Meta attende una sentenza storica: potrebbe perdere WhatsApp e Instagram
Il caso Federal Trade Commission v. Meta Platforms si è concluso dopo sei settimane di testimonianze. Il giudice federale James E. Boasberg dovrà ora stabilire se l'azienda di Zuckerberg ha violato le leggi antitrust acquisendo Instagram e WhatsApp e la sentenza potrebbe essere molto pesante
di Nino Grasso pubblicata il 29 Maggio 2025, alle 09:31 nel canale WebMetaInstagramWhatsApp
Uno dei processi antitrust più significativi dell'industria tecnologica degli ultimi anni si è ufficialmente concluso presso il tribunale federale del Distretto di Columbia. Federal Trade Commission v. Meta Platforms rappresenta una battaglia legale che potrebbe scrivere nuovamente gli equilibri di potere nella Silicon Valley e costringere Meta a cedere due delle sue proprietà più preziose: Instagram e WhatsApp.

Le sei settimane di processo hanno visto sfilare 38 testimoni, incluso il CEO Mark Zuckerberg, che ha dovuto affrontare un interrogatorio serrato da parte degli avvocati governativi. L'accusa principale riguarda la strategia "comprare o seppellire" che Meta avrebbe adottato per consolidare il proprio monopolio nel mercato dei social network attraverso l'acquisizione di potenziali rivali anziché competere lealmente sul mercato.
Meta potrebbe trovarsi costretta a cedere WhatsApp e Instagram
La Federal Trade Commission contesta specificamente due operazioni: l'acquisizione di Instagram per 1 miliardo di dollari nel 2012 e quella di WhatsApp nel 2014. Entrambe le transazioni erano state approvate dalle autorità regolatorie dell'epoca, ma la FTC sostiene che Meta abbia violato una legge che proibisce la monopolizzazione attraverso comportamenti anti-competitivi. Il fulcro dell'argomentazione governativa si basa su oltre 400 documenti interni in cui Zuckerberg e altri dirigenti esprimevano preoccupazioni riguardo alla concorrenza rappresentata da Instagram e WhatsApp, discutendo i vantaggi di una potenziale acquisizione. Particolarmente dannose per Meta potrebbero rivelarsi le email in cui il CEO affermava che fosse "più vantaggioso acquisire che competere".
Dopo settimane di testimonianze, la questione cruciale che determinerà l'esito del processo riguarda adesso la definizione di "mercato rilevante". La Federal Trade Commission argomenta che Meta detiene una posizione monopolistica nel segmento delle applicazioni dedicate specificamente all'interazione sociale, citando piattaforme come Snapchat come esempi di concorrenti diretti. Meta ha però indicato, in sua difesa, una visione più ampia del mercato competitivo. L'azienda sostiene di confrontarsi direttamente con la forte concorrenza di TikTok, YouTube e persino piattaforme di dimensioni minori come MeWe, argomentando che gli utenti utilizzano le sue proprietà per l'intrattenimento e non solo per la connessione sociale.
La definizione del mercato rappresenta il fulcro decisionale dell'intero caso, come spesso avviene nei casi antitrust. Se il giudice James E. Boasberg, chiamato a valutare l'intera vicenda, dovesse accogliere l'interpretazione restrittiva della FTC, Meta potrebbe essere costretta a cedere Instagram e WhatsApp. Al contrario, l'adozione della definizione più ampia proposta da Meta porterebbe al collasso dell'intero caso, con potenziali conseguenze significative per la futura regolamentazione delle grandi aziende tecnologiche. Il giudice ha riconosciuto la natura storica della sua decisione e ha promesso una sentenza "rapida". Indipendentemente dall'esito, gli esperti legali prevedono un appello da parte della parte soccombente, segnalando che la battaglia giudiziaria è solo all'inizio.










Le soluzioni FSP per il 2026: potenza e IA al centro
AWS annuncia European Sovereign Cloud, il cloud sovrano per convincere l'Europa
Aetherflux e Lockheed Martin insieme per inviare energia elettrica senza cavi dallo Spazio sulla Terra e la Luna
SpaceX sta proseguendo i test della terza versione del razzo spaziale Starship, lancio forse a febbraio
Axiom Space ha mostrato un nuovo video delle tute spaziali AxEMU per le missioni Artemis
Realme: la trasformazione in sub-brand di OPPO è colpa della Cina?
PlayStation 6 si farà attendere: è tutta colpa della crisi delle memorie?
BWT Alpine chiude la prima tornata di presentazioni: una F1 diversa?
Beyond Good & Evil 2 non è stato cancellato: Ubisoft lo considera una 'priorità'
Qualcomm: il CEO ha guadagnato quasi 30 milioni di dollari nel 2025
AMD: 'Non importa cosa dice Intel, i migliori processori AI sono i nostri'
Non è solo colpa del mercato: il (vero?) motivo dietro i rincari delle GeForce RTX
3 smartphone ai prezzi più bassi di sempre: ecco i 10 prodotti TOP di questo weekend Amazon, con belle novità
Pwn2Own Automotive 2026 da record: 76 zero-day e la sicurezza delle auto sotto esame
Più watt, più bassi e subwoofer incluso: tre soundbar super economiche da non perdere su Amazon
Xiaomi POCO F8 Pro, un top di gamma a 549€: Snapdragon 8, 12GB/512GB, teleobiettivo, audio Bose e super batteria








4 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoPer come la vedo io, se hai dato l'ok all'inizio non puoi rompere le palle dopo anni.
Per come la vedo io, se hai dato l'ok all'inizio non puoi rompere le palle dopo anni.
Quoto in toto.
Che il motivo principale fosse detenere la prima posizione mi pareva ovvio anche all'epoca.
Dopo anni tornare sui propri passi non ha senso....sembra più una cosa all'Italiana, che prima dà i fondi poi controlla se ne avevi diritto...mah
Devi effettuare il login per poter commentare
Se non sei ancora registrato, puoi farlo attraverso questo form.
Se sei già registrato e loggato nel sito, puoi inserire il tuo commento.
Si tenga presente quanto letto nel regolamento, nel rispetto del "quieto vivere".