Una corte austriaca impone a Facebook la rimozione dei contenuti offensivi
Una sentenza molto importante che fa il giro del mondo partendo dall'Austria: Facebook dovrà rimuovere i contenuti offensivi, conclusione giunta alla fine di un percorso legale che vedeva contrapposto il partito dei Verdi e i rappresentanti legali del più noto social network del mondo
di Alessandro Bordin pubblicata il 09 Maggio 2017, alle 14:50 nel canale WebI social network, da qualche tempo, sono alle prese con un problema davvero spinoso. Non solo l'esponenziale diffusione delle cosiddette fake news, che noi chiamiamo bufale, ma anche di un fenomeno internazionalmente chiamato hate speech, che possiamo identificare come contenuti di istigazione all'odio e offensivi. Non solo una questione di falsità dei contenuti, ma anche commenti e gruppi che sfruttano Facebook (ma non solo) per ricoprire di insulti soggetti di solito mirati. Politici in primis.
Qualche tempo fa, in Austria, la leader dei partito dei Verdi Eva Glawischnig è stata vittima di un feroce attacco personale, fatto di istigazione all'odio e alla violenza. A chi bazzica i social network la cosa non sembrerà nemmeno tanto strana (succede in tutto il mondo), ma resta il fatto che il problema esiste ed è grave; le piattaforme social da tempo pensano ad una soluzione, ma per ora si sono visti solo blandi tentativi di arginare il fenomeno.
Il partito dei Verdi ha deciso di passare all'attacco legale nei confronti di
Facebook in seguito al fatto che, sebbene segnalati numerose volte, si sia stata
intrapresa nessuna azione per rimuovere i contenuti di hate speech dalla
piattaforma. Come parlare col muro, insomma, una cosa ben nota a chi si è
trovato a segnalare a Facebook fatti simili attraverso l'inutile
strumento apposito.
La Corte si è espressa nelle scorse ore in modo abbastanza perentorio: Facebook dovrà rimuovere i contenuti offensivi dalla propria piattaforma e non solo nelle pagine esaminate nella causa, ma ovunque esse si siano diffuse. La notizia finisce qui, mancano dettagli importanti ma si tratta di un forte segnale che qualcosa, forse, si muove. Restano aperti molti interrogativi, tipo se Facebook procederà davvero alla rimozione dei contenuti e in che misura. La Corte si è detta certa che Facebook dispone sicuramente dei mezzi per cercare e rimuovere contenuti di odio identici o simili, motivo per cui ci si attende a brevissimo almeno un commento da parte dei legali di Facebook, per ora chiusi un un no comment.
La sentenza è importante perché segna una via che potrebbe essere seguita da
moltissimi, e non solo in Austria. Sarà quindi nostra premura seguire la
questione da vicino per capirne le evoluzioni. Una cosa è certa: fake news e
hate speech possono davvero influenzare la percezione che il pubblico ha
di una persona o di un gruppo. Negli USA il dibattito è apertissimo
sull'influenza che questi fattori hanno avuto sulla recente campagna
presidenziale. Il messaggio quindi dovrebbe essere arrivato forte e chiaro ai
social network: è ora di fare qualcosa di concreto.









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1 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoFinalmente qualcuno si muove
Nello scenario desolante in cui si maschera la più becera concorrenza sleale e la pubblicazione di informazioni false e fuorvianti come LA libertà della rete , questa sentenza finalmente inchioda chi sta lucrando indebitamente da questo teatrino autoreferenziale....Avanti il prossimo ( Expedia-TripAdvisor )....
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