Parler denuncia Amazon AWS: il social rischia di morire per sempre

Parler denuncia Amazon AWS: il social rischia di morire per sempre

Il social network usato da sostenitori di Donald Trump messo offline da Amazon AWS non sta trovando nuove realtà pronte a ospitarlo sui propri di server. Per questo motivo i creatori della piattaforma hanno denunciando l'azienda di Jeff Bezos.

di pubblicata il , alle 10:11 nel canale Web
AWSAmazon
 

I creatori di Parler, un social network piuttosto popolare negli Stati Uniti e usato in particolar modo dai supporter di Trump, hanno denunciato Amazon Web Servirces (AWS). Come abbiamo riportato nei giorni scorsi, l'app di Parler non solo è stata rimossa dal Google Play Store e dall'Apple App Store, ma l'intero sito è stato messo offline per la decisione di Amazon AWS di interromperne l'hosting.

Una presa di posizione, quella dell'azienda di Jeff Bezos dedicata ai servizi cloud, motivata dai post violenti degli utenti ospitati su Parler, specie dopo l'assalto al Campidoglio. Amazon ha parlato di post "in contrasto con i suoi termini di servizio", sottolineando il mancato intervento da parte dei creatori della piattaforma. Parler ha così deciso di andare per vie legali, asserendo che Amazon Web Services ha interrotto i rapporti per impedirle di competere con Twitter. Il social chiede ai giudici di impedire ad Amazon di chiudere il suo account, sostenendo che una chiusura prolungata sarebbe come "staccare la spina a un paziente con supporto vitale in ospedale".

Nei giorni scorsi il CEO di Parler, John Matze, ha attaccato duramente il mondo delle big tech. "Apple, Google e il resto del gruppo anticoncorrenziale dei grandi tiranni tecnologici coordinano le loro mosse e lavorano insieme per soffocare la concorrenza sul mercato". Dalle carte del procedimento emergono maggiori dettagli sul procedimento che ha portato Amazon a mettere al bando Parler. In un'e-mail, il team di moderazione di Amazon dice di essere "turbato" da "ripetute violazioni delle policy", indicando almeno 98 ​​post che incitano alla violenza: si parla di impiccare i traditori e assassinare leader liberali, sostenitori del movimento Black Lives Matter e molti altri.


John Matze, CEO di Parler

Parler è passata all'offensiva perché, a quanto pare, finora non è riuscita trovare un altro host per riattivare il servizio. Insomma, la decisione di Amazon AWS equivarrebbe a una sentenza di morte. Il social network aggiunge che la mossa di Amazon è quantomeno sospetta, dal momento che l'azienda e Twitter hanno siglato un accordo pluriennale lo scorso anno e ritiene che nella decisione del colosso vi sia anche una certa componente politica.

Parler chiede un ordine restrittivo temporaneo nei confronti di AWS, che ovviamente non ci sta. "Non c'è alcun merito in queste affermazioni. AWS fornisce tecnologia e servizi ai clienti di tutto lo spettro politico e rispettiamo il diritto di Parler di determinare autonomamente quali contenuti permetterà. Tuttavia, è chiaro che su Parler sono presenti contenuti che incoraggiano e incitano alla violenza contro gli altri e che Parler non è in grado o non è disposto a identificare e rimuovere prontamente questo contenuti, il che costituisce una violazione dei nostri termini di servizio", si legge in una nota di Amazon. "Abbiamo comunicato le nostre preoccupazioni a Parler per diverse settimane e durante quel periodo abbiamo visto un aumento significativo di questo tipo di contenuti pericolosi, non una diminuzione, e questo ha portato alla nostra sospensione dei loro servizi domenica sera".

Nel frattempo, Facebook ha dichiarato di aver messo in campo misure "per fermare la disinformazione e i contenuti che potrebbero incitare ulteriore violenza nelle prossime settimane". Tra le azioni intraprese, il social ha annunciato la rimozione dei contenuti che contengono la frase "stop the steal". "Abbiamo rimosso il gruppo Stop the Steal originale a novembre e abbiamo continuato a rimuovere pagine, gruppi ed eventi che violano le nostre norme, inclusi gli appelli alla violenza", si legge in un post.

"Abbiamo consentito conversazioni sul risultato elettorale e questo continuerà, ma con i continui tentativi di organizzare eventi contro il risultato delle elezioni presidenziali statunitensi che possono portare alla violenza e l'uso del termine da parte di coloro che sono coinvolti nella violenza di mercoledì a Washington, stiamo facendo questo ulteriore passo in vista dell'Inaugurazione". Il social ha inoltre confermato che, oltre alla sospensione a tempo indeterminato dell'account del presidente Trump, continuerà a impedire "tutti gli annunci negli Stati Uniti sulla politica o sulle elezioni. Ciò significa che non consentiamo annunci da parte dei politici, incluso il presidente Trump".

38 Commenti
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MikTaeTrioR12 Gennaio 2021, 10:19 #1
Ma come, ci sono una marea di alternative ad AWS....avete violato i termini scritti nero su bianco...se anche le alternative non vi accettano fatevi due domande...
canislupus12 Gennaio 2021, 10:21 #2
Il problema sono i termini del contratto di servizio.
Se sono molto fumosi (volutamente), non credo sarà facile dimostrare che la rimozione dai server sia stato un attacco politico.
Inoltre, se non erro, si racconta che spesso Parler è stato in qualche modo "ripreso" per certe deviazioni pericolose.
In ogni caso quello che emerge da questa vicenda, è il gravissimo rischio di affidarsi a poche grandi società nel mondo.
In pochi clic si torna all'età della pietra senza tante possibilità di rientro alla normalità.
Gringo [ITF]12 Gennaio 2021, 10:25 #3
Amazon, Google & Co, sono i padroni del mondo, cosa hanno da ridire questi.
Indipendentemente da quello che sia successo, non è corretto interrompere un servizio, in America si vendono ARMI, ci stanno i MORTI eppure si continua a venderle per il diritto del singolo americano, lo prevede la loro costituzione.

Amazon vende server e i server devono fare il loro lavoro, nel caso contrario non ci stà neutralità e la rete diventa censurata e controllata... oltre i limiti di quello ce già è.

Pure il Bitcoin è usato per pagare attività illecite e i proprietari non lo impediscono, non per questo il servizio viene sospeso.
Zurlo12 Gennaio 2021, 10:30 #4
I termini e condizioni di servizio di una azienda, sono tra i documenti piu' "blindati" in assoluto, e non scritti con leggerezza. Vengono aggiornati ogni volta che hanno una lite, includendo quel caso.

AWS non e' l'unico host esistente; il loro errore e' stato di avere una applicazione lockata sull'ambiente Amazon: non gli e' proprio tecnicamente possibile spostarsi altrove in tempi brevi.

Nota: pure se con un certo overhead, esistono dei layer software per rendere la tua applicazione cloud-agnostic, e poterla spostare con relativa semplicita'; nel loro caso, il self host e' l'unica soluzione.
Zurlo12 Gennaio 2021, 10:38 #5
Originariamente inviato da: Gringo [ITF]
Amazon, Google & Co, sono i padroni del mondo, cosa hanno da ridire questi.

No, sono i primi player ... ma esistono centinaia di alternative. Io lavoro per il quinto host mondiale, e forniamo servizi simili a costi inferiori; peccato che Parler e' scritta per funzionare solo su Amazon, percui non puo' spostarsi.
La loro causa non sta in piedi, serve solo a non farsi dimenticare.

Originariamente inviato da: Gringo [ITF]
Amazon vende server e i server devono fare il loro lavoro, nel caso contrario non ci stà neutralità e la rete diventa censurata e controllata... oltre i limiti di quello ce già è.

Liberta' di parola non significa liberta' dalle conseguenze - su Google non puoi portare il p0rno perche' vieta i loro termini di servizio, eppure nessuno ne fa un caso di censura. Se metti un p0rno su Google play o Apple store, te lo tolgono il giorno stesso, sic et simpliciter.

Originariamente inviato da: Gringo [ITF]
Pure il Bitcoin è usato per pagare attività illecite e i proprietari non lo impediscono, non per questo il servizio viene sospeso.

Bitcoin non ha un "proprietario" e la sua forza e' proprio il non poter essere bloccato da nessuno; in ogni modo anche il denaro contante e' usato per affari illeciti, e nessuno pensa di bloccarlo.
emanuele8312 Gennaio 2021, 10:48 #6
non avrei mai pensato di prendere le parti di nazisti e fascisti e probabilmente loro non prenderanno mai le mie.

Siamo arrivati al punto che la politica è inerme sia contro l'odio gratuito e cospirativo, sia contro le grandi aziende. Se il governo volesse chiudere Parler dovrebbe fare una trafila burocratica relativamente lunga, ci sarebbero di mezzo gli avvocati, le corti supreme e qualcuno tirerebbe in ballo la madonna. E va benissimo cosí. Se però un gigante come amazon, twitter o facebook (appple, google etc) decide che tu non devi parlare, allora ti chiudono il lavoro di una vita e ti mandano sul lastrico, grazie a vuoti normativi o a linee guida fumose che nessuno ossa toccare, attaccare o mettere in discussione.

ci sono due scenari da tenere a mente:

1. un gigante come amazon offre servizi a una piccola realtà che lavora in un settore che amazon vuole inglobare o che ad amazon fa concorrenza. Amazon prima offre di comprare la suddetta azienda, al suo rifiuto: ti blocchiamo i servizi, cercatene un altro che costi uguale offra le stesse cose e sia così reliable. pratica di mercato scorretta, ovviamente, ma la piccola azienda che fattua 1 paio di milioni anno, cosa fa, fva alla corte suprema a bussare alla porta facendo una causa milionaria a un gigante del web?

2. bezos, zuckemberg, cook o chi per essi son persone che a quanto pare hanno una certa integrità morale (che però fino all'altroieri non hanno fatto nulla per limitare Trump, anzi: facebook ha aiutato trump a salire al potere nel 2016 con il suo lassismo e incomeptenza). too little too late, mi vien da dire, ma supponete che uno di questi voglia diventare il prossimo presidente degli stati uniti. chi lo ferma? chi spegne parler se è amazon ad averne possesso? chi blocca la pubblicità su facebook se è zuckemberg a volere essere eletto o stare al potere? Si veda cosa fece (allegedly) bezos con bernie sanders e il suo wasington post. Guardate che noi queste cose le abbiamo già vissute nel 94 con Berlusconi, che prima della par condicio usava le sue emittenti come macchina della propaganda e della pubblicità, portandolo a vincere le elezioni https://www.youtube.com/watch?v=KHb_-O_7hI8
non c'è bisogno di andare indietro alla propaganda nazista per prevedere i risultati di questo sistema moralmente corrotto e schiavo del capitalismo.

ma tanto al cittadino medio (perchè è riduttivo paralre di italiano, americano o tedesco medio) non fotte più un cazzo. basta avere uno stipendio per straviziare se stesso e i figli e quando a 70 anni non avrà una pensione perchè lo stato sarà con le pezze al culo darà la colpa ai politici votando chi promette di "drain the swamp in washington" o chi da la colpa ai teroni (negli anni 90) o agli immigrati (Salvini)
cronos199012 Gennaio 2021, 10:50 #7
Originariamente inviato da: Gringo [ITF]
Amazon, Google & Co, sono i padroni del mondo, cosa hanno da ridire questi.
Indipendentemente da quello che sia successo, non è corretto interrompere un servizio, in America si vendono ARMI, ci stanno i MORTI eppure si continua a venderle per il diritto del singolo americano, lo prevede la loro costituzione.

Amazon vende server e i server devono fare il loro lavoro, nel caso contrario non ci stà neutralità e la rete diventa censurata e controllata... oltre i limiti di quello ce già è.

Pure il Bitcoin è usato per pagare attività illecite e i proprietari non lo impediscono, non per questo il servizio viene sospeso.
Quindi stai dicendo che chi eroga un servizio privato (Amazon, Google, Facebook, Twitter... tutti servizi privati) ha l'obbligo di concedere a chiunque la possibilità di sfruttare suddetti servizi.

Questo tralasciando il fatto che il paragone con le vendita di armi consentita in America (che comunque dipende dallo stato. E la loro costituzione non mi pare che preveda esplicitamente la vendita di armi) è del tutto fuorviante.
Originariamente inviato da: emanuele83
1. un gigante come amazon offre servizi a una piccola realtà che lavora in un settore che amazon vuole inglobare o che ad amazon fa concorrenza. Amazon prima offre di comprare la suddetta azienda, al suo rifiuto: ti blocchiamo i servizi, cercatene un altro che costi uguale offra le stesse cose e sia così reliable. pratica di mercato scorretta, ovviamente, ma la piccola azienda che fattua 1 paio di milioni anno, cosa fa, fva alla corte suprema a bussare alla porta facendo una causa milionaria a un gigante del web?
Chiaramente è un abuso da posizione dominante.

Ma che non centra nulla con la situazione in essere. Parler ha violato i termini del contratto, almeno fino a prova contraria di un tribunale (data la situazione, dubito daranno ragione a Parler), e quindi AWS ha tutto il diritto di bloccarti i suoi servizi.


Semmai AWS, Google e tutti gli altri a seguire li considero ipocriti: perchè di casi per bloccare certi servizi/utenti per queste motivazioni sono stati fin troppo numerosi ed evidenti, ma chissà perchè hanno deciso di agire solo nel momento in cui l'inquilino degli ultimi 4 anni alla Casa Bianca ha dovuto smobilitare perchè non rieletto.
canislupus12 Gennaio 2021, 11:06 #8
Originariamente inviato da: Zurlo
No, sono i primi player ... ma esistono centinaia di alternative. Io lavoro per il quinto host mondiale, e forniamo servizi simili a costi inferiori; peccato che Parler e' scritta per funzionare solo su Amazon, percui non puo' spostarsi.
La loro causa non sta in piedi, serve solo a non farsi dimenticare.


Liberta' di parola non significa liberta' dalle conseguenze - su Google non puoi portare il p0rno perche' vieta i loro termini di servizio, eppure nessuno ne fa un caso di censura. Se metti un p0rno su Google play o Apple store, te lo tolgono il giorno stesso, sic et simpliciter.


Bitcoin non ha un "proprietario" e la sua forza e' proprio il non poter essere bloccato da nessuno; in ogni modo anche il denaro contante e' usato per affari illeciti, e nessuno pensa di bloccarlo.


Perdonami, ma non è un paragone che regge.
Il p0rno non è previsto in nessun caso sui server di Amazon e questo non lascia spazio ad interpretazioni.
Mentre è molto più complesso stabilire cosa sia lecito dire e cosa non lo sia.
Comprendere come la sensibilità di qualcuno possa essere più o meno forte e quindi l'uso di certe parole possa avere conseguenze differenti rispetto all'interlocutore che le legge.
Prendi ad esempio il revisionismo delle parole e dei fatti storici che sta accadendo ed è accaduto a seguito dei tragici e gravissimi episodi di intolleranza razziale avvenuti prima del movimento BLM.
Onestamente io trovo ridicolo in alcune sue parti, ma nonostante il mio pensiero, penso che stia proseguendo ugualmente.
Segno che per qualcuno ricopra un'importanza tale da battersi per promuoverlo.
Per quanto riguarda i grandi BIG, proprio perchè forniscono un servizio utilizzato da miliardi/milioni di persone differenti, non è possibile stabilire che una visione sia accettabile e tutte le altre debbano essere censurate in quanto differenti dal proprio pensiero.
Tutto questo al netto di reati che possano essere commessi e che devono ovviamente essere identificabili dalle leggi in essere.
Dr.Adder12 Gennaio 2021, 11:08 #9
bene
turcone12 Gennaio 2021, 11:25 #10
si il provider dello spazio ha la responsabilità di quello che è presente sui propri server e ne risponde in caso di azioni legali
questo è valido anche in italia tipo se usi aruba per fare un sito warez e simili ti chiudono lo spazio appena se ne accorgono
per parler penso che il discorso sia l'istigazione all'odio se domani qualcuno uccide o ferisce una delle persone presenti in quei post e il colpevole si difende dicendo che è stato indotto da internet a fare quelle cose (cosa certa ) anche il provider ha l'obbligo di risarcire la vittima ed essendo amazon si possono chiedere milioni di risarcimento

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