Nella causa OpenAI, Elon Musk rivendica fino a 134 miliardi di dollari di presunti guadagni "ingiusti"
Nella nuova documentazione depositata in tribunale, Elon Musk quantifica tra 79 e 134 miliardi di dollari la parte che gli spetta, a suo dire, dei guadagni che OpenAI e Microsoft avrebbero maturato grazie al suo contributo iniziale al progetto
di Andrea Bai pubblicata il 19 Gennaio 2026, alle 14:31 nel canale WebOpenAIMicrosoft
Elon Musk ha quantificato tra 79 e 134 miliardi di dollari la somma che intende ottenere da OpenAI e Microsoft nella causa che li oppone da mesi, sostenendo di avere diritto a recuperare i guadagni generati grazie al suo contributo alla nascita del laboratorio di intelligenza artificiale. Nella documentazione presentata a un tribunale federale in California, visionata da Bloomberg, il team legale di Musk sostiene che OpenAI avrebbe maturato tra 65,5 e 109,43 miliardi di dollari di profitti "ingiusti", mentre Microsoft avrebbe beneficiato per una cifra stimata tra 13,3 e 25,06 miliardi di dollari. La nuova stima dei danni arriva dopo il rigetto del tentativo di OpenAI e Microsoft di evitare il processo con giuria, attualmente previsto per la fine di aprile a Oakland.
Il ruolo del contributo iniziale di Musk
Al centro della tesi di Musk c'è l'idea che il suo contributo iniziale, economico e non solo, avrebbe consentito ad OpenAI di raggiungere l'attuale valutazione di mercato, indicata nei documenti legali in circa 500 miliardi di dollari. Musk sostiene di aver fornito circa 38 milioni di dollari di finanziamenti nelle fasi iniziali, pari a "circa il 60%" dei fondi seed della non profit, oltre al supporto nel reclutamento di figure chiave, nell'accesso a contatti strategici e nella definizione della visione del progetto. Nella logica degli avvocati di Musk, così come un precoce sostenitore di una startup può ottenere ritorni molte volte superiori all'investimento iniziale, i presunti guadagni ingiusti che OpenAI e Microsoft avrebbero realizzato sarebbero "di gran lunga superiori" alle somme versate all'epoca.

La stima dei danni e dei guadagni illeciti è stata elaborata da C. Paul Wazzan, economista finanziario indicato come perito di parte di Musk nella documentazione depositata in tribunale. Gli avvocati di OpenAI e Microsoft hanno chiesto al giudice di limitare ciò che il perito potrà presentare alla giuria, definendo le sue proiezioni "inventate", "non verificabili" e senza precedenti, e contestando l'ipotesi di un trasferimento di decine di miliardi di dollari da una non-profit a un ex donatore diventato concorrente.
Origine e sviluppo della controversia
La causa attuale affonda le sue radici in un contenzioso avviato da Musk nel marzo 2024, quando l'imprenditore ha accusato OpenAI e i suoi vertici di aver tradito la missione originaria di organizzazione non profit, impegnata a sviluppare intelligenza artificiale "a beneficio dell umanità" e con codice aperto. Il ricorso, inizialmente presentato in un tribunale statale di San Francisco e poi riproposto in sede federale, contesta in particolare la stretta partnership con Microsoft e la trasformazione della struttura societaria, che secondo Musk avrebbe spostato il baricentro verso la massimizzazione dei profitti e un maggiore controllo da parte del colosso di Redmond. Nel corso del 2024 Musk ha anche cercato di ottenere un ingiunzione per bloccare i piani di riorganizzazione di OpenAI, ampliando progressivamente il perimetro della disputa con il coinvolgimento di Microsoft.
Le altre azioni legali e le prossime tappe
Parallelamente alla causa sui guadagni, Musk ha avviato nei mesi scorsi un ulteriore contenzioso che coinvolge OpenAI e Apple, accusandole di pratiche monopolistiche che ostacolerebbero l'accesso della sua società xAI all'App Store. Queste mosse si inseriscono in una più ampia strategia con cui Musk cerca di ridefinire i rapporti di forza nel mercato dell'intelligenza artificiale generativa, contestando la concentrazione di potere tecnologico e commerciale attorno all'asse OpenAI-Microsoft. In vista del processo previsto per la primavera 2026, le parti stanno cercando di delimitare il perimetro delle perizie e delle argomentazioni economiche, mentre resta da capire se Musk chiederà anche danni punitivi o misure inibitorie aggiuntive oltre alle somme miliardarie già quantificate nei documenti.










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2 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoPaperon De Paperoni era attaccato ai soldi ma non era così cattivo... lui invece è di un'avidità spaventosa e fa soldi per fare altri soldi per fare soldi.. fine a se stesso il ragionamento e colpisce tutti quelli che possono dargli fastidio e nessuno lo ferma
è spaventosa come persona eppure è lasciato libero di fare come gli pare.. dall'occultare i dati delle vetture a sbattersene del buon senso a chiedere 130 miliardi di dollari per una presunta sua perdita di soldi..
bah.. dovrebbero iniziare a tassare anche i soldi dei trust e i suoi prestiti.. vivere alla grande con i soldi delle banche senza versare tasse per i cavilli che solo i ricchi possono sfruttare e sputare addosso a chi lavora continuando a fare come gli pare.. boh.. una vergogna
ma beato lui.. è in cima alla montagna e fa quello che vuole
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