Spunta blu sotto accusa: perché l'UE ha sanzionato X per 120 milioni di euro

Spunta blu sotto accusa: perché l'UE ha sanzionato X per 120 milioni di euro

La Commissione europea ha multato X per 120 milioni di euro. La prima sanzione ufficiale del Digital Services Act prende di mira la spunta blu, l'ambito pubblicitario e l'accesso ai dati per i ricercatori. X dovrà presentare piani correttivi, mentre parallelamente prosegue un'indagine su contenuti illegali.

di pubblicata il , alle 13:31 nel canale Web
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La Commissione europea ha imposto a X una sanzione da 120 milioni di euro per violazioni multiple del Digital Services Act (DSA), nella prima decisione formale di non conformità da quando il regolamento è entrato pienamente in vigore.

Secondo Bruxelles, la piattaforma di Elon Musk avrebbe disatteso obblighi centrali relativi a trasparenza, design dell'interfaccia e accesso ai dati, elementi considerati fondamentali per mitigare rischi sistemici nello spazio digitale europeo.

Il provvedimento riguarda tre aree principali. La prima è l'utilizzo della spunta blu, ritenuto fuorviante perché non distinguerebbe in modo chiaro tra utenti verificati e profili che ottengono il badge tramite abbonamento. L'assenza di una verifica effettiva dell'identità, accompagnata dalla presentazione del badge come indicatore di autenticità, è stata giudicata idonea a facilitare truffe, impersonificazioni e manipolazioni.

La seconda criticità riguarda il repository delle inserzioni pubblicitarie, che secondo la Commissione non soddisfa i requisiti minimi di accessibilità e completezza previsti dal DSA. Il sistema introdurrebbe ritardi significativi e lacune informative - come l'assenza del contenuto delle ads o dei soggetti che le finanziano - ostacolando la capacità di ricercatori e società civile di monitorare campagne sospette, attività coordinate o possibili tentativi di disinformazione.

La terza violazione riguarda l'accesso ai dati pubblici da parte dei ricercatori. Le condizioni d'uso della piattaforma vieterebbero attività come lo scraping, mentre le procedure ufficiali di richiesta imporrebbero barriere ulteriori tali da rendere complessa l'analisi indipendente dei fenomeni online. Per Bruxelles, ciò rappresenta un ostacolo diretto allo studio dei rischi sistemici, inclusa la diffusione di contenuti dannosi e l'impatto degli algoritmi.

X dovrà ora comunicare entro 60 giorni le misure previste per correggere l'uso ingannevole del badge e presentare entro 90 giorni un piano d'azione riguardante repository pubblicitario e accesso ai dati. L'esame del piano verrà poi svolto dal Comitato dei Servizi Digitali e dalla Commissione, con un ulteriore periodo di valutazione prima di definire la tempistica di implementazione. In caso di mancato rispetto, sono previste penalità periodiche.

La decisione arriva mentre prosegue un'indagine separata sulle procedure adottate da X per contrastare la diffusione di contenuti illegali e manipolativi.

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