Twitch: il TAR Lazio accoglie il ricorso e annulla la multa da 900.000 euro per il gioco d'azzardo
Il TAR Lazio ha annullato la multa comminata a Twitch dall'AGCOM per la presunta violazione del "Decreto Dignità". Secondo il tribunale, le accuse mosse dall'autorità garante sono infondate.
di Vittorio Rienzo pubblicata il 07 Giugno 2024, alle 17:53 nel canale WebTwitch
Lo studio legale che si è occupato della disputa tra Twitch e l'AGCOM ha reso noto che il TAR Lazio ha accolto il ricorso della piattaforma di streaming annullando la sanzione da 900.000 euro comminata dall'AGCOM ritenendo la contestazione, e di conseguenza la multa, infondata.
Per chi se lo fosse perso, lo scorso dicembre AGCOM ha multato sia Twitch che Google (YouTube) per promozione del gioco d'azzardo. L'autorità garante aveva accertato la presenza di oltre 80 canali per un totale di oltre 20.000 video, divisi tra le due piattaforme citate, che promuovevano slot machine, scommesse sportive, gratta e vinci e altre modalità di gioco d'azzardo.

In quanto titolari dei mezzi che consentivano la diffusione di questi contenuti, Twitch era stata multata per 900.000 euro e Google per 2,25 milioni di euro. Tuttavia, la piattaforma di streaming sotto la ala di Amazon ha presentato e vinto il ricorso che ha annullato la sanzione.
Secondo l'AGCOM, la società aveva infranto il divieto ai sensi dell'articolo 9 del decreto-legge n. 87 del 12 luglio 2018 convertito in legge 96 del 9 agosto 2018 c.d. "Decreto Dignità". Tuttavia, il TAR Lazio ha assolto la società per l'infondatezza dell'accusa nei suoi confronti.
"Siamo molto soddisfatti della decisione del TAR Lazio che assolve Twitch dalla responsabilità e annulla una pesantissima sanzione pecuniaria. Soprattutto in questo momento di grande attenzione al tema del Decreto Dignità sul quale AGCM è molto attiva nei confronti degli intermediari" hanno commentato gli avvocati.
Va sottolineato che, effettivamente, i contenuti venivano realizzati dagli utenti e non direttamente dalle piattaforme. Tuttavia, va detto che né Google né Twitch si sono impegnate in passato per impedire o quantomeno limitare la visione di questi contenuti. Una decisione, insomma, non definitiva e che potrebbe non mettere la parola fine alla disputa tra AGCOM e Twitch.










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