Processo Silk Road: dal mercato nero il 20% dei Bitcoin di Ulbricht

Processo Silk Road: dal mercato nero il 20% dei Bitcoin di Ulbricht

Viene fatta luce sulla genesi del patrimonio di Ross Ulbricht: il 20% è stato ricevuto direttamente da Silk Road, per un totale di 29 mila bitcoin corrispondenti, sulla base del valore al momento delle transazioni, a circa 3 milioni

di Andrea Bai pubblicata il , alle 14:31 nel canale Web
 

Il processo che vede al banco degli imputati Ross Ulbricht ed i suoi legami con il mercato nero Silk Road fa ora luce sul suo patrimonio in bitcoin, il 20% del quale sarebbe stato ricevuto proprio da Silk Road per un valore complessivo di circa 3 milioni di dollari sulla base del valore della moneta digitale al momento delle transazioni. Il processo a Ulbricht, che ha trascorso un anno in carcere, è iniziato la scorsa settimana. L'imputato deve affrontare pesanti accuse che includono riciclaggio di denaro, traffico di stupefacenti e hacking.

I dettagli sono stati portati alla luce da Nicholas Weaver, ricercatore di sicurezza per l'International Computer Science Institute di Berkeley, il quale è riuscito a individuare come Ulbricht abbia ricevuto circa 29 mila bitcoin da Silk Road tra il 5 luglio ed il 21 agosto 2013. Si registrano inizialmente transazioni di circa 10 bitcoin ciascuna, ma per un totale di 8000 bitcoin, avvenute verso i wallet di Ulbricht dal 5 luglio al 12 luglio. In seguito una consistente transazione di 10 mila bitcoin il 19 luglio, due transazioni di circa 1000 dollari l'una il 20 luglio ed infine tra il 20 ed il 21 agosto tre transazioni per un complessivo di 8300 bitcoin.

Weaver è stato in grado di scoprire tutti questi dettagli grazie al sequestro operato dalle autorità, che sono entrate in possesso del computer di Ulbricht e dei server di Silk Road. Dal momento che il trasferimento di fondi nel sistema Bitcoin avviene attivamente ad opera del pagante (chi paga invia denaro, a differenza delle carte di credito dove viene autorizzato un prelievo da parte di chi riceve la somma di denaro), Weaver ha potuto concentrarsi sulle transazioni specifiche da Silk Road verso Ulbricht. Questo permette di dedurre un altro elemento: chiunque abbia inviato i fondi era a conoscenza dell'indirizzo del wallet di Ulbricht (e probabilmente era egli stesso).

Le tempistiche delle transazioni aprono quindi alcune ipotesi che potrebbero condizionare leggermente il percorso del processo. Weaver suggerisce che Silk Road o Ulbricht potrebbero aver cambiato poco prima dell'inizio del mese di luglio 2013 il modo in cui gestivano i loro conti bitcoin, per rendere il tracciamento delle transazioni un compito ancora più difficile.

Una seconda ipotesi è invece congrua con la linea difensiva di Ulbricht, la quale afferma che l'imputato ha fondato Silk Road per poi rinunciare al suo controllo e dedicarsi ad altro, per tornare al timone in quel periodo, prima che il tutto capitolasse nel mese di ottobre dopo l'operazione di arresto e sequestro da parte dell'FBI. Nel caso in qui questa ipotesi corrispondesse al vero, Ulbricht avrebbe quindi controllato il sito, nascosto dietro l'identità di Dread Pirate Roberts, per circa tre mesi. La difesa sostiene inoltre che gran parte del patrimonio di Ulbricht sia stato generato dalle sue "grandi abilità di trader": una tesi che inizia a traballare dopo le scoperte portate alla luce da Weaver.

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1 Commenti
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HackaB32121 Gennaio 2015, 22:07 #1
Ma come , mi fate il solito articoletto novella 2000 sui Bitcoin e vi dimenticate dell'accusa più gossippara (DPR sarebbe Karpeles )

Mai parlare di cose serie sull'argomento, tipo, che so, che la Borsa di Wall Street, la BBVA (terza banca europea) e l'ex CEO di Citigroup hanno appena investito 75 milioni di dollari in uno dei principali servizi finanziari in bitcoin

http://www.corrierecomunicazioni.it...er-coinbase.htm

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