Meta non ha un monopolio nel settore dei social: la sentenza che salva l'impero di Mark Zuckerberg

Meta non ha un monopolio nel settore dei social: la sentenza che salva l'impero di Mark Zuckerberg

Un giudice federale ha stabilito che Meta non ha un monopolio nel mercato social e ha respinto le accuse della FTC sulle acquisizioni di Instagram e WhatsApp. Il tribunale ha riconosciuto la forte concorrenza di piattaforme come TikTok. Meta evita così un possibile "spezzatino", ma resta coinvolta in altre cause legali.

di pubblicata il , alle 10:11 nel canale Web
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Un giudice federale degli Stati Uniti ha stabilito che Meta Platforms non detiene un monopolio nel mercato dei social media e non ha violato le leggi antitrust quando ha acquisito Instagram nel 2012 e WhatsApp nel 2014. La decisione, emessa dal giudice distrettuale James Boasberg a Washington, rappresenta una significativa sconfitta per la Federal Trade Commission (FTC), che dal 2020 accusava Meta di aver consolidato illegalmente la propria posizione dominante acquistando potenziali concorrenti.

Nel verdetto, Boasberg ha dichiarato che l'agenzia non è riuscita a dimostrare che Meta abbia attualmente un potere monopolistico, sottolineando come il panorama dei social media sia cambiato profondamente negli ultimi anni grazie alla crescita di piattaforme come TikTok e YouTube.

Anche le testimonianze di Mark Zuckerberg e dell'ex COO Sheryl Sandberg, durante il processo di aprile, hanno evidenziato un mercato dinamico, caratterizzato da continui mutamenti e innovazioni. Il giudice ha anche ricordato che la FTC, all'epoca delle acquisizioni, aveva già approvato entrambe le operazioni.

Le accuse rivolte a Meta e i risvolti del processo

La FTC sosteneva che Meta avesse pagato cifre eccessive per eliminare futuri rivali, ma Boasberg ha concluso che l'agenzia non ha provato che la società mantenga oggi un dominio significativo, notando come la sua quota di mercato sembri in calo. Nonostante la delusione espressa dall'agenzia, non è ancora chiaro se sarà presentato un ricorso.

Meta, dal canto suo, ha accolto con favore la decisione, affermando che il verdetto conferma la forte concorrenza del settore e permette all'azienda di evitare un possibile smembramento, che avrebbe potuto comportare la cessione di Instagram e WhatsApp.

La sentenza giunge in un contesto di crescente attenzione delle autorità statunitensi verso le pratiche delle big tech: il Dipartimento di Giustizia ha recentemente ottenuto due vittorie contro Google, pur senza riuscire a imporre la separazione del browser Chrome. Secondo alcuni esperti, come la professoressa Rebecca Haw Allensworth, il caso Meta potrebbe frenare future iniziative antitrust americane.

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