Netflix ha ucciso la TV coi canali, ora vuole resuscitarla

Netflix ha ucciso la TV coi canali, ora vuole resuscitarla

L'azienda starebbe valutando l'aggiunta di canali che trasmettono senza sosta per chi non vuole scegliere, e la rivendita di abbonamenti rivali come Peacock. All'origine c'è un tempo di visione che dà segni di cedimento

di pubblicata il , alle 14:31 nel canale Web
Netflix
 

Netflix sta valutando l'introduzione di canali sempre accesi, che trasmetterebbero in continuo film e serie selezionati senza costringere l'utente a cercare cosa guardare. A riferire le discussioni interne è il Wall Street Journal, secondo cui l'azienda ragiona in parallelo sulla vendita di abbonamenti a servizi concorrenti direttamente dalla propria app. All'origine di entrambe le mosse c'è un dato che preoccupa: il coinvolgimento degli abbonati dà segni di calo.

I canali immaginati riproporrebbero programmi scelti o raggruppati per genere, in un flusso senza interruzioni, e comparirebbero come riquadri nella schermata principale accanto al catalogo on-demand. È un ritorno alla logica della vecchia TV lineare da parte dell'azienda che più di ogni altra ha spinto gli spettatori ad abbandonarla, e ricorda da vicino piattaforme gratuite come Pluto TV e Tubi. Con una differenza sostanziale nel modello: quei servizi sono gratuiti perché interamente sostenuti dalla pubblicità.

Un nuovo spazio per la pubblicità

Ma la pubblicità è proprio uno dei motivi d'interesse: un palinsesto che scorre senza sosta apre un nuovo spazio per inserzioni che lo spettatore non può saltare. Il piano con pubblicità di Netflix, sempre più diffuso, costa oggi 6,99 euro al mese, e ogni superficie pubblicitaria in più è una leva di ricavo.

Sul fronte dei pacchetti, l'azienda ha esplorato l'inclusione di servizi in abbonamento di terzi, fra cui Peacock di NBCUniversal, da vendere dalla propria app come già fanno da tempo Amazon e Apple. Anche questo segna una distanza dalle origini per un servizio che ha costruito la propria identità sull'essere destinazione unica.

Il nodo del coinvolgimento

Il coinvolgimento, ossia quanto a lungo si guarda e con quale frequenza si porta a termine un film o una serie, è oggi la metrica di riferimento a Hollywood: un abbonato che consuma molto è un abbonato che difficilmente disdice. È la ragione per cui il suo cedimento, emerso come tema ricorrente nelle riunioni interne, spinge l'azienda a cercare contromosse.

Il quadro si lega a un'altra difficoltà: Netflix sta cercando di capire perché le seconde stagioni delle sue serie registrino cali di ascolti significativi. Nel frattempo il catalogo si è aperto a formati diversi dalla serie di prestigio, come i video podcast e i contenuti prodotti da editori digitali quali BuzzFeed e Condé Nast, pensati per restare accesi sullo sfondo senza chiedere attenzione piena. Nessuna delle idee sui canali e sui pacchetti è però stata confermata: per ora restano discussioni interne, e l'azienda non ha commentato.

1 Commenti
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Axios200610 Luglio 2026, 19:07 #1
Netflix ha ucciso la TV coi canali, ora vuole resuscitarla


E il titolone iperbolico e' servito....

Da Dexter a ER?

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