Porno in diretta al Senato? Niente hacker, la password per la live era stata pubblicata su Facebook

Porno in diretta al Senato? Niente hacker, la password per la live era stata pubblicata su Facebook

Si è parlato molto del caso del video porno fatto partire durante un convegno in Senato da qualcuno che si è introdotto nella conversazione su Zoom. Subito si è additato sul fatto che qualche hacker fosse entrato nella conversazione ma la verità è ben diversa da quanto detto finora.

di pubblicata il , alle 11:14 nel canale Web
 

Sicuramente avrete letto della storia del video porno fatto partire nel bel mezzo di un convegno in Senato, con importanti ospiti collegati (tra cui il premio Nobel per la fisica Giorgio Parisi). Una vicenda che ha fatto molto discutere soprattutto perché l'organizzatrice, la senatrice, Maria Laura Mantovani del Movimento 5 Stelle, insieme ad altri due colleghi grillini, aveva da subito condannato l'accaduto: "Oggi pomeriggio si è verificato un episodio gravissimo, un vero e proprio attacco verso il quale esprimo assoluto sdegno – aveva spiegato la parlamentare – qualcuno si è introdotto clandestinamente trasmettendo un video dal contenuto pornografico. Domani farò denuncia alla polizia postale".

Porno al Senato: come sono andati veramente i fatti

Sulla vicenda erano sorti da subito dei dubbi ma anche delle domande su come fosse stato possibile che un intruso avesse avuto possibilità di introdursi nella videochiamata sulla piattaforma di Zoom per andare a condividere il proprio schermo e mostrare a tutti un video porno hentai per circa un minuto, prima di essere espulso dagli organizzatori dell'evento. In questo caso si era parlato di hacker, di violazione dei sistemi di sicurezza, di esperti in azione. Niente di tutto questo.

La spiegazione di tutto quanto successo sta proprio nell'uso poco esperto dei social, ma anche dei mezzi di comunicazione, da parte di esponenti del mondo politico che forse non fanno affidamento a chi invece potrebbe aiutarli nel fare le cose giuste. Sì, perché, come riportato direttamente sul suo profilo Facebook, la senatrice Mantovani aveva pubblicato non solo la locandina dell'evento con le principali informazioni sulla data e l'ora in cui sarebbe stato possibile assistere alla discussione ma soprattutto ha lasciato in bella vista l'ID della riunione e la password per accedere liberamente alla videochiamata.

Pare chiaro dunque come non sia stato poi così difficile per il disturbatore introdursi all'interno del convegno e condividere con tutti il proprio schermo ritraente il video porno in questione. Oltretutto, ad oggi, il post della senatrice è ancora presente sul suo profilo con tutti i dettagli del convegno su zoom e soprattutto ancora i dati di ID riunione e Passcode.

Si chiama zoombombing quanto accaduto ossia vandali che entrano in videoconferenze i cui codici di accesso sono stati incautamente pubblicati dagli organizzatori. E ricordiamo che quando si organizza una videoconferenza pubblica ma a ''numero chiuso'' per i partecipanti che devono parlare e dunque condividere immagini e video dal proprio schermo, è necessario non pubblicare le credenziali dell'evento perché è palese che chiunque in quel caso potrebbe entrare nella conversazione senza pudore. Gli strumenti per fare videochiamate in sicurezza ci sono ma è necessario saperli usare per poi non dover additare su altri quando invece l'errore è stato commesso dagli organizzatori.

36 Commenti
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ciop7120 Gennaio 2022, 11:18 #1
E questi sono quelli che propongono e votano le leggi sulla sicurezza informatica...
Sempre FORZA ASTEROIDE
MorgaNet20 Gennaio 2022, 11:20 #2
Originariamente inviato da: ciop71
E questi sono quelli che propongono e votano le leggi sulla sicurezza informatica...
Sempre FORZA ASTEROIDE


Mi hai anticipato.
Sono quelli che legiferano sull'ammodernamento delle infrastrutture, sulla sicurezza informatica e sui contenuti dei programmi scolastici....
Zappz20 Gennaio 2022, 11:24 #3
Il bello che avevo letto questa news su siti esteri ancora prima di leggerla nelle nostre news, come sempre per fare la figura dei pirla siamo i primi del mondo.
robweb220 Gennaio 2022, 11:51 #5
"che forse non fanno affidamento a chi invece potrebbe aiutarli nel fare le cose giuste"

Anche fare affidamento su un ripasso di italiano, non sarebbe male.
Gringo [ITF]20 Gennaio 2022, 11:53 #6
ITALIA SI ITALIA NO......

Maria Laura Mantovani
“nel 2003 ottiene un master sulla sicurezza informatica, finendo per essere nominata responsabile della sicurezza informatica delle Università di Modena e di Reggio Emilia sino al 2009”

.... Tutti possono sbagliare......
.... Il problema è se al posto della Password della Diretta Streaming ....
.... Diventa pubblica la Password del controllo di qualcosa di "Vitale" per la gente ....
demon7720 Gennaio 2022, 11:58 #7
CINQUESTELLE.
Una garanzia. Sempre.
WarDuck20 Gennaio 2022, 12:10 #8
L'italia e gli italiani si meritano questo e molto di peggio, se non si risveglia una coscienza politica vera. Ma il nostro destino è segnato, quando hai la maggioranza dei cittadini assuefatta da roba tipo Green Pass.
dontbeevil20 Gennaio 2022, 12:27 #9
Prima di spare a zero, mi sembra di aver capito che fosse una riunione pubblica a cui tutti potevano partecipare, o sbaglio?

Originariamente inviato da: robweb2
"che forse non fanno affidamento a chi invece potrebbe aiutarli nel fare le cose giuste"

Anche fare affidamento su un ripasso di italiano, non sarebbe male.




Originariamente inviato da: demon77
CINQUESTELLE.
Una garanzia. Sempre.


tutti gli altri invece... eh no, non "tifo" per nessuno
cronos199020 Gennaio 2022, 12:35 #10
Originariamente inviato da: dontbeevil
Prima di spare a zero, mi sembra di aver capito che fosse una riunione pubblica a cui tutti potevano partecipare, o sbaglio?
Tra il "partecipare" (seguire cioè in convegno) e avere possibilità pratica di intervenire c'è una certa differenza.

Le sedute del parlamento sono pubbliche, tant'è che puoi andare anche direttamente a guardarle. Ma non è che hai potere di far quel che ti pare, di sicuro non intervenire o altro.
Qui invece si è data la possibilità di fare una cosa del genere. E attenzione: chi ha preso posizione per questa violazione ha buttato già scuse di hacking ed "esperti in azione", per cui implicitamente ammetti proprio quello che sto dicendo: che il convegno potevi seguirlo, ma non certo intervenire, altrimenti queste sterili scuse non avrebbero senso.


Questo è dilettantismo allo stato puro. Tra l'altro se si parla di un convegno aperto alla partecipazione di carattere istituzionale (dato che parliamo del Senato, non dell'incontro delle amanti del libro nello scantinato sotto casa) di sicuro NON si passa tramite Facebook.

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