Un italiano ha 5 chip sottopelle: ci apre porte, paga e fa tanto altro. Prove di transumanesimo?
Anche in Italia c'è chi ha chip sottocutanei per pagare senza carta di credito, aprire porte e fare molto altro: si chiama Mattia Coffetti, ha 35 anni e vive in provincia di Brescia.
di Manolo De Agostini pubblicata il 31 Luglio 2023, alle 08:31 nel canale WebNel mondo ci sono già molteplici casi di persone con chip sottopelle, ma in queste ore abbiamo appreso che anche in Italia c'è qualcuno che si sta avventurando su questa affascinante e sicuramente controversa strada: si chiama Mattia Coffetti, ha 35 anni e vive in provincia di Brescia.
Coffetti, specializzato in sicurezza informatica, ha rilasciato alcune interviste nelle scorse ore in cui racconta come il suo corpo sia diventato qualcosa di più grazie alla tecnologia. Un percorso che Coffetti ha deciso di imboccare nel 2019, quando ha deciso di farsi inserire il primo chip, arrivando a oggi a ben cinque impianti sottocutanei.

Due dei chip che Mattia ha impiantato sotto la cute sono puramente ludici: il primo è un magnete in grado di attrarre metalli - qualcosa che potrebbe essere utile per non perdere le viti durante lavori di bricolage - mentre il secondo è un LED che si illumina avvicinando una sorgente di energia.
Un altro chip serve sia per salvare dati di vario genere - in questo momento Coffetti lo usa per il profilo LinkedIn, ma può ospitare potenzialmente dati medici, carta d'identità, ecc. - ma anche aprire porte e interfacciarsi ad altri dispositivi domotici. Un altro ancora lo usa per pagare in maniera contactless attivandolo tramite smartphone, in modo per non dover portare con sé carte o contanti. Infine, un altro chip è usato per l'autenticazione dei dati bancari.
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Il prezzo di questi impianti non è per nulla proibitivo, come spiegato dallo stesso Coffetti al Corriere della Sera: "Dagli 80 ai 100 euro, invece quello per scambiare dati e aprire porte intorno ai 150 euro e l'ultimo che ho installato, ovvero per effettuare i pagamenti, l'ho pagato 200 euro. Li compro su internet e poi ci sono dei centri autorizzati che collaborano con le aziende che li vendono e te li impiantano. Tipo un piercing".
Intervistato dall'Ansa, Coffetti si è detto tranquillo di fronte alla principale rimostranza che in molti fanno: la possibile tracciabilità da parte di terzi. L'informatico sottolinea anzitutto come si tratti di chip reperibili da tutti, realizzati da realtà note e con tutte le specifiche tecniche disponibili, non si tratta di soluzioni create da chissà quali soggetti con secondi fini.

Inoltre, i chip devono avere una fonte di energia molto vicina a loro per funzionare, quindi è solo lo stesso Coffetti - avvicinando lo smartphone - a decidere se, quando e come usarli. Inutile dire che l'informatico è entusiasta delle possibilità che le tecnologie impiantabili potrebbero sbloccare in futuro.
"Mi auguro che queste integrazioni uomo-tecnologia possano essere ancora più al servizio della collettività e della salute. Mi piacerebbe che riuscendo a mappare il nostro cervello, riuscissimo ad andare a risolvere malattie neurodegenerative, come Parkinson e Alzheimer, con strumenti e modalità d'azione ad ampio raggio", ha dichiarato all'Ansa.










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39 Commenti
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Della propria intimità postata sui social e dell’ineluttabile dilagante idiozia. Provvederà Madre Natura nel giro di pochi anni, mi spiace tanto per i giovani ai quali abbiamo rubato il futuro.Anche in Italia c'è chi ha chip sottocutanei per pagare senza carta di credito, aprire porte e fare molto altro: si chiama Mattia Coffetti, ha 35 anni e vive in provincia di Brescia.
Bellissimo... riesce ad aprire anche le porte
Personalmente non mi sembra che ci sia ancora una tecnologia sufficiente per prendere in considerazione realmente un sistema del genere anche perché se il chip dev'essere un mero RFID o simili tanto vale avere l'NFC nel telefono che comunque devi portarti dietro o portarsi pochi grammi di carta nel portafoglio.
Al contrario se si arrivasse a roba fantascientifica che tramite un chip hai N funzioni e una elevata programmabilità allora il discorso cambia e potrebbero esserci tante possibilità.
Onestamente a me non sembra una cosa molto utile, e personalmente mi fa anche un po' impressione immaginare di avere un chip sottopelle, ma d'altronde ognuno è libero di fare ciò che vuole con proprio corpo, se per lui è utile e si trova comodo usandoli buon per lui
Onestamente a me non sembra una cosa molto utile, e personalmente mi fa anche un po' impressione immaginare di avere un chip sottopelle, ma d'altronde ognuno è libero di fare ciò che vuole con proprio corpo.
aggiunge un livello di sicurezza in più, lo smartphone possono rubarglielo ma senza i chip non se ne fanno nulla
Ma tanto gli smartphone hanno quasi sempre il blocco schermo, quindi in ogni caso non potrebbero usarlo
un conto è sapere di non poter usare il proprio conto perchè ti hanno rubato lo smartphone e un conto è aver paura di perdere soldi perchè ti hanno rubato lo smartphone
Onestamente a me non sembra una cosa molto utile, e personalmente mi fa anche un po' impressione immaginare di avere un chip sottopelle, ma d'altronde ognuno è libero di fare ciò che vuole con proprio corpo, se per lui è utile e si trova comodo usandoli buon per lui
No, calma. Solo quelli a scopo "estetico" hanno bisogno dello smartphone che funge da fonte di energia.
Gli altri ad esempio quelli per effettuare i pagamenti non necessitano dello smartphone ma solo di avvicinare la mano al POS e si alimentano come qualsiasi RFID dal POS stesso.
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