Maine primo stato USA a vietare i data center: Sanders e AOC spingono per replicarlo a livello federale
Il Maine si appresta a diventare il primo stato USA a bloccare i nuovi data center sopra i 20 MW: la legge LD 307 impone una moratoria fino a novembre 2027 per valutare l'impatto su rete elettrica e ambiente. Altri dieci stati pronti a seguire
di Andrea Bai pubblicata il 07 Aprile 2026, alle 12:01 nel canale WebIl Maine si appresta a diventare il primo stato americano a vietare la costruzione di nuovi data center di grandi dimensioni. La Camera dei Rappresentanti dello stato ha approvato la legge LD 307 (House Bill 307), che impone una moratoria sulla costruzione, i permessi e l'operatività di qualsiasi data center con un carico elettrico pari o superiore a 20 megawatt, soglia corrispondente al fabbisogno energetico di circa 15.000 abitazioni. Il provvedimento è ora atteso al Senato, dove si prevede la sua approvazione, per poi essere firmato dalla governatrice democratica Janet Mills. Una volta completato l'iter, la moratoria resterà in vigore fino a novembre 2027.
La genesi del disegno di legge
Il disegno di legge è stato introdotto a gennaio 2025 dalla deputata statale Melanie Sachs (D-Freeport), presidente della commissione Energy, Utilities and Technology, ma era rimasto in sospeso alla fine della sessione legislativa precedente. A febbraio 2026 Sachs ha aggiunto la clausola della moratoria al testo originale, che inizialmente prevedeva solo la creazione di un organo consultivo statale. In un'audizione, la deputata ha spiegato che gli effetti dei data center sulla rete elettrica e sull'ambiente hanno spinto i legislatori a "adottare un approccio proattivo, diverso da quello di qualsiasi altro stato finora".

La legge istituisce anche il Maine Data Center Coordination Council, un organismo con il mandato di tutelare i consumatori dalle variazioni tariffarie, garantire la stabilità della rete, ridurre l'impatto ambientale e favorire uno sviluppo economico responsabile. È il braccio operativo attraverso cui lo stato intende valutare i rischi e i benefici del settore nel periodo di pausa.
Il contesto energetico del Maine
I prezzi dell'elettricità nello stato sono aumentati di quasi il 60% tra il 2021 e il 2026, un incremento già pesante per famiglie e imprese prima ancora che si materializzino grandi impianti energivori. Il timore principale è che data center da decine o centinaia di megawatt vadano ad aggravare ulteriormente questa pressione sulla rete, un sistema già sotto stress soprattutto nei mesi invernali.

L'opposizione più esplicita all'interno del parlamento statale viene dal senatore repubblicano Matt Harrington (R-Sanford), che ha denunciato come la moratoria metterebbe a rischio circa 100 posti di lavoro a lungo termine nel suo distretto, dove un'azienda aveva già acquistato terreni e avviato l'iter autorizzativo per un impianto da 100-300 MW. Il voto in commissione è avvenuto lungo linee di partito, con i democratici favorevoli e i repubblicani contrari.
Un segnale per il resto del paese
"Credo che il Maine sia il canarino nella miniera di carbone", ha dichiarato Anirban Basu, economista capo dell'Associated Builders and Contractors, citato dal Wall Street Journal. "Il Maine sarà il primo di molti stati ad adottare simili moratorie". Una previsione tutt'altro che campata in aria: secondo il WSJ, almeno altri dieci stati stanno valutando misure analoghe, e New York, South Carolina e Oklahoma hanno già presentato disegni di legge simili. In una fase precedente del 2026, sei stati erano già identificati come potenzialmente orientati verso un blocco.
Sul piano federale, il senatore Bernie Sanders (I-VT) e la deputata Alexandria Ocasio-Cortez (D-NY) hanno presentato il 25 marzo l'AI Data Center Moratorium Act, che introdurrebbe una pausa nazionale indefinita sulle nuove costruzioni fino all'approvazione di una regolamentazione federale sull'intelligenza artificiale. Il provvedimento ha scarse probabilità di passare nel Congresso a maggioranza repubblicana, ma segnala quanto il tema stia diventando politicamente centrale. Più di 200 gruppi ambientalisti hanno scritto al Congresso chiedendo misure simili.
Midterm 2026 e il lobbying tech
Il tema data center e AI si avvia a diventare uno dei punti di scontro delle elezioni di midterm 2026. "C'è una fortissima paura degli elettori nei confronti dei data center e dell'AI", ha detto l'avvocato Tony Buxton dello studio Preti Flaherty al WSJ. Dal lato opposto, le grandi aziende tecnologiche stanno alimentando gruppi di lobbying con centinaia di milioni di dollari per orientare l'opinione pubblica prima del voto, come riportato dal Financial Times. La partita si gioca quindi su due piani contemporaneamente: quello legislativo statale, dove i democratici del Maine hanno già fatto la prima mossa, e quello della comunicazione, dove i colossi dell'AI dispongono di risorse enormemente superiori.
Nel frattempo, la sola prospettiva di regolamentazioni restrittive sta già producendo effetti concreti sull'industria. Nella seconda metà del 2025 diversi progetti di data center sono stati cancellati prima ancora di arrivare a una fase autorizzativa avanzata. Tracey Hyatt Bosman, consulente specializzata nella selezione di siti per infrastrutture digitali, ha osservato che le normative locali proposte funzionano già da deterrente per i promotori.










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11 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoVolevo solo ricordare che la IA non è un servizio di stato ma roba di privati,in cui guadagnano i privati (pochi) per far pagare il servizio ad altri privati (il popolino) in cui gli stessi privati (il popolino) ci deve mettere soldi indirettamente per fare guadagnare altri privati (i pochi) che hanno in mano il servizio IA.
Ricordo che qui in Italia abbiamo inondato la FIAT di soldi,per far guadagnare poche persone,togliendo risorse destinate alle persone comuni.
Volevo solo ricordare che la IA non è un servizio di stato ma roba di privati,in cui guadagnano i privati (pochi) per far pagare il servizio ad altri privati (il popolino) in cui gli stessi privati (il popolino) ci deve mettere soldi indirettamente per fare guadagnare altri privati (i pochi) che hanno in mano il servizio IA.
Ricordo che qui in Italia abbiamo inondato la FIAT di soldi,per far guadagnare poche persone,togliendo risorse destinate alle persone comuni.
Eh si le infrastrutture high tech sono un male.
Poi glielo diranno che è il settore più usato dagli USA per esercitare influenze geopolitiche.
Poi glielo diranno che è il settore più usato dagli USA per esercitare influenze geopolitiche.
Ah si.. se gli USA continuano così le influenze geopolitiche le eserciteranno forse in Venezuelan( addirittura Trump si è detto pronto a candidarsi come Presidente ) e Santo Domingo...
Poi glielo diranno che è il settore più usato dagli USA per esercitare influenze geopolitiche.
Invece il Maine ha fatto bene, che si tratti di destra o sinistra: valutare impatti su ecosistema di base dell'uomo è un must.
In pratica i datacenter richiedono sempre più energia e per la legge della domanda e dell'offerta i prezzi salgono.
Chiaro si potrebbe aumentare l'offerta ma anche senza considerare gli approvvigionamenti che con la situazione geopolitica attuale non sono da sottovalutare, ci vogliono anni per costruire o ampliare le centrali elettriche.
Tempo fa le big tech si sono lamentate che in Europa ci vuole troppo tempo per ottenere i permessi per grossi datacenter, beh adesso salta fuori che era giusto così perché non puoi costruire un datacenter da millemila gigawatt senza preoccuparti di come viene alimentato.
Abbiamo passato gli ultimi decenni ad incrementare le quote delle rinnovabili nel mix energetico e ora la AI sta distruggendo tutto quello che è stato fatto.
La AI è una grande innovazione, ma non possiamo pagarla in modo così disastroso.
Across 140 construction projects, data centers representing at least 16 gigawatts of capacity are slated to come online before the end of 2026. However, only around 5 GW are currently under construction, and typical build times range from 12 to 18 months. Another 16 GW remains in the "announced" stage with no clear signs of progress.
Il limite è la produzione e l'infrastruttura elettrica (tant'è che stanno mettendo le turbine a gas).
Il Maine, che ha un buon base rinnovabile ma usa anche tanto gas, evidentemente non vuole sovrasfruttare quest'ultimo, soprattutto se a scapito delle altre utenze.
Ma anche no. Anzi ... viste le storture generate sul mercato dei componenti c'è bisogno di un bel rallentamento.
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