Vine potrebbe salvarsi: Twitter in trattativa per la cessione dell'app

Vine potrebbe salvarsi: Twitter in trattativa per la cessione dell'app

Secondo nuove voci di corridoio Vine potrebbe rimanere attivo, con Twitter disposta a cederla a acquirenti potenzialmente interessati. Ma le cifre in ballo non sono molto elevate

di Nino Grasso pubblicata il , alle 13:41 nel canale Web
Twitter
 

Vine potrebbe sopravvivere dopo l'annuncio dello scorso mese dell'eliminazione da parte di Twitter. Secondo nuove speculazioni sull'argomento non ancora ufficializzate Twitter sta infatti valutando diverse offerte per il servizio di video dalla breve durata, fra cui alcune inferiori ai 10 milioni di dollari, una cifra secondo le ultime stime inferiore a quella che spende oggi Twitter per mantenere Vine in vita per un singolo mese. I dati non sono però stati confermati dalla compagnia.

Vine Game Over

Una vendita potrebbe comunque assicurare che l'enorme archivio di video della piattaforma non venga perduto per sempre. Inoltre, nuovi proprietari potrebbero far rinascere un servizio che dopo il debutto ha vissuto periodi interi di stagnazione senza novità o innovazioni di alcun tipo. Secondo il report di TechCrunch che ha diffuso la notizia, l'interesse su Vine da parte di terzi è cresciuto a dismisura dopo le manifestazioni di disappunto degli utenti alla notizia della chiusura.

Twitter ha sperato inizialmente che Vine sarebbe diventato un corrispettivo della piattaforma di microblogging in ambito video, un modo per condividere video dalla breve durata fra utenti. Tuttavia ben presto Vine si è trasformato in un network di intrattenimento, amato sì ma al tempo stesso inutile e senza alcuna solida strategia di monetizzazione. Questo lo sa ovviamente anche chi ha intenzione di acquisire Vine, e di conseguenza le somme in gioco non sono elevatissime.

Se non bastasse l'utilizzo del servizio da parte degli utenti è andato progressivamente in calo nel corso degli anni, e non è detto che la "nuova gestione" possa facilmente invertire il trend visto che i video brevi sono già disponibili su molte altre piattaforme meno specifiche, come ad esempio Instragram. Al tempo stesso Vine richiede altissimi costi fissi di manutenzione e, ad oggi, non offre nessuna possibilità di guadagno. Motivo, del resto, per cui Twitter ha chiuso i rubinetti.

Dall'alto canto c'è ancora chi ama i Vine, e chi ne vorrebbe di nuovi per il prossimo futuro. Ma questo sarà a discrezione dei "nuovi acquirenti", disposti a perdere milioni di dollari acquistando un servizio notoriamente in perdita solo ed esclusivamente per far felice il popolo di internet. Ma succederà davvero?

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