Una sola iniezione per curare Alzheimer e depressione: il progetto del MIT entro 3 anni
Un team del MIT ha sviluppato Circulatronics, una tecnologia che utilizza nanochip bioelettronici iniettabili capaci di raggiungere il cervello senza interventi chirurgici. I dispositivi, fusi con cellule immunitarie, attraversano la barriera ematoencefalica e si autoimpiantano, consentendo la stimolazione neuronale mirata per trattare Alzheimer, depressione e altre patologie neurologiche
di Vittorio Rienzo pubblicata il 12 Novembre 2025, alle 16:15 nel canale WebDopo sei anni di ricerca, MIT ha presentato una piattaforma sperimentale che promette di cambiare radicalmente il modo in cui si trattano malattie neurologiche e disturbi mentali. Si chiama Circulatronics e combina bioelettronica miniaturizzata e sistemi biologici di trasporto per portare dispositivi terapeutici direttamente nel cervello senza alcun intervento chirurgico.

Alla base della tecnologia ci sono gli SWED (Sub-cellular Wireless Electronic Devices), minuscoli nanochip delle dimensioni di una cellula del sangue, capaci di attraversare il corpo e autoimpiantarsi nelle aree cerebrali da trattare. Realizzati con polimeri semiconduttori organici e strati metallici sottilissimi, questi dispositivi sono in grado di convertire la luce in elettricità seguendo il principio fotovoltaico. Ad esempio, è possibile alimentarli dall'esterno attraverso un laser a infrarossi capace di attraversare il cranio.
L'obiettivo è fornire stimolazione elettrica mirata alle regioni cerebrali coinvolte in malattie come Alzheimer, sclerosi multipla, tumori cerebrali e depressione. In condizioni normali, tali trattamenti richiedono interventi invasivi per impiantare gli elettrodi, con rischi elevati e costi proibitivi. Circulatronics elimina questo passaggio e renderebbe accessibile la neuromodulazione non invasiva a milioni di persone.
Per raggiungere il cervello, gli SWED vengono fusi con cellule immunitarie chiamate monociti e creano un ibrido capace di attraversare la barriera ematoencefalica e dirigersi verso le zone infiammate, spesso correlate ai disturbi neurologici. Una volta arrivati, i nanochip si autoancorano e possono essere attivati a distanza tramite un fascio laser che avvia la stimolazione neuronale con precisione micrometrica.

I test condotti su modelli animali hanno mostrato che i nanochip si localizzano con precisione entro 30 µm dalle aree bersaglio, attivando in modo selettivo le cellule nervose. I risultati, pubblicati su Nature Biotechnology, confermano l’efficacia del sistema di impianto autonomo e stimolazione wireless.
Secondo Deblina Sarkar, direttrice del Nano-Cybernetic Biotrek Lab al MIT, questa piattaforma potrebbe in futuro estendersi anche ad altri organi, con applicazioni potenziali in dispositivi come pacemaker wireless o sistemi di monitoraggio bioelettronico interno.
Lo sviluppo clinico sarà gestito da Cahira Technologies, spin-off del MIT, che punta a iniziare i test clinici entro tre anni. Dopo le fasi di approvazione, Circulatronics potrebbe diventare una delle innovazioni più promettenti nella tecnologia medica di prossima generazione.










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10 Commenti
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volete qualcosa?
Non abbiamo ancora idea della base neurobiologica di tali patologie, è difficile immaginare una cura così mirata andando poco più che al buio.
Felice di sbagliarmi, ma secondo me su cose del genere siamo ancora lontani decenni.
Per poter svolgere la funzione descritta i dispositivi devono passare attraverso i capillari. La dimensione dei globuli rossi, evoluti a questo scopo, è tipicamente tra i 6 (microciti) e i 9 µm (macrociti). Sono curioso di sapere quali circuiti integrati possano essere ridotti a queste dimensioni, senza dimenticare che i globuli rossi sono flessibili e devono potersi ripiegare per passare nei capillari più sottili. A mio parere gli unici che possono crederlo sono quelli (ignoranti di tecnologia) che affermano che nei vaccini ci siano microchip di tracciamento.
Se ce la fanno davvero in tre anni, sono miracolati. Ma probabilmente sperano che tra tre anni nessuno si ricordi di questo articolo per verificarne il progresso.
EDIT:
Sì, appunto, da non credere.
Per poter svolgere la funzione descritta i dispositivi devono passare attraverso i capillari. La dimensione dei globuli rossi, evoluti a questo scopo, è tipicamente tra i 6 (microciti) e i 9 µm (macrociti). Sono curioso di sapere quali circuiti integrati possano essere ridotti a queste dimensioni, senza dimenticare che i globuli rossi sono flessibili e devono potersi ripiegare per passare nei capillari più sottili. A mio parere gli unici che possono crederlo sono quelli (ignoranti di tecnologia) che affermano che nei vaccini ci siano microchip di tracciamento.
Se ce la fanno davvero in tre anni, sono miracolati. Ma probabilmente sperano che tra tre anni nessuno si ricordi di questo articolo per verificarne il progresso.
EDIT:
Sì, appunto, da non credere.
"I test condotti su modelli animali hanno mostrato che i nanochip si localizzano con precisione entro 30 µm dalle aree bersaglio, attivando in modo selettivo le cellule nervose. I risultati, pubblicati su Nature Biotechnology, confermano l’efficacia del sistema di impianto autonomo e stimolazione wireless.
Secondo Deblina Sarkar, direttrice del Nano-Cybernetic Biotrek Lab al MIT, questa piattaforma potrebbe in futuro estendersi anche ad altri organi, con applicazioni potenziali in dispositivi come pacemaker wireless o sistemi di monitoraggio bioelettronico interno."
Qualcuno ci crede, ci sperimenta e pubblica pure i risultati su una rivista scientifica.
Sono le malattie del nuovo millenio. Se davvero va in porto la cosa sarebbe davvero una bella svolta per la medicina...
Sono le malattie del nuovo millenio. Se davvero va in porto la cosa sarebbe davvero una bella svolta per la medicina...
Tranquillo. Non andrà in porto.
Se avessi un centesimo per ogni volta che ho letto una notizia del genere... beh, altro che Elone Muskio e i suoi 1000 miliardi.
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