Sony Music fa la guerra a Udio: contestato l'uso di oltre 30.000 registrazioni per addestrare l'IA

Sony Music fa la guerra a Udio: contestato l'uso di oltre 30.000 registrazioni per addestrare l'IA

Sony Music ha presentato una seconda causa contro Udio nella quale sostiene che oltre 30.000 registrazioni siano state utilizzate senza licenza per addestrare i modelli di intelligenza artificiale. L'azienda chiede un risarcimento economico e un'ingiunzione

di pubblicata il , alle 11:31 nel canale Web
Sony
 

Sony Music ha avviato una nuova azione legale contro Udio, accusando la società specializzata nella generazione musicale tramite intelligenza artificiale di aver utilizzato senza autorizzazione 30.117 registrazioni sonore per addestrare i propri modelli. La denuncia è stata depositata presso il Tribunale Distrettuale degli Stati Uniti per il Distretto Sud di New York e rappresenta un procedimento distinto rispetto alla causa già avviata nel 2024.

L'iniziativa arriva dopo una decisione del tribunale del 29 giugno, con la quale il giudice aveva respinto la richiesta di Sony di aggiungere oltre 30.000 registrazioni al procedimento già in corso. La stessa decisione, tuttavia, aveva riconosciuto ai titolari dei diritti la possibilità di promuovere una nuova causa per tutelare le opere non comprese nel fascicolo originario.

La nuova denuncia è stata presentata da Sony Music insieme a nove etichette affiliate, tra cui Arista Records e LaFace. Secondo quanto riportato nel documento, le registrazioni contestate rappresentano soltanto una parte delle opere che la società ritiene siano state utilizzate senza autorizzazione.

Ulteriori elementi relativi alla causa di Sony Music contro Udio

Le informazioni raccolte durante la fase istruttoria della prima causa avrebbero consentito a Sony di analizzare i dati di addestramento impiegati da Udio, individuando centinaia di migliaia di registrazioni attraverso sistemi di riconoscimento audio basati sulle cosiddette impronte digitali sonore.

Nel procedimento viene inoltre ricordato che, nella risposta alla prima denuncia, Udio aveva riconosciuto che i propri modelli erano stati addestrati utilizzando una vasta quantità di registrazioni audio, ammettendo che tra queste potevano essere presenti opere appartenenti ai cataloghi delle etichette coinvolte. Sony sostiene inoltre che numerosi file sarebbero stati ottenuti da YouTube mediante strumenti in grado di estrarre i contenuti audio aggirando le protezioni della piattaforma.

Udio ha confermato di aver utilizzato dati provenienti da YouTube per l'addestramento dei modelli, ma continua a sostenere che tale impiego rientri nel principio del fair use previsto dalla normativa statunitense. Nel frattempo Udio ha già concluso accordi di licenza con diversi operatori del settore musicale, tra cui Universal Music Group, Warner Music Group e altre ancora, Sony, invece, non ha raggiunto alcuna intesa con la società. Attraverso questa nuova causa, Sony richiede il risarcimento massimo previsto dalla legge, fino a 150.000 dollari per ciascuna opera ritenuta violata.

0 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - info

Devi effettuare il login per poter commentare
Se non sei ancora registrato, puoi farlo attraverso questo form.
Se sei già registrato e loggato nel sito, puoi inserire il tuo commento.
Si tenga presente quanto letto nel regolamento, nel rispetto del "quieto vivere".

La discussione è consultabile anche qui, sul forum.
 
^