Terra, LUNA e la stablecoin algoritmica UST: ecco cosa è successo

Terra, LUNA e la stablecoin algoritmica UST: ecco cosa è successo

Dallo scorso fine settimana una stablecoin algoritmica, UST, ha visto vacillare e perdere il proprio ancoraggio al valore del dollaro. Si è innescato un effetto domino che ancora non ha esaurito le sue conseguenze

di pubblicata il , alle 14:44 nel canale Web
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Il mercato delle criptovalute è in preda al panico: nei giorni scorsi si è abbattuto un vero e proprio terremoto che ha visto protagonista e vittima Terra Labs e i suoi token, in particolare Luna e TerraUSD, che ha mandato a gambe all'aria una tra le stablecoin più popolari, innescando un effetto domino dagli esiti dolorosi e che con grossa probabilità ancora deve arrestarsi. Cerchiamo di procedere con ordine per definire cosa sia accaduto, partendo dall'inizio.

Cosa sono Luna e TerraUSD?

Luna e TerraUSD, rispettivamente noti con i simboli LUNA e UST, sono due token nativi di un progetto blockchain sviluppato da Terra Labs, con sede in Corea del Sud, e fondato da Do Kwon, laureato in informatica alla Stanford University. L'obiettivo di Kwon e degli altri fondatori del progetto era sostanzialmente lo stesso per cui il leggendario Satoshi Nakamoto ha ideato Bitcoin: realizzare un sistema peer-to-peer per il contante elettronico.

La blockchain Terra è stata realizzata con l'SDK Cosmos, che permette di realizzare blockchain personalizzate e applicazioni decentralizzate, o Dapp, su Terra. Vi sono un centinaio di progetti all'interno dell'ecosistema Terra, tra cui gli onnipresenti NFT, una serie di piattaforme DeFi e applicazioni Web 3. Fino a qui, pertanto, nulla di particolarmente strano rispetto ad altri progetti blockchain che sono nati nel corso di questi anni.

UST rappresenta la stablecoin più importante e popolare all'interno del progetto Terra, con il suo valore legato a quello del Dollaro USA. All'interno del progetto Terra vi sono altre stablecoin legate al valore di altre valute, come l'Euro, la Sterlina, lo Yen e via discorrendo. 

Si tratta si una stablecoin algoritmica, cioè che si basa su un algoritmo al fine di mantenere l'ancoraggio del suo valore e "sfruttando" l'altro token dell'ecosistema, LUNA, che svolge un compito chiave per il mantenimento del valore di UST riducendo la sua volatilità.

La crescita e la popolarità di LUNA e UST

Nell'ultimo anno e mezzo, dall'inizio del 2021, l'ecosistema Terra ha conosciuto una crescita impressionante. La capitalizzazione di mercato di UST è passata da 180 milioni di dollari fino a poco più di 18 miliardi di dollari nelle scorse settimane, mentre il prezzo di LUNA ha registrato una vera e propria esplosione passando da 66 centesimi di dollaro all'inizio del 2021 per toccare il massimo storico di quasi 120 dollari lo scorso 4 maggio 2022, in significativa controtendenza rispetto al trend ribassista di altre criptovalute più note a seguito dell'instabilità scatenata dal conflitto Russo-Ucraino. UST, praticamente sconosciuta al momento del suo debutto, è riuscita a diventare la terza stablecoin sulla piazza alle spalle di Tether e USD Coin, e la prima stablecoin algoritmica sul mercato.

UST è infatti riuscita a raccogliere la fiducia delle community DeFi a partire dalla fine dello scorso anno, quando ha preso il via la flessione del mercato delle criptovalute nel suo complesso. In uno scenario di mercato abbastanza difficile, instabile e teso e che ha rappresentato una vera e propria occasione di "stress test" per verificare la tenuta del meccanismo di ancoraggio algoritmico, LUNA e UST si sono dimostrate efficaci riuscendo a mantenere il valore di UST tra 0,998 dollari e 1,006 dollari. UST è stata quindi riconosciuta come una stablecoin realmente decentralizzata in grado di mantenere il suo valore senza che vi debbano essere entità di governo centralizzate che garantiscano riserve sufficienti al mantenimento del prezzo.

Come funziona la stablecoin algoritmica

Le stablecoin svolgono all'interno del panorama DeFi un ruolo fondamentale, poiché consentono in primis di non esporsi alla volatilità propria delle criptovalute pur sfruttando tutti i meccanismi concessi dalla tecnologia blockchain, e pertanto di adottare strategie di gestione della liquidità e di staking, per generare un rendimento. 

Laddove le stablecoin più note come USDC o USDT fanno uso di un sistema di riserve di attività per mantenere il prezzo ancorato a quello della valuta di riferimento, UST abbiamo detto essere una stablecoin algoritmica: l'ancoraggio è infatti possibile tramite un algoritmo basato su smart contract che opera un meccanismo di "mint and burn" (coniare e bruciare) che coinvolge, come accennato in precedenza, LUNA.

All'interno dell'ecosistema Terra è possibile scambiare i token LUNA con UST e viceversa, ad un prezzo garantito di 1 dollaro, a prescindere dal prezzo di mercato dei due token al momento della conversione. Questa regola ha alcune implicazioni chiave: se ad esempio in un certo momento aumenta la domanda per UST e il suo prezzo supera 1$, chi possiede LUNA ha la possibilità di incamerare un guadagno privo di rischi scambiando 1$ di LUNA per creare un token UST che - limitatamente a questo esempio - avrà un valore superiore ad 1$ per via dell' aumento della domanda. In altri termini ci si troverà ad acquistare un token UST dal valore superiore ad 1$, pagandolo però 1$ tramite LUNA. Vale anche l'opposto: se la domanda di UST cala e di conseguenza il prezzo scende al di sotto di 1$, chi detiene UST li può scambiare con LUNA al prezzo fissato di 1$, ma con il token LUNA che in quel momento ha un valore superiore per via della sua maggior scarsità.

Durante questo processo, una percentuale di LUNA viene bruciata, cioè rimossa definitivamente dalla circolazione, e una parte viene depositata in una sorta di "tesoreria comunitaria" che viene usata per investire in applicazioni e servizi per l'ecosistema Terra. La rimozione dalla circolazione dei token LUNA ha l'effetto di ridurre la massa circolante, aumentando quindi la scarsità e, di conseguenza il valore. Al contrario la creazione di più token USDT aumenta la massa circolante, diminuendone la scarsità e il valore.

E' l'equilibrio di questo meccanismo "ad altalena" che permette di mantenere il prezzo di UST il più possibile vicino ad 1 dollaro, e al contempo generare profitto privo di rischio per i partecipanti e utilizzatori dei due token.

UST si sgancia dal dollaro: come è successo?

La prima scossa di terremoto che ha colpito questo ecosistema si è verificata nel corso del fine settimana, quando sono avvenuti alcuni prelievi di elevata entità da Anchor Protocol, un mercato monetario decentralizzato costruito sulla blockchain Terra. Anchor ha acquisito particolare popolarità per via del suo tasso di rendimento annuo del 20% offerto ai possessori di UST per depositare token sulla piattaforma, in una maniera di fatto identica al funzionamento di un normale conto bancario su cui vengono pagati interessi sui depositi. 

Nel corso del fine settimana i depositi complessivi in UST di Anchor sono calati da 14 miliardi di dollari a 11,2 miliardi di dollari. Parallelamente anche su un'altra piattaforma DeFi, Curve, sono state ritirate grosse quantità di UST dai pool di liquidità. Infine un prelievo di 150 milioni di dollari è stato effettuato anche dai fondatori di Terra, i quali hanno successivamente depositato 100 milioni di dollari quando il prezzo di UST ha iniziato a scendere al di sotto di quello di altre stablecoin, collocandosi sabato attorno a 0,985 dollari e tornando nella giornata di domenica a recuperare il prezzo d 1 dollaro.

Non è chiaro chi abbia prelevato capitali da Anchor e Curve, e nemmeno perché l'abbia fatto. O meglio: al momento le ipotesi sul tavolo sono diverse e la prospettiva più verosimile riguarda la possibilità di un attacco mirato all'ecosistema Terra e anche la mano di qualche big della finanza, allo scopo di raccogliere un sostanzioso profitto alle spalle dei piccoli investitori, trader, speculatori e utenti dell'ecosistema. Non ci dilungheremo su questi aspetti, in attesa di elementi concreti che possano realmente suffragare una tesi.

Ma il peggio sarebbe arrivato dopo: nel corso della giornata di lunedì UST si è sganciato nuovamente dal dollaro, questa volta arrivando a toccare addirittura i 65 centesimi di dollaro. Una variazione così significativa ha generato una violenta onda d'urto sul meccanismo di equilibrio algoritmico di cui abbiamo parlato in precedenza, con la conseguenza che LUNA, dovendo assorbire lo shock su UST, ha visto il suo prezzo crollare di oltre il 44% a 35 dollari. Una discesa così incisiva ha avuto l'effetto di innescare la chiusura delle posizioni long in leva, dando così il via ad una cavalcata verso gli inferi che vede il prezzo di LUNA, al momento in cui scriviamo, a circa 8 centesimi di dollaro.

UST, Luna Fondation Guard e il paradosso di una stablecoin che dipende da BTC

Si è innescato un effetto domino: per via del crollo del prezzo di LUNA, la sua capitalizzazione di mercato è scesa al di sotto di quella di UST. Si è trattato di un evento che ha gettato un'ombra sulla robustezza del meccanismo di stabilizzazione di UST sollevando il rischio che non vi siano sufficienti fondi nel progetto Terra per poter sostenere adeguatamente il valore di UST e consentire il mantenimento dell'ancoraggio al dollaro.

In tutto ciò si registra l'azione di Luna Foundation Guard, che ha il compito di garantire l'ancoraggio di UST al dollaro e che ha adottato una postura di "damage control" dal verificarsi dello tsunami, prendendo la controversa decisione di impiegare Bitcoin che potessero fungere da collaterale per UST. Lunedì LFG ha dichiarato di aver consegnato nelle mani di un market maker un totale di 1,5 miliardi di dollari suddivisi in parti uguali tra BTC e UST per comprare BTC nel caso in cui cresca la domanda per UST e, solamente in casi di emergenza, vendere BTC per mantenere l'ancoraggio di UST.

Do Kwon si è limitato lunedì a condividere alcuni Tweet del tutto inadeguati per ciò che stava succedendo, forse in un tentativo di ridimensionare il problema per cercare di freddare gli animi di una community decisamente alterata, chiudendosi poi in un sinistro silenzio.

La mossa di LFG però non solo non ha avuto i risultati sperati, anche perché in questi giorni l'andamento di Bitcoin è tutto fuorché tranquillo, ma ha anche minato alla base il concetto di "decentralizzazione" che nei mesi passati aveva rappresentato il principale motivo di fiducia da parte degli utenti di UST e LUNA. Oltre a creare il paradosso di una stablecoin che, in qualche misura....dipende da Bitcoin.

Solo nel corso della giornata di ieri Do Kwon ha annunciato una sorta di piano di salvataggio che prevede una serie di misure correttive per recuperare i miliardi evaporati a seguito della caduta libera di LUNA. Il piano di Do Kwon è stato più dettagliatamente illustrato nella giornata di oggi tramite una lunga discussione su Twitter da parte di Terra Money, dove viene sottolineato che il problema attuale è l'eccesso di offerta di UST che ha l'effetto di deprezzare LUNA.

Stablecoin nel mirino di USA ed EU

La situazione ha ovviamente portato l'attenzione dei regolatori sul fenomeno delle stablecoin, che già non godono di particolare apprezzamento tra le istituzioni. Si parte dal segretario al Tesoro degli USA, Janet Yellen, che nel corso di un'audizione tenutasi nella giornata di martedì ha ribadito la necessità di un quadro normativo, esprimendosi inoltre in maniera diretta sulle vicende che hanno coinvolto l'ecosistema Terra: "Penso che la situazione con TerraUSD illustri semplicemente che si tratta di un prodotto in rapida crescita e che ci sono rischi per la stabilità finanziaria che rende necessario un quadro appropriato".

Yellen ha poi affermato che il Financial Stability Oversight Council sta lavorando ad un rapporto in conformità con l'ordine esecutivo emesso dal Presidente Biden nelle scorse settimane, allo scopo proprio di identificare potenziali rischi per la stabilità finanziaria e/o potenziali lacune nella supervizione normativa.

Se gli USA si limitano a richiamare l'attenzione verso la stesura di un quadro normativo, pare più aggressivo l'approccio dell'Europa almeno stando a quanto si apprende da un documento trapelato e venuto in possesso di Coindesk e da considerare comunque non ufficiale. Pare infatti che la Commissione Europea stia valutando la possibilità di limitare l'uso delle stablecoin per evitare che possano venir utilizzate in sostituzione della valuta fiat. Si tratterebbe di un documento che non riflette la posizione formale della Commissione e che va inteso come uno dei numerosi documenti prodotti per orientare il dibattito a porte chiuse attorno alle criptovalute nel contesto della finalizzazione della normativa Markets in Crypto Assets Regulation.

Si ravvisano, in questo contesto, alcune differenze nelle posizioni del Consiglio dell'UE e del Parlamento europeo: laddove il primo vorrebbe impedire alle stablecoin di diventare una minaccia all'uso delle valute fiat, il secondo è invece aperto ad un approccio più morbido che prevede l'eventuale supervisione dell'Autorità bancaria europea per le stablecoin più popolari. La Commissione sarebbe più vicina alla posizione del Consiglio UE.

E adesso? Quale futuro per Terra, LUNA e in generale per le criptovalute?

La sfera di cristallo non è ovviamente nella disponibilità di nessuno, e la vicenda è comunque ancora aperta e in corso di svolgimento. E' difficile se non impossibile fare previsioni, anche alla luce del fatto che alcuni dettagli della vicenda sono ancora oscuri, o non vi sono sufficienti elementi per poter capire meglio chi abbia materialmente innescato il tutto e a quale scopo.

Per quanto le criptovalute siano in circolazione ormai da 13 anni, si tratta di un mercato che ancora non si può definire maturo e dove la mancanza di una regolamentazione e le caratteristiche intrinseche dei concetti di decentralizzazione portano al nascere di numerosi progetti. Più o meno robusti, più o meno utili, più o meno credibili.

Eventi come quello a cui la community crypto sta assistendo in questi giorni rappresentano veri e propri "snodi darwinistici" del mercato: si tratta di evoluzione naturale dove le proposte e i progetti che poggiano su fondamenta solide potranno superare la tempesta e prosperare, lasciandosi dietro la sana ecatombe delle innumerevoli realtà che hanno provato solamente a cavalcare la febbre speculativa senza proporre nulla di valore. Solamente il futuro ci dirà da quale parte dovremo classificare Terra Labs.

113 Commenti
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TorettoMilano12 Maggio 2022, 14:51 #1
la prospettiva più verosimile riguarda la possibilità di un attacco mirato all'ecosistema Terra e anche la mano di qualche big della finanza, allo scopo di raccogliere un sostanzioso profitto alle spalle dei piccoli investitori, trader, speculatori e utenti dell'ecosistema.


impossibile, le cryptocurrencies sono le monete del popolo
egounix12 Maggio 2022, 15:11 #3
oh c'è a chi piace rimanere schiavo dello spaghetto e del pallone, e che contento sia
zappy12 Maggio 2022, 15:15 #4
siamo in attesa di spiegazioni dei vari cripto-entusiasti...
(siete ancora vivi vero?)
TorettoMilano12 Maggio 2022, 15:22 #5
alcuni articoli associano la parola "default" a "el salvador" in quanto a gennaio 2023 ha in scadenza bond da 800 milioni di dollari
RaZoR9312 Maggio 2022, 15:25 #6
Originariamente inviato da: TorettoMilano
alcuni articoli associano la parola "default" a "el salvador" in quanto a gennaio 2023 ha in scadenza un bond da 800 milioni di dollari
Pagherà i suoi bond con El Salvador coin. Usando un complesso meccanismo algoritmico potrebbe essere valutato al pari del dollaro statunitense.
kliffoth12 Maggio 2022, 15:26 #7
io tutte queste discussioni pro/contro crypto fatte con modalità da stadio non le capisco.

Si tratta di un prodotto speculativo sul mercato come altri.
Personalmente non vedendo un substrato sotto non mi sentirei di scommettere su una longevità a lungo termine, ma specularci un poco sopra o metterne un 2-5% in un portfolio perchè no?
(mi pare che il Canada abbia pure uno o due ETF appoggiati a crypto)

Tutto il resto, moneta del popolo, dittatura banche (che poi la vera noia è nei costi di commissione connessi alla gestione di investimenti in fondi, commissioni da cui le crypto non sono esenti, anche se poste in forme diverse), e tutte le altre minchiate pseudofilosofiche non hanno senso. Sono prodotti finanziari e amen

PS certo è curioso come le crypto siano salite alla ribalta, ma è anche irrilevante oggi dal punto di vista speculativo
io78bis12 Maggio 2022, 15:32 #8
Magari ora i fanatici delle cripto capiranno che più che monete del popolo sono monete dei ricchi sui risparmi del popolo.
Quando i progetti sono fonte di ricchezza, per quanto la loro nascita fosse a fin di bene, deviano sempre verso altri scenari in cui pochissime persone possono guadagnarci.
zappy12 Maggio 2022, 15:32 #9
Originariamente inviato da: TorettoMilano
alcuni articoli associano la parola "default" a "el salvador" in quanto a gennaio 2023 ha in scadenza bond da 800 milioni di dollari

ovvio.

Originariamente inviato da: kliffoth
io tutte queste discussioni pro/contro crypto fatte con modalità da stadio non le capisco.

Si tratta di un prodotto speculativo sul mercato come altri....

esatto. sono speculazione al 99%.
mentre ce c'è le spaccia per "valore"...
R@nda12 Maggio 2022, 15:33 #10
Originariamente inviato da: zappy
siamo in attesa di spiegazioni dei vari cripto-entusiasti...
(siete ancora vivi vero?)


Dal 2011
Le spiegazioni vattele a cercare se ti interessa

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