00Luca
08-09-2005, 12:14
Il mondo ha 460 milioni di poveri in più
Ma oltre un miliardo ottiene l'acqua potabile.
L'Italia sale di tre posti in classifica
La scheda
«Ogni ora muoiono 1.200 bambini. E' l'equivalente di tre Tsunami al mese, tutti i mesi». Il Rapporto sullo sviluppo umano 2005 diffuso ieri dall'Undp (agenzia Onu per lo sviluppo) comincia più o meno così. Poi dice: «Siamo incamminati verso una prevedibile catastrofe».
Il messaggio è per i leader mondiali, che la prossima settimana si riuniranno al Palazzo di Vetro. La stessa sede dove nel 2000 fu firmata la «Dichiarazione del Millennio». Quel testo conteneva precisi obiettivi di sviluppo fissati al 2015. Ci si impegnava a dimezzare la povertà estrema, abbattere il numero di morti tra i bambini e fare in modo che tutti andassero a scuola. «Ma con i trend attuali — dice l'Undp — tra 10 anni questi risultati non saranno raggiunti».
Il panorama, insomma, resta preoccupante. L'Italia invece migliora un po'. Era ventunesima e ha scalato tre posizioni. L'aspettativa di vita si allunga, aumenta il numero di iscritti a scuola — dall'82% del 2001/2002 all'87% del 2002/2003 — e c'è un incremento del prodotto nazionale lordo pro capite (parità del potere d'acquisto calcolata in dollari) da 26.430 nel 2002 a 27.119 nel 2003. Il rapporto premia la Norvegia, per il quinto anno di seguito primo Paese per livello di sviluppo umano (Oslo festeggia aumentando le donazioni all'Africa), e condanna il Niger al 177˚e ultimo posto. Fotografa un mondo di disuguaglianze, dove il 10% dei brasiliani, i più indigenti, sono più poveri dei poveri del Vietnam. E mostra anche elementi positivi: 1,2 miliardi di persone in più dispongono di acqua potabile.
Il Vietnam ha dimezzato la povertà di reddito dal 60% del '90 al 32%
Bambini cambogiani. In Asia quasi la metà dei più piccoli vive in povertà (Ansa)
del 2000 e ha ridotto la mortalità infantile. Dimostrando, come l'Uganda o la Cina, che il progresso rapido è possibile. Ma 18 Paesi hanno indicatori di sviluppo peggiori rispetto al '90. Dodici sono nell'Africa sub-sahariana, distrutta dall'Aids. Gli altri 6 facevano parte dell'Urss. Significa che 460 milioni di persone stanno peggio. Per l'Undp gli «Obiettivi del Millennio» sono raggiungibili se si interviene su tre pilastri: aiuti, commercio e sicurezza.
Il sistema degli aiuti presenta almeno due storture. I Paesi ricchi spendono poco: 0,25% del Pil. E il G8 ne include tre che fanno peggio: Italia (0,17%), Usa (0,15) e Giappone (0,20). Poi i donatori vincolano l'aiuto all'acquisto dei loro prodotti. Così chi riceve i soldi vede le proprie uscite lievitare del 20%. In tutto se ne vanno da 5 a 7 miliardi di dollari l'anno (sui 72 donati nel 2003). E' grave, perché se le nazioni più povere li gestiscono bene gli aiuti servono. Senza quelli, la spesa sanitaria pro capite in Zambia scenderebbe da 8 dollari a 3. E in Tanzania 1,6 milioni di bimbi sono andati a scuola dopo che nel 2003, grazie agli aiuti, è stata abolita la tassa di frequenza.
Mario Porqueddu
08 settembre 2005
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2005/09_Settembre/08/mondo.shtml
http://www.corriere.it/Media/Foto/2005/09_Settembre/08/mondo.jpg
Ma oltre un miliardo ottiene l'acqua potabile.
L'Italia sale di tre posti in classifica
La scheda
«Ogni ora muoiono 1.200 bambini. E' l'equivalente di tre Tsunami al mese, tutti i mesi». Il Rapporto sullo sviluppo umano 2005 diffuso ieri dall'Undp (agenzia Onu per lo sviluppo) comincia più o meno così. Poi dice: «Siamo incamminati verso una prevedibile catastrofe».
Il messaggio è per i leader mondiali, che la prossima settimana si riuniranno al Palazzo di Vetro. La stessa sede dove nel 2000 fu firmata la «Dichiarazione del Millennio». Quel testo conteneva precisi obiettivi di sviluppo fissati al 2015. Ci si impegnava a dimezzare la povertà estrema, abbattere il numero di morti tra i bambini e fare in modo che tutti andassero a scuola. «Ma con i trend attuali — dice l'Undp — tra 10 anni questi risultati non saranno raggiunti».
Il panorama, insomma, resta preoccupante. L'Italia invece migliora un po'. Era ventunesima e ha scalato tre posizioni. L'aspettativa di vita si allunga, aumenta il numero di iscritti a scuola — dall'82% del 2001/2002 all'87% del 2002/2003 — e c'è un incremento del prodotto nazionale lordo pro capite (parità del potere d'acquisto calcolata in dollari) da 26.430 nel 2002 a 27.119 nel 2003. Il rapporto premia la Norvegia, per il quinto anno di seguito primo Paese per livello di sviluppo umano (Oslo festeggia aumentando le donazioni all'Africa), e condanna il Niger al 177˚e ultimo posto. Fotografa un mondo di disuguaglianze, dove il 10% dei brasiliani, i più indigenti, sono più poveri dei poveri del Vietnam. E mostra anche elementi positivi: 1,2 miliardi di persone in più dispongono di acqua potabile.
Il Vietnam ha dimezzato la povertà di reddito dal 60% del '90 al 32%
Bambini cambogiani. In Asia quasi la metà dei più piccoli vive in povertà (Ansa)
del 2000 e ha ridotto la mortalità infantile. Dimostrando, come l'Uganda o la Cina, che il progresso rapido è possibile. Ma 18 Paesi hanno indicatori di sviluppo peggiori rispetto al '90. Dodici sono nell'Africa sub-sahariana, distrutta dall'Aids. Gli altri 6 facevano parte dell'Urss. Significa che 460 milioni di persone stanno peggio. Per l'Undp gli «Obiettivi del Millennio» sono raggiungibili se si interviene su tre pilastri: aiuti, commercio e sicurezza.
Il sistema degli aiuti presenta almeno due storture. I Paesi ricchi spendono poco: 0,25% del Pil. E il G8 ne include tre che fanno peggio: Italia (0,17%), Usa (0,15) e Giappone (0,20). Poi i donatori vincolano l'aiuto all'acquisto dei loro prodotti. Così chi riceve i soldi vede le proprie uscite lievitare del 20%. In tutto se ne vanno da 5 a 7 miliardi di dollari l'anno (sui 72 donati nel 2003). E' grave, perché se le nazioni più povere li gestiscono bene gli aiuti servono. Senza quelli, la spesa sanitaria pro capite in Zambia scenderebbe da 8 dollari a 3. E in Tanzania 1,6 milioni di bimbi sono andati a scuola dopo che nel 2003, grazie agli aiuti, è stata abolita la tassa di frequenza.
Mario Porqueddu
08 settembre 2005
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2005/09_Settembre/08/mondo.shtml
http://www.corriere.it/Media/Foto/2005/09_Settembre/08/mondo.jpg