Libra, per la BCE urge una regolamentazione adeguata

Libra, per la BCE urge una regolamentazione adeguata

Un esponente della Banca Centrale Europea ritiene irresponsabile consentire lo sviluppo di nuovi servizi finanziari in una situazione di vuoto normativo

di pubblicata il , alle 13:21 nel canale Web
Facebook
 

Benoit Coeure, membro del consiglio esecutivo della Banca Centrale Europea, ha dichiarato che le autorità di controllo finanziarie devono agire velocemente per prepararsi all'avvento della stablecoin Libra che Facebook ha annunciato nelle scorse settimane, e di cui abbiamo parlato in questo articolo di approfondimento.

Coeure ha dichiarato come sia irresponsabile consentire lo sviluppo di nuovi servizi finanziari e asset class in una situazione di vuoto normativo: "Dobbiamo operare più rapidamente di quanto siamo stati in grado di fare fino ad ora". Secondo Coeure lo sviluppo di asset digitali ha messo in mostra le lacune delle attuali normative finanziare, evidenziando inoltre la lentezza delle banche nell'adozione di nuove tecnologie.

"Tutti questi progetti sono utili campanelli dall'armpe per regolatori e autorità, dal momento che incoraggiano a sollevare una serie di domande e possono consentirci di migliorare il modo in cui operiamo" ha affermato Coeure.

Fino ad ora la BCE ha mantenuto un approccio cauto verso i crypto asset, mostrando tuttavia qualche punta di scetticismo come ad esempio nelle dichiarazioni di Ardo Hansson, membro del Consiglio Direttivo della Banca Centrale Europea e presidente della Banca Centrale dell'Estonia, che negli scorsi mesi ha descritto le criptovalute come un "completo mucchio di assurdità".

Libra comunque sembra aver scosso nel profondo autorità e istituzioni: nelle scorse settimane, dopo l'annuncio di Facebook, il Comitato per i servizi finanziari della Camera dei Rappresentanti del Congresso degli Stati Uniti ha chiesto che Facebook e i partner sospendano lo sviluppo della stablecoin. Una richiesta che giunge a seguito delle pressioni di vari gruppi affinché il Congresso implementasse una moratoria.

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14 Commenti
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Sandro kensan08 Luglio 2019, 13:32 #1
Questi di facebook non vogliono creare una criptomoneta ma vogliono incamerare miliardi di dollari e di euro in cambio di token dal valore nominale di 1 dollaro o 1 euro.

Questi miliardi di dollari che racimolano per il solo fatto di essere negli smartphone di quasi tutto il mondo finiscono nelle loro tasche e possono farne quel che vogliono anche se dovranno salvare le apparenze.

Faranno riserva frazionaria? Terranno sui loro conti il 20% della valuta FIAT incamerata e il resto lo spenderanno? Se un domani il castello casca chi mai rimborserà i token digitali da 1 euro alla gente che vorrà euro e non libra? Una mega truffa.

Almeno i bitcoin hanno una indeterminatezza nel loro valore e la gente lo sa e inoltre non c'è alcun bollino blu dietro i bitcoin a truffare la gente.
Notturnia08 Luglio 2019, 13:40 #2
i bitcoin sono azioni speculative.. per questo non fanno paura a nessuno da quando le grosse finanziarie hanno iniziato a giocarci e farci i soldi..
Libra è il tentativo di Facebook di creare una nazione virtuale con cittadini, soldi propri (esentasse), bisogni e servizi.. è una manna.. avere un miliardo e mezzo di sudditi che trasformano soldi veri in bit da poter gestire.. una volta convertiti FB avrà liquidità.. più di Apple.. e potrà farci quel che vuole.. e se oggi conosce solo i gusti dei suoi sudditi domani conoscerà anche cosa comprano e quanto sono disposti a spendere.. una specie di Ready Player One portato nel mondo reale dove la pubblicità è presente
Unax08 Luglio 2019, 14:16 #3
meglio la pizza di fango del camerun è più sicura
Univac08 Luglio 2019, 14:42 #4
Scusate, ma quando acquistate credito su piattaforme digitali (esempio steam, playstation, amazon ecc.. ecc.) non e' esattamente la stessa cosa?
Perche' loro si e facebook no?
VeG08 Luglio 2019, 15:50 #5
Troppa gente da aria alla bocca (o alla tastiera) senza conoscere minimamente gli argomenti nè tantomeno informarsi.
Basterebbe che il 20% della popolazione italiana (molto meno probabilmente, sono andato larghissimo) chiedesse indietro la propria liquidità alle istituzioni finanziarie per farvi capire cosa significhi eventualmente avere un sistema decentralizzato.
Non ha nulla a che vedere con Libra che vedo semplicemente come l'acceleratore di un processo di tokenizzazione inevitabile (JP Morgan e le altri grande banche internazionali hanno dichiarato negli ultimi mesi che stanno lavorando a questo in quanto trattasi di "processi inevitabili" che altresì porterebbero al fallimento delle istituzioni stesse grazie al crollo dei guadagni sulle transazioni).
In ogni caso, staremo a vedere.
Jackari08 Luglio 2019, 19:45 #6
Originariamente inviato da: VeG
Troppa gente da aria alla bocca (o alla tastiera) senza conoscere minimamente gli argomenti nè tantomeno informarsi.
Basterebbe che il 20% della popolazione italiana (molto meno probabilmente, sono andato larghissimo) chiedesse indietro la propria liquidità alle istituzioni finanziarie per farvi capire cosa significhi eventualmente avere un sistema decentralizzato.
Non ha nulla a che vedere con Libra che vedo semplicemente come l'acceleratore di un processo di tokenizzazione inevitabile (JP Morgan e le altri grande banche internazionali hanno dichiarato negli ultimi mesi che stanno lavorando a questo in quanto trattasi di "processi inevitabili" che altresì porterebbero al fallimento delle istituzioni stesse grazie al crollo dei guadagni sulle transazioni).
In ogni caso, staremo a vedere.


jp morgan....
sono evidentemente situazioni da normare...altro che inevitabile....
Zenida08 Luglio 2019, 22:28 #7
Fin quando Libra è limitata ai servizi di FB allora è credito e bisogna considerarlo come tale.

Ma se FB, come è probabile che accada, riuscirà a scambiare la sua moneta anche al di fuori, allora sarà una valuta a tutti gli effetti.

Ormai i confini politici di una moneta sono arrivati alla fine e le istituzioni non possono regolamentare facilmente degli scambi che avvengono sulla rete dove questi confini non esistono.

Non si tratta di comprare in euro da un sito americano. Si tratta di usare una valuta digitale ovunque nel mondo.
E chiaramente tutto continuerà a funzionare fin quando questa valuta sarà accettata come mezzo di scambio e la fiducia resterà alta (ovvero quello che avviene con la moneta tradizionale)

Onestamente, non credo sarà facile regolamentare questa situazione.
Puoi bloccare una società come FB con una legge americana, ma non puoi bloccare una criptovaluta senza proprietari di sistema.

Iniziamo a perseguire tutti quelli che detengono criptovalute? Non credo si possa fare
Delling08 Luglio 2019, 23:29 #8
Libra non è una vera cryptomoneta... è gestita da un'ente, che può ricevere tutte le pressioni del caso. Anche tecnologicamente di crypto c'è relativamente poco...

Al massimo può essere uno strumento per evitare un'eccessiva diffusione delle *vere* criptovalute, quelle decentralizzate che non puoi bloccare in nessun modo.
mail9000it09 Luglio 2019, 09:47 #9
Originariamente inviato da: Zenida
Onestamente, non credo sarà facile regolamentare questa situazione.
Puoi bloccare una società come FB con una legge americana, ma non puoi bloccare una criptovaluta senza proprietari di sistema.


Dal momento che FB intende (giustamente) avere un cambio stabile (probabilmente legato al dollaro) il sistema avrà un proprietario e potrà essere controllato.
FB userà la tecnologia delle cryptovalute (blockchain) ma non la loro filosofia.

Lo scopo di FB è duplice: diventare un gestore di pagamenti a livello mondiale tipo PayPal; diventare una banca, nel senso di gestire dei conti paragonabili a una carta di credito prepagata.
Questo permetterà a FB a generare utile dalle transazioni e soprattutto di avere una liquidità pazzesca con tutto il denaro precaricato.

Normalmente il denaro di una prepagata non genera interessi per l'utente ma la banca più investirlo in vari modi e guadagnarci.
VeG09 Luglio 2019, 10:38 #10
Negli ultimi commenti, ci sono riflessioni sensate e con cognizione di causa, fortunatamente. Per il Signor Jackari: prenditela col CEO di JP Morgan, non con il sottoscritto.

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