La Corte UE dà ragione ad AGCOM: Google può essere chiamata a rispondere dei video pubblicati dai creator partner

La Corte UE dà ragione ad AGCOM: Google può essere chiamata a rispondere dei video pubblicati dai creator partner

La Corte di Giustizia dell'Unione Europea (CGUE) ha chiarito la posizione di Google in merito a un caso di video di YouTube che promuovevano il gioco d'azzardo e che ha portato a una sanzione da parte dell'AGCOM

di pubblicata il , alle 10:21 nel canale Web
Google
 

La Corte di Giustizia dell'Unione Europea (CGUE) è stata chiamata a esprimersi su un caso cruciale per il futuro delle piattaforme digitali e che coinvolge direttamente l'Italia: stabilire se un provider mantenga lo status di semplice hosting passivo quando condivide i ricavi pubblicitari con un creator. Si tratta di una questione che vede Google protagonista.

Il caso AGCOM contro Google

Tutto risale al mese di luglio 2022, quando l'AGCOM sanzionò Google Ireland con una multa da 750.000 euro per la presenza su YouTube di video che promuovevano il gioco d'azzardo online. Tali contenuti violavano il Decreto Dignità del 2018, che vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, sul gioco con vincite in denaro.

Google ha impugnato la sanzione davanti al Consiglio di Stato italiano, invocando l'esenzione di responsabilità prevista dalle norme europee sul commercio elettronico (Articolo 14 della Direttiva e-commerce) per i contenuti caricati da terzi.

AGCOM ha ribattuto sostenendo che l'esenzione non si applicasse al gioco d'azzardo e che il ruolo di Google non fosse neutrale sulla questione. Infatti, i video erano stati pubblicati da un creator legato a Google da un accordo commerciale di revenue-sharing. Prima di siglare l'intesa, Google aveva esaminato attivamente il canale, i video e i relativi metadati.

Il Consiglio di Stato ha così rinviato la questione alla CGUE con l'obiettivo di richiedere chiarimenti. Secondo la Corte europea, in queste condizioni Google non svolge un'attività puramente tecnica. Di conseguenza, Google non può beneficiare di deroghe di responsabilità. Il testo della sentenza della CGUE è disponibile online.

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