Pokémon Go: 30 miliardi di foto usate per addestrare robot

Pokémon Go: 30 miliardi di foto usate per addestrare robot

Niantic Spatial ha addestrato il suo Visual Positioning System su oltre 30 miliardi di immagini raccolte da giocatori di Pokémon Go in dieci anni. I robot di Coco Robotics lo usano già per navigare le città con precisione centimetrica

di pubblicata il , alle 09:31 nel canale Web
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Chi ha passato ore a inseguire Pikachu nei parchi cittadini probabilmente non immaginava di star contribuendo a costruire uno dei dataset geospaziali più densi mai realizzati. Da marzo 2026, quella mole di dati ha trovato una nuova destinazione: guidare i robot da consegna di Coco Robotics per le strade delle città, con una precisione a cui un navigatore GPS tradizionale non riesce nemmeno ad avvicinarsi nei contesti urbani.

Niantic Spatial, la divisione AI nata dalla galassia Niantic, ha annunciato una partnership strategica con Coco Robotics, startup specializzata nei robot dell'ultimo miglio per cibo e generi alimentari. Al centro dell'accordo c'è il Visual Positioning System (VPS), un sistema di localizzazione visiva addestrato su oltre 30 miliardi di immagini catturate dai giocatori dei titoli Niantic nel corso di un decennio: Pokémon Go, ma anche Pikmin Bloom e Monster Hunter Now. Immagini che nessuno aveva consapevolmente donato a un progetto di robotica, accumulate inquadrando monumenti, edifici e paesaggi mentre si cercava di far salire di livello un Charizard o di completare una spedizione su Pikmin Bloom.

VPS contro GPS: centimetri contro metri

Il Visual Positioning System di Niantic Spatial non interroga satelliti ma analizza ciò che la telecamera vede in quel momento e lo confronta con un archivio globale di immagini georeferenziate, ricavando una localizzazione centimetrica: il sistema sa non solo dove si trova il dispositivo, ma anche in quale direzione sta guardando. Il GPS, per confronto, nelle zone urbane più dense può accumulare errori di posizione di decine di metri, perché i segnali rimbalzano sulle facciate dei palazzi e interferiscono tra loro. Cinque metri di deriva non sono un problema su un campo aperto, però lo diventano su un marciapiede di una metropoli: la differenza può essere un robot di consegna nel mezzo della carreggiata stradale o davanti all'ingresso sbagliato di un condominio.

I robot di Coco montano quattro telecamere, una per lato. Integrandole con il VPS di Niantic Spatial, il sistema ottiene una lettura di posizione robusta anche negli ambienti più ostili per i segnali radio. "Sappiamo dove ti trovi entro pochi centimetri e, soprattutto, in quale direzione stai guardando", ha dichiarato Brian McClendon, CTO di Niantic Spatial, a MIT Technology Review. "Abbiamo oltre un milione di location nel mondo in cui possiamo localizzarti con precisione assoluta."

Dieci anni di raccolta dati silenziosa

Il dataset che rende tutto questo possibile è il risultato di quasi un decennio di gioco attivo su più titoli Niantic. Al picco nel 2016, Pokémon Go contava circa 230 milioni di giocatori mensili attivi; oggi il numero si attesta intorno ai 50 milioni, ma l'ecosistema si è nel frattempo allargato con Pikmin Bloom e Monster Hunter Now, che hanno continuato ad alimentare il flusso di immagini georeferenziate. "Cinquecento milioni di persone hanno installato quell'app in 60 giorni", ha detto McClendon riferendosi a Pokémon Go. Ognuno di quei giocatori, ogni volta che puntava lo smartphone verso il mondo per vedere un Pokémon sovrimposto alla realtà, catturava anche dati visivi reali, e lo stesso vale per chi ha esplorato parchi con Pikmin o cacciato mostri con Monster Hunter Now.

La raccolta ha subito un'accelerazione significativa nell'autunno del 2020, con l'introduzione delle attività di Field Research: in cambio di ricompense in-game, i giocatori erano invitati a scansionare statue e punti di interesse con la fotocamera. Quello che sembrava un mini-gioco di esplorazione stava costruendo modelli 3D dettagliati di edifici, angoli di strada e ingressi di locali. Ogni location è stata catturata da migliaia di utenti diversi, in condizioni di luce, angolature e stagioni differenti: ciò rappresenta esattamente la variabilità che un sistema di visione artificiale richiede per essere robusto in condizioni reali.

Il risultato aggregato è il Large Geospatial Model (LGM) di Niantic Spatial: un modello AI che punta a fare per lo spazio fisico ciò che i Large Language Model fanno per il linguaggio. Attualmente copre oltre 10 milioni di location scansionate nel mondo, di cui circa 1 milione già attivate per il VPS, con circa un milione di nuove scansioni in entrata ogni settimana.

Niantic Spatial: chi è e perché esiste separata da Niantic Games

Niantic Spatial non è la stessa entità di Niantic Games: lo scorso anno, Niantic ha ceduto la divisione videogiochi, e con essa la proprietà intellettuale di Pokémon Go, a Scopely, società di gaming mobile controllata dal Savvy Games Group, parte del Public Investment Fund dell'Arabia Saudita. Niantic Spatial è rimasta in mani separate, gestita dagli investitori originali con una quota di Scopely, e si è focalizzata interamente sulla monetizzazione del patrimonio geospaziale accumulato nel corso degli anni tramite l'intera famiglia di titoli Niantic.

John Hanke, CEO di Niantic Spatial, ha inquadrato la partnership con Coco in questi termini: "La promessa della robotica last-mile è immensa, ma la realtà di navigare le strade caotiche di una città è una delle sfide ingegneristiche più difficili". Zach Rash, co-fondatore e CEO di Coco Robotics, ha aggiunto che il VPS "ci dà accesso affidabile a servizi di localizzazione che migliorano ulteriormente la navigazione dei robot". La formula scelta da Hanke per descrivere il progetto è anche quella più sintetica: "Far correre Pikachu in modo realistico e far muovere il robot di Coco in sicurezza nel mondo reale sono, in fondo, lo stesso problema".

Il nodo del consenso e i precedenti

Che i giocatori fossero consapevoli di questo utilizzo dei propri dati è quantomeno discutibile. La sezione 5.2 dei Termini di Servizio di Niantic concede all'azienda diritti ampi sui contenuti caricati tramite le funzioni AR, inclusa la possibilità di cedere tali diritti a terzi. Ma accettare un ToS e capire concretamente a cosa si sta acconsentendo sono due cose molto diverse. I dati visivi vengono anonimizzati durante l'elaborazione e i giocatori possono ora scegliere di non inviare ulteriori scansioni; non è però possibile rimuovere i dati già acquisiti, né recuperare le singole immagini originali dal modello derivato.

Il parallelo più citato è quello con i CAPTCHA di Google: per anni, milioni di utenti hanno cliccato su semafori e strisce pedonali convinti di dimostrare di essere umani, contribuendo senza saperlo all'addestramento dei sistemi di visione per i veicoli autonomi. Nello stesso schema rientra Waze, il cui contenuto generato dagli utenti sarebbe stato acquistato o acquisito da forze dell'ordine per assistere le indagini. Niantic non ha indicato alcun piano in tal senso per il suo VPS, ma la potenziale appetibilità di un sistema in grado di localizzare con precisione centimetrica qualsiasi punto di interesse urbano non è difficile da intuire.

La partnership con Coco è, secondo Niantic Spatial, solo il primo tassello di un progetto più ambizioso: costruire una "living map" del mondo che si aggiorna continuamente man mano che nuovi dati affluiscono dal campo. I robot di Coco contribuiranno a loro volta con le proprie telecamere mentre operano nelle strade, in un loop di miglioramento continuo analogo a quello che ha permesso a Waymo e Tesla di affinare i propri sistemi di guida autonoma fino ai livelli attuali. L'infrastruttura spaziale che Niantic Spatial sta costruendo non è pensata solo per consegnare pizze: è il substrato su cui dovrebbero appoggiarsi robot, occhiali AR e qualsiasi dispositivo che abbia bisogno di capire dove si trova nel mondo fisico con una granularità che le mappe tradizionali non hanno mai offerto.

2 Commenti
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Ago7217 Marzo 2026, 10:38 #1
"Se ha bisogno di scansioni per navigare autonomamente non è scalabile... scaffale" (quasi cit.)

Originariamente inviato da: Redazione di Hardware Upgrade
La partnership con Coco è, secondo Niantic Spatial, solo il primo tassello di un progetto più ambizioso: costruire una "living map" del mondo che si aggiorna continuamente man mano che nuovi dati affluiscono dal campo. I robot di Coco contribuiranno a loro volta con le proprie telecamere mentre operano nelle strade, in un loop di miglioramento continuo analogo a quello che ha permesso a Waymo e Tesla di affinare i propri sistemi di guida autonoma fino ai livelli attuali.


Per la precisione, stando alle informazioni ad oggi rese pubbliche, Tesla non usa immagini pre-mappate/pre-elaborate per il posizionamento, Waymo sì.
floop18 Marzo 2026, 07:41 #2
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