Stretta totale sull'AI negli USA: Trump firma l'ordine esecutivo che impone un'unica regolazione nazionale
La Casa Bianca introduce un quadro normativo unico per l'intelligenza artificiale. L'ordine esecutivo firmato da Donald Trump riduce l'autonomia dei singoli stati e affida al governo federale il controllo delle future regole sull'AI. Prevista anche una task force dedicata alle dispute legali
di Rosario Grasso pubblicata il 12 Dicembre 2025, alle 09:55 nel canale WebLa firma di Donald Trump su un nuovo ordine esecutivo ridisegna completamente il panorama regolatorio dell'AI negli Stati Uniti. Il provvedimento, annunciato nei giorni scorsi, introduce un quadro normativo federale unico che limita in modo netto la capacità dei singoli stati di imporre le proprie regole sull'intelligenza artificiale. La Casa Bianca afferma che questa impostazione garantisce alle aziende statunitensi condizioni più chiare, mentre frammentazioni tra diverse legislazioni locali.
Il testo chiarisce che le società che sviluppano tecnologie AI devono poter operare senza ostacoli generati da normative statali divergenti. L'ordine evidenzia come regolamenti variegati comprometterebbero la competitività nazionale rispetto ai principali rivali globali. Per questo motivo viene stabilita una preminenza delle norme federali su qualunque iniziativa locale contraria.
Alla firma erano presenti figure di primo piano del settore tecnologico, tra cui David Sacks, responsabile per AI e criptovalute alla Casa Bianca, e Chamath Palihapitiya. Insieme a loro anche il senatore Ted Cruz e il segretario al commercio Howard Lutnick. La presenza di questo gruppo conferma l'interesse crescente delle grandi aziende verso un'impostazione regolatoria più centralizzata.
Il documento della Casa Bianca cita le pressioni esercitate da realtà come OpenAI, Google e il fondo Andreessen Horowitz. Le società coinvolte avevano espresso preoccupazioni su sistemi di controllo ritenuti troppo onerosi a livello statale, con il rischio di ritardi nello sviluppo di nuovi modelli e servizi. La spinta verso un quadro unitario viene rafforzata anche da investimenti politici: le aziende del settore stanno già sostenendo campagne federali in vista delle elezioni del 2026 con un budget di almeno 100 milioni di dollari.
L'ordine esecutivo include un altro elemento rilevante: la creazione di una AI Litigation Task Force presso il Dipartimento di Giustizia. Il gruppo avrà il compito di contestare in tribunale le leggi statali considerate in conflitto con il nuovo schema federale. Determinerà, inoltre, un ruolo diretto dell'amministrazione nelle future battaglie legali sull'AI.
Sono previste conseguenze anche sul piano dei finanziamenti. Entro 90 giorni il Dipartimento del Commercio dovrà definire i criteri con cui gli stati potranno accedere ai fondi residui del programma BEAD da 42,5 miliardi di dollari, destinato all'espansione della banda larga nelle aree rurali. Gli stati che non adegueranno le proprie leggi al nuovo quadro federale rischiano di perdere l'accesso alle risorse.
Il provvedimento segue una versione preliminare trapelata il mese scorso, che anticipava l'intenzione del governo federale di evitare un 'patchwork' di cinquanta differenti regimi normativi. Una proposta simile, che prevedeva un divieto di 10 anni per le regolazioni statali sull'AI, era inizialmente stata inserita anche nel progetto di legge di spesa repubblicano, ma è stata rimossa prima della firma presidenziale a luglio.










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5 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoNo, è una semplificazione a livello nazionale contro abusi e iper regolamentazione.
Le aziende AI devo avere un quadro regolatorio chiaro, non 50 diversi.
No, è una semplificazione a livello nazionale contro abusi e iper regolamentazione.
Le aziende AI devo avere un quadro regolatorio chiaro, non 50 diversi.
No, un tizio più truccato di una baldracca, non può far nulla di buono
Regolazione? Cos'è, il tuning di stato?
Pensavo fosse affetto da carotenemia
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