UE, stretta sui social: la proposta per limitare l'età minima a 16 anni
Il Parlamento UE chiede di alzare a 16 anni l'età minima per accedere ai social, con parental control dai 13 ai 16 anni. Propone divieti contro meccaniche che creano dipendenza, loot box e influencer minorenni. Invoca verifiche dell'età, responsabilità dei manager e più controlli su IA generativa e DSA.
di Francesco Messina pubblicata il 27 Novembre 2025, alle 12:21 nel canale WebIl Parlamento europeo ha lanciato un forte appello per una maggiore protezione dei minori online, chiedendo un innalzamento dell'età minima per accedere ai social media a 16 anni in tutta l'Unione Europea. La proposta arriva attraverso una relazione non legislativa approvata con larga maggioranza, 483 voti favorevoli, 92 contrari e 86 astensioni, che esprime preoccupazione per i crescenti rischi fisici e psicologici ai quali sono esposti i giovani utenti del web.
Secondo le ricerche citate dagli eurodeputati, il 97% dei ragazzi accede a internet ogni giorno, mentre il 78% dei giovani tra i 13 e i 17 anni consulta i propri dispositivi almeno una volta allora. Una tendenza che, in numerosi casi, sfocia in comportamenti problematici: un quarto dei minori mostra infatti segnali d'uso "dismorfico" o "disfunzionale" dello smartphone, analoghi a forme di dipendenza.

Per rispondere a questa emergenza, gli eurodeputati propongono un quadro normativo più severo e armonizzato. L'accesso ai social, alle piattaforme di condivisione video e ai chatbot basati su intelligenza artificiale sarebbe consentito solo dai 16 anni in su, mentre i giovani dai 13 ai 16 anni potrebbero accedervi esclusivamente con consenso dei genitori. Il Parlamento sostiene inoltre gli sforzi della Commissione nello sviluppo di strumenti di verifica dell'età.
L'età minima per accedere ai social è uno dei punti affrontati dall'Unione Europea
Tra le misure più incisive richieste dagli eurodeputati spiccano i divieti sulle pratiche considerate più dannose e che creano dipendenza. Si propone lo stop a meccaniche come l'infinite scrolling, l'autoplay, il pull-to-refresh, i reward loop e altri elementi di gamification ritenuti pericolosi per i minori. L'attenzione riguarda anche gli algoritmi di raccomandazione basati sull'engagement e le loot box, considerate forme di gioco d'azzardo camuffato. Si chiede inoltre di vietare le ricompense economiche ai minori impegnati come influencer.
Il Parlamento invita la Commissione a rafforzare ulteriormente l'applicazione del Digital Services Act e chiede che i manager delle piattaforme possano essere ritenuti personalmente responsabili in caso di gravi violazioni. Viene infine evidenziata l'urgenza di affrontare le sfide legate agli strumenti di IA generativa, come deepfake, chatbot "compagni", agenti AI e app in grado di produrre immagini manipolate non consensuali.
La relatrice Christel Schaldemose ha dichiarato che il Parlamento "sta finalmente tracciando una linea", inviando un messaggio chiaro alle piattaforme: "i servizi online devono essere progettati per proteggere i minori, non per sfruttarli".









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106 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoMa si torniamo al medioevo...
Internet e' un servizio indispensabile al giorno d'oggi... certo va regolamentato, ma evitiamo di dire certe castronerie
Oggi per avere una SIM devi essere maggiorenne eppure io vedo che già alle medie e a volte prima hanno cellulari con internet.
Quindi cosa impedirebbe ai genitori di creargli gli account social?
Veramente pensate che un genitore che da uno smartphone, con SIM e internet a un 11enne avrebbe problemi a creargli anche l'account sui social?
Tra l'altro peggio mi sento in generale perché poi sicuramente si attiverebbero trappole più o meno rischiose di gente che promette di aprire tali account nei modi più fantasiosi.
Per quanto mi riguarda ancora una volta invece di capire che serve intervenire dal punto di vista educativo si fa l'ennesima norma inutile e probabilmente controproduttiva che non cambierà assolutamente niente.
Internet e' un servizio indispensabile al giorno d'oggi... certo va regolamentato, ma evitiamo di dire certe castronerie
Non ci perdere tempo... è l'ennesimo account che mi domando sempre se è troll vero o se ci crede veramente in certe cose e non so quale delle due è peggio.
Se vedi posta sempre opinioni particolarmente controverse.
E non mi venite a parlare di privacy, se vuoi la privacy non usi i social.
quello è esagerato ormai internet è fondamentale, i social no anzi se non esistessero saremmo tutti un po piu felici
E non mi venite a parlare di privacy, se vuoi la privacy non usi i social.
dove firmo
E non mi venite a parlare di privacy, se vuoi la privacy non usi i social.
Sinceramente lo pensavo anche io... poi però ho visto scrivere cose su facebook da gente che SO che sono account veri e non fake e ho perso ogni speranza.
Specialmente su facebook dove ormai son rimaste per la maggior parte persone di una certa età e quasi tutti con account veri che scrivono e se ne vantano cose inenarrabili ho perso ogni speranza.
Purtroppo c'è una marea di gente che ormai vive nel proprio mondo e che non gli importa nemmeno più del giudizio globale anzi... siamo al punto in cui è orgogliosa di far parte del proprio gruppetto di "ribelli" e si sente speciale con la propria idea estrema da portare avanti.
Non a caso ormai è completamente sdoganato l'essere novax, terrapiattisti, complottisti di vario tipo ecc... ecc... al punto che se un tempo sarebbero stati additati come gli scemi del paesello oggi si sentono eroi e hanno proseliti non irrilevanti.
Oggi per avere una SIM devi essere maggiorenne eppure io vedo che già alle medie e a volte prima hanno cellulari con internet.
Quindi cosa impedirebbe ai genitori di creargli gli account social?
Veramente pensate che un genitore che da uno smartphone, con SIM e internet a un 11enne avrebbe problemi a creargli anche l'account sui social?
Tra l'altro peggio mi sento in generale perché poi sicuramente si attiverebbero trappole più o meno rischiose di gente che promette di aprire tali account nei modi più fantasiosi.
Per quanto mi riguarda ancora una volta invece di capire che serve intervenire dal punto di vista educativo si fa l'ennesima norma inutile e probabilmente controproduttiva che non cambierà assolutamente niente.
Quoto e sottoscrivo!! Il problema è l'educazione che si da in famiglia ed il controllo da parte dei genitori.
Un dodicenne che passa la maggior parte del suo tempo su uno smartphone o tablet dimostra solamente di non aver ricevuto una educazione adeguata.
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