Meta si difende: il torrenting di massa per addestrare l'IA non è illegale
Di recente si è scoperto che Meta ha scaricato illegalmente oltre 80TB di libri piratati per addestrare i suoi modelli di intelligenza artificiale. L'azienda si difende sostenendo di non aver ridistribuito i contenuti, ma le email interne raccontano una storia diversa.
di Nino Grasso pubblicata il 21 Febbraio 2025, alle 11:31 nel canale WebMeta
Meta è accusata di violazione di copyright per l'addestramento dei suoi modelli di intelligenza artificiale e, di fronte a queste accuse, si sta difendendo sostenendo che l'utilizzo di materiale protetto da copyright per l'addestramento dell'IA rientri nel "fair use" e affermando di non aver ridistribuito i contenuti scaricati a terze parti.

Documenti interni recentemente desecretati hanno rivelato che l'azienda di Mark Zuckerberg ha scaricato illegalmente oltre 80 terabyte di libri piratati da siti come LibGen e Z-Library, utilizzando la tecnologia BitTorrent. Le email trapelate mostrano come i dipendenti di Meta fossero consapevoli della natura illegale di queste azioni, esprimendo preoccupazione per le possibili conseguenze legali: "Scaricare torrent da un laptop aziendale non mi sembra giusto", scriveva un dipendente aggiungendo persino un'emoji sorridente. L'azienda avrebbe continuato la pratica nonostante gli avvisi, cercando addirittura di nascondere le proprie tracce evitando l'uso dei server proprietari per i download.
Meta ha scaricato libri pirata per scaricare l'IA: ecco come intende difendersi
Un nuovo tassello si è adesso aggiunto alla vicenda, con la società che sta cercando di difendersi sottolineando come lo scopo del "torrenting" fosse esclusivamente quello di addestrare i suoi modelli di IA, prendendo precauzioni per non eseguire il "seeding" dei file scaricati. In altre parole, Meta non avrebbe ridistribuito i libri scaricati illecitamente, non contribuendo quindi alla diffusione di materiale pirata. Tuttavia, secondo quanto riportato da Ars Technica, gli autori che hanno intentato la causa sostengono che Meta abbia effettivamente ridistribuito i file torrent.
La portata dell'operazione rimane in ogni caso impressionante: si parla di almeno 81,7 terabyte di dati scaricati da diverse "biblioteche ombra", di cui 35,7 terabyte provenienti specificamente da Z-Library e LibGen. Gli avvocati degli autori sottolineano come anche atti di pirateria di dati molto più limitati abbiano portato in passato a indagini penali, mettendo in evidenza la gravità delle azioni di Meta. La causa è destinata ad alimentare il dibattito sul rispetto dei diritti d'autore nell'era dell'intelligenza artificiale, dove una enorme mole di dati è necessaria per allenare i modelli.
Se il tribunale dovesse stabilire che le azioni di Meta sono illegali, potrebbe crearsi un precedente fondamentale che andrebbe inevitabilmente a rallentare l'evoluzione della tecnologia, costringendo le aziende a ripensare le loro pratiche di acquisizione dei dati per l'addestramento dei modelli. Gli autori della denuncia hanno richiesto ulteriori deposizioni dei dipendenti Meta coinvolti nel processo decisionale, mentre l'azienda continua a mantenere la posizione secondo cui le accuse siano esagerate vista la mancanza di prove concrete che la ridistribuzione dei libri protetti da copyright come risultato del torrenting sia effettivamente avvenuta.










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10 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoQuindi in america posso scaricare il materiale coperto da copyright per addestrare la mia intelligenza naturale senza compiere illecito, basta non ridistribuirlo?
Che figata.
Più che "rallentare l'evoluzione della tecnologia" basta pagare per quello che usi....
mi sembra una scusa assurda anche solo dal punto di vista tecnico.
poi il giudice o chi per lui non sa nulla di come funziona il protocollo e magari gli crede pure...
Negli anni avrò scaricato anche io qualche Tera di roba, solamente per addestrare la mano sinistra che era un po’ “indietro” rispetto alla destra
mi sembra una scusa assurda anche solo dal punto di vista tecnico.
poi il giudice o chi per lui non sa nulla di come funziona il protocollo e magari gli crede pure...
Non ho mai provato ma non basta bloccare il traffico in uscita della porta usata, o, dato che parliamo di meta, utilizzare la funzione di analisi dei pacchetti del firewall aziendale bloccando quelli torrent in uscita?
se non ricordo male il client apre due porte UDP per iniziare la comunicazione con i tracker... forse se si blocca la porta in uscita non parte nemmeno?
mai provato cmq.
è come se uno dicesse ok ho trasportato la droga ma non l'ho venduta io quindi non sono un trafficante
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