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Voucher per la Banda Ultralarga, come un'iniziativa di solidarietà rischia di scontentare tutti

Voucher per la Banda Ultralarga, come un'iniziativa di solidarietà rischia di scontentare tutti

In un evento digitale con titolo 'Voucher per l'Italia', organizzato da Free Modem Alliance, Aires (Associazione Italiana Retailers Elettrodomestici Specializzati), Ancra (Associazione Nazionale dei Commercianti) e MediaWorld si sono dette pronte a presentare ricorso al Tar per inibire il Decreto Voucher

di pubblicata il , alle 14:41 nel canale Web
 

Il piano Voucher è stato messo a punto dal MiSE - Ministero dello Sviluppo Economico - e da Infratel Italia nella prima parte del mese di settembre, incassando l'approvazione dell'Unione Europea. Si tratta dell'erogazione di Voucher fino a 500 Euro all'interno di un piano di importanza critica per l'innovazione del nostro tessuto sociale. L'iniziativa si incrocia ai temi infrastrutturali di espansione della rete in Fibra ottica e rappresenta una misura emergenziale alla luce della sopravvenuta crisi sanitaria (si parla di piano Voucher già da diversi anni, mentre nel 2019 sembrava essere stata impressa una forte accelerazione).

Il piano, fra i tanti obiettivi, punta alla copertura delle scuole e ad erogare aiuti verso la parte più debole della popolazione italiana. Incontra, tuttavia, un forte punto critico nella misura in cui conferisce agli operatori telefonici un ruolo centrale. È il cosiddetto concetto del bundle, attraverso il quale gli operatori telefonici possono imporre ai richiedenti i dispositivi tecnologici con cui accedono alla rete, quindi router, PC e tablet. Una situazione che riporta alla memoria un vecchio (ma non troppo) incubo, ovvero la questione del Modem Libero.

Il piano prevede lo stanziamento di 500 Euro per le famiglie con indice ISEE fino ai 20.000 euro, 200 Euro per le famiglie con indice ISEE fino a 50.000 euro e per le imprese un contributo da 500 euro fino a 2000 euro in base alle dimensioni dell'azienda. Il contributo va speso per l'attivazione e il canone di abbonamento di un servizio di connettività ad almeno 30 Mbit/s e per l'acquisto di un tablet, PC o router fornito dall'operatore. Nel manuale operativo del Decreto viene indicata quale quota delle cifre erogate potrà essere spesa per i dispositivi e quale per la connettività.

I Voucher sono uno strumento attraverso il quale il Governo vuole incentivare la domanda da parte dei cittadini verso gli strumenti tecnologici, seguendo anche la strada spianata dalle recenti indicazioni europee. Sostegno alla domanda verso dispositivi come computer e tablet, ma anche e soprattutto per la dotazione di reti a Banda Ultralarga e passaggio dall'ADSL alla Fibra. Il Voucher era pensato originariamente in maniera organica rispetto alla diffusione della Fibra. Successivamente, la parte delle infrastrutture è andata avanti, mentre quella di stimolo alla domanda si è fermata. Ritardi che ne hanno impedito la disponibilità in tempo per la crisi sanitaria, che invece ha aumentato ulteriormente la forchetta delle differenze tecnologiche nella popolazione, e conseguentemente sociali.

D'altronde, uno degli obiettivi della legge di conversione del decreto Semplificazioni (legge n. 120-2020) è esplicitamente quello di compensare i ritardi accumulati per l'attuazione del Piano Banda Ultralarga (Piano BUL), allo scopo di sviluppare una rete sull’intero territorio nazionale coerente con gli obiettivi dell’Agenda digitale europea. La somma stanziata è vicina al miliardo e mezzo di Euro, dei quali 200 milioni per la scuola.

Aires (Associazione Italiana Retailers Elettrodomestici Specializzati), Ancra (Associazione Nazionale dei Commercianti) e MediaWorld hanno annunciato che nella prima parte della prossima settimana presenteranno ricorso al Tar, con cui si chiederà una sospensiva che potrebbe bloccare l'intera iniziativa dei Voucher. Servirebbe una soluzione tecnica per spacchettare in due il bonus, secondo i ricorrenti, quindi tra fornitura dei device e fornitura di connessione. Questa misura, secondo loro, rischia di danneggiare i produttori di dispositivi tecnologici, che in maniera arbitraria si vedono sottratti potenziali consumatori che si sarebbero potuti rivolgere a loro per l'acquisto dei device.

Non è affatto automatico che il Tar accetti la sospensiva per il Decreto Voucher e che quindi effettivamente l'erogazione venga posticipata. Già in ritardo da cinque anni, i Voucher potrebbero essere lanciati e poi corretti nella seconda fase. Tuttavia, si tratta di una situazione che rischia di rallentare ulteriormente un provvedimento già di concezione e definizione estremamente difficile, che da un certo punto di vista può realmente venire in soccorso della popolazione italiana in un periodo difficile come quello che stiamo vivendo.

Paradossalmente, però, dalle parti associative a quelle dei consumatori, così come degli internet service provider, e anche l'Antitrust, il provvedimento sembra scontentare tutti. Ciò che si chiede è una rivisitazione del concetto di bundle insito nel Decreto, ovvero un voucher separato per la parte di computer, tablet, in modo che l'utente potesse scegliere liberamente la dotazione hardware invece di essere obbligato a dotarsi di un dispositivo non da lui liberamente scelto. Dal punto di vista di Assoprovider, questo punto finisce per diventare elemento di discriminazione, perché solo i grandi operatori sono in grado di fornire questi device, mentre i piccoli operatori, a seconda delle loro dimensioni, potrebbero avere difficoltà a fornire i device necessari all'utenza. Se gli utenti nuovi vengono riforniti con i dispositivi hardware dei grandi operatori, per i piccoli fornitori di dispositivi potrebbe esserci una consistente riduzione delle quote di mercato.

Inoltre, le caratteristiche minime dell'apparato imposte dal Decreto potrebbero gravare sui piccoli operatori, che potrebbero non essere in grado di fornire ciò che viene richiesto. Le condizioni della connettività minima potrebbero essere un altro scoglio, come la banda minima garantita. 15 Mb/s in download e 7 Mb/s in upload, oltretutto difficili da verificare e certificare, possono quindi rappresentare un vicolo troppo stringente per i piccoli operatori che agiscono in ristrette realtà locali.

Un piano che rischia di potenziare i comportamenti anti-competitivi da parte dei soggetti che hanno le maggiori quote del mercato e che si rivolgono all'utenza meno esperta. Inoltre, le disposizioni governative rischiano di essere incompatibili con la realtà dell'infrastruttura di rete italiana. Il punto cruciale della questione è sulla quantità di rete disponibile, e quindi voucherizzabile, in una data zona. Il sistema italiano incontra problemi logistici che potremmo definire secolari, che si scontrano con alcuni punti del Decreto.

Oltretutto, anche l'Antitrust si era espressa per tempo sulla questione, avanzando delle preoccupazioni, in parte integrate nel Decreto. Il finanziamento pubblico non può essere di ostacolo alla libera concorrenza di mercato, come puntualizzato anche dalla Ue.

Le novità vanno poi inquadrate nel contesto del Next Generation EU, che cambierà molti equilibri economici del paese. Lo strumento europeo di emergenza permetterà ai singoli ministeri di finanziare diversi progetti e, incidentalmente, di migliorare il Decreto, anche per le difficoltà che ci saranno nella fase attuativa. Anche perché le iniziative europee sono improntate soprattutto sulla diffusione delle tecnologie e del digitale. Nell'Indice di digitalizzazione dell'economia e della società (DESI 2020) della Commissione europea l'Italia risulta in 25° posizione su 28 Stati membri dell'UE. Inoltre, il 17% degli italiani secondo l'indice DESI non ha mai utilizzato internet. Il programma dei Voucher è quindi cruciale per colmare questi divari, anche perché incentivi sono già in vigore per le auto elettriche o i monopattini elettrici, ma non c'è ancora niente per i dispositivi tecnologici e la connettività.

La questione a monte dei Voucher è poi quella dell'effettiva capacità di connettere le aree marginali, soprattutto in una fase in cui ci sono rischi molto elevati di nuovi lockdown, anche se localizzati. L'Italia negli ultimi anni sta facendo passi da gigante in tal senso, anche perché partiva da una condizione iniziale estremamente sfavorevole. Il nostro paese vede i primi importanti risultati verso la digitalizzazione con 150 milioni di pagamenti effettuati con PagoPA, 163 milioni di fatture elettroniche verso la Pubblica Amministrazione e 1,5 miliardi tra privati. 11 milioni di identità digitali sono regolate tramite SPID. Quindi, qualcosa inizia a muoversi anche in un paese lento nella trasformazione digitale come l'Italia, ma si riscontrano rallentamenti nel circolo virtuoso tra domanda e offerta, ovvero nella richiesta da parte dei cittadini alla pubblica amministrazione di servizi digitali e corrispondente fornitura da parte della PA.

Da parte della PA bisogna migliorare i servizi, e alcuni di questi devono essere invisibili agli occhi dei cittadini. Nel senso della velocizzazione e automazione di alcune procedure, ma anche di incentivare la domanda da parte di cittadini e imprese, anche dal punto di vista della valorizzazione delle loro competenze digitali. Quindi, sono due le priorità trasversali: migliorare l'offerta e incentivare la domanda. Proprio in quest'ottica era studiato il piano dei Voucher, con molti cittadini, soprattutto residenti nelle aree ancora non coperte, che non hanno un'idea chiara di quali possono essere i vantaggi nel possedere una linea in Fibra ottica.

6 Commenti
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Notturnia16 Ottobre 2020, 14:46 #1
quindi se voglio la fibra con il bonus devo comprami un tablet ?.. ma chi è il cretino che fatto questa norma ?
serve per far vedere i tablet alle compagnie telefoniche e intascare i 500 euro che non sono pensati per la gente ?..

aiuto di stato alle compagnie telefoniche ... bravi..
imayoda16 Ottobre 2020, 14:57 #2
Originariamente inviato da: Notturnia
quindi se voglio la fibra con il bonus devo comprami un tablet ?.. ma chi è il cretino che fatto questa norma ?
serve per far vedere i tablet alle compagnie telefoniche e intascare i 500 euro che non sono pensati per la gente ?..

aiuto di stato alle compagnie telefoniche ... bravi..


infatti 3 giorni fa un dirigente euronics aveva messo il punto su questa furbata..
i soldi verranno usati probabilmente per "fornire" router delle telco e compensare le loro "perdite" avute con il modem libero.
Emin00116 Ottobre 2020, 19:46 #3
Nelle FAQ vedo scritto questo "l voucher è sempre associato alla sottoscrizione di un contratto per la fornitura di servizi di connettività con un operatore accreditato. [B][U]Ciascun operatore sceglierà liberamente il canale commerciale da utilizzare per la fornitura al beneficiario del personal computer o tablet.[/U][/B]"

Se non ho capito male: l'operatore, potrebbe, previo accordo con una qualsiasi catena di negozi di elettronica far scegliere il dispositivo all'utente finale.
davide311216 Ottobre 2020, 21:58 #4
Originariamente inviato da: Emin001
Nelle FAQ vedo scritto questo "l voucher è sempre associato alla sottoscrizione di un contratto per la fornitura di servizi di connettività con un operatore accreditato. [B][U]Ciascun operatore sceglierà liberamente il canale commerciale da utilizzare per la fornitura al beneficiario del personal computer o tablet.[/U][/B]"

Se non ho capito male: l'operatore, potrebbe, previo accordo con una qualsiasi catena di negozi di elettronica far scegliere il dispositivo all'utente finale.


Ma nella sostanza non cambia. La libertà non è per l'utente, ma per l'operatore, quindi siamo da punto a capo.
marcoplacido16 Ottobre 2020, 22:37 #5
ad averceli 30mega (aldilà del pastrocchio all'itagliana)
corgiov17 Ottobre 2020, 12:41 #6
Originariamente inviato da: Notturnia
quindi se voglio la fibra con il bonus devo comprami un tablet ?.. ma chi è il cretino che fatto questa norma ?
serve per far vedere i tablet alle compagnie telefoniche e intascare i 500 euro che non sono pensati per la gente ?..

aiuto di stato alle compagnie telefoniche ... bravi..
No, è il contrario. Se vuoi acquistare un Tablet (da almeno 10 pollici) o un Notebook con il Bonus 500 devi ANCHE attivare un nuovo contratto telefonico (rete fissa). Dei 500 €, puoi utilizzarne fino a 400 per pagare il primo anno di bollette oppure fino a 300 per acquistare un dispositivo portatile.
Originariamente inviato da: Emin001
Nelle FAQ vedo scritto questo "l voucher è sempre associato alla sottoscrizione di un contratto per la fornitura di servizi di connettività con un operatore accreditato. [B][U]Ciascun operatore sceglierà liberamente il canale commerciale da utilizzare per la fornitura al beneficiario del personal computer o tablet.[/U][/B]"

Se non ho capito male: l'operatore, potrebbe, previo accordo con una qualsiasi catena di negozi di elettronica far scegliere il dispositivo all'utente finale.

I dispositivi saranno forniti dalla compagnia telefonica con cui avrai fatto il nuovo contratto entro 60 giorni. Comunque, visto che puoi scegliere di attivare un nuovo contratto di rete fissa dal bancone di telefonia di una catena di negozi (all’interno, per esempio, di Medi@World o di Euronics), la richiesta al TAR non trova del tutto senso.

Le FAQ vanno lette sia dal punto di vista dell’utente che di quello dell’operatore telefonico. Infatti, nel sito di Infratel si possono anche scaricare le domande degli operatori.

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