Microsoft risponde alle accuse: bloccati alcuni servizi cloud all'esercito israeliano
Microsoft ha annunciato la sospensione di specifici servizi cloud e di intelligenza artificiale al Ministero della Difesa israeliano, dopo che una revisione interna ha confermato elementi sull'uso di Azure per la sorveglianza di massa dei civili palestinesi
di Nino Grasso pubblicata il 26 Settembre 2025, alle 12:11 nel canale WebMicrosoftAzure
Microsoft ha ufficialmente comunicato la cessazione di determinati abbonamenti e servizi cloud al Ministero della Difesa israeliano (IMOD), una decisione senza precedenti che segue le rivelazioni emerse dall'inchiesta condotta da The Guardian insieme alle testate israeliane +972 Magazine e Local Call. La misura riguarda l'utilizzo di Azure e delle tecnologie di intelligenza artificiale da parte dell'Unità 8200, l'agenzia di sorveglianza militare israeliana equivalente alla NSA americana.

Brad Smith, vicepresidente e presidente di Microsoft, ha dichiarato in una nota interna ai dipendenti che la revisione avviata dall'azienda ha individuato prove a supporto di alcuni elementi dell'inchiesta giornalistica. L'indagine aveva rivelato che il governo israeliano utilizzava l'infrastruttura cloud Azure per archiviare registrazioni e dati relativi a un milione di chiamate telefoniche effettuate da cittadini palestinesi residenti in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza. Il sistema di sorveglianza, operativo dal 2022, si basava su server localizzati nei Paesi Bassi e faceva affidamento su servizi AI per l'elaborazione e l'analisi dei dati intercettati.
Microsoft, uso improprio di Azure da parte di Israele ma non è rottura completa
La decisione di Microsoft non comporta una rottura completa dei rapporti commerciali con Tel Aviv. Smith ha specificato che la sospensione riguarda esclusivamente un sottoinsieme di servizi utilizzati da una singola unità del Ministero della Difesa israeliano, mentre rimangono attivi altri contratti governativi, inclusi quelli relativi alla cybersicurezza. L'azienda ha sottolineato che continuerà a fornire supporto per la protezione informatica di Israele e degli altri paesi del Medio Oriente, anche nell'ambito degli Accordi di Abramo.
The Guardian riferisce che l'esercito israeliano aveva già iniziato il trasferimento di circa 8 terabyte di dati dalla piattaforma Azure verso Amazon Web Services, pochi giorni dopo la pubblicazione dell'inchiesta originale, soluzione che evidentemente le forze armate israeliane stavano già prendendo come riferimento in qualità di alternativa per mantenere operative le proprie capacità di sorveglianza, nonostante le pressioni internazionali. La decisione di Microsoft arriva dopo mesi di proteste interne da parte dei dipendenti, che avevano organizzato manifestazioni e sit-in presso la sede centrale dell'azienda per contestare i contratti con il governo israeliano. Il gruppo "No Azure for Apartheid" aveva intensificato le proprie azioni di protesta, riuscendo anche ad accedere all'edificio aziendale e a trasmettere in diretta streaming dall'ufficio di Brad Smith.
L'azienda aveva risposto licenziando un totale di cinque dipendenti coinvolti nelle manifestazioni, una misura che aveva ulteriormente alimentato le tensioni interne. Nonostante il gruppo attivista abbia definito la decisione come "una vittoria significativa e senza precedenti", i rappresentanti hanno precisato che la misura risulta insufficiente poiché tocca solo una piccola parte dei contratti complessivi con l'esercito israeliano.










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4 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infobasta vedere cosa fanno i nazi animalisti
Ma ormai non ci si indigna più di nulla.
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