Moratoria sull’AI: le Big Tech vogliono bloccare le leggi statali americane
Le Big Tech propongono un blocco decennale alle norme statali sull’AI, ma la proposta divide industria e partito repubblicano tra innovazione e tutela dei cittadini
di Andrea Bai pubblicata il 18 Giugno 2025, alle 15:31 nel canale WebLe principali aziende tecnologiche statunitensi, tra cui Amazon, Google, Microsoft e Meta, stanno supportando una massiccia campagna di lobbying per ottenere dal Senato degli Stati Uniti un blocco decennale sulla possibilità che i singoli stati possano legiferare in materia di intelligenza artificiale. La proposta, già approvata dalla Camera dei Rappresentanti come parte del cosiddetto "big, beautiful budget bill" del presidente Donald Trump, mira a impedire per dieci anni che gli stati possano introdurre regole autonome sui modelli di AI, lasciando la regolamentazione esclusivamente in mano al Congresso federale.
A guidare la spinta delle big tech c’è Chip Pickering, ex membro del congresso e oggi CEO di INCOMPAS, associazione di categoria che rappresenta non solo i colossi del settore tecnologico ma anche numerose piccole e medie imprese attive nei settori dati, energia e infrastrutture. "Questa è la politica giusta nel momento giusto per la leadership americana. Ma è altrettanto importante nella corsa contro la Cina" ha dichiarato Pickering al Financial Times.
INCOMPAS ha lanciato nel 2024 l’AI Competition Center (AICC), un organismo specificamente dedicato a influenzare legislatori e autorità di regolazione, e all’inizio dell’anno anche il cloud di Amazon e Meta hanno aderito al sottogruppo AICC, mentre il dibattito sulle norme per l’AI si infiammava e l’Unione Europea introduceva una serie di misure di controllo sul settore.

La posizione delle Big Tech è però fortemente contestata: la moratoria sulle leggi statali servirebbe soprattutto a garantire il dominio delle grandi aziende nella corsa allo sviluppo dell’intelligenza artificiale generale, ossia modelli che superano le capacità umane in quasi tutti i campi.
La proposta ha procurato anche una frattura interna nel Partito Repubblicano, dove molti esponenti temono che impedire ai singoli stati di regolare una tecnologia così potente e potenzialmente dirompente possa avere conseguenze sociali ed economiche imprevedibili. Tra i repubblicani, alcuni sostengono che un mosaico di regole statali potrebbe portare frammentazione frenare l’innovazione e far perdere terreno agli Stati Uniti nella competizione globale, in particolare contro la Cina. Altri, invece, difendono il tradizionale principio dei diritti degli stati, ritenendo pericoloso che il governo federale imponga una moratoria decennale sulle leggi locali anche a fronte dell'imprevedibilità evolutiva dell'AI, e dei passi avanti potenzialmente enormi che si potrebbero verificare nel corso dei prossimi 10 anni.










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