La tragica storia di Sophie: morta suicida a soli 29 anni. La madre incolpa l'intelligenza artificiale
Sempre più persone vulnerabili cercano conforto nei chatbot, ma dietro risposte apparentemente empatiche si nasconde una tecnologia incapace di affrontare le complessità della sofferenza psicologica reale. La storia di Sophie, 29enne suicida, raccontata dalla madre.
di Lorenzo Tirotta pubblicata il 25 Agosto 2025, alle 16:14 nel canale WebChatGPT










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31 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - info"giunta la sua ora? "in una prospettiva immanente alla persona quindi...
ma hai aggiunto il riferimento "sopravvissuti",
non è qualcosa di certo quindi
una persona può suicidarsi perchè non vede vie di scampo, da sola
Affermazione che fa a dir poco rabbrividire. Di certo non conferma la premessa che millanta rispetto per vittime e sopravvissuti.
Persona zoppa cade dentro un tombino aperto, sbatte la testa e muore. Abolire tutte le fogne, aumentare sicurezza, inventare nuovi sistemi di blocco, far capire alle persone quanto sono pericolosi i tombini.
Ma fatemi il piacere. Con tutto il rispetto per le persone malate ma non per questo bisogna affossarci tutti insieme con loro. Aiutare certo, assolutamente. Ma non far morire tecnologie indispensabili per il futuro dell'umanita' a causa di eccezioni umane.
"perdona loro, perché non sanno quello che fanno"
Non sai cosa fare nella vita, vai a lavorare. Renditi utile in qualche modo...
Che i veri problemi sono altri, cosa che i moccosi non possono comprendere.
Ma lasciamo perdere che poi scatta il buonismo che farà fallire l'occidente
classico discorso da chi non comprende il disagio che i problemi mentali possono comportare...
sappi che senza un aiuto solido e spesso farmacologico non ne esci... soprattutto se si è circondati da gente che ti dice esci vai a divertirti che vedrai che passa..
pochetta intellettuale....
bio
non mi stupisce
Abbiamo cresciuto delle generazioni di smidollati, troppo abituati alla bambagia e ad avere tutto pronto per stupirci che non siano in grado di gestire la minima difficoltà non appena si presenta e "risolvere" in modo definitivo. Ma va benissimo così, alla fin fine siamo 7 miliardi di troppo nel globo, tanto vale iniziare da chi si sente inutile perchè sotto sotto lo è.sappi che senza un aiuto solido e spesso farmacologico non ne esci... soprattutto se si è circondati da gente che ti dice esci vai a divertirti che vedrai che passa..
pochetta intellettuale....
bio
In realtà non è corretto nemmeno quello che scrivi te in quanto per la natura stessa di certe malattie è difficilissimo se non impossibile monitorare i numeri.
Di conseguenza le statistiche disponibili sono sempre relative ai casi severi in cui la malattia è persistente e intensa. Ciò però non ci dice niente su quanti casi esistono in cui il singolo riesce a far fronte alla problematica in autonomia.
Di fatto potrebbero esserci un 80% di casi (sia chiaro numeri a caso a titolo di esempio) di persone che hanno avuti forme di depressione o ansiogene e sono riusciti a superarle in autonomia senza che il dato sia particolarmente noto.
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Detto ciò, perdonami ma una persona dotata di una normale intelligenza non puoi venirmi a dire che sia normale che si rivolge a una AI per risolvere problemi mentali di qualsiasi natura.
Un comportamento del genere secondo me denota più una ricerca tramite l'AI di conferme a una decisione già presa. Non a caso infatti l'AI tende a darti le risposte che cerchi e se cerchi risposte depressive quelle avrai.
L'AI NON può fare da terapista proprio perché ti spingerà sempre nella direzione che vuoi. Quindi se tendi a essere allegro ti supporta ma se hai problemi e tendi a essere depresso o ansioso ti spingerà in quella direzione con un processo che conferma quello che pensi.
Sia chiaro questo vale a 360°.... se sei un fan dell'elettrico e usi l'AI tenderà a confermarti che l'elettrico è TOP, viceversa ti propone contenuti che opposti.
Allora, procediamo con calma.
Abbiamo cresciuto una generazione che si meritava la bambagia. Dopo le privazioni di generazioni passate, mi sembra più che ovvio far risparmiare alla propria progenie qualunque tipo di sofferenza. Ora, che ci siano conseguenze a tale scelta è inevitabile, però mi focalizzerei un attimo sul concetto di utilità, emerso qualche volta di troppo in questi commenti.
Nessuno è utile. Nemmeno l'uomo più ricco della terra, o il più potente, o il più buono. Nemmeno tu che stai leggendo queste parole pensando "tanto non sta parlando di me". L'utilità di una persona è un'astrazione egoistica che in un modo o nell'altro riconduce sempre a un proprio tornaconto, che esso sia diretto, spirituale, morale, o anche di pura cattiveria.
Chi si sente inutile non merita di fare una fine diversa da chi non lo è (o non si sente tale). Questi ultimi hanno semplicemente perso contatto con qualsivoglia illusione ipnotica che li convincesse d'altrimenti. Comprendere che esistere al di fuori di ogni utilità sociale è la vera chiave per essere felici durante quelle 700'000 ore che ci vengono assegnate alla nascita... beh, non è la cosa più semplice quando si passa il tempo a comparare quanto la propria esistenza sia meno "utile" rispetto a chi ancora non ha capito che, alla fine, è tutto inutile.
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