Le nostre chat sono salve, Chat Control affonda: marcia indietro dell'UE sulla controversa misura
La presidenza danese del Consiglio dell'Unione Europea avrebbe comunicato il ritiro della disposizione più dibattuta del regolamento contro gli abusi sessuali sui minori: la scansione obbligatoria delle chat private. Una decisione che arriva dopo settimane di resistenze politiche
di Nino Grasso pubblicata il 03 Novembre 2025, alle 10:51 nel canale WebLa presidenza di turno dell'Unione Europea ha comunicato agli ambasciatori dei 27 Stati membri una decisione destinata a segnare la fine di uno dei capitoli più divisivi nella storia della regolamentazione digitale europea. La Danimarca, che attualmente guida il Consiglio UE, ha formalmente ritirato la disposizione che avrebbe obbligato piattaforme di messaggistica a scansionare automaticamente le comunicazioni private degli utenti alla ricerca di materiale pedopornografico. A riportarlo è l'ANSA.

La proposta, nota con il nome di Chat Control, rappresentava la parte fondamentale del regolamento europeo per la prevenzione e la lotta contro gli abusi sessuali sui minori, ma aveva scatenato critiche feroci da parte di esperti di sicurezza informatica, difensori dei diritti digitali e numerosi governi nazionali. Secondo quanto riportato da fonti diplomatiche europee, la presidenza danese ha inviato una nota ufficiale il 30 ottobre 2025 proponendo un cambio radicale di approccio alla normativa. La comunicazione ha confermato l'eliminazione degli "ordini di rilevamento" obbligatori, mantenendo invece il regime volontario attualmente in vigore, che permette alle aziende tecnologiche di collaborare spontaneamente nella ricerca di contenuti illeciti.
Il sistema attuale, tuttavia, è destinato a scadere nel 2026, creando un vuoto normativo che Bruxelles intendeva colmare con Chat Control. La decisione di Copenaghen rappresenta un compromesso dettato dalla necessità: proseguire con la proposta originale avrebbe significato andare incontro a un fallimento certo in sede di votazione.
Il percorso legislativo di Chat Control è stato caratterizzato da ostacoli crescenti che hanno reso evidente l'impossibilità di raggiungere un consenso sufficiente. La Germania ha rappresentato il principale oppositore della normativa, con il Ministero della Giustizia tedesco che ha dichiarato apertamente come la sorveglianza di massa dei messaggi privati debba rimanere un tabù in uno Stato di diritto. Anche il Parlamento europeo aveva già espresso perplessità significative, eliminando i controlli indiscriminati e prevedendo invece la possibilità di monitorare esclusivamente individui e gruppi specifici già sotto osservazione investigativa. La presidenza danese aveva tentato per due volte di presentare proposte di compromesso alternative, ma senza raggiungere la maggioranza qualificata necessaria in Consiglio.
Il documento presentato dalla presidenza danese introduce modifiche sostanziali rispetto alla versione precedente del regolamento: le piattaforme di messaggistica non saranno più obbligate a implementare sistemi di scansione automatica dei contenuti, ma dovranno comunque effettuare valutazioni periodiche del rischio di abusi attraverso i propri servizi. Il rilevamento volontario di materiale pedopornografico rimarrà una delle possibili misure di mitigazione che le aziende potranno adottare autonomamente. La proposta mantiene altre disposizioni del testo originale, tra cui la possibilità per le autorità di emettere ordini di blocco e rimozione di contenuti illeciti, oltre agli obblighi di segnalazione per le piattaforme che individuano materiale sospetto.
Un elemento significativo della nuova proposta riguarda l'inclusione di una clausola di revisione che consentirebbe alla Commissione Europea di valutare in futuro la necessità e la fattibilità tecnica di reintrodurre obblighi di rilevamento. La clausola rappresenta un compromesso che tiene aperta la porta a sviluppi tecnologici futuri che potrebbero permettere forme di monitoraggio meno invasive della privacy.

Le obiezioni mosse contro Chat Control riguardavano anche aspetti tecnici fondamentali: la proposta originaria avrebbe richiesto l'implementazione di sistemi di scansione lato client, una tecnologia che permetterebbe di analizzare i contenuti dei messaggi prima che questi vengano cifrati e inviati. Gli esperti hanno subito evidenziato come tale approccio sarebbe equivalente a creare una backdoor nei sistemi di cifratura end-to-end, compromettendo la sicurezza non solo contro accessi governativi, ma anche contro attacchi informatici da parte di criminali e governi stranieri. L'Electronic Frontier Foundation aveva lanciato l'allarme definendo la proposta come una minaccia esistenziale alla privacy online.
Applicazioni come Signal avevano minacciato di ritirarsi completamente dal mercato europe, e oltre 40 aziende tecnologiche europee avevano firmato una dichiarazione congiunta contro la normativa, evidenziando i potenziali danni all'industria tecnologica del continente. La rimozione della proposta dall'agenda del Parlamento europeo aveva già segnato un primo importante arresto del progetto e, dopo le difficoltà con Chat Control, l'Unione Europea ha rilanciato con ProtectEU, un'altra proposta che ha riacceso il dibattito sulla sorveglianza digitale. Le istituzioni europee si trovano quindi a scegliere come bilanciare esigenze di sicurezza pubblica con la protezione dei diritti fondamentali dei cittadini, un equilibrio che risulta difficile sul piano tecnologico, dove le implicazioni tecniche sono complesse e spesso controintuitive per i legislatori.










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5 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoGrazie Germania.
Piuttosto potenziassero e dessero sempre maggiori risorse alle varie Polizie Postali, per andare a pescare e dare un volto reale nel darkweb a tutti i vari sub-umani e ai loro schifosi, luridi, sporchi traffici !
Che purtroppo chi c'è dietro per davvero a questa immondizia non sta certo "in chiaro" su Whatsapp ! Leggo anch'io le notizie, lo so che beccano gente con questo materiale anche nella semplice galleria del telefono (e sono contento che li becchino e puniscano) ma "la testa del serpente" da tagliare è da tutta altra parte.
Da un lato sono felice che qualcuno si oppone al far diventare l'Europa un grande "stato di Polizia" dall'altro mi rattristo nel constatare ogni giorno di quanto male, quanta fogna scorre di fronte a noi...
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Figurarsi. C'era da aspettarselo. Vediamo come si evolve la discussione, ma la direzione che vogliono prendere mi sembra chiara.
Controlli "preventivi" su tutti i devices, media, social...e dov'è il problema ?
Tanto "se non si ha nulla da nascondere, eh !"
C'è solo da sperare che come la volta scorsa qualcuno si impunti per non far passare l'ennesima restrizione, come misura proteggi minori.
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