Mark Zuckerberg chiede aiuto ai governi sul controllo dei contenuti

Mark Zuckerberg chiede aiuto ai governi sul controllo dei contenuti

Secondo Zuckerberg i governi dovrebbero assumere un ruolo attivo nel controllo dei contenuti diffusi tramite internet

di pubblicata il , alle 18:01 nel canale Web
Facebook
 

La società moderna, si sa, sta vivendo un momento di oscurantismo dovuto a una serie di ragioni, tra le quali gioca un ruolo molto importante l'informazione. Con la centralità acquisita in tal senso da Google e da Facebook sono loro a discriminare spesso tra verità e falsità o, meglio, delegano questo compito a delle macchine, piuttosto che ad esseri umani, che lo svolgono automaticamente.

Mark Zuckerberg, per ovvie ragioni, è una delle personalità più spesso coinvolte nel dibattito: lo ha fatto nuovamente con una lettera aperta pubblicata dal Washington Post in cui sostiene che la responsabilità sul controllo dei contenuti è troppo grande per essere lasciata nella sua totalità alle aziende.

Mark Zuckerberg

Secondo Zuckerberg i legislatori dovrebbero intervenire con nuove leggi in quattro aree: "Contenuti pericolosi, integrità delle elezioni, privacy e portabilità dei dati". Continua il CEO di Facebook: "Molto spesso i legislatori ci accusano di avere troppo potere sull'informazione, e francamente sono d'accordo". Facebook ha creato "un organismo indipendente in modo tale che le persone abbiano la possibilità di appellarsi alle nostre decisioni". Da anni Facebook usa una redazione per aiutare gli algoritmi a distinguere il vero dal falso e a mettere in evidenza le notizie effettivamente rilevanti.

La lettera aperta arriva in seguito allo scandalo di Cambridge Analytica sull'uso improprio dei dati durante le campagne elettorali il che, tra le altre conseguenze, ha portato Zuckerberg a doversi difendere al Parlamento Europeo. Più recentemente, Facebook è stato accusato per non aver fermato la diffusione del filmato delle uccisioni di Christchurch, in cui 50 musulmani sono morti mentre pregavano. Il video è stato caricato sulla pagina Facebook dell'attentatore il 15 marzo ed è stato condiviso un milione e mezzo di volte prima dell'intervento di Facebook.

Zuckerberg non si è espresso direttamente sul caso, ma nei giorni scorsi Facebook ha fatto sapere in via ufficiale che sta valutando delle restrizioni ai live streaming, proprio sull'ondata di sdegno nata in seguito a ciò che è avvenuto a Christchurch. Si è anche parlato di giro di vite sui temi di nazionalismo e separatismo veicolati tramite il social network.

Dalla giornata di venerdì è partito anche il nuovo programma che prevede l'etichettatura dei messaggi di propaganda elettorale in vista delle elezioni del Parlamento Europeo. Su Facebook, questi messaggi verranno contrassegnati da etichette che indicano chiaramente chi è l'inserzionista, quanto ha pagato e qual è il pubblico che vuole raggiungere sfruttando la profilazione di Facebook.

"Penso che Facebook abbia la responsabilità di risolvere questi problemi e per questo parlerò con i legislatori di tutto il mondo" conclude Zuckerberg.

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10 Commenti
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magicken01 Aprile 2019, 18:12 #1
"...in cui sostiene che la responsabilità sul controllo dei contenuti è troppo grande per essere lasciata nella sua totalità alle aziende."
E' ovvio. Per me la responsabilita' non è mai del sito che ospita i contenuti (a meno che non sia stato gia' segnalato l'abuso), ma di chi 'scrive' il contenuto!
Si doveva gia' 'ribellare' quando ha dovuto assumere migliaia di persone per filtrare manualmente i contenuti.
Esempio portato all'estremo: se in una pagina in un minuto avvengono 1 miliardo di commenti da eliminare come si fa?
E se un sito non ha i miliardi di $ di facebook, ma milioni di persone che commentano che fa? Si fa i debiti solo per assumere persone per filtrare i contenuti?

(PS: ho sempre schifato facebook)
Mparlav01 Aprile 2019, 19:00 #2
Hanno creato piattaforme che consentono in tempo reale di condividere contenuti di qualsiasi tipo, è la loro forza, con la quale ci fanno miliardi ogni anno.

Ma ciò comprende i contenuti illegali (per i quali la legislazione è già adeguata).

Ora si assumano ogni onere finanziario e tecnico per restare nella legalità e la soluzione la devono cercare loro, come d'altronde ha ammesso lo stesso Zuckerberg.
Le falle sulle password "in chiaro" e sul trattamento dei dati personali, non hanno nulla a che fare con "carenze" legislative.
Charlie Oscar Delta01 Aprile 2019, 20:07 #3
poverino fa troppi miliardi per assumere personale, vuole che lo stato perda tempo e risorse, soldi pubblici, perchè a lui costa troppo..

iniziassero a fargli multe da 500mila dollari per ogni giorno che non è in regola, vedi come li trova gli operai e le soluzioni.
SpyroTSK01 Aprile 2019, 20:43 #4
Stiamo rasentando il ridicolo, cioè voi pensate veramente che Zuckerberg debba accollarsi al 100% le spese?

Se uno entra in un bar e fa rissa con qualcuno all'interno del bar oppure arriva e inizia a sparare a tutti, è colpa del barista perché ha aperto il locale?

Purtroppo internet è della massa, sia di quella dei deficienti e non. Quindi o ce li teniamo e andiamo a prenderli per i capelli oppure la censura così com'è strutturata internet è impossibile.
lemuel02 Aprile 2019, 00:27 #5

Stiamo davvero rasentando il ridicolo, anzi, la farsa

Pessimo esempio quello del bar e dei clienti che si azzuffano.
Si vede che Facebook ha degli strenui difensori, che sono probabilmente degli utenti con manie compulsive nell'uso dei social, oppure che condividono appieno il principio di considerare il web come la "gallina dalle uova d'oro", su cui però i governi devono stare alla larga per "non disturbare i manovratori", cioè coloro che hanno pieno e totale diritto sacrosanto ad arricchirsi a proprio comodo.

La logica sarebbe: tu mi garantisci l'impunità con leggi adeguate, stabilendo che chi pubblica, come utente, notizie con carattere di reato, è un delinquente che la legge deve perseguire, e invece io continuo tranquillamente a "fottermene" e a guadagnare "billions & billions" of dollars.
Cioè allo stato, alla collettività, gli oneri e i servizi gravosi, ed a me, il reuccio del sogno "amerikano", tutti i profitti del mio amabile "fottermene", scaricando sugli altri le responsabilità e le competenze.

E invece Facebook & Co non è un bar, nè un luogo pubblico.
Infatti per entrare bisogna autenticarsi, e Facebook segue tutti i passaggi dell'utente profilandolo in modo perfetto e inappuntabile.
Inoltre si serve del cliente, quasi sempre alla di lui insaputa, per "vendere" i suoi dati sensibili a terze parti, nella perfetta logica che tutto è mercato, tutto è "danaro".

Ma allora dov'è questa famosa "Intelligenza Artificiale"?
Ebbene, questa invece di servire ad accorgersi in tempo reale dei contenuti non appropriati, serve invece a profilare, a controllare, ad accogliere ogni input, ad arricchire chi gestisce il "servizio", cioè la perfetta macchina "cacadenaro", meglio se gratis.

Ma chi ha mai detto a Facebook di spalancare tutte le intimità all'ingresso di ogni input?
È ovvio, per dare un "servizio" migliore agli utenti, così questi, ben paghi e ampiamente gratificati della capacità di Facebook di amplificare ogni velleità esibizionistica degli utenti stessi, si iscrivono in massa ed elevano le "lodi al signore" e "deus ex machina" di tanta goduria.

Più Facebook soddisfa la mania di esibizionismo, più gli utenti glorificano Facebook, e ne diventano fedelissimi e zelantissimi sostenitori contro tutti coloro che si permettono di criticare la magnificità di tale prodigio.

A parte qualche eccezione per qualche raro utente che si pone qualche scrupolo etico a riguardo.

Ebbene, io non credo che il problema a questo punto sia quello di imporre a Facebook di pagare centomila addetti per verificare i contenuti, specie quelli a sfondo criminoso.
Ma certo, un metodo per sapere se gli utenti immettono materiali razzisti, che insultano e calunniano, che diffondono "fake news", che disonorano le Istituzioni, che screditano la conoscenza scientifica a favore di credenze medioevali o addirittura preistoriche, ebbene tale metodo bisogna pur trovarlo.

Non basta dire "se avete voluto la bicicletta, adesso pedalate", rivolgendosi agli utenti ed ai governi.
Ciò è semplicemente da faccia di bronzo, da furbetto che se ne lava le mani.

La responsabilità dei contenuti non può ricadere sugli utenti, ma va condivisa con chi quei contenuti li lascia diffondere.

Non è solo il ladro o il rapinatore quello da arrestare e condannare, ma anche i ricettatori e gli spalleggiatori.

Quando si compra merce rubata, la legge punisce chi la rivende ma anche chi la acquista incautamente, in quanto è fatto obbligo all'acquirente di accertarsi della legale provenienza della merce che si acquista.

Ad esempio se si rivende a un gioielliere un gioiello d'oro, specie oltre un certo valore, è richiesto per legge un documento che attesti che il gioiello sia di provenienza certa e documentata.

Certamente in un supermercato Esselunga, ad esempio, nessuno va a chiedere certificazioni sulla provenienza della merce, in quanto Esselunga (come altre catene di vendita), offre a priori la garanzia della lecita provenienza e se ne assume interamente la responsabilità commerciale e giuridica.

Ma Facebook fa il "finto tonto".
Mi ricorda la rèclame di un certo dado da brodo su Carosello (gli utilizzatori dei social, quasi tutti di tererissima età, non sanno di cosa si tratta), quando un certo tizio, in un cartone animato, diceva: " Mi non so, mi son foresto, per me tutto va ben, i triangoli, i quadrati, le righe per terra, tutto va ben, tutto fa brodo."

Ecco il modo di pensare e di proclamare di Facebook e di tutti coloro che "ciurlano nel manico" e se ne "fottono".
Come tanti ben pensanti a proposito dell'evasione fiscale, quando asseriscono che non sanno di cosa si stia parlando, senza che si possa dubitare che essi stessi evadono ma fanno finta di non sapere.

Allora, visto che siamo alla nona meraviglia dell'umanità (non alla nonna di Beethoven), utilizzino pure tutto il poderoso potenziale della IA per operare sui social.
Tutti sappiamo (vedi Report) come oggi la IA abbinata ai riconoscimenti di impronte e di profili facciali sia in grado di schedare tutta l'umanità, più i volti di vacche, porci, galline e domani di tutte le zanzare del pianeta, per controllare se fornicano senza permesso, o se si possono arricchire senza il consenso di chi "...puote ciò che si vuole, e più non dimandare...".

Ma smettete di prenderci per i fondelli!
Sapete benissimo che se si vuole filtrare in automatico filmati e messaggi, si può.
Ma questo però allontanerebbe molti utenti da Facebook, e quindi si potrebbero perdere quattrini e punti sul mercato delle azioni (azioni a mio giudizio moralmente riprovevoli).
Allora meglio proferir "glissam...", e rifarsi una "verginità" agli occhi dei fessi e creduloni chiedendo ai governi pene severissime per gli inserzionisti "reprobi", da perseguire da parte delle Istituzioni, lasciando stare una volta per tutte di "disturbare i manovratori"; lasciateli guadagnare in santa pace, perché essi solo il "sale della terra" e ci danno tante belle cose di cui non potremmo assolutamente fare più a meno.
magicken02 Aprile 2019, 09:59 #6
@lemuel

E' vero che loro debbano controllare, ma soprattutto segnalare alle autorita' chi scrive e diffonde cose illegali, pero' non possono essere definiti 'complici' come gli spalleggiatori.
Ad esempio: se tu su questo forum esci pazzo e scrivi e diffondi cose illecite perche' mai hwupgrade dovrebbe essere tuo complice?
Non si deve dare la colpa a facebook perche' ci fa i miliardi di $ (ripeto che io odio facebook), le regole devono essere uguali sia per i siti miliardari che per i siti poveri!
Non è giusto che se io domani apro un blog a 0 euro di guadagni e qualche deficiente scrive cose odiose io debba rimetterci (ovviamente devo al piu' presto POSSIBILE rimuovere il contenuto)!

"...Ma certo, un metodo per sapere se gli utenti immettono materiali razzisti, che insultano e calunniano, che diffondono "fake news", che disonorano le Istituzioni, che screditano la conoscenza scientifica a favore di credenze medioevali o addirittura preistoriche, ebbene tale metodo bisogna pur trovarlo."
Bisogna pur trovarlo significa che ci potrebbero volere anche anni! Non farla semplice...
Charlie Oscar Delta02 Aprile 2019, 13:47 #7
nell'esempio del bar, se è ritrovo di pregudicati o accadono risse, per motivi di ordine pubblico il prefetto ritira la licenza e ordina la chiusura per settimane, mesi, dipende dalla gravità degli avvenimenti.
piwi02 Aprile 2019, 14:55 #8
In effetti, come oggetto di paragone ... non era dei migliori ... !
-MiStO-02 Aprile 2019, 16:12 #9
A mio avviso il problema di fondo è che fb è nato e pensato per essere profittevole in "malafede" fin dal principio, usando qualsiasi modo, lecito o meno, per profilare il più minuziosamente possibile gli utenti (e non!, ricordiamo i ghost profiles) e guidarli nelle loro scelte e visualizzazioni, non si spiegano altrimenti i clamorosi buchi nella privacy, l'invadenza / "invasività" del sistema, e la lotta per non essere inquadrato come editore (con le responsabilità che questo comporta): dargli una raddrizzata ora costa, e parecchio....

Ma ora che il losco sta venendo a galla, e dopo aver sfruttato il tutto per far diventare il social un colosso da miliardi di $ di valore e monopolista del settore, mi sembra quantomeno sfacciato scaricare le responsabilità all'esterno(utenti, governi o enti che siano):
Mark si è fatto carico degli onori (leggi vagonate di profitti), DEVE farsi carico degli oneri necessari per tenere in piedi legittimamente il suo sistema
Charlie Oscar Delta02 Aprile 2019, 16:16 #10
mi ricorda un po' la sindaca virginia raggi che vuole chiamare l'esercito per tappare le buche.

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