Microsoft ammette: emissioni di CO2 su del 25% in un anno per colpa dell'IA
Il colosso di Redmond ha ammesso un balzo del 25% delle emissioni di CO2 nell'ultimo anno fiscale, spinto dall'espansione dei datacenter per l'intelligenza artificiale e dallo stop ai certificati di energia rinnovabile scorporata
di Nino Grasso pubblicata il 11 Luglio 2026, alle 13:11 nel canale WebMicrosoft
Microsoft ha ammesso un aumento del 25% delle proprie emissioni di CO2 nell'ultimo anno fiscale. A pesare sono state l'espansione dei datacenter dedicati all'intelligenza artificiale e la decisione di interrompere l'acquisto di certificati di energia rinnovabile "scorporati", quelli venduti separatamente dalla produzione fisica di elettricità. Lo confermano gli stessi vertici dell'azienda nel report ambientale pubblicato il 9 luglio.

Sul web è circolata una cifra di 34 milioni di tonnellate di CO2 equivalente, mai dichiarata da Microsoft. Quel numero, ricavato da un grafico del report, rappresenta in realtà uno scenario controfattuale: quanto avrebbe emesso l'azienda senza gli interventi di riduzione già messi in campo, dall'efficienza energetica delle Xbox ai carburanti sostenibili per l'aviazione fino alla decarbonizzazione della filiera Surface. Il dato reale dichiarato per l'anno si ferma a circa 20 milioni di tonnellate, comunque il 25% in più rispetto al periodo precedente.
Il report, firmato dal vicepresidente e presidente Brad Smith insieme alla responsabile della sostenibilità Melanie Nakagawa, attribuisce l'incremento "principalmente all'espansione dell'infrastruttura dei datacenter" e alla scelta di sospendere l'acquisto dei certificati rinnovabili scorporati. Lo Scope 3, che racchiude le emissioni indirette lungo la filiera, resta la voce più pesante del bilancio. Ma la vera anomalia dell'anno riguarda lo Scope 2, la componente legata al consumo diretto di energia elettrica: passa da poco meno del 2% al 13% del totale.
Perché i certificati energetici scorporati vengono considerati greenwashing
I renewable energy certificates unbundled, per definizione dell'Environmental Protection Agency statunitense, vengono venduti separatamente dall'elettricità realmente generata. Chi le acquista può dichiararsi alimentato da fonti rinnovabili senza consumare un solo watt di quella energia, finanziando solo a distanza lo sviluppo di nuovi impianti. È una pratica che gran parte degli osservatori ambientali classifica come una forma di greenwashing, anche se le aziende la difendono come leva finanziaria per il settore.
Già a febbraio 2025 Microsoft aveva annunciato lo stop agli acquisti di certificati "non addizionali", spiegando di voler spostare quei fondi verso interventi più duraturi: riduzione diretta delle emissioni, rimozione della CO2 e accordi di fornitura di elettricità pulita. Nel report l'azienda ribadisce che l'obiettivo resta diventare carbon negative entro il 2030, pur ammettendo che la scelta potrebbe farla uscire, nel breve periodo, dalla posizione di carbon neutrality.
Non tutti i numeri vanno in direzione opposta agli obiettivi dichiarati. Per la prima volta Microsoft ha ripristinato più acqua di quanta ne abbia prelevata, oltre 14 milioni di metri cubi nell'anno fiscale, un traguardo utile a controbilanciare l'impatto idrico dei datacenter più recenti.
Resta il nodo di fondo. La crescita dei consumi legati all'intelligenza artificiale rende sempre più difficile per i grandi fornitori di cloud conciliare gli impegni climatici con l'espansione dell'infrastruttura. Microsoft prova a giustificare l'aumento con la trasparenza dei nuovi criteri contabili, ma il traguardo del 2030 dipenderà da quanto in fretta l'azienda riuscirà a sostituire megawatt scorporati sulla carta con energia pulita realmente immessa in rete.







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9 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infogià.. tanto fra Spagna e Piemonte ci sono piromani che stanno distruggendo oltre 2 mila ettari di boschi quindi qualche tonnellata di CO2 di MS non si vedrà neanche
Carbon neutral, carbon negative, ecosostenibile...
Carbon neutral, carbon negative, ecosostenibile...
Ci manca solo la terra piatta, i pleiadiani e la macchina di majorana e sei il complottaro perfetto, puoi ancora migliorare, hai dei margini, se ti impegni ce la puoi fare.
te pensa che se credeva pure che con la transizione economica salvavamo il pianeta riusciva ad essere sia complottaro che ipocrita assieme
Il bollino ESG e' nato per quello. Un po' come il DEI e tutta la storia dell'inclusione, e del combattere le fake news. Ricordiamoci che questi signori obbedivano ai Dem quando erano alla presidenza USA. Il giorno dopo l'elezione di Trump sono tutti andati alla casa bianca per assicurarsi i fondi governativi
Il problema e' che purtroppo c'e' ancora chi casca nell'errore di considerare aziende quotate enti benefici.
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