View Full Version : L'Osservatore Romano attacca l'apertura di Prodi sulle coppie di fatto
Scoperchiatore
12-09-2005, 18:07
Il quotidiano della Santa Sede: "Cerca voti lacerando la famiglia"
Mastella attacca il leader dell'Unione. Rotondi (Dc) lo difende
Pacs, l'Osservatore Romano attacca l'apertura di Prodi
CITTA' DEL VATICANO - "Alla ricerca di voti lacerando la famiglia". E' duro il commento dell'Osservatore Romano alle dichiarazioni del leader dell'Unione Romano Prodi sulle coppie di fatto.
Il leader dell'Unione, infatti, nei giorni scorsi aveva lanciato la proposta che i diritti delle coppie di fatto, comprese quelle omosessuali, vengano riconosciuti tramite patti. Come già avviene in Francia. "Una dichiarazione - scrive il quotidiano del Vaticano - che chiama direttamente in causa nella competizione politica la famiglia, la realtà naturale alla quale sono naturalmente inclini l'uomo e la donna. Una realtà fondata, come la stessa Costituzione italiana ammonisce, sul matrimonio. Un tentativo, dunque, di relativizzare e ideologizzare la realtà della famiglia. Una lacerazione inaccettabile". Uno strappo basato, insiste il giornale dei vescovi, "su una campagna elettorale orientata al procacciamento di tutti i voti rastrellabili sul territorio". Ma le parole di Prodi lacerano anche il centrosinistra. "Se Prodi diventa Zapatero, mi dispiace, ma non è più il mio leader e potrei rompere l'accordo" attacca Clemente Mastella. E il verde Alfonso Pecoraro Scanio minimizza il dissenso: "Mastella non vuole i patti di convivenza, noi e la gran parte del polo di centrosinistra li vogliamo. Mastella si digerirà i patti, ognuno ingoia qualche rospo".
Nel coro di critiche del centrodestra che parona Prodi a Zapatero, spicca, in controtendenza, la voce del segretario della Dc, Gianfranco Rotondi: "'E' sciocco sparare su Prodi a proposito delle coppie di fatto: un conto è la difesa della famiglia, che è solo quella formata dalla mamma e dal papà e dai loro bimbi; altra cosa sono i diritti delle persone conviventi, e mi pare che Prodi abbia ben chiara la distinzione fra i due piani".
L'Arcigay rifiuta l'accostamento fra il leader dell'Unione e il premier spagnolo: "Zapatero non è certo l'esempio a cui paragonare chi appoggia una legge sulle unioni civili, diversa e distinta dal matrimonio. Questa è precisamente la posizione del Partito popolare di Aznar" dice il presidente dell'associazione Sergio Lo Giudice.
(12 settembre 2005)
E dai, Mastella, che così ce la fai a rompere le balle prima delle elezioni :muro:
Quello che dice Rotondi, sarà per solidarietà democristiana, sarà perchè è uno che ragiona a prescindere dalla bandiera, mi sembra più che condivisibile.
E dai, Mastella, che così ce la fai a rompere le balle prima delle elezioni :muro:
Quello che dice Rotondi, sarà per solidarietà democristiana, sarà perchè è uno che ragiona a prescindere dalla bandiera, mi sembra più che condivisibile.
Mastella chi? La...Clemente? :fiufiu:
ma sto rotondi da dove è saltato fuori e chi è ??? è gia un po che me lo chiedo...
LittleLux
12-09-2005, 18:46
Mi verrebbe da dire "e chi se ne fotte", ma siamo in Italia, la quale è piena di Mastella...
jumpermax
12-09-2005, 18:57
E dai, Mastella, che così ce la fai a rompere le balle prima delle elezioni :muro:
Quello che dice Rotondi, sarà per solidarietà democristiana, sarà perchè è uno che ragiona a prescindere dalla bandiera, mi sembra più che condivisibile.
La cosa comica in effetti è proprio che la proposta prodi ricalca la legge che ha fatto il cattolicissimo Aznar in Spagna. Davvero c'è da restare sconcertati nel vedere che persino a sinistra questi temi hanno difficoltà ad essere portati avanti, come lascia senza parole l'ennesimo attacco ai principi di laicità dello stato e di rispetto dei diritti civili delle minoranze, basato, questo si ideologicamente, su una totale avversione per il relativismo etico che porta dritti filati ad una nuova concezione etica dello stato, dove c'è posto per un solo tipo di famiglia, conforme ai canoni della morale cattolica.
Lucrezio
12-09-2005, 19:03
La cosa comica in effetti è proprio che la proposta prodi ricalca la legge che ha fatto il cattolicissimo Aznar in Spagna. Davvero c'è da restare sconcertati nel vedere che persino a sinistra questi temi hanno difficoltà ad essere portati avanti, come lascia senza parole l'ennesimo attacco ai principi di laicità dello stato e di rispetto dei diritti civili delle minoranze, basato, questo si ideologicamente, su una totale avversione per il relativismo etico che porta dritti filati ad una nuova concezione etica dello stato, dove c'è posto per un solo tipo di famiglia, conforme ai canoni della morale cattolica.
già.
se mi passate la citazione, la nostra politica sta diventando "sgorgo della bruttura, pena pura del vivere e perire"...
LittleLux
12-09-2005, 19:13
Per Follini ora Prodi è un "attempato zapaterista". Magari facesse anche solo un decimo di quel che ha fatto Zapatero. Ma tant'è, lor signori, di dx, ma anche di sx (alcuni), dimenticano di dire che ciò che ha detto oggi Prodi, lo disse e lo fece ieri Aznar. Eh, l'italietta dalla morale perbenista e/o machista (leggi i celoduristi della Lega o i superuomini di AN), che guai ai gay, guai alle coppie di fatto, guai ad attaccare la famiglia (ma chi l'attacca, poi?), guai all'aborto legale perchè incivile, ma chi se ne frega se tutti rubano, c'hanno l'amante o vanno a puttane oppure abortiscono illegalmente e a rischio della vita dalle mammane; l'importante è che rimanga tutto nascosto. Così è nell'italietta di certi moralisti da due lirette, solo che sti quà comandano e governano anche, è questo il guaio.
http://www.unita.it/index.asp?SEZIONE_COD=HP&TOPIC_TIPO=&TOPIC_ID=44586
bluelake
12-09-2005, 19:15
La cosa comica in effetti è proprio che la proposta prodi ricalca la legge che ha fatto il cattolicissimo Aznar in Spagna. Davvero c'è da restare sconcertati nel vedere che persino a sinistra questi temi hanno difficoltà ad essere portati avanti, come lascia senza parole l'ennesimo attacco ai principi di laicità dello stato e di rispetto dei diritti civili delle minoranze, basato, questo si ideologicamente, su una totale avversione per il relativismo etico che porta dritti filati ad una nuova concezione etica dello stato, dove c'è posto per un solo tipo di famiglia, conforme ai canoni della morale cattolica.
mi appoggio alle parole di jumper senza esprimere commenti personali :stordita:
solo che mi suona strano che l'Osservatore Romano si meravigli che nel programma del centrosinistra ci sia spazio per il riconoscimento delle copie di fatto...
bluelake
12-09-2005, 19:29
ROMA - «Alla ricerca di voti lacera la famiglia». Così commenta l'Osservatore Romano l'apertura di Prodi alle coppie di fatto. Il quotidiano della Santa Sede tuona contro il professore il giorno dopo la lettera inviata dallo stesso a Grillini, presidente dell'Arcygay, per rassicurarlo sul suo impegno a regolamentare le coppie di fatto con lo strumento dei Pacs. «Una dichiarazione - scrive il quotidiano vaticano - che chiama direttamente in causa nella competizione politica la famiglia, la realtà naturale alla quale sono naturalmente inclini l'uomo e la donna. Una realtà fondata, come la stessa Costituzione italiana ammonisce, sul matrimonio. Un tentativo, dunque, di relativizzare e ideologizzare la realtà della famiglia. Una lacerazione inaccettabile». Rispetto alle dichiarazioni fatte dai politici in questa fine estate, l'Osservatore Romano ha sottolineato come «alcuni di questi pronunciamenti sono, occorre credere, frutto di riflessioni articolate e complesse che hanno costituito la base per preparare quella che si preannuncia come una campagna elettorale orientata al procacciamento di tutti i voti rastrellabili sul territorio».
L'ATTACCO DI MASTELLA - L’apertura di Prodi alle coppie di fatto ha trovato in disaccordo anche un alleato dell'Unione, il segretario dei Popolari-Udeur Clemente Mastella che ha espresso «sorpresa e allarme». «Nella sua lettera a Grillini il Professore fa riferimento alla sintonia con gli altri leader della coalizione ma in nessuno dei confronti finora avuti nella Fabbrica del programma questa ipotesi si era mai affacciata al punto da essere dibattuta fino in fondo» ha spiegato. In altri termini, Prodi non può dire che «gli altri leader sono d’accordo con me». Mastella insiste, poi, che «sulle coppie di fatto la nostra posizione, che è quella della tradizione popolare e cattolica, è ben nota: prima di tutto la famiglia. E con ciò la salvaguardia dei valori portatori dell’unica unione che riconosciamo e che è sancita davanti a Dio: il matrimonio tra persone di sessi differenti».
FOLLINI: PRODI COME ZAPATERO - Per il resto, da Fassino a Castagnetti, il centrosinistra applaude. Contro le dichiarazioni di Prodi si è invece scagliato compatto il centrodestra. «Ricordavo Prodi come un giovane manager democristiano. Lo ritrovo oggi come un più attempato dirigente politico zapaterista. Come coppia di fatto, quella fra Prodi e il suo doppio mi sembra fra le meno riuscite» ha affermato in una nota il segretario dell'Udc, Marco Follini. «Lui guarda con favore alle coppie di fatto - aggiunge il leader centrista- mentre noi guardiamo con favore ancora maggiore alla promozione della famiglia». Tempestiva è arrivata la replica di Grillini per il quale la proposta del Pacs non va confusa con quella spagnola del matrimonio fra omosessuali. In una lettera al segretario dell'Udc, Grillini si dice «stupito» da queste parole che «non tengono minimamente conto dei contenuti della proposta di legge di cui sono il primo firmatario e che è stata sottoscritta da 161 parlamentari dell'Unione».
BINDI: FOLLINI TEOCON - Prende le distanze da Follini anche Rosy Bindi, responsabile Politiche Sociali e della Salute della Margherita: «Abbiamo lasciato Follini giovane moroteo, aperto al dialogo e capace di far interagire i valori cristiani con le trasformazioni e i cambiamenti della società. Lo ritroviamo teocon, prigioniero di un uso distorto e strumentalizzante dei principi religiosi e etici. Da lui non accettiamo lezioni sulla famiglia... Non abbiamo mai nascosto la nostra distanza da Zapatero e non condividiamo la scelta sui matrimoni gay e il mancato rispetto del pluralismo culturale e religioso della società spagnola operato con quella legge. Né Prodi ha mai messo in discussione il nostro diritto di famiglia».
12 settembre 2005
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2005/09_Settembre/12/coppie.shtml
ROMA - «Voglio ribadire che ho ripetuto le stesse parole dette il 21 luglio e fatte proprie da tutta l’Unione». Dopo la bufera scatenata dalla sua apertura sulle coppie di fatto, Prodi, al termine del vertice dei leader del centrosinistra, chiarisce alla stampa il suo punto di vista sui Patti civili di solidarietà (Pacs) e si dice «stupito dalla polemica» che ne è scaturita, «una polemica basata sul nulla». Nel pomeriggio Mastella aveva contestato Prodi che aveva parlato di intesa nell'Unione sul Pacs, mentre Follini lo aveva additato come «politico zapaterista».
Prodi ricorda di aver ripetuto «senza cambiare una sillaba, le stesse parole» pronunciate, su questo scottante tema dei patti di solidarietà civile, a San Martino in Campo il 21 luglio scorso, durante il conclave dell'Unione. Su quelle parole - prosegue il candidato leader del centrosinistra - si è registrata «l'opinione concorde di tutta l'Unione». Prodi puntualizza: «Non ho mai equiparato le coppie di fatto al matrimonio, non ho mai parlato di adozioni. Ho parlato di una differenza totale rispetto all proposte di Zapatero».
Il leader dell'Unione tiene poi a sottolineare un altro dato non certo secondario: «La regolamentazione delle conseguenze civili delle unioni di fatto è stata già fatta in tutti i paesi europei e in Spagna è stata proposta dal governo Aznar e non da quello Zapatero».
12 settembre 2005
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2005/09_Settembre/12/prodi.shtml
HolidayEquipe™
12-09-2005, 19:56
se qualcuno pensa che la proposta di prodi sia stata fatta per prendere piu' voti, vi sbagliate di grosso...
visto cio' che pensa la stragrande maggioranza degli italiani, questo portera' la sinistra allo sfascio...diciamo che se prima era divisa, adesso rischia di esserlo ancora di piu'...
dal punto di vista dei diritti concessi, tutti sarebbero d'accordo...ma qui il dare diritti a qualcuno e' posto come toglierne a qualcun altro...gia' si parla che con questa proposta, il valore famiglia svanisca dle tutto...
dove voglio arivare?...semplice...
...tutti sembrano paladini della giustizia...tutti pronti a concedere diritti a tutti...ma quando questo si scontra con la religione cattolica...ecco che tutti mandano a quel paese queste convinzioni...trincerandosi dietro la religione cattolica...
insomma l'ipocrisia della gente si taglia col coltello...
medicina
12-09-2005, 20:19
Non ci vedo nulla di male al PACS. Possono farli due persone qualsiasi, non devono essere per forza gay. L'unica soluzione possibile, direi, almeno in Italia.
LittleLux
12-09-2005, 20:56
In questa vicenda, mi sta stupendo, favorevolemte, Fini.
jumpermax
12-09-2005, 21:06
In questa vicenda, mi sta stupendo, favorevolemte, Fini.
ha avuto coraggio, in linea con le posizioni precedenti. A me più che altro han deluso tutti gli altri... la prima domanda ce l'avrei x Follini, e vorrei sapere se ritiene uno zapateriano anche Aznar....
In questa vicenda, mi sta stupendo, favorevolemte, Fini.
2 ipotesi:
-se è sincero e va avanti così dura poco
-se non è sincero.....è un gran furbone
HolidayEquipe™
12-09-2005, 21:19
ancora pero' del forum nessuno si pronuncia...
non capisco chi e' d'accordo con la proposta e chi no... :confused:
jumpermax
12-09-2005, 21:23
ancora pero' del forum nessuno si pronuncia...
non capisco chi e' d'accordo con la proposta e chi no... :confused:
da che ricordo io ai pacs qua erano favorevoli quasi tutti, anche i cattolici... le obiezioni erano sui matrimoni e adozioni.
LittleLux
12-09-2005, 21:34
2 ipotesi:
-se è sincero e va avanti così dura poco
-se non è sincero.....è un gran furbone
Spero per lui che sia sincero, ed anche per la dx. Voglio credere a questa seconda ipotesi. Del resto, come dice jumper, è in linea con il comportamento tenuto sui referendum.
Scoperchiatore
12-09-2005, 22:09
da che ricordo io ai pacs qua erano favorevoli quasi tutti, anche i cattolici... le obiezioni erano sui matrimoni e adozioni.
E allora perchè devono rompere le palle, i centristi e compagnia bella? :D :muro:
jumpermax
12-09-2005, 22:16
E allora perchè devono rompere le palle, i centristi e compagnia bella? :D :muro:
internet non è ancora un campione statisticamente omogeneo al resto della popolazione ;)
Eccomi! Favorevole ai PACS ma fermamente contrario all'adozione di minori da parte di "coppie fatto" (sia etero che omo).
In ogni caso: il matrimonio è una cosa (La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio) i negozi giuridici per dare valenza legale a situazioni di fatto sia dal punto di vista morale che economico, un'altra.
Mi risorvo cmq di leggere il testo che appoggia il Professore prima di condividere la sua posizione.
PS Fini rulez!
jumpermax
12-09-2005, 23:27
http://malvino.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=645482
Prepariamoci. E’ il riconoscimento legale delle unioni omosessuali – non il matrimonio, ma qualsiasi forma di riconoscimento legale delle unioni omosessuali – il problema. Vedrete, qualsiasi progetto di legge in questo segno – anche il meno zapateriano – troverà i suoi strenui oppositori in Parlamento. Il collante? “Se tutti i fedeli sono tenuti ad opporsi al riconoscimento legale delle unioni omosessuali, i politici cattolici lo sono in particolare”. E’ quanto si legge in un documento firmato Joseph Ratzinger e licenziato dall’ex Sant’Uffizio in data 3 giugno 2005 (Considerazioni circa i progetti di riconoscimento legale delle unioni tra persone omosessuali, 10).
“Sono tenuti” è il più soffice dei sinomini per dire “devono”, “non possono che”, “hanno l’obbligo di” – carino verso i fedeli, bisogna ammettere. Aggiungere, però, “in particolare” a quel “sono tenuti”, rivolgendosi ai “politici cattolici”, sottrae sofficità al sinonimo, suona come le consegne di un capogruppo parlamentare ai suoi peones. Suona offensivo questo paragone ? Giudicate voi da quello che viene subito dopo – dite voi se nell’usare “consegne” invece che “ordini” non si sia stati soffici, piuttosto, pure noi. Il capogruppo parlamentare in questo caso è chiaro, minuzioso, perché si sa, i peones sono tonti, quasi sempre: “In presenza di progetti di legge favorevoli alle unioni omosessuali, sono da tener presenti le seguenti indicazioni etiche. Nel caso in cui si proponga per la prima volta all’Assemblea legislativa un progetto di legge favorevole al riconoscimento legale delle unioni omosessuali, il parlamentare cattolico ha il dovere morale di esprimere chiaramente e pubblicamente il suo disaccordo e votare contro il progetto di legge […] Nel caso in cui il parlamentare cattolico si trovi in presenza di una legge favorevole alle unioni omosessuali già in vigore, egli deve opporsi nei modi a lui possibili e rendere nota la sua opposizione […] Se non fosse possibile abrogare completamente una legge di questo genere, egli […] potrebbe lecitamente offrire il proprio sostegno a proposte mirate a limitare i danni di una tale legge e a diminuirne gli effetti negativi sul piano della cultura e della moralità pubblica, a condizione che sia chiara e a tutti nota la sua personale assoluta opposizione a leggi siffatte” (ibidem, 10) . Sì, è vero, mancano nel testo i consigli su come aggirare gli ostacoli posti eventualmente dai regolamenti di Camera e Senato, ma un Cardinal Prefetto mica può pensare a tutto: in nome della separazione tra Stato e Chiesa, vorrà pure lasciare un minimo d’iniziativa ai peones, sennò quelli s’annoiano a fare solo le belle statuine. Ma è chiaro che queste disposizioni abbiano valore vincolante, come dimostra il caso di Charles Angus, il parlamentare che ha votato a favore della proposta di legge sul matrimonio omosessuale, approvata in Canada il 19 luglio di quest’anno, e che s’è visto negare l’eucarestia dal suo parroco, il tutto con vidima dell’arcivescovo zonale. Vero è che il parroco aveva fatto al parlamentare la carità cristiana di un ultimatum dalle pagine del quotidiano Ottawa Citizen (6 luglio 2005), ma quello niente, un laicista marcio fino all’osso.
Le Considerazioni circa i progetti di riconoscimento legale delle unioni tra persone omosessuali – vedrete, Il Foglio le ripubblicherà con adeguato apparato critico a pie’ di pagina – “non contengono nuovi elementi dottrinali, ma intendono richiamare i punti essenziali circa il suddetto problema e fornire alcune argomentazioni di carattere razionale” (ibidem, 1). E’ sul “carattere razionale” di queste “argomentazioni” che sarà il caso di soffermarci, perché abbiamo come l’impressione che, tra non molto, le sentiremo dalla viva voce dei peones. Si parte da quanto scritto nel Catechismo della Chiesa Cattolica, dove gli atti omosessuali “non sono il frutto di una vera complementarità affettiva e sessuale e in nessun modo possono essere approvati” (n. 2357); è chiaro che qualsiasi tipo legame che implichi quegli atti, “intrinsecamente disordinati”, ne tragga un elemento di “grave depravazione” (ibidem, 4). Il gradiente segue il vettore: vieppiù “deviante” è l’unione quanto il suo riconoscimento pubblico (legale) si fa “pericolo di scandalo” (ibidem, 4-6). Questo gradiente segue l’ordine che dal “razionale” (null’altro che la Parola accolta dalla fede), per il “biologico e antropologico” (null’altro che la logica riproduttiva, il genere sessuale che si esaurisce in mezzo) e per il “sociale” (null’altro che la conservazione di un istituto nella sua forma primigenia), arriva al “giuridico” (null’altro che la garanzia dell’“ordine generazionale” del sistema antropologico di riferimento biblico). Può darsi che questa serie di “null’altro” possano toccare la sensibilità di chi su questi cardini fonda le sue certezze, al punto da considerarle universalmente valide dappertutto nel creato e in tutti i tempi, per saecula saeculorum.
La questione è appunto questa, al sodo: i primati di ordine “razionale” non esistono fuori dalla cifra morale che si autoproclami assoluta; perché dovrebbe accettarle (subirle) come fondative dell’ordine sociale chi non si trova nelle condizioni di poter riconoscere il primato razionale, antropologico, sociale e giuridico di queste certezze? Politicamente: è compatibile con una democrazia liberale un ordine morale che intenda proiettarsi e riprodursi nel giuridico come esclusiva fonte del diritto? Come può non dirsi stato etico, allora, questo?
non può infatti...
bluelake
13-09-2005, 00:29
ancora pero' del forum nessuno si pronuncia...
non capisco chi e' d'accordo con la proposta e chi no... :confused:
guarda, per me posson pure chiamarlo "pimpiripettenusa" questo riconoscimento, a me basterebbe solo questo: Lo stato riconosce, tramite il pimpiripettenusa, la volontà di due cittadini italiani, maggiorenni e nel pieno delle proprie facoltà mentali, di stabilire un vincolo reciproco. Dal pimpiripettenusa deriva l'obbligo reciproco alla fedeltà, all'assistenza morale e materiale, alla collaborazione nell'interesse comune e alla coabitazione. Entrambi i pimpiripettenusi sono tenuti, ciascuno in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacità di lavoro professionale o casalingo, a contribuire ai bisogni reciproci. In caso di morte di uno dei due contraenti, l'altro risulterà primo nella linea di diritto all'eredità, fatte salve le disposizioni contenute in eventuali testamenti autografi così come stabilito dalla legge sulla successione.. Ma sono pronto a scommettere una pizza con chiunque che nemmeno in caso di vittoria del centrosinistra alle elezioni verrà mai approvato dal Parlamento italiano un provvedimento che riconosca le coppie di fatto.
2 ipotesi:
-se è sincero e va avanti così dura poco
-se non è sincero.....è un gran furbone
3a ipotesi:
- se è sincero e va avanti così è perchè.....vuol essere il nuovo leader di un centro destra più moderno e, politicamente, ben più "pesante" di quello del berlusca e di follini.
Mi sembra stia accarezzando questa ipotesi da più di un anno.... e anche a costo di "tradire" la tradizione del suo partito: ogni giorno che passa mi piace sempre di più, sia come politico [imho l'unico attualmente sulla piazza] sia come "portatore d'aria nuova"....e le palle per farlo, lo sappiamo tutti, ce l'ha.
saluti,
GreG
3mentina
13-09-2005, 07:48
Io non ho ancora capito la richiesta delle "coppie di fatto".
Qualcuno può riassumere o linkare la proposta Prodi (o Aznar)?
Una scheda di confronto:
http://www.repubblica.it/2005/i/sezioni/politica/prodipacs/schedapacs/schedapacs.html
Qui un interesasante articolo su come viene regolata la materia all'estero:
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2005/09_Settembre/12/Pacs_estero.shtml
Infine cosa dice Prodi stesso e le reazioni:
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2005/09_Settembre/12/prodi.shtml
Da quest'ultimo articolo metto in evidenza alcuni punti:
..Prodi ricorda di aver ripetuto .. le stesse parole pronunciate, su questo scottante tema dei patti di solidarietà civile, a San Martino in Campo il 21 luglio scorso, durante il conclave dell'Unione....
Prodi puntualizza: «Non ho mai equiparato le coppie di fatto al matrimonio, non ho mai parlato di adozioni. Ho parlato di una differenza totale rispetto all proposte di Zapatero».
Il leader dell'Unione tiene poi a sottolineare un altro dato non certo secondario: «La regolamentazione delle conseguenze civili delle unioni di fatto è stata già fatta in tutti i paesi europei e in Spagna è stata proposta dal governo Aznar e non da quello Zapatero».
Ciao
Federico
Eccomi! Favorevole ai PACS ma fermamente contrario all'adozione di minori da parte di "coppie fatto" (sia etero che omo).
In ogni caso: il matrimonio è una cosa (La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio) i negozi giuridici per dare valenza legale a situazioni di fatto sia dal punto di vista morale che economico, un'altra.
Infatti, ben venga il PACS, con i diritti che porterebbe per le coppie di fatto (tutte, sia omo che etero), quali la possibilità di presentare la dichiarazione dei redditi in comune dopo 3 anni di convivenza, agevolazioni sulla successione e anche riconoscimento di permessi dal lavoro per motivi gravi occorsi all'altro/a.
Con questo non si intacca la famiglia, così come tutelata dalla Costituzione.
PS Fini rulez!
Non posso darti torto.
Ieri sera al TG1 ho assistito alla solita processione dei soliti Schifani, Gasparri etc.. e poi alla dichiarazione di Fini.
I primi facevano solo propaganda, screditando l'avversario anche se era evidente l'inconsistenza dell'accusa; il secondo FACEVA POLITICA ed esprimeva la sua posizione sull'argomento (era favorevole, ma anche se fosse stato contrario aveva motivato la sua posizione).
Davvero una spanna sopra quegli altri.
Ciao
Federico
LittleLux
13-09-2005, 09:45
Infatti, ben venga il PACS, con i diritti che porterebbe per le coppie di fatto (tutte, sia omo che etero), quali la possibilità di presentare la dichiarazione dei redditi in comune dopo 3 anni di convivenza, agevolazioni sulla successione e anche riconoscimento di permessi dal lavoro per motivi gravi occorsi all'altro/a.
Con questo non si intacca la famiglia, così come tutelata dalla Costituzione.
Non posso darti torto.
Ieri sera al TG1 ho assistito alla solita processione dei soliti Schifani, Gasparri etc.. e poi alla dichiarazione di Fini.
I primi facevano solo propaganda, screditando l'avversario anche se era evidente l'inconsistenza dell'accusa; il secondo FACEVA POLITICA ed esprimeva la sua posizione sull'argomento (era favorevole, ma anche se fosse stato contrario aveva motivato la sua posizione).
Davvero una spanna sopra quegli altri.
Ciao
Federico
Bè, gli altri sono i Gasparri, gli Schifani, i Bondi, i Mastella, i La Russa...non ci vuole poi molto a superarli. :O Comunque va dato atto a Fini di avere assunto una posizione politica coraggiosa, visto il partito che si ritrova e gli alleati che lo circondano.
Scoperchiatore
13-09-2005, 10:16
non può infatti...
Quello che hai postato ha dell'agghiacciante.
Tu mi RIFIUTI L'EUCARESTIA perchè ho votato si a un provvedimento che nulla ha a che vedere con la "famiglia cattolica"?
Povero Cristo...
Bè, gli altri sono i Gasparri, gli Schifani, i Bondi, i Mastella, i La Russa...non ci vuole poi molto a superarli. :O Comunque va dato atto a Fini di avere assunto una posizione politica coraggiosa, visto il partito che si ritrova e gli alleati che lo circondano.
Ma più che la posizione espressa, notavo la differenza fra chi fa politica vera (ragionamenti e proposte) e chi invece non sa andare oltre alla propaganda vuota.
Ciao
Federico
bluelake
13-09-2005, 10:25
Quello che hai postato ha dell'agghiacciante.
Tu mi RIFIUTI L'EUCARESTIA perchè ho votato si a un provvedimento che nulla ha a che vedere con la "famiglia cattolica"?
Povero Cristo...
ovvio... se invece eri un mafioso l'Eucarestia te la portavo direttamente nel covo in cui vivevi la tua latitanza :fagiano:
3a ipotesi:
- se è sincero e va avanti così è perchè.....vuol essere il nuovo leader di un centro destra più moderno e, politicamente, ben più "pesante" di quello del berlusca e di follini.
Bah, allora si dichiari liberale! Se vuol continuare a militare in Alleanza Nazionale i "vecchi" prima o poi si stancano.....anche perchè sanno che il legame con la Chiesa è sempre fonte di autorità (perchè anche se nessuno fosse cattolico tutti avrebbero bisogno di una mano vaticana qui e una mano della curia di là.....).
3mentina
13-09-2005, 12:35
Ho trovato questa spiegazione:
"Il Pacs prevede la possibilità di
a- lasciare eredità al partner,
b- il vincolo a interpellare il partner da parte dei medici in caso di malattia dell'altro,
c- la pensione di reversibilità
d- la possibilità di subentro nell'affitto dell'abitazione"
a,b et d credo che si possano regolare con scritture private.
c mi sembra in contraddizione con lo spirito della coppia di fatto, è un aspetto più delicato. Se una coppia etero vuole 'c', che si sposi civilmente, non vedo la differenza col pacs. Comunque trovo giusta la richiesta c, nel seguente senso: "ho pagato con i miei soldi l'INPS, ora voglio godermeli, se non me li godo io perchè sono morto li goda chi dico io, perchè sono miei!"
bluelake
13-09-2005, 12:45
Ho trovato questa spiegazione:
"Il Pacs prevede la possibilità di
a- lasciare eredità al partner,
b- il vincolo a interpellare il partner da parte dei medici in caso di malattia dell'altro,
c- la pensione di reversibilità
d- la possibilità di subentro nell'affitto dell'abitazione"
a,b et d credo che si possano regolare con scritture private.
purtroppo no, ne avevo parlato qualche mese fa con nemorino (che essendo avvocato di queste cose ne è esperto :p ) e l'unica cosa regolabile con scrittura privata è il lascito dell'eredità, che può essere indicato nel testamento.
jumpermax
13-09-2005, 12:52
Ho trovato questa spiegazione:
"Il Pacs prevede la possibilità di
a- lasciare eredità al partner,
b- il vincolo a interpellare il partner da parte dei medici in caso di malattia dell'altro,
c- la pensione di reversibilità
d- la possibilità di subentro nell'affitto dell'abitazione"
a,b et d credo che si possano regolare con scritture private.
c mi sembra in contraddizione con lo spirito della coppia di fatto, è un aspetto più delicato. Se una coppia etero vuole 'c', che si sposi civilmente, non vedo la differenza col pacs. Comunque trovo giusta la richiesta c, nel seguente senso: "ho pagato con i miei soldi l'INPS, ora voglio godermeli, se non me li godo io perchè sono morto li goda chi dico io, perchè sono miei!"
Non vedo perchè non si debba itrodurre il pacs che semplifica la questione ed evita problemi legali (per dirne una sola il testamento può essere impugnato dagli altri eredi, e la questione può trascinarsi per anni)
zerothehero
13-09-2005, 13:16
Prodi ha parlato dei pacs e delle coppie di fatto..mica del matrimonio omosessuale.
E' un semplice registro civile in cui si prende atto che due persone convivono..
E' un errore,anche per i cattolici, dichiararsi contrari..altrimenti si va a finire con posizioni più estreme (o più riformiste, dipende dai punti di vista :D ) alla Zapatero.
I popolari fecero questo errore non approvando i pacs e poi furono scavalcati da zapatero con i matrimoni gay.
jumpermax
13-09-2005, 13:27
Prodi ha parlato dei pacs e delle coppie di fatto..mica del matrimonio omosessuale.
E' un semplice registro civile in cui si prende atto che due persone convivono..
E' un errore,anche per i cattolici, dichiararsi contrari..altrimenti si va a finire con posizioni più estreme (o più riformiste, dipende dai punti di vista :D ) alla Zapatero.
I popolari fecero questo errore non approvando i pacs e poi furono scavalcati da zapatero con i matrimoni gay.
Aznar i pacs non li aveva approvati?
bluelake
13-09-2005, 13:31
Aznar i pacs non li aveva approvati?
dalla Gazzetta Infernale (http://www.unpacsavanti.it/stampa/gaynews_8gennaio03.htm) 8 gennaio 2003:
Il partito popolare (Pp, centro-destra) del premier spagnolo, il cattolico José Maria Aznar, regolerà con una legge ad hoc le coppie di fatto, gay comprese, pur escludendo per omosessuali e lesbiche la possibilità della adozione dei minori. Lo ha rivelato Eduardo Zaplana, portavoce del governo e ministro del Lavoro ed Affari Sociali, illustrando il programma elettorale del Pp per le legislative del prossimo marzo.
"Si tratta di una legge già annunciata poiché tale compromesso fu adottato nel 2002, nell'ultimo congresso del partito", ha precisato Zaplana. La novità non è una sorpresa totale. Il Pp, che secondo i sondaggi rinnoverà la maggioranza assoluta ottenuta nel 2000 ed i cui elettori sono in maggioranza cattolici, ha già promosso in due regioni a guida popolare (Valencia e Madrid) leggi che, come rileva oggi il quotidiano conservatore madrileno Abc, serviranno da modello.
Nonostante la forte opposizione della Chiesa, nelle due regioni le coppie di fatto, gay comprese, possono iscriversi ad un registro ad hoc per le "unioni civili" dopo una convivenza di un anno. In sintesi, ad omosessuali e lesbiche vengono garantiti i diritti di separazione (con contratto privato), esenzioni fiscali e la possibilità di usufruire di tutti i vantaggi riconosciuti alle coppie eterosessuali, come quello degli alloggi pubblici. Ma non quelli dell'eredità e delle pensioni di "vedovanza".
La settimana scorsa, il portavoce della Piattaforma gay del Partido Popular, Carlos Biendicho, ha denunciato il presidente della Conferenza episcopale spagnola e arcivescovo di Madrid, Antonio Rouco Varela, perché in una omelia aveva detto che equiparare i matrimoni gay a quelli eterosessuali avrebbe portato al crack del sistema pensionistico. La denuncia era per "ingiurie ed incitazione alla discriminazione per motivi di orientamento sessuale con l'aggravante della omofobia".
zerothehero
13-09-2005, 13:37
Aznar i pacs non li aveva approvati?
Genericamente era d'accordo, ma mi risulta (potrei sbagliarmi) che non fu mai approvata e convertita in legge in sede parlamentare una legge nazionale.
Direi che si tratta di un' imboscata bella e buona per parlare male di Prodi , la chiesa ha già scelto lo schieramento da supportare alle prossime elezioni , quello che assicura i finanziamenti più grossi .
jumpermax
14-09-2005, 15:19
Il giornale 14 settembre 2005
La politica non c’entra: è un diritto
Massimo Teodori
Sarebbe un grave errore della politica italiana, a sinistra come a destra, se su una questione di rilevanza individuale e sociale quale la regolamentazione delle coppie di fatto si inseguisse il consenso degli interessati o si cedesse alla resistenza degli ostili. Sarebbe una sconfitta di tutta la buona politica se si scatenasse la caccia al favore delle gerarchie ecclesiastiche, e attraverso loro, si puntasse ad ottenere compiacenti indicazioni elettorali. Sarebbe una distorsione della legislazione se in Parlamento si mettesse ai voti la bontà o la malignità di questo o quel rapporto d'amore o di sesso.
E sarebbe una sconfitta dello Stato e della Chiesa se si legiferasse per confermare o smentire che il matrimonio è un sacramento e la famiglia un valore.
Il problema di cui si dovrebbe discutere è altro. La politica deve decidere se sia opportuno dare uno statuto legale comprensivo di alcuni diritti patrimoniali, economici e sociali a quel vasto settore di persone che vivono stabilmente in coppia, di sessi diversi o dello stesso sesso, e che non possono o non vogliono contrarre matrimonio. Se tale è la questione che agita entrambi gli schieramenti,
sarebbe bene mettere da parte i punti di vista assoluti, ideologici e religiosi e discutere senza pregiudizi sull'opportunità e quindi sulla necessità che uno Stato ben ordinato, consapevole dell'intera comunità comprendente credenti e non credenti, santi e peccatori, eviti discriminazioni con la creazione di cittadini di serie A e serie B.
Tutti conoscono che oggi nella società italiana vivono milioni di persone nella condizione di coppie di fatto avendo scelto, non importa per quale ragione,
di non contrarre matrimonio. E pochissimi ignorano che tra i cittadini che si sentono omosessuali ve ne siano molti che aspirano a normali convivenze di coppia con le relative conseguenze in fatto di regime patrimoniale, mutua assistenza, diritti ereditari e rapporti pubblici e istituzionali. Può uno Stato, che non è etico, ignorare il benessere di una parte notevole della comunità nazionale che non reca danno ad alcuno?
È una domanda a cui ovunque nell'Occidente civile fondato sul rapporto liberale tra individui,
società e Stato, si risponde con una legislazione ad hoc. Capisco quanti in nome di credenze religiose si oppongono a trasferire l'idea, l'istituto e gli attributi del matrimonio alle coppie gay. E sono d'accordo che non ha senso stravolgere l'idea di matrimonio, per i credenti sacramento, che la tradizione e il sentimento maggioritario hanno consegnato al nostro tempo. Ma di qui ad opporsi ai Pacs e a qualsiasi altro tipo di contratto civile, comunque lo si voglia chiamare, non rappresenta altro che un atto fondamentalista tendente a dividere la comunità nazionale in buoni e cattivi,
osservanti e dissidenti, legittimati e delegittimati, vale a dire a creare conflitti, marginalità e discriminazioni.
L'accoglimento o il rifiuto della legalizzazione delle coppie di fatto non è questione politica di destra o di sinistra, e neppure questione religiosa, ma rappresenta lo spartiacque tra una visione liberale, tollerante e pluralistica della convivenza nazionale e una illiberale, intollerante e integralista. È tanto vero che la contrapposizione non è tradizionalmente partitica che
giacciono in Parlamento ben tredici proposte di legge per il riconoscimento delle coppie di fatto firmate da esponenti di entrambi gli schieramenti, a cominciare dal progetto di una quarantina di parlamentari della maggioranza (primo firmatario Dario Rivolta) provenienti da Forza Italia, Alleanza nazionale e anche dall'Udc.
È confortante che il governo Berlusconi annoveri un ministro, Stefania Prestigiacomo, che fa onore alla denominazione del suo incarico per le «pari opportunità» dichiarandosi favorevole al riconoscimento delle coppie di fatto.
Ed è un ottimo segnale a destra che il vicepresidente del consiglio Gianfranco Fini, nel condannare ogni discriminazione, compia un altro rifiuto della sua originaria tradizione autoritaria per abbracciare i parametri della destra liberale e occidentale. Ora c'è da augurarsi che il Parlamento della Repubblica, mettendo al bando le disfide ideologiche e religiose, legiferi portando a conclusione il dibattito sulla materia da tempo iniziato per il bene della comunità nazionale.
Chapeau... Teodori ha centrato in pieno la questione. Mi fa piacere soprattutto leggerlo su un giornale vicino al polo... c'è ancora qualcuno che sa che vuol dire liberale.
bluelake
14-09-2005, 16:01
Direi che si tratta di un' imboscata bella e buona per parlare male di Prodi , la chiesa ha già scelto lo schieramento da supportare alle prossime elezioni , quello che assicura i finanziamenti più grossi .
sì, ma avrebbero anche un po' pienato le balle di attaccare sempre gli omosessuali... pensassero un po' ai mafiosi invece di portargli la comunione mentre sono latitanti (e rifiutarla ai miei genitori perché sono favorevoli alle coppie di fatto)...
Cavolo, ma così Prodi si dà la zappa sui piedi! Forse si è dimenticato che qui in Italia esiste lo stato pontificio? Per questa svolta (giusta) ci vorranno ancora anni.
Un merito che abbia iniziato la discussione, ma poco furbo sul tempismo. Poteva benissimo farlo anche dopo le elezioni.
Cavolo, ma così Prodi si dà la zappa sui piedi! Forse si è dimenticato che qui in Italia esiste lo stato pontificio? Per questa svolta (giusta) ci vorranno ancora anni.
Un merito che abbia iniziato la discussione, ma poco furbo sul tempismo. Poteva benissimo farlo anche dopo le elezioni.
Per poi sentirsi dire di aver tradito il mandato degli elettori? ;)
Se fa parte del suo programma ben fa a dichiararlo.
Per questioni in cui è coinvolta la chiesa è un rischio molto grande presentarsi alle elezioni con questo nel programma.
Io personalmente avrei fatto in modo diverso.
E poi il programma può essere modificato durante il mandato :p se ciò che devi fare è giusto.
Cmq la patata bollente ormai l'ha nelle mani, vediamo quanto resiste.
jumpermax
14-09-2005, 17:23
Per questioni in cui è coinvolta la chiesa è un rischio molto grande presentarsi alle elezioni con questo nel programma.
Io personalmente avrei fatto in modo diverso.
E poi il programma può essere modificato durante il mandato :p se ciò che devi fare è giusto.
Cmq la patata bollente ormai l'ha nelle mani, vediamo quanto resiste.
è vero che si può, è un pessimo vizio italico. Ti fai eleggere in base ad un programma che dice tutto ed il suo contrario, poi agisci a seconda del vento che tira... se poi la gente smette di votare non stupiamoci...
Per questioni in cui è coinvolta la chiesa è un rischio molto grande presentarsi alle elezioni con questo nel programma.
Io personalmente avrei fatto in modo diverso.
E poi il programma può essere modificato durante il mandato :p se ciò che devi fare è giusto.
Cmq la patata bollente ormai l'ha nelle mani, vediamo quanto resiste.
Sicuramente sarebbe stato piu' pragmatico, su questo non ci piove.
Ma io un plauso e +2 punti nel mio personalissimo priorometro glieli do lo stesso. Diciamo che lo votero' un po' meno controvoglia.
Scoperchiatore
14-09-2005, 19:50
Sicuramente sarebbe stato piu' pragmatico, su questo non ci piove.
Ma io un plauso e +2 punti nel mio personalissimo priorometro glieli do lo stesso. Diciamo che lo votero' un po' meno controvoglia.
La cosa anormale è che questa "apertura" che molti di noi salutano positivamente, dovrebbe essere una cosa più che normale in uno stato civile.
Ma anche a prescindere dai gay, il "matrimonio" come istituzione è in crisi non solo perchè la società è senza valori, etc etc etc, ma anche perchè oggi non basta un contratto per sancire un'unione.
Quella mentalità (perdonatemi la parola) "paesana" che si deve prendere moglie per mettere su famiglia, lavorare e campare, che non dava spazio a valorizzazioni personali differenti dal piano lavorativo, sta scomparendo.
Oggi si capisce chiaramnete che un marito non è solo il lavoro e il pane che porta a casa, e la moglie non è solo la cena in tavola o la badante della casa e dei figli.
L'arricchimento culturale medio porta molte coppie allo scontro (io vedo in questo il motivo principale dei tanti divorzi) su temi complessi da gestire, in cui è difficilissimo trovare un accordo, e su cui spesso l'unione crolla per incompatibilità caratteriali troppo forti. Non funziona più il marito che fa la voce grossa: ormai i due partner sono su un piano troppo simile, e nessuno può prendere il sopravvento su questioni fondamentali, zittendo tutti con un saccente "Ho ragione io e non si discute".
In uno scenario simile, ho pensato tante volte di non sposarmi, ma di rimanere convivente, almeno per un primo periodo: per evitare che la mia unione, col tempo, appiattisca e diventi solo il contratto, senza nulla intorno.
Vorrei che nè io nè la mia partner fossimo vincolati allo stare insieme perchè "c'è scritto da qualche parte".
Ma nello stesso tempo, è necessario che la coppia venga tutelata in qualche modo, contro l'imprevisto esterno e interno.
E' un passo tanto inconcepibile da compiere, introdurre sti maledetti pacs?
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