Parola dell'anno 2025, il Merriam-Webster sceglie "slop": l'AI ha ufficialmente sporcato il web

Parola dell'anno 2025, il Merriam-Webster sceglie "slop": l'AI ha ufficialmente sporcato il web

Il celebre dizionario americano sceglie "slop" come parola simbolo del 2025: un termine che fotografa la saturazione del web di testi, immagini e video creati da intelligenze artificiali di bassa qualità

di pubblicata il , alle 10:51 nel canale Web
 

Il dizionario americano Merriam-Webster ha annunciato che la sua Word of the Year 2025 è "slop", un termine che oggi indica la massa di contenuti digitali a bassa qualità prodotti in grande quantità grazie all’IA.

Il dizionario definisce "slop" come "contenuto digitale di scarsa qualità, solitamente prodotto in quantità mediante l’intelligenza artificiale". Una parola, ha spiegato il presidente di Merriam-Webster Greg Barlow all’Associated Press, che "è estremamente espressiva: fa parte di una tecnologia trasformativa come l’IA, e rappresenta qualcosa che le persone trovano affascinante, fastidioso e persino un po’ ridicolo".


Una delle immagini dei video generati dalla prima versione di Sora

Per selezionare la parola dell’anno, gli editor di Merriam-Webster analizzano i dati sui volumi di ricerca e sull’uso dei termini, individuando quello che meglio cattura lo spirito del periodo. Barlow ha sottolineato che l’aumento delle ricerche di "slop" riflette una crescente consapevolezza su quanto spesso gli utenti si imbattono in contenuti scadenti o falsi online.

Come ricorda l’AP, il termine "slop" risale al XVIII secolo, quando indicava il fango molle; nell’Ottocento passò a significare "avanzi di cibo per i maiali" e, successivamente, "spazzatura" o "prodotti di scarso valore". Il significato moderno legato all’IA si inserisce in questa evoluzione, conservando il senso di qualcosa di indesiderato e sgradevole e, anzi, diventando il contraltare di ciò che "spam" significa per le email.

Nella comunicazione che accompagna la nomina, Merriam-Webster cita un’ondata di video generati da IA, immagini pubblicitarie distorte, propaganda, notizie false, libri scritti da algoritmi e persino "workslop", cioè rapporti o documenti che fanno perdere tempo ai colleghi.

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