Spotify a quota 60 milioni di utenti attivi, 15 milioni dei quali paganti

Spotify a quota 60 milioni di utenti attivi, 15 milioni dei quali paganti

Spotify ha aggiornato i numeri della diffusione del servizio su scala globale: sono 60 milioni gli utenti che ascoltano in streaming, 15 milioni quelli paganti

di pubblicata il , alle 11:01 nel canale Web
Spotify
 

Nella maggior parte dei casi quando si parla di musica in streaming si parla di Spotify, il servizio svedese che è riuscito a mettere in discussione il modo in cui milioni di utenti in tutto il mondo ascoltavano la musica liquida. Spotify non è l'unico servizio di ascolto musicale in streaming, tuttavia possiamo dire che è quello più diffuso e la start-up svedese ha annunciato alcuni traguardi raggiunti nel 2015.

Spotify

Si arriva a quota 60 milioni di utenti attivi, fra cui 15 milioni sono iscritti ad un abbonamento a pagamento. La maggioranza accede al servizio da dispositivi mobile quali smartphone e tablet, relegando i sistemi desktop e notebook al restante 48%. Si tratta di un traguardo maturato a soli due mesi di distanza dall'annuncio del raggiungimento dei 50 milioni di utenti attivi, 12,5 milioni dei quali paganti.

Allora la società aveva specificato che l'80% degli abbonati ai servizi a pagamento aveva prima provato la versione gratuita, facendo intuire che l'aggiornamento era spesso dovuto in larga parte all'ottima qualità offerta dal servizio di streaming musicale. Spotify risulta pertanto ancora in rapida crescita, mantenendo il rapporto di 25/75 di utenti paganti e iscritti gratuitamente al servizio.

La start-up svedese ha spinto parecchio nei mesi precedenti per accelerare la crescita del servizio musicale. Ha introdotto ad esempio una modalità di ascolto gratuito su smartphone, mentre su tablet l'esperienza d'uso è divenuta essenzialmente uguale a quella su sistemi desktop. Dopo Spotify, il panorama dello streaming musicale è cresciuto parecchio, soprattutto con l'ingresso di Apple e Google in aggiunta a servizi già esistenti come Rdio e Deezer.

Il trend del resto è in continua crescita: secondo i dati di Nielsen SoundScan, l'ascolto di musica on-demand è cresciuto del 54% nel corso del 2014, parzialmente ai danni della "musica liquida", il cui ascolto è in declino del 9%. In calo anche le vendite dei singoli brani (-12%), insieme a quello degli album (sia fisici che digitali a -11%). iTunes e servizi analoghi sono ancora sotto scacco, con lo streaming musicale che pian piano rosicchia quote di mercato e cambia il modo di ascoltare la musica al PC, così come sullo smartphone.

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5 Commenti
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Aenil13 Gennaio 2015, 13:58 #1
se per paganti intendono i Premium non è corretto, io ho il premum per 6 mesi con Vodafone ma non ho sborsato un cent :-|
marchigiano13 Gennaio 2015, 14:28 #2
vabè ha pagato vodafone per te... non credo che spotify dia abbonamenti premium a gratis a vodafone...

piuttosto ieri ho ascoltato qualche ora di musica da smartphone e non è passata neanche una pubblicità è normale? di solito passano 1-2 spot da 15sec ogni quarto d'ora circa...
Aenil13 Gennaio 2015, 16:12 #3
Originariamente inviato da: marchigiano
vabè ha pagato vodafone per te... non credo che spotify dia abbonamenti premium a gratis a vodafone...

piuttosto ieri ho ascoltato qualche ora di musica da smartphone e non è passata neanche una pubblicità è normale? di solito passano 1-2 spot da 15sec ogni quarto d'ora circa...


sicuramente ha pagato la Vodafone ma non penso proprio 10€ come noi barboni

comunque prima capitava anche a me qualche volta di non sentire promo
Gylgalad15 Gennaio 2015, 10:02 #4
spotify esempio lampante di come la pirateria musicale è stata sconfitta grazie a decenti alternative legali
a quando per i film? nell'attesa popcorntime
marchigiano15 Gennaio 2015, 14:13 #5
Originariamente inviato da: Gylgalad
a quando per i film? nell'attesa popcorntime


quotoooooo

sopratutto per le serie TV, telefilm, videoclip, vecchie manifestazioni sportive... altro che rai storia

mi chiedo anche quanta banda si avrebbe in più liberando lo spettro del DTT

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