'Vibe coding? Sì, ma non toccate il kernel': ecco cosa pensa Linus Torvalds
Linus Torvalds, intervistato al Summit di Seoul, si è espresso su AI, vibe coding, Rust nel kernel e il ruolo di NVIDIA. Si è detto positivo verso l'uso dell’AI per imparare, ma contrario al suo impiego nel kernel. Ha inoltre criticato i crawler AI e discusso l'evoluzione del suo ruolo e dello sviluppo del kernel.
di Manolo De Agostini pubblicata il 19 Novembre 2025, alle 06:31 nel canale WebLinux
Al Linux Foundation Open Source Summit di Seoul, Linus Torvalds ha condiviso una serie di riflessioni che toccano AI, sviluppo del kernel, Rust e il ruolo di NVIDIA nell'ecosistema Linux. Le ha riassunte The Register, ma potete trovare il video integrale su YouTube.
Pur non considerandosi più un programmatore da quasi vent'anni, il creatore di Linux e Git mantiene una posizione centrale nel processo di sviluppo del kernel, anche se con un approccio mutato nel tempo.
Torvalds ha spiegato come una parte consistente del suo lavoro sia stata, storicamente, dire "no" alle proposte difficili da mantenere, mentre oggi capita l'opposto: deve sostenere cambiamenti non sempre accolti favorevolmente dai manutentori più conservatori. L'integrazione di Rust nel kernel è un esempio emblematico, una transizione più lenta del previsto ma ormai avviata verso una presenza stabile e non più sperimentale.

Sul fronte AI, Torvalds si è detto "abbastanza positivo" nei confronti del cosiddetto vibe coding, considerandolo un ottimo strumento d'ingresso alla programmazione, pur inadatto a codice critico e complesso come quello del kernel, dove la "manutenibilità" rimane un valore imprescindibile. Per il momento, comunque, non utilizza strumenti di coding assistito e non vi sta sperimentando.
Il vibe coding, per chi non lo sapesse, è una pratica emergente di sviluppo software che utilizza l'intelligenza artificiale per generare codice funzionale da prompt in linguaggio naturale, accelerando lo sviluppo e rendendo la creazione di app più accessibile, soprattutto per chi ha un'esperienza di programmazione limitata.
Per quanto concerne invece il ruolo preponderante di NVIDIA nel settore AI - basato su tecnologie proprietarie come CUDA e sul microkernel GPU chiuso - non preoccupa particolarmente Torvalds. Anzi, secondo il guru di Linux, la corsa all'AI ha reso NVIDIA un partner più collaborativo nel kernel di quanto non fosse due decenni fa.
Il problema più evidente legato all'intelligenza artificiale, per Torvalds, riguarda invece i crawler che estraggono codice da kernel.org, causando carichi eccessivi sui servizi e generando segnalazioni errate o allarmistiche basate su interpretazioni distorte prodotte da sistemi AI.
Per quanto riguarda l'impatto dell'AI sul lavoro degli sviluppatori, Torvalds ritiene che sia presto per valutazioni definitive. La sua previsione è che gli strumenti AI diventeranno parte del bagaglio quotidiano, analogamente a quanto accaduto con i compilatori: un forte incremento di produttività, ma senza una vera "estinzione" della figura del programmatore. In conclusione, Torvalds si augura che l'AI esca dalla fase di hype, diventando "meno pubblicizzata e più simile alla realtà quotidiana di cui nessuno parla costantemente".










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3 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoIl problema e' anche in futuro, anche se esistera' un'AI perfetta che non commette errore nella programmazione, basterebbero i soliti che con poco la avvelenerebbero silenziosamente per riavere dove serve dei buchi o altro e proprio dove vogliono.
Per il Kernel la vedo dura, a meno che nell'SO sara' implementata un'AI apposita per la continua verifica del Kernel offline che corregge al volo per poi ricevere costantemente in streaming la parte di codice parziale e non totale come ora per il fix in tempo quasi zero.
Questo solo nel caso si metta un'AI in un lontano futuro a scrivere codice Kernel.
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