Meta punta sull'energia nucleare per potenziare l'intelligenza artificiale
Meta vuole aggiungere da 1 a 4 gigawatt di nuova capacità nucleare negli Stati Uniti con l'avvento del nuovo decennio. L'azienda conta di attingere all'energia nucleare per raggiungere i suoi obiettivi in materia di intelligenza artificiale e ambiente.
di Manolo De Agostini pubblicata il 05 Dicembre 2024, alle 08:41 nel canale WebMeta
L'aumento del numero di datacenter, ancora di più con l'implementazione della vorace intelligenza artificiale, sta mettendo a dura prova le reti elettriche in tutto il mondo. Secondo le stime di Goldman Sachs, l'utilizzo di energia elettrica da parte dei datacenter negli Stati Uniti dovrebbe triplicare tra il 2023 e il 2030 e richiederà circa 47 gigawatt di nuova capacità di generazione.
Una domanda di energia senza precedenti che mal si concilia con gli obiettivi climatici e di sostenibilità che i grandi colossi della tecnologia si sono dati. Per questo motivo, tutti stanno guardando al nucleare come fonte di energia affidabile, pulita e rinnovabile. Nel gruppo c'è anche Meta.
Dopo aver provato a realizzare un datacenter accanto a un reattore esistente, con scarsa fortuna a causa dell'esistenza nella zona di una rara specie di api, l'azienda ha messo a punto un nuovo piano: trovare società pronte a costruire una o più centrali nucleari da cui attingere energia per i propri datacenter. Datacenter che non dovranno essere ubicati per forza in prossimità delle centrali, ma che dovranno garantire sia l'energia alle operazioni di Meta che al fabbisogno delle comunità locali.

In questo modo, Meta punta a non avere problemi con le autorità di regolazione, che ritengono essenziale un equilibrio tra le esigenze di alimentazione dei datacenter, la domanda esistente e la stabilità complessiva della rete. Secondo Axios, l'azienda è disposta a condividere i costi iniziali, impegnandosi ad acquistare energia una volta che i reattori saranno operativi.
"Poiché le nuove innovazioni apportano progressi tecnologici di impatto in tutti i settori e supportano la crescita economica, crediamo che l'energia nucleare possa aiutare a fornire energia di base stabile per supportare le esigenze di crescita delle reti elettriche che alimentano sia i nostri datacenter sia le comunità che li circondano", esordisce Meta in un post.
Ritenendo fondamentale l'energia nucleare nella transizione verso una rete elettrica più pulita, più affidabile e diversificata, Meta ha annunciato che pubblicherà una richiesta di proposte (RFP) per identificare produttori di energia nucleare in grado di aiutarla a raggiungere gli "obiettivi di intelligenza artificiale e sostenibilità".
La società guidata da Mark Zuckerberg intende raggiungere 1-4 GW di nuova capacità di generazione nucleare negli Stati Uniti a partire dall'inizio degli anni 2030. Per questo motivo le proposte iniziali devono essere presentate entro il 7 febbraio 2025, in tempi non proprio larghissimi.
"Stiamo cercando di identificare sviluppatori che possano aiutare ad accelerare la disponibilità di nuovi generatori nucleari e creare una scala sufficiente per ottenere riduzioni dei costi dei materiali distribuendo più unità, sia per soddisfare le future esigenze energetiche di Meta sia per promuovere una più ampia decarbonizzazione del settore", sottolinea l'azienda.
Meta intende strutturare un accordo che consenta lo sviluppo della tecnologia nucleare in modo analogo a quanto fatto nel settore dell'energia rinnovabile.
"Rispetto ai progetti di energia rinnovabile in cui continuiamo a investire, come solare ed eolico, i progetti di energia nucleare sono più intensivi in termini di capitale, richiedono più tempo per essere sviluppati, sono soggetti a più requisiti normativi e hanno una vita operativa prevista più lunga".
"Queste differenze significano che dobbiamo coinvolgere i progetti di energia nucleare prima nel loro ciclo di vita di sviluppo e considerare i loro requisiti operativi quando progettiamo un contratto. E, poiché l'implementazione su larga scala della tecnologia nucleare offre le migliori possibilità di ridurre rapidamente i costi, l'interazione con un partner in tutti i progetti e le sedi ci consentirà di garantire che possiamo implementare in modo strategico".
Le centrali nucleari tradizionali attuali offrono una capacità di generazione intorno al gigawatt e sono molto costose. Non è chiaro se l'interesse di Meta sia maggiormente diretto sui piccoli reattori modulari (SMR) che promettono di abbassare i costi grazie al design innovativo. A ogni modo, intorno al nucleare c'è un fermento che non si vedeva da decenni, e le Big Tech giocano un ruolo da protagoniste.
Per esempio, Microsoft punta a riavviare un reattore a Three Mile Island entro il 2028. Google punta sulla tecnologia SMR e ha firmato un accordo con Kairos Power per 500 megawatt di potenza. Amazon, infine, sostiene la startup X-energy non solo con un investimento nell'azienda ma anche con un accordo per 320 megawatt di potenza.










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