Turchia, social media sotto sorveglianza

Turchia, social media sotto sorveglianza

10 mila persone sono indagate, per presunto uso dei social media per supportare il terrorismo. Il clima è pesantissimo dopo il tentato golpe del mese di luglio

di pubblicata il , alle 08:51 nel canale Web
 

Le autorità turche stanno conducendo indagini su circa 10 mila persone sospettate di aver sfruttato i social media a supporto del terrorismo. Si tratta di un'azione resa nota lo scorso sabato dal ministro degli interni turco e che rientra nel contesto di un'operazione più ampia, che ha messo in allarme parte dell'opinione pubblica e i Paesi occidentali.

La Turchia, che in questa fase si trova a dover affrontare ostilità su vari fronti (Curdi, militanti di sinistra e Stato Islamico) ha epurato oltre 100 mila persone a seguito del tentato colpo di stato accaduto lo scorso luglio. Si tratta di misure che il Paese ritiene necessarie per eradicare coloro i quali hanno supportato il colpo di stato così come altri terroristi. Alcuni Paesi Europei hanno però osservato come il presidente Erdogan stia sfruttando l'attuale stato di emergenza per soverchiare i dissidenti: sin dal tentativo di colpo di stato sono stati arrestati circa 140 giornalisti.

Il ministro dell'interno ha dichiarato che la lotta al terrorismo è stata portata avanti con determinazione nei social media: negli ultimi sei mesi le autorità hanno fermato 3710 persone a scopo di interrogatorio. 1656 sono state formalmente arrestate e 84 sono ancora sotto indagine; gli altri 1970 individui sono stati rilasciati, sebbene 1203 siano ancora strettamente monitorati.

I gruppi di salvaguardia della rete sottolineano come l'accesso ai siti social media come Twitter e Facebook sia di norma interdetto, ma la Turchia nega queste accuse e imputa i disservizi ai picchi di utilizzo dopo i bombardamenti. I blackout della rete sembrano tuttavia essere intenzionali, mirati in parte ad ostacolare la diffusione di immagini di propaganda contro il presidente Erdogan.

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5 Commenti
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aleardo29 Dicembre 2016, 12:43 #1
Prove tecniche di fascismo, ovvero un colpo di stato da burla per giustificarne uno reale.
GTKM29 Dicembre 2016, 12:53 #2
La Turchia è il Paese in cui non si riesce a portare a termine un colpo di stato pur avendo a disposizione jet e carri armati.

Il Sultano è felicissimo da quel giorno. Gliele stanno facendo passare tutte. Povero Atatürk.
s-y29 Dicembre 2016, 12:53 #3
eh, e l'impressione che se ne ricava e' che ci se ne accorge solo quando censurano la rete
btw ricordo alcuni (anziani) soloni televisivi che durante le prime ore gia' si bagnavano per l'eccitazione del ripristino della legalita' da parte dell'esercito

penso sia il problema principale dell'europa, che infatti zut (nb non voglio dire cone questo che sia inutile, che visto come gira se sa mai)

d'altra parte non e' un problema solo locale
aleardo29 Dicembre 2016, 13:03 #4
Vorrei ricordare che anche Mussolini e poi Hitler sono andati al potere in modo legale, attraverso le elezioni, ma poi dall'interno hanno progressivamente modificato le istituzioni in direzione autoritaria fino a giungere alla dittatura.
Gylgalad29 Dicembre 2016, 22:57 #5
Originariamente inviato da: aleardo
Vorrei ricordare che anche Mussolini e poi Hitler sono andati al potere in modo legale, attraverso le elezioni, ma poi dall'interno hanno progressivamente modificato le istituzioni in direzione autoritaria fino a giungere alla dittatura.


i paesi del secondo e terzo mondo usano le democrazie come dei treni: ci salgono quando gli fa comodo e scendono appena possono

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