denaro, quando un servitore dello stato cade nell'adempimento del suo lavoro mi sembra offensivo. Se ci fosse una strada intitolata ai martiri di Capaci, la cancelleremmo con la giustificazione che Falcone e la sua scorta venivano pagati per il loro lavoro? Ma anche se fosse se il problema era la parola martiri, poteva sostituirla con quella caduti...
quoto in pieno...

poi Arafat, ma che c'entra con l'Italia? :mc:

vabbè che vivo nel paese in cui hanno deciso di fare piazza 11 Settembre :muro: e in cui i bambini si permettono di giocare nel terreno recintato davanti al monumento ai caduti di guerra e i genitori non dicono nulla :muro: :muro:

parax
21-11-2005, 11:23
Mi pare palese che trattasi di un sindaco sfigatello di un paesino di cui nessuno conosce l'esistenza che cerca un po di notorietà. Pensasse a lavorare.

FabioGreggio
21-11-2005, 12:12
:muro: :muro: :muro:

Sono daccordo con il sindaco per la definizione di martire.
Una domanda sorge spontanea: se per Arafat ci vogliono 10 anni, per i defunti di Nassirya perchè è bastato un anno?

fg

FastFreddy
21-11-2005, 12:16
Sono daccordo con il sindaco per la definizione di martire.
Una domanda sorge spontanea: se per Arafat ci vogliono 10 anni, per i defunti di Nassirya perchè è bastato un anno?

fg


Perchè non hanno dedicato una via con nome e cognome...

FabioGreggio
21-11-2005, 12:16
:mano:
Un delinquente a cui hanno dato un Nobel con decisione presa da numerosi cattedrati.
Forse il termine delinquente è una tua opinione.
Se Arafat è delinquente Sharon allora cos'è?
Ritengo giusto intitolare la via ai caduti di nassirya cmq, prima di intitolarla a stranieri.
Ma c'è l'inghippo sollevato dal Pretore dei 10 anni. O vale per tutti o non vale per nessuno.

fg

FabioGreggio
21-11-2005, 12:18
Perchè non hanno dedicato una via con nome e cognome...

bella domanda.
Fai un estratto di stato famiglia e inviala la sindaco.
Penso sia fondamentale per capire chi sia Arafat....

beppegrillo
21-11-2005, 12:22
Un delinquente a cui hanno dato un Nobel con decisione presa da numerosi cattedrati.
Forse il termine delinquente è una tua opinione.
Se Arafat è delinquente Sharon allora cos'è?
Ritengo giusto intitolare la via ai caduti di nassirya cmq, prima di intitolarla a stranieri.
Ma c'è l'inghippo sollevato dal Pretore dei 10 anni. O vale per tutti o non vale per nessuno.

fg
Il fatto che abbia ricevuto un premio nobel (non sò con quali meriti..) non lo innalza a martire, rimarrà alla storia come un (ex) terrorista e colui che ha fatto fallire gli accordi di camp david.
Che c'entra sharon? :rolleyes:

FastFreddy
21-11-2005, 12:26
bella domanda.
Fai un estratto di stato famiglia e inviala la sindaco.
Penso sia fondamentale per capire chi sia Arafat....

Così parlano le norme toponomastiche, se non ti piacciono raccogli firme per cambiarle...

parax
21-11-2005, 12:38
Il fatto che abbia ricevuto un premio nobel (non sò con quali meriti..) non lo innalza a martire, rimarrà alla storia come un (ex) terrorista e colui che ha fatto fallire gli accordi di camp david.
Che c'entra sharon? :rolleyes:

E chi ha detto che Arafat è un martire? martire de che poi, visto che è morto nel letto di casa sua, mi sa che stai facendo un po di confusione.

jumpermax
21-11-2005, 12:42
Sono daccordo con il sindaco per la definizione di martire.
Una domanda sorge spontanea: se per Arafat ci vogliono 10 anni, per i defunti di Nassirya perchè è bastato un anno?

fg
La domanda che sorge spontanea è come si possa anche solo paragonare la vicenda di Arafat, con gli strascichi annessi tra olp e sua moglie e i conti esteri che non si trovavano, con quella dei martiri di Nassirya. Per il resto ancora devo capire come percepire uno stipendio sia discriminante tra l'essere martire o meno.
Soprattutto come questo possa essere considerato dispregiativo. Diresti che Falcone e Borsellino non meritano di essere chiamati martiri perchè prendevano uno stipendio? La gente normale lavora per portarsi a casa uno stipendio, questo perchè avere moglie e figli comporta delle spese, casa, auto medico dentista scuola e via dicendo. Ciò non toglie che si possa comunque dedicare la propria vita al lavoro, non ne fa figure meno nobili, anzi. Milioni di persone scelgono strade più facili, più sicure, scelta legittima per altro perchè un conto è rischiare la pelle, un conto è vedere lo sguardo di preoccupazione dei tuoi cari la sera quando torni a casa con anche solo 30 minuti ed il pensiero che per scelte tue personali loro rischiano di trovarsi senza un padre.
Ma cribbio, questi li pagano, quindi sono mercenari. Quindi ovvio, non meritano di essere definiti martiri, non meritano rispetto. Lo scriveremo sulla prossima lapide delle vittime di mafia.... :doh:

beppegrillo
21-11-2005, 12:46
E chi ha detto che Arafat è un martire? martire de che poi, visto che è morto nel letto di casa sua, mi sa che stai facendo un po di confusione.

Sindaco dei comunisti italiani: «Il leader palestinese è un vero martire, i caduti in Irak sono morti a pagamento»

Vallo a spiegare al sindaco di marano.
Ho quotato FabioGreggio visto che sembrava appoggiare la linea del sindaco nei confronti dell'ex leader palestinese.

Amu_rg550
21-11-2005, 12:49
Così parlano le norme toponomastiche, se non ti piacciono raccogli firme per cambiarle...
norme sbagliate e senza logica allora, condivido l'obiezione mossa da fabiogreggio.

non è il caso di dedicare strade o piazze a personaggi recentemente scomparsi, il pericolo che ci si lasci trascinare dalla commozione senza guardare i fatti con la necessaria lucidità mi pare complertamente sbagliato, che ci sia il nome o meno è irrilevante, sempre di persone si parla.
quindi o tutti o nessuno.

sulla questione comunque, preso atto di questo particolare della toponomastica italiana, direi che sarebbe bastato cambiare da martiri a caduti, riconoscendo la validità dell'obiezione mossa dal sindaco.
quel che proprio non capisco, non senza un briciolo di malignità, è l'aver cambiato radicamente il nome...

jumpermax
21-11-2005, 13:00
norme sbagliate e senza logica allora, condivido l'obiezione mossa da fabiogreggio.

non è il caso di dedicare strade o piazze a personaggi recentemente scomparsi, il pericolo che ci si lasci trascinare dalla commozione senza guardare i fatti con la necessaria lucidità mi pare complertamente sbagliato, che ci sia il nome o meno è irrilevante, sempre di persone si parla.
quindi o tutti o nessuno.

Benissimo ok. Quindi tutti quei comuni che hanno dedicato piazze e monumenti a falcone e borsellino li dovrebbero togliere giusto? :help:


sarebbe bastato cambiare da martiri a caduti, riconoscendo la validità dell'obiezione mossa dal sindaco.


i martiri quindi non percepiscono uno stipendo... prendiamo atto. Prendere uno stipendio vuol dire essere mercenari...
Adesso scusate una cosa, ma secondo voi come possono esistere allora dei martiri del lavoro? No gradirei capire, visto che di martiri del lavoro si parla spesso
http://www2.regione.veneto.it/videoinf/periodic/precedenti/82/belgio.htm

ci sono dedicate vie e strade, mi spiegate perchè accidenti i soldati di nassirya non sono martiri? Perchè lavoravano come soldati? :mbe: I casi sono due: o togliamo ogni strada dedicata ai martiri del lavoro su tutto il territorio italiano per coerenza, o ci stiamo raccontando delle balle... :mbe:

FabioGreggio
21-11-2005, 13:08
norme sbagliate e senza logica allora, condivido l'obiezione mossa da fabiogreggio.

non è il caso di dedicare strade o piazze a personaggi recentemente scomparsi, il pericolo che ci si lasci trascinare dalla commozione senza guardare i fatti con la necessaria lucidità mi pare complertamente sbagliato, che ci sia il nome o meno è irrilevante, sempre di persone si parla.
quindi o tutti o nessuno.

sulla questione comunque, preso atto di questo particolare della toponomastica italiana, direi che sarebbe bastato cambiare da martiri a caduti, riconoscendo la validità dell'obiezione mossa dal sindaco.
quel che proprio non capisco, non senza un briciolo di malignità, è l'aver cambiato radicamente il nome...

Perchè il nostro paese non sa discernere il valore di una vita anche se persa nell'esercizio delle sue funzioni.
Il sindaco in questione probabilmente non è ne di destra ne di sinistra, ma solo un babbeo che per un cavillo sacrosanto ha trasformato la cosa, come del resto capita sempre in questo paese, in una partita di calcio oppure a "chi ce l'ha più lungo".

I militari partiti sono morti in nome dello stato italiano.
Piaccia o non piaccia.
Lo stato siamo noi, anche se molti, me compreso, sono in disaccordo totale con questa guerra.
Sciocchi coloro che già gridavano al martirio esagerando con enfasi la cosa e coloro come il sindaco che hanno provocatoriamente asseganto la via ad un Premio Nobel, anche se molto discusso.

Avrebbe potuto intitolare un'altra via al leader palestinese e correggere l'aggettivo "martiri" on caduti.

Ma siamo il paese di Peppone e Don camillo.
Se non ci peliamo vivi anche nel decidere sul colore delle pareti dei cessi di Mc Donald non siamo contenti.
Siamo figli di Macchiavelli, non di Toqueville.
Noi non proponiamo, distruggiamo l'avversario per avere ragione.
Per ottenere ragione dimostriamo la stupidità altrui, non la nostra intelligenza.
Per cui, anche al cospetto di molte famiglie distrutte riusciamo a buttarla sulla piazzata alla Anna Magnani, sul pescivendolismo, colorando di nero o rosso qualsiasi cosa respiri, esista, abbia massa molecolare.
Pannella un giorno riuscì a dare la colpa all'inquinamento nell'Adriatico alle Porcilaie delle cooperative Rosse.
Come se solo quelle, in quanto rosse fossero le colpevoli.
Riuscì cioè a dare un colore politico anche alla cacca.
Seguì lunga e sofferta partita di calcio....
Ne discutono ancora.
Benedetto pragmatismo anglosassone.


fg

oscuroviandante
21-11-2005, 13:22
Quoto fabiogreggio.
Ma è davvero vergognoso che venga intitolata una strada ad un ex-terrorista (mi incazzerei anche per una via dedicata a Sharon ;) ) al posto dei nostri caduti.
Denota un totale disprezzo nei confronti di quegli uomini che facevano il loro lavoro.
Mi viene da pensare che i nostri soldati siano più rispettati in Iraq che in Italia...
Ripeto i NOSTRI soldati che stanno aiutando gli Irakeni nella loro ricostruzione...non qualcun'altro che non sa più che pesci prendere ;)

parax
21-11-2005, 13:34
Vallo a spiegare al sindaco di marano.
Ho quotato FabioGreggio visto che sembrava appoggiare la linea del sindaco nei confronti dell'ex leader palestinese.


ops scusami non avevo letto tutto, allora questo sta fuori di testa, bisogna interdirlo, si sta completamente stravolgendo il significato della parola martire.

Amu_rg550
21-11-2005, 15:23
Benissimo ok. Quindi tutti quei comuni che hanno dedicato piazze e monumenti a falcone e borsellino li dovrebbero togliere giusto? :help: hai cannato completamente paragone, sono morti da più di 10 anni, 23 Maggio 1992. quindi non vedo alcuna obiezione nè personale nè a norma di legge.
se invece ci sono strade fatte prima del 2002 dico che non l'avrebbero dovuto fare, perchè non ci sono morti e morti: o la legge vale per tutti o per nessuno. che facciamo, figli e figliastri?
comunque te ne faccio io adesso un esempio: riciclo arafat.
se fosse morto nel 1993, dopo la stretta di mano con rabin, o nel 1994 dopo il nobel per la pace, mezzo mondo gli avrebbe intitolato una strada. l'altra metà una piazza, salvo poi scoprire dopo qualche anno che i finanziamenti ricevuti erano indirizzati in svizzera a suo uso personale. non male come figura eh? oppure craxi: se fosse morto nell'89 quante piazze craxi avremmo avuto in italia, per poi doverci ricredere sulla sua figura?
nè arafat (che ha avuto dei meriti storici indiscussi, ma ha dalla sua gravi colpe tali da non permettermi di giudicarlo in maniera assolutamente positiva, anzi....) nè craxi (che sebbene abbia subito una gogna mediatica enorme, e sia stato preso come il simbolo di tutto un sistema, non mi pare abbia titolo per meritare una via o quant'altro) sono candidati ideali diciamo, ma presi in un determinato periodo storico magari si potrebbero trovare giustificazioni atte a dedicargli un ricordo toponomastico.
manco i santi li fanno tali subito, dietro c'è una lunga trafila.
tu invece mi dai l'idea di esser vicino a quelli che al funerale di GPII trascinati dalla commozione per la morte gridavano "santo subito" :fuck:


i martiri quindi non percepiscono uno stipendo... prendiamo atto. Prendere uno stipendio vuol dire essere mercenari...
Adesso scusate una cosa, ma secondo voi come possono esistere allora dei martiri del lavoro? No gradirei capire, visto che di martiri del lavoro si parla spesso
http://www2.regione.veneto.it/videoinf/periodic/precedenti/82/belgio.htm

ci sono dedicate vie e strade, mi spiegate perchè accidenti i soldati di nassirya non sono martiri? Perchè lavoravano come soldati? :mbe: I casi sono due: o togliamo ogni strada dedicata ai martiri del lavoro su tutto il territorio italiano per coerenza, o ci stiamo raccontando delle balle... :mbe:

guarda massimo, te lo scrivo con tutta la stima che mi lega a te.
il tuo è un ragionamento assolutamente capzioso, sembra non esista nulla al di là del bianco o del nero.
io sono d'accordo con il sindaco, martire non è la parola adeguata:

1màr|ti|re
s.m. e f.
AU
1 nei primi secoli del cristianesimo, chi rendeva testimonianza della propria fede sopportando eroicamente persecuzioni e torture fino alla morte violenta; anche in funz. agg.: un santo m.
2 estens., chi sopporta pene e sofferenze molto grandi, anche fino al sacrificio della vita, per difendere un ideale o una causa: martiri della Resistenza
3 chi si dedica completamente a un’attività, affrontando grandi difficoltà e sacrifici: un m. della scienza
4 fig., persona sofferente per gravi dolori spec. fisici | chi è costretto a subire soprusi, maltrattamenti e sim.; anche scherz.: è una m. del marito; fare il m., atteggiarsi a vittima [quadro 28]
Varianti: 1martiro


chiave di ricerca: martire

ora, il fatto che io non condivida ciò non implica che voglia sminuire la loro persona, il loro lavoro e tutti coloro che rischiano come loro.
ma tra martire e mercenario (parola che io non ho MAI detto, nè qui nè nella vita reale, semplicemente perchè non lo penso) c'è un abisso che tu non prendi in considerazione.
chiamarli caduti, vittime del dovere, anche eroi di guerra perchè no, non implica assolutamente che essi debbano esser oggetto di un trattamento irrispettoso da parte mia. e lo troverei più corretto, senza minimamente valutare in maniera diversa da te il tributo che meritano per essere morti, in quel modo oltretutto.
se anzichè cavillare sulla grammatica ti soffermassi a pensare un attimo all'atto in se, ovvero dedicare una strada, capiresti che non la penso molto diversamente da te. secondo le norme attuali è possibile, quindi non mi pare abbia detto mai il contrario.
poi se impuntarsi su una parola come l'unica necessaria a tuo giudizio e quindi di conseguenza anche mio per onorare i caduti (posso scriverlo?) significa, senz'offesa, che c'è qualcosa che non va.
possiamo esser d'accordo o meno sul lasso di tempo richiesto dalle norme toponomastiche, ma da qui a farti viaggi mentali sul fatto che io li consideri mercenari o morti di serie b per cosa, mera ideologia, non ci siamo proprio max. mai parlato di stipendi o altre fesserie, la parola in italiano secondo me non è la più adatta, stop.
come scritto, martiri non mi sembra adeguato, ma non perchè non meritino riconoscenza o dignita anche da morti o per il motivo per il quale sono andati là, ma perchè semplicemente chiamarli vittime di guerra, del dovere o altrimenti come scritto sopra, non mi pare meno ossequioso ma più corrispondente alla realtà.
opinioni certo, ma altrimenti mi verrebbe difficile non chiamare martire qualunque altro morto in guerra. dopotutto ho solo detto che per me non è la parola adatta no? mi pare che chiamarli anche semplicemente caduti di guerra non significhi automaticamente nulla di diverso, perchè se tributare rispetto è sinonimo di una via con il nome martire...

FabioGreggio
21-11-2005, 15:58
hai cannato completamente paragone, sono morti da più di 10 anni, 23 Maggio 1992. quindi non vedo alcuna obiezione nè personale nè a norma di legge.
se invece ci sono strade fatte prima del 2002 dico che non l'avrebbero dovuto fare, perchè non ci sono morti e morti: o la legge vale per tutti o per nessuno. che facciamo, figli e figliastri?
comunque te ne faccio io adesso un esempio: riciclo arafat.
se fosse morto nel 1993, dopo la stretta di mano con rabin, o nel 1994 dopo il nobel per la pace, mezzo mondo gli avrebbe intitolato una strada. l'altra metà una piazza, salvo poi scoprire dopo qualche anno che i finanziamenti ricevuti erano indirizzati in svizzera a suo uso personale. non male come figura eh? oppure craxi: se fosse morto nell'89 quante piazze craxi avremmo avuto in italia, per poi doverci ricredere sulla sua figura?
nè arafat (che ha avuto dei meriti storici indiscussi, ma ha dalla sua gravi colpe tali da non permettermi di giudicarlo in maniera assolutamente positiva, anzi....) nè craxi (che sebbene abbia subito una gogna mediatica enorme, e sia stato preso come il simbolo di tutto un sistema, non mi pare abbia titolo per meritare una via o quant'altro) sono candidati ideali diciamo, ma presi in un determinato periodo storico magari si potrebbero trovare giustificazioni atte a dedicargli un ricordo toponomastico.
manco i santi li fanno tali subito, dietro c'è una lunga trafila.
tu invece mi dai l'idea di esser vicino a quelli che al funerale di GPII trascinati dalla commozione per la morte gridavano "santo subito" :fuck:




guarda massimo, te lo scrivo con tutta la stima che mi lega a te.
il tuo è un ragionamento assolutamente capzioso, sembra non esista nulla al di là del bianco o del nero.
io sono d'accordo con il sindaco, martire non è la parola adeguata:

1màr|ti|re
s.m. e f.
AU
1 nei primi secoli del cristianesimo, chi rendeva testimonianza della propria fede sopportando eroicamente persecuzioni e torture fino alla morte violenta; anche in funz. agg.: un santo m.
2 estens., chi sopporta pene e sofferenze molto grandi, anche fino al sacrificio della vita, per difendere un ideale o una causa: martiri della Resistenza
3 chi si dedica completamente a un’attività, affrontando grandi difficoltà e sacrifici: un m. della scienza
4 fig., persona sofferente per gravi dolori spec. fisici | chi è costretto a subire soprusi, maltrattamenti e sim.; anche scherz.: è una m. del marito; fare il m., atteggiarsi a vittima [quadro 28]
Varianti: 1martiro


chiave di ricerca: martire

ora, il fatto che io non condivida ciò non implica che voglia sminuire la loro persona, il loro lavoro e tutti coloro che rischiano come loro.
ma tra martire e mercenario (parola che io non ho MAI detto, nè qui nè nella vita reale, semplicemente perchè non lo penso) c'è un abisso che tu non prendi in considerazione.
chiamarli caduti, vittime del dovere, anche eroi di guerra perchè no, non implica assolutamente che essi debbano esser oggetto di un trattamento irrispettoso da parte mia. e lo troverei più corretto, senza minimamente valutare in maniera diversa da te il tributo che meritano per essere morti, in quel modo oltretutto.
se anzichè cavillare sulla grammatica ti soffermassi a pensare un attimo all'atto in se, ovvero dedicare una strada, capiresti che non la penso molto diversamente da te. secondo le norme attuali è possibile, quindi non mi pare abbia detto mai il contrario.
poi se impuntarsi su una parola come l'unica necessaria a tuo giudizio e quindi di conseguenza anche mio per onorare i caduti (posso scriverlo?) significa, senz'offesa, che c'è qualcosa che non va.
possiamo esser d'accordo o meno sul lasso di tempo richiesto dalle norme toponomastiche, ma da qui a farti viaggi mentali sul fatto che io li consideri mercenari o morti di serie b per cosa, mera ideologia, non ci siamo proprio max. mai parlato di stipendi o altre fesserie, la parola in italiano secondo me non è la più adatta, stop.
come scritto, martiri non mi sembra adeguato, ma non perchè non meritino riconoscenza o dignita anche da morti o per il motivo per il quale sono andati là, ma perchè semplicemente chiamarli vittime di guerra, del dovere o altrimenti come scritto sopra, non mi pare meno ossequioso ma più corrispondente alla realtà.
opinioni certo, ma altrimenti mi verrebbe difficile non chiamare martire qualunque altro morto in guerra. dopotutto ho solo detto che per me non è la parola adatta no? mi pare che chiamarli anche semplicemente caduti di guerra non significhi automaticamente nulla di diverso, perchè se tributare rispetto è sinonimo di una via con il nome martire...

quoto anche la netiquette.
Per ragionamento speculativo aggiungerei che anche i muratori minorenni pagati in nero e vittime delle mancate norme di sicurezza per risparmiare sono caduti nel lavoro: a loro nessuna via, eppure anche loro sono stipendiati.
E "stipendiati" è una parola grossa.
Sono centinaia l'anno.
E passano a malapena al Tg tra l'indifferenza generale.
Anche loro hanno famiglie e figli.
Anche loro muoiono sul lavoro
Anche

FastFreddy
21-11-2005, 16:01
Quello si, ma c'è differenza tra il morire per cause accidentali e il morire per colpa di un attentato compiuto da chi aveva l'obbiettivo preciso di uccidere....

yossarian
21-11-2005, 16:04
un sindaco vicino ai problemi della gente, eh :D

invece di giocare con queste provocazioni da forum-sezione-politica-di-hardware-upgrade non potrebbe pensare di occupare le sue giornate facendo qualche cosa di nuovo.. chessò.. lavorare, ad esempio?


un sindaco che lavora? :D

Aiace
21-11-2005, 16:35
Io ho sempre associato la parola "martire" a un concetto più "divino" o religioso.

Chessò... io intendo come martiri ad es. S.Pietro, o Santa Lucia... fino a S.Salvo d'Acquisto. Insomma a una persone che si è sacrificata, volontariamente, per gli altri e per la Fede.

Forse è per questo che, a tanti, associare la parola "martire" a questi soldati sembra strano.

Restano degli eroi, dei caduti in nome della libertà... ma anche secondo me "martire" è una cosa diversa.

Con questo ho solamente espresso la mia opinione, senza voler in nessun modo offendere nessuno. :)

FabioGreggio
21-11-2005, 16:35
Quello si, ma c'è differenza tra il morire per cause accidentali e il morire per colpa di un attentato compiuto da chi aveva l'obbiettivo preciso di uccidere....
No.
Non è "accidentale". ma omicidio premeditato del datore di lavoro.

Riguardo all'attentato chi va in guerra sa cosa rischia e dovrebbe sapere che non è posto dove si va a fare banchetti che vendono la torta sbrisolona.
Quindi un certo preventivo per chi parte volontario dovrebbe essere nel bagaglio.
la guerra non è solo schipppettate.
E' prigionia, persecuzione, torture. orrori, decaèitazioni fosforo, genocidi, infanticidi.
Uno può anche restare a casa, non lo ordina il dottore.
La morte è una dlle varianti di tale lavoro.
Più morti possono colpire e commuovere fino a ricordarle con una via o altro.
E' nelle cose.

FabioGreggio
21-11-2005, 16:38
Il nobel non significa proprio nulla, sarebbe opportuno sapere il motivo per cui è stato assegnato e cosa è accaduto all'interno del consiglio dei cosidetti cattedratici, quasi quasi mi ribalto dal ridere pensando a loro, che lo assegnano.

Ti confesso,che ho sempre avuto la netta sensazione che quel nobel fosse un tentativo per coinvolgerlo nella festa e convincerlo ad accettare qualsiasi cosa e ciò è in parte riuscito, infatti alla festa ha partecipato mettendo da parte un ragguardevole gruzzolo sottratto al popolo palestinese ma oltre non è andato perchè gli conveniva, non aveva alcun obbligo, politicamente.

Arafat è un criminale, non è mai stato processato ed incarcerato perchè non era opportuno politicamente ma secondo giustizia dovrebbe esser morto in galera e non è il solo che pur avendone fatte di cotte e di crude non ha mai pagato i suoi crimini.

Ciao

Il Nobel è il Nobel e ha un significato nobile.
Può piacere a volte, altre no.
L'eccezione non fa la regola.

L'On Gasparri disse poco tempo fa:
"Se il Nobel lo ha vinto Dario Fo e l'oscar Benigni, tutti noi possiamo vincere nobel e oscar".

Non so.
nel suo caso non credo proprio.

fg

tatrat4d
21-11-2005, 16:42
Il Nobel è il Nobel e ha un significato nobile.
Può piacere a volte, altre no.


beh, il Nobel vuole nobilitare il vincitore, ma mi pare anche legittimo squalificarlo come premio quando viene assegnato a personaggi come Arafat.

Tenebra
21-11-2005, 16:45
Uno può anche restare a casa, non lo ordina il dottore.
La morte è una dlle varianti di tale lavoro.
Più morti possono colpire e commuovere fino a ricordarle con una via o altro.
E' nelle cose.

Quindi sono caduti sul lavoro?

Se etimologicamente parlando possiamo essere tutti d'accordo con la prima parte dell'obiezione del sindaco, la sua alzata d'ingegno nel nominare la strada, anzichè a dei caduti italiani, ad un noto criminale e terrorista estero (dati di fatto come dato di fatto è il nobel assegnatogli: a chi dispone di raziocinio proprio il compito, tutt'altro che improbo, di valutare cosa conti di più) altro non è se non una volgare provocazione da bar, un insulto a tutte alle famiglie italiane dei caduti e l'ennesima riprova che in Italia la faziosità e l'ottusità di stampo ideologico ormai hanno prevaricato financo il buonsenso.

FabioGreggio
21-11-2005, 17:18
Quindi sono caduti sul lavoro?

Se etimologicamente parlando possiamo essere tutti d'accordo con la prima parte dell'obiezione del sindaco, la sua alzata d'ingegno nel nominare la strada, anzichè a dei caduti italiani, ad un noto criminale e terrorista estero (dati di fatto come dato di fatto è il nobel assegnatogli: a chi dispone di raziocinio proprio il compito, tutt'altro che improbo, di valutare cosa conti di più) altro non è se non una volgare provocazione da bar, un insulto a tutte alle famiglie italiane dei caduti e l'ennesima riprova che in Italia la faziosità e l'ottusità di stampo ideologico ormai hanno prevaricato financo il buonsenso.


La tua opinione su Arafat non è esattamente la mia. Ergo la tua speculazione è assolutammente personale e non oggettiva.
E non puoi nemmeno stilare un tuo metro di giudizio che valga per tutti riguardo caduti, martiri o mercenari.
Qui stiamo dando il nostro giudizio.
Abbiamo anche il tuo.
Abbiamo dato anche l'Ambrogino d'oro alla Fallaci che per me è una signora razzista e fomentatrice di odio razziale.
Ma è il mio punto di vista.

FastFreddy
21-11-2005, 17:28
No.
Non è "accidentale". ma omicidio premeditato del datore di lavoro.



Casomai colposo, il datore di lavoro non ha come scopo l'eliminazione fisica degli impiegati, è il terrorista che si prefigge quello scopo.

Paragonare le vittime degli INCIDENTI sul lavoro con le vittime degli attentati non ha proprio senso...

jumpermax
21-11-2005, 17:32
hai cannato completamente paragone, sono morti da più di 10 anni, 23 Maggio 1992. quindi non vedo alcuna obiezione nè personale nè a norma di legge.
se invece ci sono strade fatte prima del 2002 dico che non l'avrebbero dovuto fare, perchè non ci sono morti e morti: o la legge vale per tutti o per nessuno. che facciamo, figli e figliastri?
comunque te ne faccio io adesso un esempio: riciclo arafat.
se fosse morto nel 1993, dopo la stretta di mano con rabin, o nel 1994 dopo il nobel per la pace, mezzo mondo gli avrebbe intitolato una strada. l'altra metà una piazza, salvo poi scoprire dopo qualche anno che i finanziamenti ricevuti erano indirizzati in svizzera a suo uso personale. non male come figura eh? oppure craxi: se fosse morto nell'89 quante piazze craxi avremmo avuto in italia, per poi doverci ricredere sulla sua figura?
nè arafat (che ha avuto dei meriti storici indiscussi, ma ha dalla sua gravi colpe tali da non permettermi di giudicarlo in maniera assolutamente positiva, anzi....) nè craxi (che sebbene abbia subito una gogna mediatica enorme, e sia stato preso come il simbolo di tutto un sistema, non mi pare abbia titolo per meritare una via o quant'altro) sono candidati ideali diciamo, ma presi in un determinato periodo storico magari si potrebbero trovare giustificazioni atte a dedicargli un ricordo toponomastico.
manco i santi li fanno tali subito, dietro c'è una lunga trafila.
tu invece mi dai l'idea di esser vicino a quelli che al funerale di GPII trascinati dalla commozione per la morte gridavano "santo subito" :fuck:

Qua non è questione di figli o figliastri, in certe parti d'Italia intitolare una piazza o un monumento a personaggi del genere è un atto di coraggio. Lo avessero anche fatto il giorno dopo io avrei applaudito e stop. Del resto lo prevede anche la stessa legge, bastava cercarla:



Il solo riferimento legislativo che indirettamente interessa la scuola è costituito dalla Legge 23 giugno 1927, n. 1188 relativa alla "Toponomastica stradale e monumenti a personaggi contemporanei"

Tale legge, all'art. 3, stabilisce, al primo comma :

"Nessun monumento, lapide od altro ricordo permanente può essere dedicato in luogo pubblico od aperto al pubblico, a persone che non siano decedute da almeno dieci anni. Rispetto al luogo deve sentirsi il parere della Regia Commissione provinciale per la conservazione dei monumenti"

L'art. 4 della stessa legge stabilisce:

"Le disposizioni degli artt. 2 e 3, primo comma, non si applicano alle persone della famiglia reale, né ai caduti in guerra e per la causa nazionale. E' inoltre in facoltà del Ministero per l'Interno di consentire la deroga alle suindicate disposizioni in casi eccezionali, quando si tratti di persone che abbiano benemeritato della nazione"

lasciando stare i reali (la legge è del 27) I caduti in guerra e per causa nazionale sono un caso a parte. E tanto per ritornare a falcone e borsellino direi che si tratta di persone che hanno benemeritato della nazione, chi non è d'accordo su questo per me può anche non essere considerato italiano.
Non è nemmeno il caso di dover spiegare perché i servitori dello stato caduti nell'adempimento del loro lavoro non sono paragonabili a personaggi famosi, politici, uomini di prestigio, anche stimati morti per cause naturali. Non dovrei essere io a spiegarti perchè Falcone e Borsellino, non sono come non dico Craxi, ma nemmeno Pertini, Spadolini, e quanti altri. Non è questione di essere morti o di rispetto. E' questione di dare la vita per la patria. Te lo devo spiegare io? Te lo deve dire la legge? Basta il buon senso.



guarda massimo, te lo scrivo con tutta la stima che mi lega a te.
il tuo è un ragionamento assolutamente capzioso, sembra non esista nulla al di là del bianco o del nero.
io sono d'accordo con il sindaco, martire non è la parola adeguata:

1màr|ti|re
s.m. e f.
AU
1 nei primi secoli del cristianesimo, chi rendeva testimonianza della propria fede sopportando eroicamente persecuzioni e torture fino alla morte violenta; anche in funz. agg.: un santo m.
2 estens., chi sopporta pene e sofferenze molto grandi, anche fino al sacrificio della vita, per difendere un ideale o una causa: martiri della Resistenza
3 chi si dedica completamente a un’attività, affrontando grandi difficoltà e sacrifici: un m. della scienza
4 fig., persona sofferente per gravi dolori spec. fisici | chi è costretto a subire soprusi, maltrattamenti e sim.; anche scherz.: è una m. del marito; fare il m., atteggiarsi a vittima [quadro 28]
Varianti: 1martiro


chiave di ricerca: martire

ora, il fatto che io non condivida ciò non implica che voglia sminuire la loro persona, il loro lavoro e tutti coloro che rischiano come loro.
ma tra martire e mercenario (parola che io non ho MAI detto, nè qui nè nella vita reale, semplicemente perchè non lo penso) c'è un abisso che tu non prendi in considerazione.
chiamarli caduti, vittime del dovere, anche eroi di guerra perchè no, non implica assolutamente che essi debbano esser oggetto di un trattamento irrispettoso da parte mia. e lo troverei più corretto, senza minimamente valutare in maniera diversa da te il tributo che meritano per essere morti, in quel modo oltretutto.
se anzichè cavillare sulla grammatica ti soffermassi a pensare un attimo all'atto in se, ovvero dedicare una strada, capiresti che non la penso molto diversamente da te. secondo le norme attuali è possibile, quindi non mi pare abbia detto mai il contrario.
poi se impuntarsi su una parola come l'unica necessaria a tuo giudizio e quindi di conseguenza anche mio per onorare i caduti (posso scriverlo?) significa, senz'offesa, che c'è qualcosa che non va.
possiamo esser d'accordo o meno sul lasso di tempo richiesto dalle norme toponomastiche, ma da qui a farti viaggi mentali sul fatto che io li consideri mercenari o morti di serie b per cosa, mera ideologia, non ci siamo proprio max. mai parlato di stipendi o altre fesserie, la parola in italiano secondo me non è la più adatta, stop.
come scritto, martiri non mi sembra adeguato, ma non perchè non meritino riconoscenza o dignita anche da morti o per il motivo per il quale sono andati là, ma perchè semplicemente chiamarli vittime di guerra, del dovere o altrimenti come scritto sopra, non mi pare meno ossequioso ma più corrispondente alla realtà.
opinioni certo, ma altrimenti mi verrebbe difficile non chiamare martire qualunque altro morto in guerra. dopotutto ho solo detto che per me non è la parola adatta no? mi pare che chiamarli anche semplicemente caduti di guerra non significhi automaticamente nulla di diverso, perchè se tributare rispetto è sinonimo di una via con il nome martire...

Dunque chiariamo. Il sindaco ha detto esplicitamente:

Martire è colui che sceglie un'idea e per quella si fa uccidere, è uno che volontariamente si espone per l'idea a cui ha dedicato la vita. I militari italiani erano andati a Nassiriya a svolgere un lavoro per il quale erano pagati, ed erano consapevoli dell'eventualità di rischiare la vita

tu hai detto questo

riconoscendo la validità dell'obiezione mossa dal sindaco
Quindi desumo che il fatto di essere li pagati sia la discriminante. Perchè vedi è questo il punto, il motivo per cui quella gente era li non lo sappiamo e non lo possiamo sapere, ognuno aveva il suo. Così come i martiri che abbiamo avuto in guerra o nel risorgimento, il discorso è analogo, sono morti per una causa ufficialmente, in realtà vai te a sapere, magari erano solo al posto sbagliato al momento sbagliato, o combattevano per motivi tutti loro una guerra in cui si trovavano a fare le pedine. Riconosciamo a loro un merito per aver sacrificato il bene più prezioso anche nell'interesse nostro, per questo li chiamiamo martiri. Non per quello che gli frullava in testa, che non ci è dato sapere. Qua quindi l'unica discriminante concreta pare essere lo stipendio, motivo che ha portato qualcuno a chiamarli spregiativamente mercenari, cosa che io non condivido e sono lieto non condivida pure tu. Ciò non toglie che ancora non mi è chiaro perchè il fatto che questi siano caduti sul lavoro non li rende definibili come martiri. Ripeto sai in quante città ci sono strade dedicate ai
martiri del lavoro? Allora da google
http://www.google.it/search?hl=it&q=%22via+martiri+del+lavoro%22&btnG=Cerca&meta=
ce n'è una a Ferrara, una a saronno Campomaggiore baiano, norma ecc ecc devo continuare? Mi spieghi come è possibile parlare di martiri del lavoro quando si parla dei minatori di Marcinelle o dei morti nelle fabbriche in genere senza che questo crei nessun problema mentre se si parla di nostri soldati caduti in servizio devono scattare questi distinguo linguistici che non hanno senso alcuno?

riporto questo stralcio
http://www.csvferrara.it/articolo.php?recordID=1557

Giustamente vengono ricordati, con pubbliche cerimonie, i caduti in guerra e nella lotta di Liberazione Nazionale, per aver essi rappresentato l'amor patrio e gli ideali di libertà, ma anche i martiri del lavoro hanno salvaguardato tutti quei valori di solidarietà, indipendenza e rispetto reciproco che sono di insegnamento ed esempio per tutti noi, in modo che le Istituzioni ricordino questi martiri e prestino ascolto alle voci che a loro arrivano da gente che vuole consolidare e rafforzare la democrazia, la libertà e la solidarietà.

insomma che chi muoia in guerra venga considerato martire è dato per scontato o quasi e in senso lato si considera martire anche chi è morto sul posto di lavoro. Io in questo non ci vedo niente di strano, c'è una ricchissima toponomastica che rispecchia fedelmente questa interpretazione, che poi in alcune occasioni sia preferito usare la parola caduto anzichè martire ok, probabilmente in alcuni contesti è più appropriato. Ma di sicuro per dei soldati uccisi in un attentato non mi sembra niente di azzardato, vale oggi come valeva nel 45... il problema qua è un'altro e tutta questa lunga retorica è inutile. Non condividete la guerra, ergo non esistono martiri in questa guerra. Tirare fuori delle leggi, senza nemmeno prendersi la briga di andarle a leggere, o mettersi a fare sofismi grammaticali è solo un prenderci in giro... ;)

cerbert
21-11-2005, 17:39
Boh... io non avrei intitolato una strada nè ad Arafat, nè a Sharon nè ad alcun grosso poltronaio...
Nè avrei chiamato una strada "Martiri di Nassirya". "Caduti di Nassirya" può ancora starci, è un dato oggettivo ed è comunque qualcosa che, per diverse ragioni, bisognerebbe ricordare.

Ma non sono MAI esistiti martiri armati, un martire è, prima di tutto, chi si pone o viene forzatamente posto in una condizione di debolezza e impossibilità di difendersi.

Se voleva fare un omaggio alle vittime innocenti di una guerra assurda poteva intitolarla a Radiè Resh.

FastFreddy
21-11-2005, 17:45
Ma non sono MAI esistiti martiri armati, un martire è, prima di tutto, chi si pone o viene forzatamente posto in una condizione di debolezza e impossibilità di difendersi

Chi muore per mano di un camion bomba penso che abbia avuto poche possibilità di difendersi....

I nostri militari non sono morti in uno scontro a fuoco, ma mentre pensavano a tutt'altro che a combattere.

jumpermax
21-11-2005, 17:46
Abbiamo dato anche l'Ambrogino d'oro alla Fallaci che per me è una signora razzista e fomentatrice di odio razziale.
Ma è il mio punto di vista.

questo è curioso, perchè a sentire quanto dicevi prima, basta ricever un nobel per essere "nobili"... cos'è gli svedesi nell'assegnare il nobel sono infallibili come il papa quando parla ex-cathedra? :D Francamente credo che premi e riconoscimenti ottenuto abbiano valore, sul giudizio che si può avere di qualcuno, prossimo allo zero. Contano semmai i fatti, i pensieri e le parole, non necessariamente in questo ordine...

jumpermax
21-11-2005, 17:48
Boh... io non avrei intitolato una strada nè ad Arafat, nè a Sharon nè ad alcun grosso poltronaio...
Nè avrei chiamato una strada "Martiri di Nassirya". "Caduti di Nassirya" può ancora starci, è un dato oggettivo ed è comunque qualcosa che, per diverse ragioni, bisognerebbe ricordare.

Ma non sono MAI esistiti martiri armati, un martire è, prima di tutto, chi si pone o viene forzatamente posto in una condizione di debolezza e impossibilità di difendersi.

Se voleva fare un omaggio alle vittime innocenti di una guerra assurda poteva intitolarla a Radiè Resh.
Questo è curioso Cerbert, perchè a quanto pare effettivamente erano forzatamente in un posto in una condizione di impossibilità di difendersi. Guarda caso infatti ci sono morti. Se poi la differenza la fa avere le armi o meno... un arma non è certo garanzia di invulnerabilità, anzi... il "può ancora starci" a mio avviso non ci stava proprio nel periodo in cui l'hai inserito. A meno che tu non mi voglia sostenere che non meritavano che gli si intitolasse una strada e che insomma sia già una forzatura con la parola caduti... spero sia un lapsus... :mbe:

Lucio Virzì
21-11-2005, 17:50
Boh... io non avrei intitolato una strada nè ad Arafat, nè a Sharon nè ad alcun grosso poltronaio...
Nè avrei chiamato una strada "Martiri di Nassirya". "Caduti di Nassirya" può ancora starci, è un dato oggettivo ed è comunque qualcosa che, per diverse ragioni, bisognerebbe ricordare.

Ma non sono MAI esistiti martiri armati, un martire è, prima di tutto, chi si pone o viene forzatamente posto in una condizione di debolezza e impossibilità di difendersi.

Se voleva fare un omaggio alle vittime innocenti di una guerra assurda poteva intitolarla a Radiè Resh.

Quoto.

maxsona
21-11-2005, 17:55
Oh mio DIO, speriamo che l'elettorato di CS voti in massa per i DS e l'ala centrista, è meglio che dia pure io il mio contributo :D ... non vorrei un giorno abitare in "Via Fidel Castro martire di Cuba", certo che un servitore dello stato che disprezza le Forze Armate andrebbe bandito dal poter esercitare cariche pubbliche.

CYRANO
21-11-2005, 17:59
quoto cerbert.



Ciaozzz

Lucio Virzì
21-11-2005, 18:01
Oh mio DIO, speriamo che l'elettorato di CS voti in massa per i DS e l'ala centrista, è meglio che dia pure io il mio contributo :D ... non vorrei un giorno abitare in "Via Fidel Castro martire di Cuba", certo che un servitore dello stato che disprezza le Forze Armate andrebbe bandito dal poter esercitare cariche pubbliche.

E invece pensa che ha pieno diritto di esprimere la sua opinione.
E pensa sempre, invece, che un tal Frigerio, condannato a 5 anni di reclusione, e a 4 anni di interdizione dai pubblici uffici siede in parlamento nei banchi di forza italia, e decide e vota le leggi che stanno distruggendo l'Italia.
Pensa te, eh? Ma certo, mi sembra ovviamente più importante disquisire del nome di una via. :rolleyes:

LuVi

FastFreddy
21-11-2005, 18:03
Ma certo, mi sembra ovviamente più importante disquisire del nome di una via. :rolleyes:

LuVi

Evidentemente per quel sindaco è così...

Anche perchè la disquisizione sul nome di una via l'ha aperta lui...

maxsona
21-11-2005, 18:11
E invece pensa che ha pieno diritto di esprimere la sua opinione.
Non è un pinco pallino qualunque, è una persona che ha giurato di servire lo stato che ha parole di disprezzo per persone che hanno fatto la stessa cosa e di ammirazione verso una persona che liberava dalle carcere gli uomini di Hamas, vorrei vedere se domani un sindaco di destra decidesse di dedicare una strada a Junio Valerio Borghese se sarebbe tutto normale.

tatrat4d
21-11-2005, 18:13
Non è un pinco pallino qualunque, è una persona che ha giurato di servire lo stato che ha parole di disprezzo per persone che hanno fatto la stessa cosa e di ammirazione verso una persona che liberava dalle carcere gli uomini di Hamas, vorrei vedere se domani un sindaco di destra decidesse di dedicare una strada a Junio Valerio Borghese.

è avvenuto se non per Borghese, sicuramente per altri fascisti.
Comunque tra il censurarne l'operato e l'imporgliene uno preciso (sempre che ciò che abbia fatto sia legale) IMHO ce ne corre.

maxsona
21-11-2005, 18:15
è avvenuto se non per Borghese, sicuramente per altri fascisti.
Comunque tra il censurarne l'operato e l'imporgliene uno preciso (sempre che ciò che abbia fatto sia legale) IMHO ce ne corre.
E allora andrebbero rinominate tutte le vie dedicate a ex fascisti.

Non si può censurare, ma almeno invitare alla decenza e ad evitare la ripicca.

FastFreddy
21-11-2005, 18:17
è avvenuto se non per Borghese, sicuramente per altri fascisti.
Comunque tra il censurarne l'operato e l'imporgliene uno preciso (sempre che ciò che abbia fatto sia legale) IMHO ce ne corre.

Il sindaco è libero di dare tutti i nomi che vuole, così come chi non è d'accordo ha tutto il diritto di dirgli che ha fatto male...

tatrat4d
21-11-2005, 18:18
Il sindaco è libero di dare tutti i nomi che vuole, così come chi non è d'accordo ha tutto il diritto di dirgli che ha fatto male...

era esattamente quello che volevo dire io ;)

maxsona
21-11-2005, 18:23
Sono già un pò cmq le strade e i monumenti dedicati a quei caduti.

..::CRI::..
21-11-2005, 18:25
Visto che si parla di "via Arafat":

http://www.informazionecorretta.it/showPage.php?template=rassegna&id=6935

Concordo con l'articolo.

MSciglio
21-11-2005, 19:18
Che paroloni che si sentono... eroi... martiri...

Capisco che questi tragici eventi mobilitano la nazione e fanno discutere molto ma onestamente non condivido o comprendo certi aggettivi.
Quei ragazzi che sfortunatamente sono morti erano li' in missione di peace keeping (non in guerra), erano ben pagati e stavano semplicemente facendo il loro lavoro il cui rischio, probabilisticamente parlando, e' certamente inferiore a quello di un muratore che lavora su una impalcatura a 30 metri dal suolo.
Se dovessimo intitolare una strada per ogni caduto sul lavoro dovremmo costruire nuove citta'.

Amu_rg550
21-11-2005, 19:19
..cut...

dunque 2 risposte distinte:
1) sulla legge hai ragione te, stop. io ho solo valutato sulla base di quanto da te riportato nel primo post.
2) sinceramente non so che pesci pigliare. ti stai arrampicando sugli specchi stravolgendo ogni mia frase. ma lo leggi quel che scrivo?
ho detto che sono d'accordo sul chiamarli caduti e non martiri e scopro nel tuo primo reply che per me sono mercenari. uau.
va bene, passi il fraintendimento.
ho spiegato quindi che non voglio minimamente sminuire la riconoscenza che meritano, anzi. che non li giudico per il motivo per il quale sono andati lì e che lo stipendio non c'entra nulla, mentre tu "capisci" esattamente l'opposto: io sono il cattivo con i paraocchi che non condivido la guerra e quindi disprezzo o sminuisco tutto ciò che è correlato. e l'ho scritto bene.
siccome l'italiano NON è un'opinione, francamente voglia di continuare a scrivere per vedermi affibbiato quel che piace a te senza cognizione di causa non ne ho. ed è una cosa che mi fa decisamente incazzare.
dunque a rileggerci in questo 3d quando avrai capito il semplice concetto che magari anche una persona come me con le mie idee politiche può anche esprimere il proprio cordoglio ed il ringraziamento senza se e senza ma.
discutevo su un dettaglio, perchè il riconoscimento da parte mia non è mai mancato nè mai messo in discussione. oltretutto come scritto in queste pagine mesi fa, ho dei motivi personali che mi legano ai soldati in iraq, quindi non accetto questi giochi.
tu sei riuscito a farne una lotta nel merito su tutto, non solo sul nome.

maurizio.

ps: nel frattempo, manda una ricevuta RR al comune di nuoro, spiegando che intitolare un monumento ai morti di nassirya CADUTI DI NASSIRYA http://www.comune.nuoro.it/FullText/001592.htm significa esser di parte e poco rispettosi. ma tu guarda 'sti pacifisti nuoresi...e c'è pure il monumento ai caduti del lavoro..
oltretutto non è opinabile come dico io, no. .
hai ragione te e basta.

io farà lo stesso qui a cagliari, sia mai che il monumento ai CADUTI della prima guerra mondiale venga intepretato come filo austriaco.

majin mixxi
21-11-2005, 19:44
Il fatto che abbia ricevuto un premio nobel (non sò con quali meriti..) non lo innalza a martire, rimarrà alla storia come un (ex) terrorista e colui che ha fatto fallire gli accordi di camp david.
Che c'entra sharon? :rolleyes:

forse rimarrà nella storia che vuoi tu in quella maniera

majin mixxi
21-11-2005, 19:45
Che paroloni che si sentono... eroi... martiri...

Capisco che questi tragici eventi mobilitano la nazione e fanno discutere molto ma onestamente non condivido o comprendo certi aggettivi.
Quei ragazzi che sfortunatamente sono morti erano li' in missione di peace keeping (non in guerra), erano ben pagati e stavano semplicemente facendo il loro lavoro il cui rischio, probabilisticamente parlando, e' certamente inferiore a quello di un muratore che lavora su una impalcatura a 30 metri dal suolo.
Se dovessimo intitolare una strada per ogni caduto sul lavoro dovremmo costruire nuove citta'.

quoto e concordo

majin mixxi
21-11-2005, 19:46
ma poi martiri ,mi sembra quantomeno un termine improprio

maxsona
21-11-2005, 19:51
I rischi di un muratore sono calcolati e azzerabili, uno di quei ragazzi non può sapere se la macchina che stà fermando per un controllo è imbottita di tritolo o se durante un pattugliamento un cecchino gli fà saltare la testa.

FastFreddy
21-11-2005, 19:51
Che paroloni che si sentono... eroi... martiri...

Capisco che questi tragici eventi mobilitano la nazione e fanno discutere molto ma onestamente non condivido o comprendo certi aggettivi.
Quei ragazzi che sfortunatamente sono morti erano li' in missione di peace keeping (non in guerra), erano ben pagati e stavano semplicemente facendo il loro lavoro il cui rischio, probabilisticamente parlando, e' certamente inferiore a quello di un muratore che lavora su una impalcatura a 30 metri dal suolo.
Se dovessimo intitolare una strada per ogni caduto sul lavoro dovremmo costruire nuove citta'.

I caduti sul lavoro cadono per l'appunto per incidente, non saltano in aria per mano di pazzi suicidi...

Poi l'unico nodo di unione tra Arafat e i martiri è che lui ne ha fatti parecchi tra i passeggeri degli autobus saltati in aria...

Tenebra
21-11-2005, 20:04
Come al solito si cavilla sul sesso degli angeli anzichè andare ad affrontare il nocciolo della questione.
Ed il problema NON E' se la definizione etimologicamente corretta delle vittime di Nassirja sia "caduti" o "martiri", per quello mandate una bella raccomandata all'Accademia della Crusca...

Il problema è che il sindaco in questione ha VOLUTAMENTE effettuato un gesto altamente provocatorio, tra l'altro insultando implicitamente le famiglie dei caduti, intitolando la via ad un terrorista (checchè ne dica l'esimio Greggio, Arafat ha fomentato, sostenuto e finanziato il terrorismo, ha rastrellato i fondi esteri destinati allo sviluppo e sostegno dell'area e li ha immagazzinati nel suo conto personale: c'è poco da tergiversare, Arafat è una "brava persona" solo se si indossano pesanti paraocchi ideologici o se si è in malafede. Non si tratta di "pareri soggettivi", ma di dati oggettivi, quindi i tentativi di glissare sono inutili), terrorista come quelli che hanno ammazzato i caduti di cui sopra.

Adesso chiede scusa, ma come diceva mio nonno, del senno di poi son piene le fosse.

Adric
21-11-2005, 20:37
thread unificati (il primo lo avevo aperto io)

Spectrum7glr
21-11-2005, 21:33
Che paroloni che si sentono... eroi... martiri...

Capisco che questi tragici eventi mobilitano la nazione e fanno discutere molto ma onestamente non condivido o comprendo certi aggettivi.
Quei ragazzi che sfortunatamente sono morti erano li' in missione di peace keeping (non in guerra), erano ben pagati e stavano semplicemente facendo il loro lavoro il cui rischio, probabilisticamente parlando, e' certamente inferiore a quello di un muratore che lavora su una impalcatura a 30 metri dal suolo.
Se dovessimo intitolare una strada per ogni caduto sul lavoro dovremmo costruire nuove citta'.

Il discorso è semplice: se di peace keeping si tratta allora erano lì per portare pace in Iraq che è uno scopo nobile... e chi muore per scopi nobili per mano di gente che non ha rispetto di questi stessi nobili scopi merita l'appellativo di martire senza se e senza ma.

Detto questo il tentativo di sviare il significato volutamente provocatorio e per nulla nascosto di un simile gesto attraverso discussioni sul valore ontologico del termine "martire" è onestamente puerile: è un fatto grave che si sia voluto dare una motivazione tanto imbecille ad un atto assolutamente secondario come la decisone del nome di una via...è evidente lo scopo provocatorio...ed altrettanto evidente la stupidità di chi ha motivato in maniera simile la decisione.

MSciglio
21-11-2005, 21:41
I rischi di un muratore sono calcolati e azzerabili, uno di quei ragazzi non può sapere se la macchina che stà fermando per un controllo è imbottita di tritolo o se durante un pattugliamento un cecchino gli fà saltare la testa.

Talmente azzerabili che la gente continua a morire. Il rischio di chi va in missione è calcolato e tradotto in denaro. E poi ripeto, i numeri parlano chiaro e non mi sembra che ci siano state così tante vittime (fortunatamente) italiane. Se non si accettano i rischi si fa un altro mestiere, non c'è l'invio al fronte obbligatorio.

MSciglio
21-11-2005, 21:44
Il discorso è semplice: se di peace keeping si tratta allora erano lì per portare pace in Iraq che è uno scopo nobile... e chi muore per scopi nobili per mano di gente che non ha rispetto di questi stessi nobili scopi merita l'appellativo di martire senza se e senza ma.


Sarebbe stato realmente nobile se fossero andati lì come missionari o quantomeno percependo un salario allineato con le altre tipologie di lavoro.

FastFreddy
21-11-2005, 21:46
Talmente azzerabili che la gente continua a morire. Il rischio di chi va in missione è calcolato e tradotto in denaro. E poi ripeto, i numeri parlano chiaro e non mi sembra che ci siano state così tante vittime (fortunatamente) italiane. Se non si accettano i rischi si fa un altro mestiere, non c'è l'invio al fronte obbligatorio.


Quindi secondo te anche un muratore dovrebbe trovarsi un'altro lavoro....

l'incidente sul lavoro è per l'appunto un incidente, non avviene per precise volontà di qualcuno...

FastFreddy
21-11-2005, 21:48
Sarebbe stato realmente nobile se fossero andati lì come missionari o quantomeno percependo un salario allineato con le altre tipologie di lavoro.


Non vedo cosa c'entri il loro compenso, non è che un grosso stipendio compensi la morte per TNT...

Poi tra l'altro tra i loro compiti c'era anche quello di proteggere il personale delle ong

MSciglio
21-11-2005, 21:52
Quindi secondo te anche un muratore dovrebbe trovarsi un'altro lavoro....

l'incidente sul lavoro è per l'appunto un incidente, non avviene per precise volontà di qualcuno...

Gli incidenti inevitabilmente capitano ma al muratore non viene (giustamente) attribuito il titolo di eroe o martire.

FastFreddy
21-11-2005, 21:56
Gli incidenti inevitabilmente capitano ma al muratore non viene (giustamente) attribuito il titolo di eroe o martire.

Il muratore però se muore, muore per fatalità o per negligenza di qualcun'altro, non muore perchè qualcuno ha deciso di ucciderlo di proposito.

Spectrum7glr
21-11-2005, 21:57
Non vedo cosa c'entri il loro compenso, non è che un grosso stipendio compensi la morte per TNT...

Poi tra l'altro tra i loro compiti c'era anche quello di proteggere il personale delle ong

fiato sprecato...alla fine dietro un buonismo di facciata (vedi la questione di lana caprina sul significato ontologico della parola "martire") il pensiero di tanti (purtroppo) è che il sindaco abbia fatto bene a dare quella motivazione (o se non altro ne sono contenti tanto per alimentare un po' la polemica).

Lucio Virzì
21-11-2005, 22:15
Che paroloni che si sentono... eroi... martiri...

Capisco che questi tragici eventi mobilitano la nazione e fanno discutere molto ma onestamente non condivido o comprendo certi aggettivi.
Quei ragazzi che sfortunatamente sono morti erano li' in missione di peace keeping (non in guerra), erano ben pagati e stavano semplicemente facendo il loro lavoro il cui rischio, probabilisticamente parlando, e' certamente inferiore a quello di un muratore che lavora su una impalcatura a 30 metri dal suolo.
Se dovessimo intitolare una strada per ogni caduto sul lavoro dovremmo costruire nuove citta'.

.

FastFreddy
21-11-2005, 22:18
Ok, non dedichiamo le piazze a chi è vittima ed erroneamente martire, ma dedichiamole a chi i martiri li fabbrica o perlomeno ne appoggia i fabbricanti.

E' come sostituire piazza dei martiri delle fosse ardeatine con piazza Kappler....

easyand
21-11-2005, 22:47
Sarebbe stato realmente nobile se fossero andati lì come missionari o quantomeno percependo un salario allineato con le altre tipologie di lavoro.

si, tipo le 2 Simone, che si beccavano nn so quante migliaia di euro al mese?

Spectrum7glr
21-11-2005, 22:55
Sarebbe stato realmente nobile se fossero andati lì come missionari o quantomeno percependo un salario allineato con le altre tipologie di lavoro.


ah, c'è il prezzario dell'eroe...bene bene...chiedo a te che hai evidentemente le idee chiare: fino a quanto ci si può fregiare del titolo di "martire"? e per il titlo di "caduto" quanto vogliono? oltre che soglia ti becchi del "mercenario"? facci sapere che interessa a molti qui...mentre Arafat che è morto povero in canna e che non era famoso per la vita dissoluta era un "martire" giusto? sei un mito...dico sinceramente...


P.S.
provo ad immaginare...
da 0 a 1999€ mese = martire (ma è necessaria un'indagine della guardia di finanza...non è che se uno evade poi lo fanno martire)
da 1999 a 3999€ mese = caduto
oltre i 4000€ mese = mercenario

dantes76
21-11-2005, 22:59
Il comune di Marano dedica una strada a Yasser Arafat

Martedì, 11 ottobre

Appunti
''Sono felice che la citta' di Marano abbia voluto dare questo riconoscimento al nostro leader storico e sono felice che sia stata proprio Marano la prima in Italia ad intraprendere una iniziativa di questo tipo''. Cosi' Omar Suleiman, rappresentante a Napoli dell'Autorita' Nazionale Palestinese e gia' esponente dell'Organizzazione per la Liberazione della Palestina, ha salutato la decisione del consiglio comunale di Marano, di dedicare una strada a Yasser Arafat, il presidente palestinese e premio nobel per la pace recentemente scomparso. La delibera, proposta dal consigliere Alfredo Paragliola, e' stata approvata nel corso del Consiglio comunale di ieri sera con il voto favorevole dell'unanimita' dei consiglieri presenti.

"E' oltraggioso e doloroso - ha commentato l'ambasciatore in una nota diffusa oggi - sentire che i governanti della città dichiarino di guardare 'con rispetto e affetto' a un leader corrotto che per noi israeliani e per molti altri, compresi palestinesi, è stato causa di tanto sangue e dolore, con uccisioni di bambini, donne e anziani. La decisione di intitolare una via ad Arafat - ha concluso Gol - rappresenta una vergogna per il Comune di Marano e per la Provincia di Napoli, e un affronto alla memoria di tutte le vittime del terrorismo".
(www.canisciolti.info)

certo che avere un senso di vomito e di diarrea allo stesso tempo, e una cosa difficile da descrivere,e alquanto imbarazzante : non sai se mettere il sedere o la testa nella tazza per prima.

una via/piazza a un assasino? a uno che si arrichisce dei soldi dell UE, a uno che nei libri fa scrivere che l olocausto non e' mai esistito, a uno che nel 1974 all Onu si presenta con un mitra in una mano e nell altra un ramoscello di ulivo, e dice fate in modo che non mi cada questo( agitando il ramoscello)...
a uno che si e dimenticato migliaglia di profughi nei campi egiziani....a uno che e morto nel suo letto, non come Rabin....


un mito

http://img43.exs.cx/img43/3821/arafat-saddam-1981.jpg

http://www.pixelgala.org/timeline/1972/muenchen.gif

http://users.pandora.be/hans.d.hollander1/Munchen%201972/foto%20gijzeling.jpg

maxsona
21-11-2005, 23:00
Talmente azzerabili che la gente continua a morire. Il rischio di chi va in missione è calcolato e tradotto in denaro. E poi ripeto, i numeri parlano chiaro e non mi sembra che ci siano state così tante vittime (fortunatamente) italiane. Se non si accettano i rischi si fa un altro mestiere, non c'è l'invio al fronte obbligatorio.
La gente non muore se si rispettano le norme di sicurezza, cmq quei ragazzi la non voglione certo essere chiamati martiri, ma un pò di rispetto almeno si.

maxsona
21-11-2005, 23:03
Quei ragazzi potrebbero prendere i soldi facendo mille altri lavori invece che sobbarcarsi una vita di sacrifici stando spesso lontani dalle famiglie e rischiando la pelle, non li ha obbligati nessuno, è una cosa in qui credono, punto.

jumpermax
21-11-2005, 23:05
2) sinceramente non so che pesci pigliare. ti stai arrampicando sugli specchi stravolgendo ogni mia frase. ma lo leggi quel che scrivo?
ho detto che sono d'accordo sul chiamarli caduti e non martiri e scopro nel tuo primo reply che per me sono mercenari. uau.
va bene, passi il fraintendimento.
ho spiegato quindi che non voglio minimamente sminuire la riconoscenza che meritano, anzi. che non li giudico per il motivo per il quale sono andati lì e che lo stipendio non c'entra nulla, mentre tu "capisci" esattamente l'opposto: io sono il cattivo con i paraocchi che non condivido la guerra e quindi disprezzo o sminuisco tutto ciò che è correlato. e l'ho scritto bene.
siccome l'italiano NON è un'opinione, francamente voglia di continuare a scrivere per vedermi affibbiato quel che piace a te senza cognizione di causa non ne ho. ed è una cosa che mi fa decisamente incazzare.
dunque a rileggerci in questo 3d quando avrai capito il semplice concetto che magari anche una persona come me con le mie idee politiche può anche esprimere il proprio cordoglio ed il ringraziamento senza se e senza ma.
discutevo su un dettaglio, perchè il riconoscimento da parte mia non è mai mancato nè mai messo in discussione. oltretutto come scritto in queste pagine mesi fa, ho dei motivi personali che mi legano ai soldati in iraq, quindi non accetto questi giochi.
tu sei riuscito a farne una lotta nel merito su tutto, non solo sul nome.

maurizio.

ps: nel frattempo, manda una ricevuta RR al comune di nuoro, spiegando che intitolare un monumento ai morti di nassirya CADUTI DI NASSIRYA http://www.comune.nuoro.it/FullText/001592.htm significa esser di parte e poco rispettosi. ma tu guarda 'sti pacifisti nuoresi...e c'è pure il monumento ai caduti del lavoro..
oltretutto non è opinabile come dico io, no. .
hai ragione te e basta.

io farà lo stesso qui a cagliari, sia mai che il monumento ai CADUTI della prima guerra mondiale venga intepretato come filo austriaco.

1)Io non ho mai messo in dubbio la parola caduti. Tu hai sostenuto che il sindaco avesse ragione sulla parola martiri. Quindi il ps non capisco proprio da dove ti venga fuori.
2)Non è per il salario, non è per il motivo per cui sono andati li, ancora non si è capito perchè sia sbagliato chiamarli martiri.
3)Resta sempre la questione martiri sul lavoro, magari se ti avanza tempo oltre che esprimere una serie interessante di opinioni sul sottoscritto... :D

jumpermax
21-11-2005, 23:11
Che paroloni che si sentono... eroi... martiri...

Capisco che questi tragici eventi mobilitano la nazione e fanno discutere molto ma onestamente non condivido o comprendo certi aggettivi.
Quei ragazzi che sfortunatamente sono morti erano li' in missione di peace keeping (non in guerra), erano ben pagati e stavano semplicemente facendo il loro lavoro il cui rischio, probabilisticamente parlando, e' certamente inferiore a quello di un muratore che lavora su una impalcatura a 30 metri dal suolo.
Se dovessimo intitolare una strada per ogni caduto sul lavoro dovremmo costruire nuove citta'.
Però abbiamo strade e piazze intitolate alle vittime di mafia e del terrorismo, gente spesso ammazzata per il lavoro che faceva, i già citati Falcone e Borsellino, Moro , gli uomini della scorta. Tutto sbagliato?

maxsona
21-11-2005, 23:15
Jumper, non ricordi gli slogan "dieci, cento, mille Nassirya" ?, spiegano molte cose.

dantes76
21-11-2005, 23:21
Nascita di Al Fatah e crisi mediorientale

Nel 1963 Al Fatah, appoggiata dalla Siria, programma la sua prima azione militare, il sabotaggio di un impianto idrico israeliano. L'azione avviene nel dicembre del 1964 ma si rivela un fallimento. Comunque, dopo la Guerra dei sei giorni, nel 1967, quando Israele sposta la sua attenzione dagli stati arabi alle varie organizzazioni palestinesi, una di queste è - appunto - Al Fatah.

Nel 1968 l'organizzazione palestinese è il principale obiettivo dell'attacco israeliano al villaggio giordano di Karameh, azione nella quale muoiono centocinquanta guerriglieri palestinesi e ventinove soldati israeliani sono uccisi, in buona parte dalle forze regolari giordane. Malgrado le forti perdite, la battaglia è considerata una vittoria per Al Fatah (esultante per il ritiro degli israeliani) e contribuisce ad aumentare il prestigio di Arafat e di Fatah stessa.

Nel 1969 Arafat diviene, quindi, portavoce dell'OLP rimpiazzando Ahmed Shukairy, che era stato proposto dalla lega araba. Arafat diviene due anni dopo comandante in capo delle Forze rivoluzionarie palestinesi e due anni dopo ancora responsabile del Dipartimento politico dell'OLP.

Nello stesso periodo le tensioni tra il governo di Giordania ed i palestinesi iniziano ad aumentare. Elementi della resistenza palestinese in armi (i cosiddetti fedayn o feddayn) creano uno "stato nello stato" all'interno della Giordania (controllando anche numerose zone strategiche tra cui la raffineria di Az Zarq) finendo per costituire un pericolo per la sovranità dello stato hashemita.

A capo dell'ELP

Lo scontro diventa aperto nel giugno del 1970. Vari governi arabi tentano di mediare una soluzione pacifica ma a settembre, le ripetute operazioni dei fedayn, tra cui il dirottamento e la distruzione di tre aerei di linea, fanno propendere il governo giordano per una azione di forza mirante a riprendere il controllo del territorio. Il 16 settembre, Re Hussein di Giordania dichiara la legge marziale e lo stesso giorno Arafat diviene comandante supremo dell' ELP (Esercito per la Liberazione della Palestina), forza armata regolare dell'OLP.

"Settembre nero"

Nella guerra civile che ne segue L'OLP ha il supporto della Siria che invia in territorio giordano una forza di circa 200 carri armati. Gli scontri avvengono principalmente tra forze giordane ed ELP sebbene gli USA dislochino la sesta flotta nel mediterraneo dell'est e Israele metta a disposizione della Giordania alcuni reparti militari.

Il 24 settembre l'esercito giordano riesce a prevalere e l'ELP è costretto a chiedere una serie di cessate il fuoco. Durante le azioni militari l'esercito giordano attacca anche i campi profughi dove i civili palestinesi si sono rifugiati dopo la Guerra dei sei giorni: le vittime sono migliaia. Questo massacro viene ricordato dai palestinesi come "il settembre nero".

In seguito alla sconfitta, l'OLP si sposta dalla Giordania al Libano. Grazie alla debolezza del governo centrale libanese, l'OLP poté operare in uno stato virtualmente indipendente (chiamato infatti da Israele Terra di Fatah). L'OLP inizia ad usare il territorio libanese per lanciare attacchi di artiglieria contro Israele e come base per le infiltrazioni di guerriglieri. A queste azioni corrispondono attacchi di ritorsione israeliani in Libano.

Nel settembre 1972 il gruppo "Settembre Nero" (che si ritiene, peraltro senza alcuna prova certa, aver avuto la copertura di Al Fatah) rapisce ed uccide undici atleti israeliani durante i Giochi Olimpici di Monaco di Baviera. La condanna internazionale per l'attacco porta Arafat a dissociarsi pubblicamente da tali atti.

Due anni dopo, nel 1974, Arafat ordina all'OLP di sospendere qualsiasi azione militare al di fuori di Israele, della West Bank (la riva ovest del Giordano, o Cisgiordania) e della striscia di Gaza. Nello stesso anno il leader palestinese diviene il primo rappresentante di un'organizzazione non governativa a parlare ad una sessione generale delle Nazioni Unite.

Intanto continuavano a ripetersi, da alcune parti, le accuse verso Arafat di una dissociazione solo di facciata dal terrorismo. Sta di fatto che il movimento Al Fatah continuò a lanciare attacchi contro obiettivi israeliani. Gli anni Settanta furono caratterizzati in Medio Oriente dalla comparsa di numerosi gruppi palestinesi estremisti pronti a compiere attacchi sia in Israele che altrove. Israele dichiarò che dietro tutti questi gruppi vi era Arafat il quale però smentì sempre tali ipotesi.

Sta di fatto che nel 1974 i capi di stato arabi riconoscono l'OLP come unico rappresentante legittimo di tutti i palestinesi. Due anni dopo la stessa OLP viene ammessa come membro a pieno titolo nella Lega Araba

Patrimonio personale

Nell'agosto del 2002 il servizio segreto militare Israeliano stimava il patrimonio personale di Arafat nell'ordine di 1.3 Miliardi di dollari [1], sebbene non fornisse conferme alle stime. Il magazine "Forbes" [2] classificò Arafat come sesto nella lista "Re, regine o despoti" [3], stimando il suo patrimonio in almeno 300 milioni di dollari, senza indicare su quali fonti basasse questo calcolo.

Nel 2003 il Fondo Monetario Internazionale condusse un'inchiesta presso l'autorità palestinese. Da questa inchiesta emerse che Arafat aveva spostato 900 milioni di dollari di fondi pubblici su dei conti correnti controllati direttamente la lui e dal Direttore Finanziari dell'Autorità palestinese. Il Fondo Monetario non fu in grado di dimostrare che i fondi fossero stati utilizzati in modo improprio [4].

Nel 2003 il ministro palestinese delle finanze, Salam Fayyad, incaricò una società internazionale di revisione di analizzare la situazione dei fondi facenti capo all'Autorità Palestinese. Il team giunse alla conclusione che Arafat disponeva di un patrimonio occultato di almeno 1 Miliardo di dollari. Questo patrimonio era suddiviso in finanziamenti a un'azienda che imbottigliava la Coca Cola a Ramallah, una compagnia telefonica tunisina e capitali dislocati negli Stati Uniti d'America e nelle isole Cayman. Il team giunse alla conclusione che i fondi per le sue imprese commerciali erano pervenuti da fondi pubblici che Arafat ha stornato e posto sotto il suo controllo personale invece di utilizzarli per il bene palestinese, il team sottolineo che nessuna di queste operazioni è stata resa pubblica dall'Autorità Palestinese. Sebbene Arafat abbia vissuto con parsimonia Dennis Ross negoziatore per il medio oriente dei presidenti George Bush e Clinton affermò che Arafat "viveva circondato dal denaro" e con quello finanziava un ampio sistema di patronato [5].

Le ricerche svolte dall'Unione Europea sull'utilizzo dei fondi destinati all'Autorità Palestinese non hanno trovato nessun riscontro delle accuse formulate da diverse parti sull'utilizzo degli stessi per finalità terroristiche. Segnalarono però una corruzione diffusa e quindi l'Unione Europea richiese una radicale riforma della gestione finanziaria dell'Autorità Palestinese. Questa riforma finanziaria è uno dei punti chiave per poter ottenere nuovi aiuti economici dall'Unione Europea. [6]

Un informatore che lavora per il ministero delle finanze dell'Autorità Palestinese ha affermato che Suha, la moglie di Arafat ricevesse dal ministero 100.000 dollari al mese per vivere a Parigi. Suha si difese affermando che queste voci erano diffuse dal primo ministro israeliano Ariel Sharon che tentava di distogliere i media dai problemi di corruzione del suo governo concentrando attenzione su di lei.

Nell'ottobre del 2003 il governo Francese ha aperto un'indagine contro Suha Arafat per via di movimenti sospetti di valuta. L'accusa era traffico illegale di valuta, regolarmente dalla Svizzera venivano trasferiti 1.27 milioni di dollari verso il conto personale di Suha in Francia.

http://it.wikipedia.org/wiki/Yasser_Arafat

Lucio Virzì
21-11-2005, 23:35
si, tipo le 2 Simone, che si beccavano nn so quante migliaia di euro al mese?

Balle certificate.

MSciglio
21-11-2005, 23:44
ah, c'è il prezzario dell'eroe...bene bene...chiedo a te che hai evidentemente le idee chiare: fino a quanto ci si può fregiare del titolo di "martire"? e per il titlo di "caduto" quanto vogliono? oltre che soglia ti becchi del "mercenario"? facci sapere che interessa a molti qui...mentre Arafat che è morto povero in canna e che non era famoso per la vita dissoluta era un "martire" giusto? sei un mito...dico sinceramente...


P.S.
provo ad immaginare...
da 0 a 1999€ mese = martire (ma è necessaria un'indagine della guardia di finanza...non è che se uno evade poi lo fanno martire)
da 1999 a 3999€ mese = caduto
oltre i 4000€ mese = mercenario

Puoi non condividere il mio punto di vista ma risparmiati questa simpatica ironia gentilmente.
Lo ripeto per l'ultima volta. Lavori pericolosi ce ne sono tanti ma non giustifico il fatto che chi muore in un incidente facendo semplicemente il lavoro per cui e' pagato venga considerato eroe o martire. Ovviamente e' la mia personalissima opinione.

MSciglio
21-11-2005, 23:49
Quei ragazzi potrebbero prendere i soldi facendo mille altri lavori invece che sobbarcarsi una vita di sacrifici stando spesso lontani dalle famiglie e rischiando la pelle, non li ha obbligati nessuno, è una cosa in qui credono, punto.

Sei sicuro di questo? Quanti dei mille altri lavori da te citati rendono quanto un paio di mesi in Iraq? Sei realmente convinto che la maggior parte vada li' per motivi morali? Io non ci credo. Ancora una volta e' una mia opinione pero'.

maxsona
22-11-2005, 00:16
Poi non capisco sto fatto del "sono pagati", come è stato detto anche Falcone o Borsellino erano pagati fior di milioni, il loro lavoro è meno degno per questo ?

FabioGreggio
22-11-2005, 08:27
questo è curioso, perchè a sentire quanto dicevi prima, basta ricever un nobel per essere "nobili"... cos'è gli svedesi nell'assegnare il nobel sono infallibili come il papa quando parla ex-cathedra? :D Francamente credo che premi e riconoscimenti ottenuto abbiano valore, sul giudizio che si può avere di qualcuno, prossimo allo zero. Contano semmai i fatti, i pensieri e le parole, non necessariamente in questo ordine...

Non ho commentato il Nobel, ho solo sottolineato l'intenzione.
Indipendentemente dal fatto che tra Nobel e Ambrigino, non volermene, c'è un tot di differenza..........
Sennò anche la Formichina di Caronno Pertusella ha una sua valenza.
Era per dire che la stessa cosa, se vale per Arafat vale anche per la Fallacimpazzita.

fg

jumpermax
22-11-2005, 10:12
Non ho commentato il Nobel, ho solo sottolineato l'intenzione.
Indipendentemente dal fatto che tra Nobel e Ambrigino, non volermene, c'è un tot di differenza..........
Sennò anche la Formichina di Caronno Pertusella ha una sua valenza.
Era per dire che la stessa cosa, se vale per Arafat vale anche per la Fallacimpazzita.

fg
Anche gli accademici sbagliano... hanno avuto un pizzico di fretta in quel caso. Comunque il nobel era a Rabin E Arafat, che a quei tempi sembravano poter arrivare ad un accordo di pace... mi sembrano molto più concrete le possibilità di Abu Mazen e Sharon oggi.

Tenebra
22-11-2005, 11:26
Comunque il nobel era a Rabin E Arafat, che a quei tempi sembravano poter arrivare ad un accordo di pace... mi sembrano molto più concrete le possibilità di Abu Mazen e Sharon oggi.

Se le premesse per l'assegnazione del Nobel ad Arafat vengono giudicate "giuste" da alcuni, seguendo lo stesso filo logico ed in seguito agli ultimi eventi le stesse persone non dovrebbero avere alcuna obiezione nell'assegnazione un domani di un premio Nobel a Sharon ed Abu Mazen, vero? :p

...sempre se certi ragionamenti vengano fatti seguendo la logica e non qualcos'altro...

Aiace
22-11-2005, 11:39
Che paroloni che si sentono... eroi... martiri...

Capisco che questi tragici eventi mobilitano la nazione e fanno discutere molto ma onestamente non condivido o comprendo certi aggettivi.
Quei ragazzi che sfortunatamente sono morti erano li' in missione di peace keeping (non in guerra), erano ben pagati e stavano semplicemente facendo il loro lavoro il cui rischio, probabilisticamente parlando, e' certamente inferiore a quello di un muratore che lavora su una impalcatura a 30 metri dal suolo.
Se dovessimo intitolare una strada per ogni caduto sul lavoro dovremmo costruire nuove citta'.


Sono daccordo.

Non credo che sia la morte accidentale o per la follia di qualcun'altro che fa di un uomo un eroe o un martire. Piuttosto ne fa una vittima. :(

Harvester
22-11-2005, 11:40
Lo ripeto per l'ultima volta. Lavori pericolosi ce ne sono tanti ma non giustifico il fatto che chi muore in un incidente facendo semplicemente il lavoro per cui e' pagato venga considerato eroe o martire.

come sei stato deciso fino ad ora allora rispondi a questa domanda in maniera altrettanto decisa:

Borsellino, Falcone, le loro scorte, Dalla Chiesa, Livatino e tutti gli altri.....li consideri eroi e/o martini.....oppure no?

MSciglio
22-11-2005, 11:56
come sei stato deciso fino ad ora allora rispondi a questa domanda in maniera altrettanto decisa:

Borsellino, Falcone, le loro scorte, Dalla Chiesa, Livatino e tutti gli altri.....li consideri eroi e/o martini.....oppure no?

E' una domanda molto difficile. I ragazzi che vanno in Iraq vanno li' consapevoli del fatto che i rischi sono tutto sommato limitati (i dati parlano chiaro) di conseguenza ritengono che il gioco valga la candela.

Nel caso dei personaggi da te citati il discorso e' ben diverso. Nonostante queste persone stessero adempiendo al loro dovere erano perfettamente consapevoli di cio' che inevitabilmente sarebbe successo e che prima o poi sarebbero stati uccisi senza alcun dubbio ma hanno deciso di portare avanti le loro mansioni nonostante tutto. Se proprio vogliamo usare il termine eroe certamente e' piu' appropriato per queste persone.

easyand
22-11-2005, 13:37
NAPOLI, - "Sono fortemente indignata e stanca di sentir dire che i nostri soldati sono mercenari a pagamento, martiri a pagamento, uomini che si arruolano nel nostro Esercito perché ultima spiaggia, per avere lo stipendio assicurato a fine mese, o andare all'estero per guadagnare di più con la scusa che è una missione di pace". E' quanto ha dichiarato Mena Paglia, madre del capitano Gianfranco Paglia, medaglia d'Oro al Valor Militare dopo essere stato ferito gravemente in Somalia. "Ma la realtà non è questa - ha continuata la signora Paglia - essi tutelano la nostra Patria, aiutano persone che da anni sono oppresse dalle dittature, danno da mangiare ai diseredati costruendo scuole, acquedotti, ferrovie, strade e portano in Italia persone bisognosi di cure urgenti, soprattutto bambini".

Aiace
22-11-2005, 13:43
PEr equità di informazione, ascoltiamo anche l'altra campana:

http://italy.peacelink.org/pace/articles/art_3962.html

Spectrum7glr
22-11-2005, 14:56
PEr equità di informazione, ascoltiamo anche l'altra campana:

http://italy.peacelink.org/pace/articles/art_3962.html


guarda che non è che ci sono 2 campane: la politica lasciala fuori...qui stiamo parlando delle motivazioni che spingono una persona a partire ed andare in Iraq piuttosto che in Somalia o Afganistan e c'è gente che dice che lo fanno principalmente per soldi (ergo il termine "mercenari") mantre dall'altra parte ci sono testimonianze di vedove e madri che parlano delle motivazioni che spingevano i loro figli/mariti e che chiedono rispetto.
Credo tu sia abbastanza intelligente da escludere che un militare vada in Iraq per fare gli interessi economici del proprio paese (semmai è lo stato che li manda là per quello, ma non credo che la motivazione ultima che spinge l'uomo/soldato possa essere ricercata nel petrolio): la politica non c'entra un'emerita fava con la questione...le motivazioni di uno stato sono una cosa, come lo stato possa convincere una persona a fare quello che vuole che sia fatto è un'altra cosa ed è di questa che si discute: vanno lì (solo) per soldi o (anche) perchè spinti da motivazioni umanitarie? il sindaco di Marano ha espresso la sua opinione e qui ci si domanda se un'opinione del genere sia condivisibile o meno e cosa pensa Di Pietro della guerra in Iraq c'entra meno di zero.

In altri termini tu vuoi rispondere alla domanda "perchè i soldati vengono mandati in Iraq?"...mentre qui ci si chiede "perchè i soldati vanno in Iraq?" e come è agevole rilevare sono due cose ben diverse.

easyand
22-11-2005, 15:31
PEr equità di informazione, ascoltiamo anche l'altra campana:

http://italy.peacelink.org/pace/articles/art_3962.html

ma secondo te eravamo cosi idioti da farci fregare l'affare?
I nostri soldati non sono li solo per quello, ma è sicuramente una piacevole conseguenza che molto probabilmente ha influito sulla zona di dislocazione del contingente.
E secondariamente dico, le missioni internazionali mica si fanno perchè siamo italiani tanti buoni e diamo i biscotti ai bambini, le motivazioni reali sono altre, ti tipo politico (politica estera soprattutto), strategico ed economico.
In poche parole, fini poco nobili raggiunti con mezzi nobili.