'Smettetela di uccidere internet': depositata la nuova iniziativa dei cittadini UE
Un'iniziativa dei cittadini europei denominata "Stop Killing the Internet: No Digital ID and No Age Verification" è approdata ufficialmente sulla piattaforma formale della Commissione Europea
di Nino Grasso pubblicata il 30 Luglio 2026, alle 12:21 nel canale WebLa piattaforma dell'Iniziativa dei Cittadini Europei (ECI) ha ufficialmente integrato nei propri registri la proposta intitolata "Stop Killing the Internet: No Digital ID and No Age Verification". Il progetto si colloca all'interno degli strumenti istituzionali di partecipazione diretta offerti dall'Unione Europea, posizionandosi in aperta opposizione all'adozione di identificativi digitali obbligatori e ai sistemi automatizzati per la verifica dell'età sulle piattaforme online.

La comparsa del testo sul portale istituzionale dell'Unione Europea segna l'avvio formale del percorso previsto per gli strumenti di democrazia partecipativa. La proposta contesta in modo diretto le politiche volte a imporre credenziali personali o filtri anagrafici per la navigazione in rete, rigettando qualsiasi modello di controllo informatico che subordini l'accesso ai servizi web all'ostensione di un'identità digitale riconosciuta.
Contenuto e perimetro dell'iniziativa comunitaria
L'iniziativa chiede alla Commissione Europea di presentare una proposta legislativa affinché i sistemi di identità digitale e di verifica dell'età rimangano volontari, orientati alla tutela della privacy e non discriminatori. La petizione sottolinea che l'accesso a contenuti o servizi online leciti non debba mai richiedere l'identificazione forzata dei cittadini, salvo nei casi strettamente necessari, proporzionati e previsti dalla legge, nel pieno rispetto degli Articoli 7 e 8 della Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea.
Per proteggere i minori senza costruire un'infrastruttura di identificazione e tracciamento permanente, l'iniziativa propone una serie di requisiti tecnici e normativi stringenti:
- Adozione di sistemi di verifica dell'età anonimi o pseudonimi basati su crittografia a tutela della privacy;
- Minimizzazione dei dati e divulgazione selettiva impostate per impostazione predefinita;
- Divieto tecnico e legale di tracciamento cross-service da parte delle terze parti (relying parties);
- Impiego obbligatorio di standard aperti, protocolli crittografici pubblicamente auditabili e soluzioni open-source;
- Esecuzione di audit indipendenti sulla sicurezza e sui diritti fondamentali, unita al controllo parlamentare sugli atti di esecuzione relativi alle specifiche tecniche;
- Garanzia di alternative non digitali equivalenti per chi sceglie di non utilizzare un portafoglio digitale statale o fornito dalle Big Tech.
L'infrastruttura dell'ECI mette a disposizione dei sostenitori i canali ufficiali per la gestione della campagna e la futura raccolta delle adesioni nei diversi stati membri. Trattandosi di un'iniziativa inserita nel quadro normativo comunitario, la procedura segue i requisiti definiti dai regolamenti dell'Unione in materia di trasparenza, tutela della privacy e conformità al trattamento dei dati personali.
Il posizionamento della campagna all'interno del database della piattaforma ufficiale delle iniziative europee attiva i passaggi procedurali stabiliti dalle norme dell'Unione. Il framework di Bruxelles prevede che questo tipo di petizioni debba raggiungere soglie minime di sottoscrizioni validate per poter costringere le istituzioni comunitarie a un dibattito formale o a una valutazione legislativa.
Il dibattito sull'architettura delle reti e sulla tutela dell'anonimato trova così un punto di raccordo codificato all'interno dell'ordinamento comunitario. La registrazione di "Stop Killing the Internet" rappresenta la base di partenza logistica per quantificare il supporto della cittadinanza europea nei confronti dei sistemi di identificazione e delle restrizioni legate all'età sul web.










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46 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoMa oggi il web e in particolare i social (che poi ormai tutto è social) sono frequentati da bestie ignoranti, volgari e offensive.
Sinceramente non vedo l'ora che queste persone siano identificabili e quindi facilmente soggette ad azioni legali, sicuramente vedremo meno insulti e più educazione.
Per non parlare della diffusione di cagate assurde che però hanno un certo seguito e a volte sono pericolose per salute e sicurezza.
Ma oggi il web e in particolare i social (che poi ormai tutto è social) sono frequentati da bestie ignoranti, volgari e offensive.
Sinceramente non vedo l'ora che queste persone siano identificabili e quindi facilmente soggette ad azioni legali, sicuramente vedremo meno insulti e più educazione.
Per non parlare della diffusione di cagate assurde che però hanno un certo seguito e a volte sono pericolose per salute e sicurezza.
esatto ,magari internet smettesse di essere un luogo anarchico dove puoi fare quell che vuoi inpunemente, la liberta di internet alla fine le se è ritorta contro, era meglio se fosse stata legata a un autenticazione fin dall inizio
ora aspettiamo i paladini della lierta che ci smentiranno
Diciamo che adesso "l'internet" è diventato un fenomeno mooolto più diffuso e accessibile, per questo sembra fuori controllo.
Per me comunque non serve stravolgerne i principi di libertà, bastano poche regole e chiare, anche perché con la scusa della sicurezza, il rischio di ricadere nella sorveglianza di massa è una possibilità tutt'altro che trascurabile e, una volta che ci cadi è quasi impossibile uscirne senza spargimenti di sangue.
Eppoi se ci pensate bene internet è già un fenomeno di massa da oltre due decenni, non vedo perchè ora sia diventato improvvisamente un problema da dover schedare tutti...
Per cui io ci andrei con i piedi di piombo quando si prospetta la possibilità di limitare le libertà degli individui o di alzare il livello di controllo... dovremmo sapere bene che i potenti di turno non aspettano altro, e se ne avessero l'opportunità, con la scusa di limitare l'hate speech e di proteggere i minori potrebbero facilmente spogliarci di tutte le libertà... come pare dicesse un certo Benjamin Franklin: "Chi è disposto a barattare la propria libertà per comprare un po' di sicurezza temporanea, non merita né la libertà né la sicurezza."
Quindi bene, no?
Passare da una raccolta firme, alla Commissione Europea, per finire al Parlamento Europeo come emendamento del DFA...
Ma oggi il web e in particolare i social (che poi ormai tutto è social) sono frequentati da bestie ignoranti, volgari e offensive.
Sinceramente non vedo l'ora che queste persone siano identificabili e quindi facilmente soggette ad azioni legali, sicuramente vedremo meno insulti e più educazione.
Per non parlare della diffusione di cagate assurde che però hanno un certo seguito e a volte sono pericolose per salute e sicurezza.
Mi risulta che le persone siano già ora (e lo sono sempre state) identificabili dalle forze dell'ordine.
Se invece vuoi che ogni utente di forum sia liberamente identificabile dalla piattaforma e da chissà chi altro, allora darai internet proprio in mano a quelle bestie ignoranti dei social che non si trattengono dall'insultare nemmeno ora, che hanno nome cognome e foto in piena vista.
Gli altri, persone più ragionate e che ci tengono un po' alla propria riservatezza, abbandoneranno la discussione.
Ottima iniziativa, anche se per quanto mi riguarda sono stati pure fin troppo accondiscendenti; la verifica dell'età deve semplicemente essere vietata in ogni sua forma.
In ogni caso hanno tutto il mio sostegno, finalmente qualcosa si muove nella giusta direzione e si apre uno spiraglio di luce nella lotta contro questa barbarie che l'UE e i governi di mezzo mondo vogliono fare ad Internet e a noi... Non appena inizierà la raccolta firme la firmerò e la condividerò il più possibile; e invito tutti a fare lo stesso.
Dovevo denunciare della gente di telegram che mi ha offeso gravemente,minacciato anche con minacce di morte mia,dei miei parenti o di amici,riuscendo in qualche modo a carpire i miei dati personali (amici,indirizzi etc) e minacciando grosse ritorsioni perché volevano che cedessi il mio tag di telegram perché, c'è una compravendita di tag a pagamento,quindi volevano che glielo cedessi per rivenderselo negli appositi canali.
Dovevo denunciare il tutto alla polizia postale che poi avrebbe dovuto fare molta fatica a risalire al tutto,per poi sporgere querele e denunce a destra e a manca,quindi trafile lunghe,magari per denunciare minorenni o ventenni altamente stupidi.
Una mia amica avvocato ha letto le minacce e pure degli esponenti delle forze dell'ordine e le cose scritte erano veramente gravi, nonostante io avessi sempre risposto molto gentilmente ed educatamente che non lo volevo vendere o cedere,hanno creato un gruppo whatsapp apposito e anche telegram per pubblicare i miei dati personali e minacciarmi.
Purtroppo,questa sistema che protegge troppo l'anonimato deve essere frenato, altrimenti certe persone non si prenderanno mai la responsabilità di quel che dicono.
Se io vado in piazza e comincio a insultare Mario Rossi, sicuramente ne pago le conseguenze ma sono consapevole che lo faccio a volto scoperto e riconoscibile,su internet la cosa è diversa,nessuno vuole essere responsabile.
Comunque tornando al mio caso,se avessi avuto la possibilità di avere un nome,un cognome ,in indirizzo e un numero di telefono,me la sarei cavata con una telefonata chiarificatrice,magari precisando che sarei andati a trovarli a casa uno ad uno con una bella tastiera in ghisa opportunamente modificata per fare vedere che sono un leone da tastiera,digito poco ma molto,molto forte.
Dovevo denunciare della gente di telegram che mi ha offeso gravemente,minacciato anche con minacce di morte mia,dei miei parenti o di amici,riuscendo in qualche modo a carpire i miei dati personali (amici,indirizzi etc) e minacciando grosse ritorsioni perché volevano che cedessi [B][SIZE="4"][COLOR="DarkRed"]il mio tag di telegram[/COLOR][/SIZE][/B] perché, c'è una compravendita di tag a pagamento,quindi volevano che glielo cedessi per rivenderselo negli appositi canali.
Dovevo denunciare il tutto alla polizia postale che poi avrebbe dovuto fare molta fatica a risalire al tutto,per poi sporgere querele e denunce a destra e a manca,quindi trafile lunghe,magari per denunciare minorenni o ventenni altamente stupidi.
Una mia amica avvocato ha letto le minacce e pure degli esponenti delle forze dell'ordine e le cose scritte erano veramente gravi, nonostante io avessi sempre risposto molto gentilmente ed educatamente che non lo volevo vendere o cedere,hanno creato un gruppo whatsapp apposito e anche telegram per pubblicare i miei dati personali e minacciarmi.
Purtroppo,questa sistema che protegge troppo l'anonimato deve essere frenato, altrimenti certe persone non si prenderanno mai la responsabilità di quel che dicono.
Se io vado in piazza e comincio a insultare Mario Rossi, sicuramente ne pago le conseguenze ma sono consapevole che lo faccio a volto scoperto e riconoscibile,su internet la cosa è diversa,nessuno vuole essere responsabile.
Comunque tornando al mio caso,se avessi avuto la possibilità di avere un nome,un cognome ,in indirizzo e un numero di telefono,me la sarei cavata con una telefonata chiarificatrice,[B][COLOR="DarkRed"][SIZE="4"]magari precisando che sarei andati a trovarli a casa uno ad uno con una bella tastiera in ghisa opportunamente modificata per fare vedere che sono un leone da tastiera,digito poco ma molto,molto forte.[/COLOR][/SIZE][/B]
La gente sta completamente fuori di cervello.
E si l'unica cura sarebbe quella da te proposta, ma purtroppo si passa dalla parte del torto...
...purtroppo !
Dovevo denunciare della gente di telegram che mi ha offeso gravemente,minacciato anche con minacce di morte mia,dei miei parenti o di amici,riuscendo in qualche modo a carpire i miei dati personali (amici,indirizzi etc) e minacciando grosse ritorsioni perché volevano che cedessi il mio tag di telegram perché, c'è una compravendita di tag a pagamento,quindi volevano che glielo cedessi per rivenderselo negli appositi canali.
Dovevo denunciare il tutto alla polizia postale che poi avrebbe dovuto fare molta fatica a risalire al tutto,per poi sporgere querele e denunce a destra e a manca,quindi trafile lunghe,magari per denunciare minorenni o ventenni altamente stupidi.
Una mia amica avvocato ha letto le minacce e pure degli esponenti delle forze dell'ordine e le cose scritte erano veramente gravi, nonostante io avessi sempre risposto molto gentilmente ed educatamente che non lo volevo vendere o cedere,hanno creato un gruppo whatsapp apposito e anche telegram per pubblicare i miei dati personali e minacciarmi.
Purtroppo,questa sistema che protegge troppo l'anonimato deve essere frenato, altrimenti certe persone non si prenderanno mai la responsabilità di quel che dicono.
Se io vado in piazza e comincio a insultare Mario Rossi, sicuramente ne pago le conseguenze ma sono consapevole che lo faccio a volto scoperto e riconoscibile,su internet la cosa è diversa,nessuno vuole essere responsabile.
Comunque tornando al mio caso,se avessi avuto la possibilità di avere un nome,un cognome ,in indirizzo e un numero di telefono,me la sarei cavata con una telefonata chiarificatrice,magari precisando che sarei andati a trovarli a casa uno ad uno con una bella tastiera in ghisa opportunamente modificata per fare vedere che sono un leone da tastiera,digito poco ma molto,molto forte.
Per registrarti su Telegram c'è bisogno di un numero di telefono, quindi dovrebbero essere identificabili.
Se non sono identificabili tramite numero di telefono, allora probabilmente non lo sarebbero stati nemmeno tramite documento d'identità, che magari sarebbe stato falso.
In compenso, costringeresti tutte le persone onesta a dare a Telegram, oltre al numero di telefono, anche il tuo nome e cognome, documento d'identità, indirizzo, ecc.
Tu magari saresti andato a chiarirti con quelle belle persone (che, ripeto, avrebbero falsificato i dati), altre persone innocenti verrebbero invece prese di mira sotto casa da degli stalker...
E si l'unica cura sarebbe quella da te proposta, ma purtroppo si passa dalla parte del torto...
...purtroppo !
Guarda,sono di vecchio stampo,il coraggio non mi mancherebbe, purtroppo poi avrei conseguenze molto gravi ma quando tirano in ballo mio padre che era morto da poco,mia madre che potrebbe fare la stessa fine per un "incidente" casuale,pure mio nipote nato da non molto,la voglia di andare a trovarli con la motosega e un jammer per frequenze telefoniche era tanta,a tu per tu da adirato non sono molto diplomatico e simpatico.
Solo a ripensarci mi sale il veleno.
Vorrei ricordare a tutti quelli che gridano ad internet libero,anonimo e protetto che nel mondo reale,la libertà di un individuo si ferma dove comincia la libertà degli altri e nel mondo reale,se dici qualcosa di offensivo nei confronti di un altro individuo,oltre a ledere la sua libertà,sei facilmente riconoscibile e devi prenderti le responsabilità,di ciò che dici e fi ciò che fai.
Troppo comodo tirare il sasso per poi nascondere la mano.
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