Un americano su due (soprattutto genitori) vuole vietare i social agli under 16
Un sondaggio Pew Research Center su 9.750 adulti rileva che la maggioranza degli statunitensi sostiene un divieto ai social media per gli under 16, con il consenso più alto tra i genitori di minorenni e un sostegno bipartisan che cresce anche su consenso, età e tempo online
di Andrea Bai pubblicata il 03 Luglio 2026, alle 09:11 nel canale WebIl 56% degli adulti statunitensi sosterrebbe un divieto ai social media per i minori di 16 anni. È quanto emerge da un sondaggio del Pew Research Center condotto tra il 26 maggio e il 1° giugno 2026 su un campione di 9.750 adulti dell'American Trends Panel, con un margine di errore di ±1,4 punti percentuali. Il 21% degli intervistati si dichiara contrario, mentre il 23% resta incerto.
Il sostegno cresce sensibilmente tra chi ha figli minorenni: il 65% dei genitori di under 18 è favorevole al ban, contro il 17% contrario. Tra i non genitori il consenso scende invece al 52%. Il dato più interessante riguarda però la trasversalità politica della misura: a sostenerla è il 59% degli elettori repubblicani o vicini al partito (19% contrari) e il 54% di quelli democratici o di area democratica (23% contrari), una convergenza rara su un tema di regolamentazione tecnologica.

Anche il dato anagrafico racconta qualcosa di preciso: il sostegno più alto si registra nella fascia 30-49 anni (63%), seguita da quella 50-64 anni (57%); scende invece al 52% tra i 18-29enni e al 49% tra gli over 65, gli unici due gruppi sotto la maggioranza assoluta.
Oltre il divieto totale, cresce il consenso su misure più mirate
Il ban secco non è l'unica misura che raccoglie consenso crescente rispetto al 2023. L'85% degli adulti sostiene oggi l'obbligo di consenso parentale per l'apertura di un account social da parte di un minore, contro l'81% di tre anni fa. Il 78% è favorevole alla verifica obbligatoria dell'età sulle piattaforme (era il 71% nel 2023), e la stessa quota, 78%, sostiene l'introduzione di limiti al tempo che i minori possono trascorrere sui social (69% nel 2023). Su nessuna di queste tre misure gli oppositori superano il 10% del campione.
Le attuali policy delle principali piattaforme fissano già a 13 anni l'età minima per aprire un account, ma la distanza tra questa soglia e i 16 anni indicati dal sondaggio Pew è ciò che alimenta il dibattito su nuove regole. Il tema non è isolato agli Stati Uniti: Australia, Canada e Regno Unito hanno fissato o stanno valutando un'età minima di 16 anni per l'uso dei social media, mentre negli USA è la California a muoversi in questa direzione con una propria proposta legislativa.










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15 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoMa un divieto legislativo è sbagliato perché non possono imporre una loro scelta a chi è contrario, neanche se ad essere contraria fosse una sola persona.
Non esiste il diritto di schiacciare le minoranze, soprattutto in USA perché sono una Repubblica prima che una democrazia (democrazia = dittatura maggioranza).
Ma un divieto legislativo è sbagliato perché non possono imporre una loro scelta a chi è contrario, neanche se ad essere contraria fosse una sola persona.
Non esiste il diritto di schiacciare le minoranze, soprattutto in USA perché sono una Repubblica prima che una democrazia (democrazia = dittatura maggioranza).
Nel momento in cui è acclarato che certe app sono dannose per lo sviluppo degli adolescenti diventa un po' come per il divieto del fumo ai minori.
E comunque stiamo diventando più stupidi degli amerigani
Ma un divieto legislativo è sbagliato perché non possono imporre una loro scelta a chi è contrario, neanche se ad essere contraria fosse una sola persona.
Non esiste il diritto di schiacciare le minoranze, soprattutto in USA perché sono una Repubblica prima che una democrazia (democrazia = dittatura maggioranza).
Non è mai esistito niente che crei più dipendenza di un social su smartphone. I genitori fanno quello che possono, ma anche con la migliore educazione non c'è garanzia che non si rincoglioniscano. Ormai la sola educazione non basta più, servono anche altri strumenti.
Se continuiamo ad usare le vecchie maniere con tecnologie nuove non se ne esce.
Sono i genitori che ci devono pensare, lo stato non può controllare che fanno i minori in casa loro con i loro device, o meglio non dovrebbe se non vogliamo finire in 1984.
Che poi la soluzione è banale eh, ma banalissima, assurdamente banale.
Perché i social fanno male? Perché danno dipendenza, sono costruiti dale fondamente per essere peggio della cocaina. Che fanno un governo o una istituzione composti da persone intelligenti e non da imbecilli?
Impongono ai creatori di social di non implementare le feature cocaino-derivate. Il doomscrolling ad esempio, basta una legge, una fottuta legge: qualsiasi app o servizio che mostri contenuti, deve mostrare un contenuto alla volta, l'utente deve decidere quando passare al successivo e per farlo deve premere un pulsante/link, compiere un'azione. Però questo pulsante non appare se non dopo che son passati 5-10 secondi dalla visualizzazione del contenuto e non è mai nella stessa posizione del precedente.
Finché non ti adegui o chiudi il servizio o multina quotidina, ma non dei 50M che fa di solito l'UE che è come fare multa di 5 centesimi a un cittadino, un paio di miliardini. Vedi come si adeguano.
E vedi come smettono di usare i social i minori
Senza contare che il primo emendamento rende questo tipo di leggi estremamente difficili da implementare.
Come al solito PESSIMO articolo
Un social network è una piattaforma di microblogging personale dove i visitatori possono "seguirti" e commentare quello che scrivi od inoltri (foto, video, eccetera).
In un forum (HWUpgrade o pure Reddit) generalmente il focus è partecipare a discussioni tematiche, non scrivere i fatti propri.
Una chat è una piattaforma di conversazione istantanea con altre persone.
In un forum (HWUpgrade o pure Reddit) generalmente il focus è partecipare a discussioni tematiche, non scrivere i fatti propri.
Una chat è una piattaforma di conversazione istantanea con altre persone.
Ecco un'altro improvment che si potrebbe fare, eliminare il mi piace da qualsiasi cosa. Se vuoi scrivi un commento di apprezzamento o di disprezzo e nel commento puoi poi all'invio (e devi aver scritto qualcosa) specificare se è positivo o negativo.
L'idea di base è rendere più macchinoso l'uso dei social, per eliminare l'uso intuile e dannoso.
L'idea di base è rendere più macchinoso l'uso dei social, per eliminare l'uso intuile e dannoso.
A chi scrive ed avvalla queste proposte non interessa realmente salvaguardare la salute dei minori (fra l'altro "minori" è fin troppo generico: un bambino di 6 anni non è un adolescente di 15, pure se negli USA li chiamano indistintamente "children", solitamente tradotto come "bambini" in Italiano) se non in misura secondaria, ma identificare chi comunica online e scoraggiare chiunque tramite minacce indirette (probabilmente in futuro più dirette) la condivisione di idee che fino a qualche tempo fa potevano essere considerate "percezioni personali" ma che ora troverebbero facilmente appoggio collettivo.
Il "like" o lo scrolling infinito sono il meno dei problemi qui; si potrebbero pure eliminare senza particolari differenze per il funzionamento dei social network. La situazione sta sfuggendo di mano ai vari governi (in Europa come negli USA), troppo vigliacchi per spiegare quale sia dal loro punto di vista il vero problema (qualcuno ha provato a giustificarsi con "disinformazione" o "propaganda Russa"... certo).
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