Scandalo Grindr: condivide con terzi se gli utenti soffrono di AIDS

Scandalo Grindr: condivide con terzi se gli utenti soffrono di AIDS

L'applicazione di incontri fra omosessuali avrebbe condiviso dati estremamente sensibili degli utenti, come ad esempio se soffrono di AIDS

di pubblicata il , alle 15:41 nel canale Web
 

È scoppiata la bufera intorno a Grindr, dopo che è stato rivelato che la società condivideva informazioni sensibili degli utenti a realtà terze come Apptimize e Localytics, che si occupano di ottimizzazione software. Alcune società di sicurezza informatica, attivisti AIDS e di giustizia si sono però scagliate contro questa strategia perché viola con evidenza la fiducia degli utenti, e potrebbe identificare i membri della community, insieme al proprio "stato HIV".

In un primo momento la società alla base dell'app degli incontri fra utenti omosessuali ha difeso le proprie pratiche, ma non è servito molto tempo perché ritrattasse su tutto dichiarando che avrebbe smesso di condividere le informazioni con terzi. Grindr ha confermato che non condividerà i dati sulla salute degli utenti, fra cui le loro informazioni relative alle malattie come l'AIDS, con le società esterne, pur sottolineando come in questa situazione la società sia stata "ingiustamente isolata".

Secondo il responsabile della sicurezza di Grindr, Bryce Case, i dati consegnati a terzi sono "crittografati in maniera sicura e usati principalmente per rimuovere bug e ottimizzare le feature di tracciamento della posizione dell'app". Grindr è stata creata nel 2009 e conta ad oggi un totale di quasi 4 milioni di utenti iscritti. Lo scorso anno è stato acquistato dal colosso gaming cinese Beijing Kunlun, che in precedenza aveva in possesso il 60% delle quote della società.

Grindr promuove siti che si occupano di esami sull'HIV e di recente ha rilasciato una feature per ricordare agli utenti di eseguire gli esami a cadenze regolari di 3 o 6 mesi. Solo qualche giorno prima che l'app fosse colpita da questo caso sono state rilasciate informazioni su un bug presente che avrebbe potuto esporre le identità reali degli utenti. Attraverso l'exploit sarebbe stato possibile scoprire i messaggi non letti dell'utente, gli indirizzi e-mail e persino le foto cancellate.

E fra gli accessi a disposizione dell'aggressore c'era anche la possibilità di tracciare l'esatta posizione dell'utente. Il bug è stato risolto il 23 marzo, ma in questi giorni Grindr sta affrontando il nuovo scandalo. La compagnia tiene comunque a precisare che non ha mai venduto i dati degli utenti, sostenendo inoltre che le informazioni condivise sono quelle disponibili sul servizio al pubblico.

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7 Commenti
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Sandro kensan03 Aprile 2018, 18:29 #1
Spero che nessuno faccia il solito commento:

"Io non ho nulla da nascondere".
blobb03 Aprile 2018, 18:34 #2
certo che mettere nei social un fatto tanto personale come le proprie malattie
fa capire a che livello siamo arrivati
thresher325303 Aprile 2018, 18:53 #3
ma non è servito molto tempo perché ritrattasse su tutto dichiarando che avrebbe smesso di condividere le informazioni con terzi.

E si concluderà qui. La cosa che mi fa più incazzare é questa arroganza di dire "scusate, non lo faremo più" e alla fine cavarsela con un buffetto sulla guancia.
Se stessimo parlando di un professionista che ha diffuso in giro dati personali dei clienti sarebbe già stato radiato dall'albo all'istante distruggendogli la carriera. Applicassimo la stessa pena all'ambito informatico delle grandi società che operano sul social Facebook avrebbe già chiuso i battenti da anni.
Anderaz03 Aprile 2018, 22:20 #4
AIDS ed HIV non sono due acronimi intercambiabili.

Per il resto è una funzione che ho sempre trovato antipatica e non l'ho mai usata.
Mars4ever04 Aprile 2018, 11:09 #5
Non avevo mai sentito questa app. Ma a chi l'ha fatta non hanno detto che dopo Mike Bongiorno le vocali non sono più a pagamento?
globi05 Aprile 2018, 01:05 #6

@thresher3253

Ció é normale, per esempio qui in Svizzera se uno rapina una banca si prende 35 anni di prigione, mentre se uno deruba un privato e ammazza brutalmente quattro persone ne prende di meno. E qui anche le pene cadono in prescrizione dopo un certo tempo che a seconda dei delitti varia dai 5 ai 30 anni, però se uno ha dei debiti da saldare possono venirlo a cercare anche 100 anni dopo, ammesso che uno possa diventare 120.
Robe-Robe06 Aprile 2018, 08:28 #7
Ancora nel 2018 a confondere HIV positivo e AIDS? Ma davvero? Non vi vergognate?

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