OpenAI torna sulla battaglia legale con Musk: "incoerenti le sue accuse"
Secondo OpenAi non esiste alcun "accordo costitutivo" che avrebbe imposto alla società di perseguire scopi non-profit
di Andrea Bai pubblicata il 12 Marzo 2024, alle 11:01 nel canale WebOpenAI
La battaglia legale tra Elon Musk e OpenAI si sta
inevitabilmente arricchendo con accuse incrociate che cercano di confutare
le motivazioni di entrambe le parti. Al centro della controversia, lo
ricordiamo, c'è un presunto "accordo costitutivo" che, secondo Musk,
vincolava OpenAI a mantenere
il suo status di organizzazione no-profit e mettere a disposizione
gratuitamente al pubblico la sua intelligenza artificiale.
OpenAI ha però negato categoricamente l'esistenza di tale accordo in un'udienza in tribunale, definendolo "una finzione che Musk ha evocato per rivendicare diritti immeritati sui frutti di un'impresa che inizialmente ha sostenuto, poi abbandonato, poi ha visto avere successo senza di lui".
L'azienda accusa Musk di basarsi su "premesse fattuali contorte – spesso incoerenti" e sostiene che, se il caso procedesse, emergerebbe la prova che il miliardario in realtà appoggiava la transizione di OpenAI verso una struttura a scopo di lucro, da lui stessa controllata.

Non solo: secondo il racconto di OpenAI, Musk avrebbe interrotto il suo sostegno al progetto perché le sue idee non venivano seguite. Questa affermazione si sovrappone a quanto l'azienda ha condiviso la scorsa settimana tramite un post sul proprio blog, in cui ha pubblicato una serie di documenti per dimostrare la tesi che l'obiettivo di Musk fosse quello di trasformare la società in una realtà for-profit, con la proposta di fonderla con Tesla.
"Vedendo i notevoli progressi tecnologici raggiunti da OpenAI, Musk ora vuole quel successo per sé", ha scritto l'azienda nella sua dichiarazione. "Musk pretende di portare questa causa per l'umanità, quando la verità - evidente anche dalla contraddittoria dichiarazione di Musk - è che la porta per promuovere i propri interessi commerciali."
Un'accusa che sembra trovare riscontro nelle recenti mosse di Musk nel campo dell'intelligenza artificiale. L'anno scorso, l'imprenditore sudafricano ha lanciato x.AI, una sua società con l'ambizioso obiettivo di comprendere "la vera natura dell'universo". Nei giorni scorsi, inoltre, Musk ha annunciato che il chatbot Grok, sviluppato dalla stessa x.AI, diventerà open source.
La mossa sembra essere una provocazione diretta a OpenAI, ma rappresenta anche la strada per cercare di ottenere un riscontro da parte della comunità degli sviluppatori per migliorare la tecnologia di x.AI. E tutto ciò, secondo OpenAI, dimostrerebbe che Musk stia perseguendo i propri interessi commerciali piuttosto che il bene dell'umanità, come dichiara nella sua causa.










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