Uomo condannato a risarcire oltre 4.000 franchi per aver messo un ''Mi Piace'' su Facebook

Uomo condannato a risarcire oltre 4.000 franchi per aver messo un ''Mi Piace'' su Facebook

Condanna per diffamazione ad un uomo svizzero che ha incautamente posto alcuni "like" sul social più famoso al mondo. La vicenda sembra avere dell'incredibile eppure in Svizzera è successo davvero. Qui i dettagli.

di pubblicata il , alle 08:01 nel canale Web
Facebook
 

Facebook, il social network più famoso al mondo, può anche decretare una condanna per diffamazione con risarcimento. E' quanto realmente accaduto in Svizzera ad un uomo quarantacinquenne che si è visto recapitare un avviso per diffamazione dopo che lo stesso aveva posto alcuni "Mi Piace" sul portale di Menlo Park. L'episodio risale al 2015 ma la sentenza è stata emessa solamente nella giornata di ieri dal Tribunale di Zurigo e ha chiaramente subito creato scalpore soprattutto per gli oltre 4.000 franchi, più di 3.600 euro, che il condannato dovrà pagare.

L'incauto svizzero aveva posto alcuni "like" a diversi post che altri utenti avevano pubblicato sul Social Network blu. Il problema si è venuto a creare per il contenuto fortemente "razzista" e "fascista" del post al quale il quarantacinquenne svizzero aveva dichiarato la propria approvazione con il "Mi Piace". Il post riguardava alcune dichiarazioni di carattere diffamatorio nei confronti di Erwin Kesler, presidente di un'associazione animalista elvetica, e anche l'assenso a tali dichiarazione seppur non scritte direttamente dal condannato in questione hanno permesso al Tribunale di Zurigo di chiedere il pagamento della multa per diffamazione.

La sentenza parla chiaro: apporre assenso ad alcuni post diffamatori nei confronti di una terza persona pubblicati su qualsiasi social network, come Facebook in questo caso, contribuisce a diffondere la diffamazione stessa e dunque a rafforzare la dichiarazione rendendola ancora più accessibile a tutti. Dunque attenzione quando apponete anche un semplice "Mi Piace" su di un post pubblicato sui social perché potreste incorrere in sanzioni salate.

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50 Commenti
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ingframin03 Giugno 2017, 08:37 #1
Se lo facessimo in Italia, ci ripianeremmo il debito pubblico. Basterebbero solo le pagine dedicate ai politici.
yukon03 Giugno 2017, 10:08 #2
quando il politico di turno scrive qualche minchiata basta che dice che il profilo è stato hacherato e finisce li, chissà come mai questa scusa non funzione con i comuni cittadini
freesailor03 Giugno 2017, 12:33 #3
E se uno va ad un comizio di Borghezio, lo [U]applaude[/U], in seguito Borghezio viene condannato per "incitamento all'odio", razzismo o cose del genere, poi chi lo ha applaudito rischia, sulla base dei filmati e delle fotografie dell'evento, di essere inquisito, imputato e condannato pure lui?
Perchè non vedo sostanziale differenza nel "reato", a parte che è ormai più facile identificare uno in rete che non nella vita reale e quindi gli inquirenti approfittano di ciò.

Siamo arrivati al punto (ma lo siamo da anni, in realtà, almeno dal tempo di Echelon, primi anni 2000) in cui la rete è diventata facile strumento per controllare capillarmente e, se vogliono, pure reprimere anche le [U]opinioni[/U] espresse.
benderchetioffender03 Giugno 2017, 13:21 #4
Originariamente inviato da: freesailor
E se uno va ad un comizio di Borghezio, lo [U]applaude[/U], in seguito Borghezio viene condannato per "incitamento all'odio", razzismo o cose del genere, poi chi lo ha applaudito rischia, sulla base dei filmati e delle fotografie dell'evento, di essere inquisito, imputato e condannato pure lui?.


non che trovi questo teorema elvetico corretto, ma nell'esempio da te espresso, la condanna arriverebbe se la persona va a caricare on line i contenuti, non a presenziare

si lo so questa sentenza implica dei paradossi abbastanza ingarbugliati
sintopatataelettronica03 Giugno 2017, 13:37 #5
Originariamente inviato da: freesailor
Siamo arrivati al punto (ma lo siamo da anni, in realtà, almeno dal tempo di Echelon, primi anni 2000) in cui la rete è diventata facile strumento per controllare capillarmente e, se vogliono, pure reprimere anche le [U]opinioni[/U] espresse.


In questo caso specifico non erano [U]opinioni[/U] quelle espresse.. ma [B][U]DIFFAMAZIONE[/U][/B].. cioè pubblicazione di NOTIZIE FALSE su una persona allo scopo di lederne l'immagine. Che, a differenza dell'espressione di "opinioni" (per quanto discutibili), è reato (che si faccia su internet o anche nella realtà..
marchigiano03 Giugno 2017, 13:42 #6
Originariamente inviato da: freesailor
E se uno va ad un comizio di Borghezio, lo [U]applaude[/U], in seguito Borghezio viene condannato per "incitamento all'odio", razzismo o cose del genere, poi chi lo ha applaudito rischia, sulla base dei filmati e delle fotografie dell'evento, di essere inquisito, imputato e condannato pure lui?
Perchè non vedo sostanziale differenza nel "reato", a parte che è ormai più facile identificare uno in rete che non nella vita reale e quindi gli inquirenti approfittano di ciò.


la differenza è che al comizio i tuoi applausi li vedono solo quelli vicini a te, il like lo vedono in tutto il mondo, tanto che la diffamazione in italia ha pene molto più severe se fatta utilizzando un mezzo stampa o simile, mentre una diffamazione solo a parole in un luogo qualsiasi ha pene ridicole (in svizzera poi non so). per es. molti che lasciano feedback negativo su ebay poi ricevono denuncia per diffamazione a mezzo stampa e gli arriva la letterina dal magistrato, magari vengono pure assolti alla fine ma non è certo bella come cosa
ripsk03 Giugno 2017, 14:27 #7
Il problema si è venuto a creare per il contenuto fortemente "razzista" e "fascista" del post al quale il quarantacinquenne svizzero aveva dichiarato la propria approvazione con il "Mi Piace".

Su siti esteri la versione sembra essere un po' diversa:
"[I]The man, who was not named in the court's statement, "liked" several posts written by a third party that accused an animal rights activist of antisemitism, racism and fascism.[/I]"

Fonte CNN

Originariamente inviato da: sintopatataelettronica
In questo caso specifico non erano [U]opinioni[/U] quelle espresse.. ma [B][U]DIFFAMAZIONE[/U][/B].. cioè pubblicazione di NOTIZIE FALSE su una persona allo scopo di lederne l'immagine. Che, a differenza dell'espressione di "opinioni" (per quanto discutibili), è reato (che si faccia su internet o anche nella realtà..

In questo caso specifico quello che diffama è quello che ha scritto i post, che va giustamente condannato, ma uno che mette solo il like può anche essere uno che si è fatto convincere che quanto scritto sia vero.
freesailor03 Giugno 2017, 15:38 #8
Originariamente inviato da: ripsk
Su siti esteri la versione sembra essere un po' diversa:
"[I]The man, who was not named in the court's statement, "liked" several posts written by a third party that accused an animal rights activist of antisemitism, racism and fascism.[/I]"

Fonte CNN


In questo caso specifico quello che diffama è quello che ha scritto i post, che va giustamente condannato, ma uno che mette solo il like può anche essere uno che si è fatto convincere che quanto scritto sia vero.


Esatto.
Chi da dei like in rete si limita ad esprimere approvazione, non fa altro, e può farlo in buona fede.
E considerato che uno può dare un like perchè condivide l'80% di un messaggio, senza rendersi conto che il restante 20% può essere [U]forse[/U] ritenuto diffamatorio (per inciso: almeno in Italia la diffamazione si persegue solo su querela della parte offesa, tanto per dire il grado di soggettività della cosa), il tutto ha un carattere decisamente orwelliano.
freesailor03 Giugno 2017, 15:50 #9
Originariamente inviato da: marchigiano
la differenza è che al comizio i tuoi applausi li vedono solo quelli vicini a te, il like lo vedono in tutto il mondo, tanto che la diffamazione in italia ha pene molto più severe se fatta utilizzando un mezzo stampa o simile, mentre una diffamazione solo a parole in un luogo qualsiasi ha pene ridicole (in svizzera poi non so). per es. molti che lasciano feedback negativo su ebay poi ricevono denuncia per diffamazione a mezzo stampa e gli arriva la letterina dal magistrato, magari vengono pure assolti alla fine ma non è certo bella come cosa


La diffamazione a mezzo stampa ha pene da sei mesi a tre anni e una multa da 516 euro in su, se non c'è il "a mezzo stampa" la pena è fino ad un anno e la multa fino a 1032 euro.
Quindi la differenza è, in pratica, piuttosto poca. Uno potrebbe perfino beccarsi sei mesi e 1000 euro con "a mezzo stampa" o un anno e 1000 euro [U]senza [/U]"a mezzo stampa".

Anche sul fatto che "il like in rete lo veda tutto il mondo, mentre l'applauso no" è molto discutibile: chi viene filmato ad applaudire Borghezio ad un comizio contestato può facilmente finire sui TG, essere visto da milioni di persone ed avere molto più effetto di un like annegato nell'oceano della rete.

No, qui si sommano due fattori: la facilità con cui si identifica qualcuno in rete (altro che "anonimato"!) e la volontà (sempre più evidente) di intimidire chi semplicemente discute in rete, magari in modo non troppo politically-correct.
La trovo una deriva molto preoccupante.
biometallo03 Giugno 2017, 15:59 #10
Originariamente inviato da: ripsk
Su siti esteri la versione sembra essere un po' diversa:
"[I]The man, who was not named in the court's statement, "liked" several posts written by a third party that accused an animal rights activist of antisemitism, racism and fascism.[/I]"

No comment


In questo caso specifico quello che diffama è quello che ha scritto i post, che va giustamente condannato, ma uno che mette solo il like può anche essere uno che si è fatto convincere che quanto scritto sia vero.


Originariamente inviato da: freesailor
Esatto.
Chi da dei like in rete si limita ad esprimere approvazione, non fa altro, e può farlo in buona fede.
E considerato che uno può dare un like perchè condivide l'80% di un messaggio, senza rendersi conto che il restante 20% può essere [U]forse[/U] ritenuto diffamatorio (per inciso: almeno in Italia la diffamazione si persegue solo su querela della parte offesa, tanto per dire il grado di soggettività della cosa), il tutto ha un carattere decisamente orwelliano.


In effetti sono anch'io perplesso sul fatto che uno da un like ad un commento sia chiamato a dimostrarne la fondatezza delle accuse, sarei quantomeno curioso di leggere la sentenza vera e propria, che poi possibile che sia stato l'unico a mettere il like? Mi viene da pensare che abbia fatto da caprio espiatorio per tutti...

(in vero ho già letto altrove che si parla di 12 imputati, con la differenza che gli altri avrebbero anche commentato mentre lui avrebbe solo pigiato il like)

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