Watson, il cognitive computer di IBM, sempre più vicino alla realtà quotidiana

Watson, il cognitive computer di IBM, sempre più vicino alla realtà quotidiana

Il supersistema cognitivo di IBM è sempre più usato per potenziare servizi ed applicazioni vicini alle piccole e grandi esigenze della vita quotidiana. L'ambito medicale è il più gettonato, ma i campi di applicazione sono molteplici

di pubblicata il , alle 09:31 nel canale Web
IBM
 

Il progetto Watson di IBM sul cognitive computing sembra ormai ben avviato sulla sua rotta: dopo aver istituito lo scorso anno una divisione specifica con un impegno di 1 miliardo di dollari, IBM ha cercato in vari modi di presentare le potenzialità del supersistema, in vari campi di applicazione da quello medico (il più gettonato) fino a quello dell'hospitality.

In questi giorni IBM ha mostrato ulteriori esempi del crescente ecosistema del supercomputer, incluse le nuove app capaci di sfruttare il potere computazionale/decisionale di Watson. Big Blue ha inoltre stretto numerosi accordi di partnership con vari istituti oncologici che useranno Watson per l'analisi del DNA e per offrire trattamenti profilati sui pazienti, che siano più efficaci e con minori effetti collaterali.

Norman Sharpless, direttore del Lineberger Comprehensive Cancer Center dell'Università del North Carolina, ha dichiarato: "Determinare la giusta combinazione di farmaci per un paziente è molto difficile, richiede analisi complesse di differenti fonti che si integrino rapidamente con le rilevanti informazioni dei trial e con una personalizzata sequenza genica. Stiamo collaborando con IBM nel tentativo di risolvere questi problemi decisionali con l'aiuto della tecnologia cognitiva e per migliorare le decisioni che prendiamo con i nostri pazienti per massimizzare le loro possibilità di cura".

Watson è differente dai precedenti supercomputer che l'hanno preceduto in casa IBM: soluzioni come Deep Blue e Blue Gene, estremamente potenti al loro debutto, non sono mai state focalizzate sulle applicazioni per i "comuni mortali". Watson, grazie alla sua capacità di riconoscere il linguaggio naturale e di scandagliare oceani di informazioni, è significativamente più vicino all'uomo comune.

Tra le applicazioni e i servizi mostrati c'è WayBlazer, che sfrutta Watson per offrire raccomandazioni contestualizzate alla destinazione che si sta raggiungendo o al luogo in cui ci si trova operando ricerche su siti web, social media e recensioni online. Quando WayBlazer offre un suggerimento è possibile approfondire quanto offerto per capire come WayBlazer sia giunto ad elaborare una particolare raccomandazione.

Watson è inoltre alla base degli strumenti di "Impact Measurement & Analysis" di Findability Sciences, che permettono di dare uno sguardo approfondito al modo in cui le associazioni non profit operano. Questi strumenti offrono ai donatori la possibilità di porre semplici domande affinché essi possano misurare l'impatto sulla società di specifiche organizzazioni, per meglio comprendere quali siano le loro attività ed eventualmente essere spinti a donare più volte.

Come detto prima, Watson è divenuta velocemente una risorsa preziosa per il mondo medicale. Vari ospedali e cliniche stanno già sfruttando le potenzialità di Watson per ottimizzare le diagnosi mediche, ma LifeLearn è la prima realtà che, tramite l'app Sofie, usa il supersistema cognitivo di IBM per aiutare a curare gli animali.

Un ultimo esempio è quello di SparkCognition che sfrutta Watson per Cognitive Security Insights, una piattaforma di sicurezza end-to-end che fa leva su sofisticati algoritmi cognitivi per rilevare, analizzare e trovare soluzioni alle Advanced Persistent Threats.

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1 Commenti
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Cappej07 Maggio 2015, 10:05 #1
capirai, investimento di 1 miliardo di dollari... meno della metà di M$ per Minecraft!!!!
Temo che la medicina "on-demand" sarà il futuro, non più una comune cure per tutti, ma mirata alla persona per essere più efficace e meno invasiva.
Ovviamente per molti, ma non centro per tutti... diciamo per pochi...
Ma si sa, la vita è la cosa più cara cha abbiamo... le risorse per salvarti il C**O, le trovi sempre, o per lo meno ci provi...

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