Profitti prima della sicurezza degli utenti, le accuse della whistleblower e la risposta di Zuckerberg

Profitti prima della sicurezza degli utenti, le accuse della whistleblower e la risposta di Zuckerberg

Secondo Mark Zuckerberg, le accuse della whistleblower Frances Haugen che vogliono Facebook maggiormente votata al profitto rispetto alla sicurezza degli utenti "non hanno senso" e dipingono una "falsa immagine" del social network.

di pubblicata il , alle 10:11 nel canale Web
Facebook
 

Il down dei social network della galassia Zuckerberg delle scorse ore potrebbe essere poca cosa rispetto alle accuse di Frances Haugen, ex dipendente di Facebook che ha scoperchiato un vero e proprio vaso di Pandora, colmo a suo dire di una politica societaria che mette il profitto davanti a tutto, anche alla sicurezza degli utenti.

La Haugen ha fornito migliaia di documenti Wall Street Journal e, nelle scorse ore, ha testimoniato davanti al Senato degli Stati Uniti sottolineando il ruolo dell'azienda di Menlo Park nella diffusione delle fake news, di messaggi di incitamento all'odio e l'impatto sulla salute mentale dei più giovani. Secondo l'informatrice, Facebook è una società "moralmente fallita" e ha definito "le scelte fatte all'interno di Facebook" come "disastrose per i nostri figli, la nostra privacy e la nostra democrazia". La Haugen ha aggiunto che Zuckerberg "ha costruito un'organizzazione che è molto guidata dai numeri - e i numeri prendono le decisioni".

La whistleblower ha lavorato come product manager di Facebook nel gruppo di Civic Integrity dal 2019, poi sciolto dopo le elezioni USA del 2020. La donna ha lasciato l'azienda nel maggio 2021, non prima però di prendere la decisione di diventare un informatore sul dietro le quinte dei social, sul funzionamento degli algoritmi e sui conflitti interni a Facebook, dove gli sforzi contro la disinformazione e la protezione degli utenti vengono sistematicamente "boicottati" da algoritmi che favoriscono i dibattiti divisivi per mantenere gli utenti attivi sulle pagine e fare utili tramite l'attività pubblicitaria. Questi algoritmi, introdotti nel 2018, avrebbero contribuito a suo dire anche a fomentare l'assalto del Congresso del 6 gennaio 2020.

Secondo la Haugen è tempo di un intervento politico per regolamentare i social network, non per distruggerli ma per migliorarli. Dal canto suo, Facebook ha dapprima definito "ridicola" l'accusa di essere responsabile dell'assalto al Congresso, e poi tramite un portavoce ha bollato come "falsa" la tesi che incoraggi la diffusione di disinformazione e contenuti dannosi senza prendere provvedimenti. "Ogni giorno i nostri team devono trovare un equilibrio tra garantire la libertà di espressione di miliardi di persone e mantenere la nostra piattaforma un luogo sicuro e positivo", ha dichiarato Facebook.

Nelle scorse ore è intervenuto anche Mark Zuckerberg con un lungo post sulla propria pagina. Secondo il CEO, le recenti dichiarazioni sugli effetti negativi del social "non hanno alcun senso" e ritiene che quanto dichiarato dalla whistleblower dipinga una "falsa immagine" di Facebook.

"La tesi secondo cui spingiamo deliberatamente contenuti che fanno arrabbiare le persone per profitto è profondamente illogica", ha detto Zuckerberg. "Guadagniamo dagli annunci e gli inserzionisti ci dicono costantemente che non vogliono i loro annunci accanto a contenuti dannosi o di odio. E non conosco alcuna azienda tecnologica che si prefigga di costruire prodotti che facciano arrabbiare o deprimere le persone. La morale è che gli incentivi commerciali e quelli legati al prodotto puntano tutti nella direzione opposta".

Zuckerberg sottolinea che se Facebook volesse ignorare le ricerche sull'impatto dei social non le avrebbe fatte, così come se avesse voluto spingere contenuti dannosi non avrebbe approntato un apparato di moderazione e strumenti correlati. "E se i social media fossero responsabili della polarizzazione della società come alcuni sostengono, allora perché stiamo assistendo ad un aumento della polarizzazione negli Stati Uniti mentre rimane piatta o si riduce in molti Paesi con un uso altrettanto elevato dei social media?".

"Al centro di queste accuse c'è l'idea che diamo la priorità al profitto rispetto alla sicurezza e al benessere. Non è vero. Ad esempio, una mossa che è stata messa in discussione è quando abbiamo introdotto una modifica delle interazioni sociali significative nel feed delle notizie. Questo cambiamento ha mostrato meno video virali e più contenuti da amici e familiari, cosa che abbiamo fatto sapendo che avrebbe significato che le persone avrebbero trascorso meno tempo su Facebook, ma quella ricerca ha suggerito che era la cosa giusta per il benessere delle persone. È qualcosa che farebbe un'azienda focalizzata sui profitti rispetto alle persone?".

Dopo lo stop temporaneo allo sviluppo di Instagram Kids, Zuckerberg fa sapere che il lavoro andrà avanti perché i giovani usano le tecnologie e anziché ignorare questo dato di fatto, bisognerebbe costruire esperienze che li tengano al sicuro e che rispecchino le loro necessità.

"Non credo che le aziende private dovrebbero prendere tutte le decisioni da sole", aggiunge in un altro passaggio. "Ecco perché da diversi anni sosteniamo l'aggiornamento delle normative su Internet. Ho testimoniato più volte al Congresso e ho chiesto di aggiornare questi regolamenti. Ho scritto editoriali che delineano le aree di regolamentazione che riteniamo siano più importanti in relazione alle elezioni, ai contenuti dannosi, alla privacy e alla concorrenza", aggiunge.

5 Commenti
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Gringo [ITF]06 Ottobre 2021, 10:16 #1
algoritmi che favoriscono i dibattiti divisivi per mantenere gli utenti attivi sulle pagine e fare utili tramite l'attività pubblicitaria.


Un poco come HWUpgrade ultimamente !
popye06 Ottobre 2021, 10:58 #2
Ah si si,il profitto viene dopo la sicurezza e la salute degli utenti,infatti nella storia non si sono mai viste vicende tipo lobby del tabacco oppure industria chimica o mineraria (condannate poi a pagare cifre astronomiche di risarcimenti) fare porcate assurde per trarre il massimo profitto.
ma dai ancora ci vogliono raccontare le favole!
icoborg06 Ottobre 2021, 13:52 #3
NO SHIT

estendete la scoperta all'intero sistema grazie.
CrapaDiLegno06 Ottobre 2021, 14:05 #4
E non conosco alcuna azienda tecnologica che si prefigga di costruire prodotti che facciano arrabbiare o deprimere le persone


Ma questo mette la testa fuori dalla porta del suo ufficio ogni tanto?
Certo che non ci sono aziende tecnologiche di quel tipo, esistono solo delle industrie tecnologiche che costruiscono ARMI. Quelle non fanno né inca55are né deprimere la gente, no no.
Esistono anche una serie di industrie farmacologiche a cui non interessa assolutamente che vi sia gente malata con problemi, no, no, quelli che vendono anti depressivi & Co lo fanno sotto forma di beneficienza. Non ci guadagnano.

E nessuno infatti è a conoscenza che la maggior parte dei programmi televisivi di serie Z sono basati su conflitti finti che sono trasmessi solo per far felice quella parte della popolazione sub normale a cui piace vedere le persone azzuffarsi per banalità assurde.
Ad esempio il GF è costruito proprio per quello.. a chi interesserebbe vedere 60 o 100 giorni di televisione perpetua dove tutti si parlano felicemente e fraternamente.. sai che @@, si gira canale dopo 2 minuti. Allora bisogna creare il conflitto.. "lui mi ha detto" "lui mi ha riferito" "non mi ha guardata" "non mi ha salutato", roba che va a ingigantirsi ovviamente.. e diventano i problemi della vita!
O i giornalisti che corrono sui luoghi degli incidenti/delitti con servizi inutili tipo intervistare il primo che passa chiedendogli "cosa ha visto?" "Che tipo è il presunto assassino?", magari senza nemmeno sapere loro cosa è accaduto esattamente, parlando di roba inutile relativo al caso, facendo cadere lacrime con dettagli intimi, immancabili i riferimenti ai bambini in modo diretto o indiretto quando possibile, roba che fa presa sulle menti deboli.

I social non sono diversi da questi programmi di serie Z. A loro interessa attrarre il maggior numero di persone possibili, e queste non sono certo gli Einstein del secolo. Tensioni, conflitti e bagarre è la linfa della loro calamita, e pur magari senza crearle apposta, ma sostenendo quelle che nascono da sole, si creano il mercato.

Poi dire "ho una squadra che fa da moderatore alle notizie" per giustificare che così sta facendo qualcosa per evitare di quanto è accusato è davvero una cosa stupida. Ci sono milioni di cose che una squadra di moderatori non può sostenere anche se di buona propensione, figuriamoci se non sono abbastanza, non sono addestrati, gli vengono dati limiti a cosa possono o non possono toccare o se un algoritmo di scelta vanifica tutti i loro sforzi.
Però lui ha la squadra, quindi le accuse non sono vere.
capellone2407 Ottobre 2021, 07:08 #5
Mah, sinceramente non capisco come si possa gridare allo scandalo, i social network sono per definizione luoghi dove si dibatte, che ci siano argomenti divisivi è assolutamente normale, che la gente dietro un monitor si sente più protetta e quindi spregiudicata lo abbiamo imparato bene . Che fare? Li chiudiamo ( per me si)? Creiamo un apparato pubblico di controllo ? Affidiamo a loro il compito di sorvegliare? Chi controlla cosa? Tutte domande senza risposta, l’unica è aspettare che la gente si rompa le scatole e tutto cadrà nel dimenticatoio, è solo questione di tempo .

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