Un miliardo di dollari in più per Spotify, ma a caro prezzo

Un miliardo di dollari in più per Spotify, ma a caro prezzo

La società riceve un'iniezione di liquidità di 1 miliardo di dollari: si tratta però di un debito contratto con l'emissione di obbligazioni convertibili

di Andrea Bai pubblicata il , alle 14:51 nel canale Web
Spotify
 

Spotify ha raccolto un miliardo di dollari mediante un accordo che da più parti è stato definito "diabolico": invece di organizzare un round di finanziamenti con l'emissione di quote societarie, i fondi sono stati raccolti con l'emissione di obbligazioni convertibili (si tratta, quindi, di un debito a pieno titolo) con termini molto restrittivi e legati principalmente ad una possibile quotazione in borsa di Spotify.

In particolare i creditori (TPG, Dragoneer Investment Group e alcuni clienti di Goldman Sachs) avranno la possibilità di convertire le proprie obbligazioni in azioni di Spotify con uno sconto del 20% nel caso in cui l'IPO della società dovesse avvenire entro il prossimo anno. Se entro questi termini Spotify non sarà entrata in borsa, lo sconto cresce del 2,5% ogni sei mesi.

E non è finita qui: trattandosi di un debito, vi sono anche gli interessi. Questi ammontano al 5% per il primo anno, dopo di che cresceranno dell'1% (fino ad un massimo del 10%) ogni sei mesi. Infine TPG e Dragoneer potranno vendere le proprie azioni già 90 giorni dopo l'eventuale IPO, ben prima dei 180 giorni del cosidetto "lock-up period" che saranno destinati agli impiegati di Spotify e agli altri investitori.

Per riassumere, Spotify si è vincolata in un contratto che diventerà sempre più costoso dopo i prossimi 12 mesi. Fra due anni, per esempio, l'iniezione di liquidità di 1 miliardo di dollari avrà un costo per la compagnia di 1,25 miliardi di dollari in azioni e oltre 100 milioni di dollari di interessi. E' chiaro che a queste condizioni la miglior opzione per Spotify è entrare in borsa il prima possibile e che, anzi, la società abbia acconsentito a condizioni così rigide proprio in vista di un'imminente IPO.

Ma resta una domanda: che cosa vuol fare Spotify con un miliardo di dollari? La linea ufficiale è che verranno impiegati su attività di marketing e su operazioni di "crescita", qualunque cosa ciò significhi. Da alcune parti si ipotizza la possibilità di un'acquisizione di un servizio rivale, come Pandora o Soundcloud, operazione che tuttavia comporterebbe un aumento dei debiti. Un'opzione più verosimile sembra essere quella che tratteggia una strategia di acquisto di più diritti per espandere le attività nel mondo video ed aprirsi quindi a nuove prospettive di business nel futuro. Un'altra possibilità è quella di avere la tranquillità di sufficiente liquidità per poter competere con Apple Music: Spotify ha attualmente un significativo vantaggio di mercato sulla Mela, ma le riserve di cassa della società di Cupertino sono piuttosto cospicue.

Da considerare, inoltre, che l'iniezione di liquidità di un miliardo di dollari va ad aggiungersi ai quasi 600 milioni di liquidità attualmente a disposizione di Spotify.

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8 Commenti
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deggial31 Marzo 2016, 15:06 #1
Il top sarebbe quello di tenersi in tasca il miliardo, girandone buona parte come "rimborsi spese" ai due fondatori.
Tra meno di un anno fare l'IPO, far comprare le azioni a chi deve comprarle, fregarsene dello sviluppo di Spotify, fino a far decrescere le azioni e poi fallire miseramente l'azienda.

Il tutto, tenendosi in tasca qualche centinaio di milioni.
Io almeno farei così. Ma forse ho la forma mentis un po' troppo italiana
mentalray31 Marzo 2016, 16:03 #2
Originariamente inviato da: deggial
Il top sarebbe quello di tenersi in tasca il miliardo, girandone buona parte come "rimborsi spese" ai due fondatori.
Tra meno di un anno fare l'IPO, far comprare le azioni a chi deve comprarle, fregarsene dello sviluppo di Spotify, fino a far decrescere le azioni e poi fallire miseramente l'azienda.

Il tutto, tenendosi in tasca qualche centinaio di milioni.
Io almeno farei così. Ma forse ho la forma mentis un po' troppo italiana


e vedrai che faranno cosi', poi sony o google recupereranno il business e l'utenza a quattro soldi
Vash8831 Marzo 2016, 17:01 #3
Se come sembra vogliono accaparrarsi i mercati asiatici avranno bisogno di quei soldi per le licenze. Il mercato musicale Giapponese vale 2,7 miliardi di dollari di fatturato annuali e non sono ancora presenti vere piattaforme di streaming ma i CD vanno ancora per la maggiore a causa degli accordi di licenza.
fraussantin31 Marzo 2016, 19:26 #4
Perchè se c'è un servizio gratuito che funziona ,lo devono sempre mandare a puttane?
squalho31 Marzo 2016, 20:06 #5
Originariamente inviato da: deggial
Il top sarebbe quello di tenersi in tasca il miliardo, girandone buona parte come "rimborsi spese" ai due fondatori.
Tra meno di un anno fare l'IPO, far comprare le azioni a chi deve comprarle, fregarsene dello sviluppo di Spotify, fino a far decrescere le azioni e poi fallire miseramente l'azienda.

Il tutto, tenendosi in tasca qualche centinaio di milioni.
Io almeno farei così. Ma forse ho la forma mentis un po' troppo italiana


Non ho capito il commento, e` una battuta? Stai descrivendo una frode finanziaria pura e semplice, che normalmente non si conclude con qualche milione in tasca ma con tanti anni in galera...

Piu` che altro direi che questo round per Spotify non e` un buon segno. Emettere obbligazioni convertibili e` il modo piu` costoso di finanziarsi perche` oltre a dover pagare fior di interesse (e le percentuali riportate sono davvero alte), si diluisce il valore dell'azienda (stesso fatturato, piu` azioni).

Ora, o hanno un piano preciso per aumentare radicalmente il fatturato o se no non li vedo andare molto lontano. Giusto per mettere le cose in prospettiva, Spotify nel 2014 ha fatturato 1.3 mld $ (+45% rispetto al 2013), riportando una perdita di 162 milioni $ (+300% rispetto al 2013). Ora si accollano un debito che interessi a parte e` pari al fatturato di un anno intero!

Parte di tutto cio` sara` l'abitudine di queste grosse startup di aumentare il fatturato ad ogni costo, ma se a un certo punto Spotify non riuscira` a realizzare un utile non li vedo andare molto lontano. A meno che non riescano a diventare l'Amazon della musica...
mentalray31 Marzo 2016, 21:08 #6
Originariamente inviato da: squalho
Non ho capito il commento, e` una battuta? Stai descrivendo una frode finanziaria pura e semplice, che normalmente non si conclude con qualche milione in tasca ma con tanti anni in galera...

Piu` che altro direi che questo round per Spotify non e` un buon segno. Emettere obbligazioni convertibili e` il modo piu` costoso di finanziarsi perche` oltre a dover pagare fior di interesse (e le percentuali riportate sono davvero alte), si diluisce il valore dell'azienda (stesso fatturato, piu` azioni).

Ora, o hanno un piano preciso per aumentare radicalmente il fatturato o se no non li vedo andare molto lontano. Giusto per mettere le cose in prospettiva, Spotify nel 2014 ha fatturato 1.3 mld $ (+45% rispetto al 2013), riportando una perdita di 162 milioni $ (+300% rispetto al 2013). Ora si accollano un debito che interessi a parte e` pari al fatturato di un anno intero!

Parte di tutto cio` sara` l'abitudine di queste grosse startup di aumentare il fatturato ad ogni costo, ma se a un certo punto Spotify non riuscira` a realizzare un utile non li vedo andare molto lontano. A meno che non riescano a diventare l'Amazon della musica...


whatsapp per quasi 5 anni ha investito milioni per ricavare 0 centesimi, sono andati sempre in perdita finché non li ha comprati facebook, vai a capire cosa c'é dietro certe strategie.
Personaggio31 Marzo 2016, 21:21 #7
Originariamente inviato da: squalho
Non ho capito il commento, e` una battuta? Stai descrivendo una frode finanziaria pura e semplice, che normalmente non si conclude con qualche milione in tasca ma con tanti anni in galera...


Se lo fai in america ti danno 80'anni di galera se lo fai in Italia ti dicono bravo
deggial01 Aprile 2016, 00:26 #8
Originariamente inviato da: squalho
Non ho capito il commento, e` una battuta? Stai descrivendo una frode finanziaria pura e semplice, che normalmente non si conclude con qualche milione in tasca ma con tanti anni in galera...


Sì, certo che era una battuta! Però non mi sono dovuto nemmeno impegnare molto per scriverla, ho pensato a quello che avrebbe fatto se fosse stata una società italiana

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