Riconoscimento facciale sì, ma solo così: le regole del governo Meloni per domare l'intelligenza artificiale
Il Consiglio dei Ministri ha approvato in via preliminare due decreti legislativi attuativi della legge 132/2025 sull'intelligenza artificiale. Le misure regolano formazione, tutela dei lavoratori, attività di polizia, responsabilità civile e penale e governance delle autorità nazionali, in conformità con l'AI Act europeo. Previsto anche un miliardo di euro per l'ecosistema IA nazionale.
di Manolo De Agostini pubblicata il 11 Giugno 2026, alle 09:01 nel canale WebIl Consiglio dei Ministri ha approvato in esame preliminare due decreti legislativi attuativi della legge n. 132/2025, completando il primo quadro normativo nazionale organico sull'intelligenza artificiale in Italia. Il provvedimento si inserisce in piena coerenza con l'AI Act europeo (Regolamento UE 2024/1689) e non introduce una disciplina alternativa, ma ne assicura l'attuazione nell'ordinamento interno. Prima di entrare in vigore, i testi saranno sottoposti al vaglio delle Commissioni parlamentari, della Conferenza delle Regioni e delle autorità competenti.
Il primo decreto interviene in modo capillare sul sistema formativo. Nella scuola secondaria vengono aggiornate le indicazioni nazionali per integrare l'IA generativa nei percorsi di studio, con l'introduzione della materia nell'ambito dell'educazione civica e il rafforzamento delle competenze STEAM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria, Arti e Matematica). È previsto un piano di formazione per i docenti, dotato di 100 milioni di euro, con l'obiettivo esplicito di contrastare dipendenze digitali e opacità algoritmica tra i minori.

Università, istituzioni AFAM e ITS Academy dovranno integrare contenuti sull'uso sicuro e consapevole dei sistemi di IA, con un approccio interdisciplinare che contempla profili tecnici, giuridici ed etici. Il monitoraggio della qualità formativa è affidato all'ANVUR.
Per la pubblica amministrazione, il decreto prevede tre livelli di intervento: alfabetizzazione di base per tutti i dipendenti, riqualificazione professionale per funzioni specifiche e alta formazione per i dirigenti. La Scuola Nazionale dell'Amministrazione (SNA) tradurrà questi indirizzi in percorsi modulari omogenei. In ambito sanitario, la formazione sull'IA entra obbligatoriamente nel programma ECM con una percentuale dedicata, estesa anche ai dirigenti sanitari per la gestione delle liste d'attesa e l'ottimizzazione delle risorse. Per gli ordini professionali, gli enti hanno sei mesi per adeguare i propri regolamenti, con percorsi che coprono aspetti tecnici, giuridici e deontologici. Il compenso del professionista dovrà riflettere il livello di rischio del sistema di IA impiegato, con aggiornamento dei parametri tariffari entro dodici mesi.
Sul fronte del lavoro, il decreto stabilisce che le decisioni riguardanti costituzione, modifica o cessazione del rapporto di lavoro - inclusi i provvedimenti disciplinari e i licenziamenti - non possono essere adottate unicamente sulla base di trattamenti automatizzati. La decisione finale spetta a una persona fisica. Il lavoratore ha diritto a ricevere, su richiesta, una motivazione intelligibile che indichi l'eventuale incidenza del sistema di IA sul processo decisionale. Il licenziamento disposto in violazione di questa norma è nullo.
Il secondo decreto regolamenta l'uso dell'IA nelle attività di polizia. L'identificazione biometrica remota in tempo reale è ammessa esclusivamente per prevenire minacce specifiche alla sicurezza pubblica o per la ricerca di persone scomparse e vittime di reati gravi, previa autorizzazione dell'autorità giudiziaria con validità massima di quindici giorni, prorogabile con motivazione. Il riconoscimento facciale a posteriori è consentito solo dopo la commissione di un reato, su base di documentazione video-fotografica e con conservazione dei log per cinque anni. È vietata la costituzione di banche dati biometriche tramite raccolta massiva e non mirata di dati dal web.
Sul piano civile, il decreto punta a riequilibrare la posizione di chi subisce un danno da un sistema di IA, prevedendo accesso alla documentazione tecnica del sistema, una presunzione del nesso causale e la possibilità di agire direttamente nei confronti dell'assicurazione. Sul piano penale, viene introdotto nel codice penale l'articolo 437-bis, che sanziona l'omessa adozione delle misure di sicurezza nei sistemi di IA ad alto rischio e la loro alterazione quando ne derivi un pericolo concreto per la vita, l'incolumità pubblica o la sicurezza dello Stato. La responsabilità può estendersi agli enti ai sensi del D.lgs. 231/2001.
AgID assume il ruolo di autorità di notifica, mentre ACN è designata come autorità di vigilanza del mercato e punto di contatto con le istituzioni UE. Banca d'Italia, CONSOB, IVASS e il Garante Privacy esercitano funzioni settoriali specifiche. Sul fronte industriale, la legge 132/2025 destina fino a un miliardo di euro del Fondo di sostegno al venture capital allo sviluppo dell'ecosistema IA nazionale. Il mercato italiano ha raggiunto 1,8 miliardi di euro nel 2025, con una crescita del 50% su base annua. Dal 2026 è operativo il Polo SophIA, dedicato all'IA e alla cybersicurezza, con una dotazione iniziale di circa 30 milioni di euro.










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