Un miliardo di dollari in più per Spotify, ma a caro prezzo

Un miliardo di dollari in più per Spotify, ma a caro prezzo

La società riceve un'iniezione di liquidità di 1 miliardo di dollari: si tratta però di un debito contratto con l'emissione di obbligazioni convertibili

di pubblicata il , alle 14:51 nel canale Web
Spotify
 

Spotify ha raccolto un miliardo di dollari mediante un accordo che da più parti è stato definito "diabolico": invece di organizzare un round di finanziamenti con l'emissione di quote societarie, i fondi sono stati raccolti con l'emissione di obbligazioni convertibili (si tratta, quindi, di un debito a pieno titolo) con termini molto restrittivi e legati principalmente ad una possibile quotazione in borsa di Spotify.

In particolare i creditori (TPG, Dragoneer Investment Group e alcuni clienti di Goldman Sachs) avranno la possibilità di convertire le proprie obbligazioni in azioni di Spotify con uno sconto del 20% nel caso in cui l'IPO della società dovesse avvenire entro il prossimo anno. Se entro questi termini Spotify non sarà entrata in borsa, lo sconto cresce del 2,5% ogni sei mesi.

E non è finita qui: trattandosi di un debito, vi sono anche gli interessi. Questi ammontano al 5% per il primo anno, dopo di che cresceranno dell'1% (fino ad un massimo del 10%) ogni sei mesi. Infine TPG e Dragoneer potranno vendere le proprie azioni già 90 giorni dopo l'eventuale IPO, ben prima dei 180 giorni del cosidetto "lock-up period" che saranno destinati agli impiegati di Spotify e agli altri investitori.

Per riassumere, Spotify si è vincolata in un contratto che diventerà sempre più costoso dopo i prossimi 12 mesi. Fra due anni, per esempio, l'iniezione di liquidità di 1 miliardo di dollari avrà un costo per la compagnia di 1,25 miliardi di dollari in azioni e oltre 100 milioni di dollari di interessi. E' chiaro che a queste condizioni la miglior opzione per Spotify è entrare in borsa il prima possibile e che, anzi, la società abbia acconsentito a condizioni così rigide proprio in vista di un'imminente IPO.

Ma resta una domanda: che cosa vuol fare Spotify con un miliardo di dollari? La linea ufficiale è che verranno impiegati su attività di marketing e su operazioni di "crescita", qualunque cosa ciò significhi. Da alcune parti si ipotizza la possibilità di un'acquisizione di un servizio rivale, come Pandora o Soundcloud, operazione che tuttavia comporterebbe un aumento dei debiti. Un'opzione più verosimile sembra essere quella che tratteggia una strategia di acquisto di più diritti per espandere le attività nel mondo video ed aprirsi quindi a nuove prospettive di business nel futuro. Un'altra possibilità è quella di avere la tranquillità di sufficiente liquidità per poter competere con Apple Music: Spotify ha attualmente un significativo vantaggio di mercato sulla Mela, ma le riserve di cassa della società di Cupertino sono piuttosto cospicue.

Da considerare, inoltre, che l'iniezione di liquidità di un miliardo di dollari va ad aggiungersi ai quasi 600 milioni di liquidità attualmente a disposizione di Spotify.