TikTok sotto accusa da un'ex moderatrice: danni psicologici per contenuti scabrosi

TikTok sotto accusa da un'ex moderatrice: danni psicologici per contenuti scabrosi

Un lavoro estenuante e psicologicamente sfiancante: è quanto emerge da un'azione legale depositata da un'ex moderatrice contro TikTok

di pubblicata il , alle 13:01 nel canale Web
TikTok
 

Un'ex moderatrice dei contenuti di TikTok ha deciso di muovere causa contro la piattaforma di vlogging con l'accusa che ByteDance non mette a disposizione dei moderatori adeguati strumenti e garanzie per la protezione della loro salute mentale laddove essi sono costantemente sottoposti alla visione di filmati definiti "traumatici".

L'azione legale è stata proposta come causa collettiva alla Corte distrettuale centrale della California. Nella documentazione depositata l'ex moderatrice di TikTok, Candie Frazier, afferma di aver passato 12 ore al giorno a moderare i video caricati sulla piattaforma e di aver assistito a "migliaia di atti di violenza estrema e palese", tra cui sparatorie di massa, stupri su bambini, mutilazioni di animali, cannibalismo, omicidi di gruppo e atti di genocidio.

Frazier descrive un lavoro estenuante non solo dal punto di vista psicologico, ma anche pratico: per riuscire a moderare l'enorme quantità di contenuti che ogni giorno vengono caricati sulla piattaforma i moderatori si trovano costretti ad osservare da tre a dieci video contemporaneamente, con nuovi video caricati ogni 25 secondi. I moderatori, racconta Frazier, possono fare una pausa di solamente 15 minuti nelle prime quattro ore di turno, e altre pause di 15 minuti ogni due ore. Secondo quanto affermato dall'ex moderatrice, ByteDance sorveglierebbe con attenzione l'attività dei moderatori punendo severamente ogni frammento di tempo sottratto dalla visione dei video.

La causa in particolare sostiene che TikTok e i suoi partner (Frazier infatti lavorava formalmente per una società appaltatrice, Telus International) si sono mostrati manchevoli nel rispettare gli standard di settore che mirano a mitigare i possibili danni derivanti dalla moderazione di contenuti. Tali standard prevedono una serie di misure come una maggior frequenza delle pause, tecniche per offuscare alcune parti dei video e, ovviamente, il supporto psicologico. La conseguenza di tutto ciò, afferma Fraizer, è l'aver subito "gravi traumi psicologici tra cui depressione, ansia e sintomi associati al disturbo da stress post-traumatico". L'ex moderatrice accusa difficoltà a dormire, incubi e attacchi di panico.

Quanto raccontato nella documentazione relativa alla causa sembra collimare con le segnalazioni sollevate da moderatori di altre realtà come Facebook, YouTube e Google e testimoniano condizioni di lavoro ancora particolarmente difficili per figure che sono fondamentali per il funzionamento delle grandi piattaforme di condivisione dei contenuti.

"Anche se non forniamo alcun commento sul contenzioso in corso, ci sforziamo di promuovere un ambiente di lavoro attento per i nostri dipendenti e appaltatori. Il nostro team di sicurezza collabora con aziende terze nel lavoro fondamentale di aiutare a proteggere la piattaforma e la comunità TikTok e continuiamo ad espandere una gamma di servizi per il benessere in modo che i moderatori si sentano supportati mentalmente ed emotivamente" ha dichiarato il portavoce di TikTok Hilary McQuaide a TheVerge.

La causa di Frazier è stata gestita dallo studio legale Joseph Saveri, che nel 2018 era già occupato di una causa simile contro Facebook. Allora la causa condusse ad un accordo extragiudiziale del valore di 52 milioni di dollari che fu pagato da Facebook ai moderatori rappresentati dallo studio legale.

3 Commenti
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Axios200627 Dicembre 2021, 16:20 #1
Candie Frazier, afferma di aver passato 12 ore al giorno a moderare i video caricati sulla piattaforma e di aver assistito a "migliaia di atti di violenza estrema e palese", tra cui sparatorie di massa, stupri su bambini, mutilazioni di animali, cannibalismo, omicidi di gruppo e atti di genocidio.


Immagino fosse legata alla sedia, occhi aperti con divaricatore stile "arancia meccanica" e pistola puntata alla tempia...

Dopo la prima mezz'ora, cambiava lavoro. A posteriori, ottima idea per fare soldi ed avere pubblicita'.

Comunque, si conferma la dubbia utilita' sociale di queste piattaforme...
Saturn27 Dicembre 2021, 16:25 #2
Candie Frazier, afferma di aver passato 12 ore al giorno a moderare i video caricati sulla piattaforma e di aver assistito a "migliaia di atti di violenza estrema e palese", tra cui sparatorie di massa, stupri su bambini, mutilazioni di animali, cannibalismo, omicidi di gruppo e atti di genocidio.


Da un lato posso capire lo stato d'animo di questa ex-moderatrice, dall'altro purtroppo era il suo lavoro. Da quanto è riportato nella notizia sembra che vedesse più schifezze che la Polizia Postale. E credo proprio che ci voglia stomaco e una mente ultra controllata...e forse alla lunga neanche basta. Io dovessi far questo tipo di lavoro (e mi auguro di no, pur ovviamente riconoscendone i meriti, ovvero eliminare dal web queste porcherie immonde), mi affiderei ad uno specialista una volta ogni tot, di modo da non accumulare troppa tensione o malessere dovuti alla visione di questi "contenuti", chiamiamoli così.

Detto questo, era il suo lavoro, avrebbe dovuto smettere immediatamente se non faceva per lei. La salute, soprattutto quella mentale, viene prima di tutto.
agonauta7827 Dicembre 2021, 21:09 #3
Non era obbligata a continuare. Pecunia non olet

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