Zuckerberg non testimonierà: salta il processo sul più grande scandalo Facebook

Zuckerberg non testimonierà: salta il processo sul più grande scandalo Facebook

Meta ha raggiunto un accordo per chiudere una causa intentata dagli azionisti, legata allo scandalo Cambridge Analytica. Gli investitori accusavano i dirigenti di aver gestito male il caso e di aver protetto Mark Zuckerberg a spese dell’azienda. L’intesa evita le testimonianze chiave, mentre i dettagli economici restano riservati

di pubblicata il , alle 16:55 nel canale Web
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Meta, la società madre di Facebook, Instagram e WhatsApp, ha concluso un accordo extragiudiziale con un gruppo di suoi azionisti per porre fine a una causa miliardaria nata a seguito dello scandalo Cambridge Analytica, società chiusa poco dopo lo scoppio del caso. Come riporta Bloomberg, la società ha patteggiato una cifra che non è stata resa nota, per una causa dal valore di 8 miliardi di dollari.

La transazione è stata annunciata giovedì 17 luglio presso la Corte di Cancelleria del Delaware, il principale foro statunitense in materia di diritto societario, evitando così il proseguimento del processo e le previste testimonianze pubbliche di figure di spicco come Mark Zuckerberg e Sheryl Sandberg.

La causa, avviata dagli investitori di Meta, faceva seguito a una transazione del 2019, quando l’azienda accettò di pagare una multa record di 5 miliardi di dollari comminata dalla Federal Trade Commission (FTC) per le accuse relative alla gestione dei dati personali da parte di Facebook. Gli azionisti sostenevano che l’accordo fosse stato eccessivamente oneroso e motivato dal desiderio di proteggere il CEO Mark Zuckerberg da una responsabilità personale per le violazioni della privacy.

Gli azionisti, infatti, avevano avviato il contenzioso con la pretesa di quelle che il sistema giudiziario del Delaware definisce "rivendicazioni Caremark", dal nome di un caso giudiziario verificatosi nel 1996. Questa procedura consente agli azionisti di citare in giudizio i dirigenti della società chiedendo di rispondere di eventuali violazioni direttamente con il proprio patrimonio personale – che nel caso di Zuckerberg ammonta ad oltre 100 miliardi di dollari, ben oltre il valore della causa.

Il fulcro del caso era lo scandalo Cambridge Analytica, emerso nel 2018, quando si scoprì che una società di consulenza politica britannica aveva ottenuto senza autorizzazione i dati di circa 87 milioni di utenti Facebook, attraverso l’app “This Is Your Digital Life”. Questi dati vennero usati per influenzare la campagna presidenziale di Donald Trump nel 2016 e il referendum sulla Brexit, alimentando forti polemiche sulla manipolazione dell’opinione pubblica tramite social media.

Durante l’istruttoria sono emersi elementi critici, tra cui la presunta cancellazione di email compromettenti da parte di Sheryl Sandberg, ex direttrice operativa di Facebook. Tuttavia, l’accordo siglato poco dopo l’avvio del processo ha evitato che tali aspetti fossero approfonditi in aula.

In particolare, è stata evitata la deposizione di Zuckerberg, attesa per lunedì, e quella di Sheryl Sandberg, prevista per mercoledì. Anche personalità di spicco come Peter Thiel e Reed Hastings, rispettivamente co-fondatore di Paypal e co-fondatore di Netflix, all'epoca dei fatti nel Consigli di Amministrazione di Facebook e inizialmente citati come possibili testimoni, non saranno chiamati a deporre.

I dettagli economici dell’intesa non sono stati resi pubblici, e un portavoce di Meta si è rifiutato di commentare. Secondo quanto emerso, gli azionisti chiedevano un risarcimento minimo di 7 miliardi di dollari, sostenendo che l’azienda avesse pagato troppo per la multa alla FTC per evitare implicazioni dirette per Zuckerberg.

L’accordo rappresenta un altro episodio in cui Meta riesce a chiudere contenziosi legali evitando che i vertici aziendali debbano affrontare interrogatori pubblici, rafforzando la critica secondo cui i giganti tecnologici riescono spesso a eludere una responsabilità pubblica.

Le testimonianze dei vertici di Facebook avrebbero dato modo alle indagini di approfondire le criticità emerse, dalle mail cancellate alle responsabilità individuali dei diversi dirigenti. Naturalmente, la volontà a tutti i costi di non sedersi in tribunale fa sorgere non pochi dubbi che, però, a questo punto non verranno mai sciolti.

4 Commenti
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medicina18 Luglio 2025, 17:25 #1
FacierLiber delenda est
aqua8418 Luglio 2025, 17:36 #2
Sono davvero curioso di sapere quanto ci hanno guadagnato dai dati di quegli 87 milioni di utenti.

Ma è ormai evidente che sono rimasto uno dei pochi al mondo a non aver ancora capito COSA CAXXO ci fai/fanno con i dati delle persone.

A me potrebbero anche REGALARE 2000 terabyte di dati personali che formatterei l hard disk.

Eppure girano MILIARDI di dollari solo con i dati personali…
benderchetioffender18 Luglio 2025, 18:26 #3
Originariamente inviato da: aqua84
Sono davvero curioso di sapere quanto ci hanno guadagnato dai dati di quegli 87 milioni di utenti.

Ma è ormai evidente che sono rimasto uno dei pochi al mondo a non aver ancora capito COSA CAXXO ci fai/fanno con i dati delle persone.

A me potrebbero anche REGALARE 2000 terabyte di dati personali che formatterei l hard disk.

Eppure girano MILIARDI di dollari solo con i dati personali…


molto semplice, puoi individuare singolarmente le preferenze della gente, i loro interessi e nel caso spcifico posizioni politiche

nel caso standard inizieranno ad indirizzare chi è interessato ad esmpio "alle scarpe" le pubblicità delle compagnie che vendono scarpe

nel caso di cambridge analytica, hanno analizzato gli utenti di facebook che davano consenso per creare dei profili politici degli utilizzatori di FB

- tipo, se metti like ad un contenuto che dice "i nekri ci rubano il lavoro" il tuo profilo prenderà certe caratteristiche rispetto chi legge contenuti con lo Schwa

tagliati gli estremisti, che non verranno mai convinti del contrario, hanno iniziato a vendere spazio pubblicitario ai politici veicolando certi contenuti pagati

il problema è anche che possono piegare l'algoritmo della "bacheca" di FB in modo che non ci siano solo contenuti sponsorizzati , quindi chiaramente pubblicitari, ma credo possano acnhe veicolare post di altri utenti secondo dettami del pagante (facendo piombare gli utilizzatori meno estremisti in echo-chamber, per fomentare questa o quella fazione)
LMCH18 Luglio 2025, 18:36 #4
Originariamente inviato da: aqua84
Sono davvero curioso di sapere quanto ci hanno guadagnato dai dati di quegli 87 milioni di utenti.fai/fanno con i dati delle persone.

Il trucco è che aziende come FB non vendono i tuoi dati una volta, ma tantissime volte, a tante aziende diverse che ricomprano periodicamente i dati aggiornati (inclusi i tuoi, anche se sono secoli che non usi FB).
Sono dati anominizzati in vari modi (ma se vengono acquisiti i dati per singolo utente, incrociandoli con altre fonti è relativamente facile risalire all'identita dei singoli).
Poi ci sono i servizi di pubblicità mirata in cui si paga FB per inviare ben precisi advertising solo ai soggetti che corrispondono a certi parametri (ricavati dai dati comprati prima da FB), ecc. ecc.

In particolare la pubblicità mirata è stata usata da Cambridge Analytica per convincere nicchie incompatibili di elettori a votare compatte e convinte per Trump (in USA) e la Brexit (in UK) ed al tempo stesso disincentivando il voto (con publicità mirate "negative" le nicchie di votanti che probabilmente avrebbero votato contro.

Originariamente inviato da: aqua84
Ma è ormai evidente che sono rimasto uno dei pochi al mondo a non aver ancora capito COSA CAXXO ci fai/fanno con i dati delle persone.


Soldi e potere.

Pensa ad esempio che acquistando dati anonimizzati di utenti di app (in teoria utilizzabili solo per identificare gruppi di consumatori per ricerche di mercato) è relativamente semplice identificare singoli individui ricattabili o corrompibili che lavorano per specifiche aziende o organizzazioni.
E non servono servizi segreti o roba di stato, cose di questo tipo sono alla portata di normalissime aziende che fanno ricerche di mercato per conto terzi.

Persino quel paranoico di Putin è stato tracciato con tecniche simili tramite i dati di geolocalizzazione di utenti di app social russe.

Putin non usa i social e quelli più vicino a lui fanno altrettanto, ma c'è sempre una "nuvola" di persone che a rotazione lo precedono e lo seguono nei suoi spostamenti (autisti, cuochi, addetti alla sicurezza esterna, personale che si occupa di aspetti tecnici e logistici) e quella nuvola è identificabile e tracciabile.

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